Comunicati

Quasi il 70% dei cittadini considera più agevole poter pagare il canone Tv in bolletta elettrica e il 60% lo ritiene un buon modo per contrastare l’evasione da questa tassa. Negativo invece il giudizio sul fatto che la nuova norma abbia apportato dei vantaggi a sostegno delle famiglie meno abbienti e per migliorare la qualità del servizio radio televisivo. Il 90% degli intervistati dichiara che investirebbe l’extragettito in progetti realizzati dalle associazioni civiche a sostegno delle fasce deboli della popolazioni e il 54% per ridurre la pubblicità e migliorare l’offerta televisiva.

Persiste ancora un po’ di disinformazione: il 14,4% dei cittadini pensa che il canone Tv vada pagato solo se si utilizzano i canali Rai, immaginando che basti il sigillo agli stessi per essere esonerati dal pagamento. Un ulteriore 30% ritiene che sia sufficiente possedere un computer, tablet o smartphone per essere tenuti al pagamento del canone.

Sono questi alcuni dei principali dati che emergono da un’indagine realizzata, fra febbraio e giugno su 300 utenti di età compresa tra i 31 e i 75 anni, nell'ambito del progetto “Luce sul canone” realizzato da Cittadinanzattiva, Federazione Confconsumatori – ACP e Movimento Consumatori e finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico.

Si terrà a Roma il prossimo 19 luglio, presso Sala Storica della Luiss Enlabs in Via Marsala 29/h dalle ore 9.30 alle ore 13.30, l’evento di presentazione dei dati del “Monitoraggio dei servizi sul territorio – Fuori dall'ospedale, dentro le mura domestiche”, promosso da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, con il contributo non condizionato di ABBVIE.

L’evento ha l’obiettivo di stimolare una riflessione sullo stato attuale dell’offerta dei servizi territoriali di cura e assistenza, facendo particolare attenzione ai nuovi assetti organizzativi (AFT, UCCP) previsti dalla L. 189/2012, al ruolo dei Distretti sanitari, alle cure primarie, alle nuove tecnologie (e-health), alle cure domiciliari, all'aderenza terapeutica e più in generale alla necessità di creare o rafforzare i percorsi assistenziali.

tortura

Dopo quasi trent’anni dalla ratifica italiana della Convenzione ONU, nel codice penale compare uno specifico reato di tortura. “Oggi dovremmo quindi essere particolarmente soddisfatti, ma quella appena approvata è una legge che non ci piace. Lontana dalle previsioni del testo della Nazioni Unite, la legge presenta limiti enormi, che porranno altrettanti problemi sul piano applicativo, col rischio di lasciare comunque impunite, o di punire inadeguatamente, diverse condotte che nei fatti integrano la tortura.” Dichiara Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva. Cittadinanzattiva è protagonista a partire da oggi, insieme ai co-promotori ActionAid Italia e Slow Food Italia, del II Festival della Partecipazione, in programma a l’Aquila fino al prossimo 9 luglio (www.festivaldellapartecipazione.org)

yeslogo copia

Un logo per il Servizio Sanitario nazionale: prosegue la campagna di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato #Yeslogo, un concorso promosso con i cittadini e i professionisti del SSN in occasione del quarantennale

Cittadinanzattiva-Tribunale per i Diritti del Malato, dopo aver lanciato ufficialmente nel mese di marzo, insieme alle oltre 100 associazioni aderenti al Coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici #YeSLogo, un’iniziativa per donare al SSN non solo una sua immagine, attraverso un logo costruito dal basso, attraverso la partecipazione di cittadini, professionisti della salute e della creatività, ma anche una consapevolezza diffusa dell’importanza della cura di questo bene comune e del ruolo che tutti noi possiamo avere per difenderlo e valorizzarlo.  

Già a novembre, grazie al contributo delle associazioni di pazienti erano state messe a fuoco, attraverso un primo focus group, 54 parole che descrivono il SSN del presente e del futuro.

Più di 70 eventi, oltre 300 ospiti per 4 giorni di dibattiti, concerti, spettacoli e buon cibo. La Ministra Marianna Madia protagonista dell’evento di apertura.

L’Aquila, 28 giugno 2017 - L'Aquila riparte dalla partecipazione. Più di 300 ospiti e oltre 70 eventi, tra dibattiti, lezioni magistrali, workshop, spettacoli teatrali e concerti, animeranno per 4 giornate piazze, strade, palazzi e cortili del capoluogo abruzzese.

Dal 6 al 9 luglio, il “cantiere più grande d'Europa” ospiterà la seconda edizione del Festival della Partecipazione: un laboratorio aperto e unico di idee, di confronto e di sperimentazione in una città simbolo di un’Italia da ricostruire, in maniera condivisa e trasparente, non soltanto con le opere pubbliche ma anche in relazione alla sua comunità.

Protagonisti saranno i cittadini comuni, il loro attivismo e il loro impegno, risorsa indispensabile per ristabilire una democrazia compiuta e qualificata, motori per un reale cambiamento, in meglio, dell’Italia e dei suoi territori. Quei “cittadini di serie A”, ai quali il Festival è intitolato, non perché all’Aquila si faranno classifiche di cittadinanza, ma perché è sempre più urgente e necessario, in un paese diviso dalle disuguaglianze, prendere sul serio l’appello del Presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno: «Non ci devono essere cittadini di serie B». 

medicina generale

Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva su medicina convenzionata: rivedere l’atto di indirizzo per sbloccare lo stallo del rinnovo delle convenzioni e rispondere meglio alle esigenze dei cittadini
“Sono anni che assistiamo ad una riorganizzazione della rete ospedaliera, indicata dal DM70 del 2015, caratterizzata da razionalizzazione ed alleggerimento dei servizi, ma che sarebbe dovuta avvenire contemporaneamente ad un contestuale potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale. Ma, nei fatti, quello che è avvenuto è che abbiamo meno offerta ospedaliera e meno offerta di servizi territoriali, in controtendenza con i bisogni di salute della popolazione, soprattutto per persone con disabilità, malati cronici e non autosufficienza, che necessitano di una maggiore presa in carico, integrata e non frammentata  sul territorio. In altre parole una promessa fatta ai cittadini ma purtroppo ancora disattesa", ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva a margine dell'assemblea congiunta di FIMMG, FIMP e SUMAI, alla quale è stata invitata a partecipare anche Cittadinanzattiva.

Si è svolto oggi nel parlamentino del Cnel a Roma il convegno conclusivo del progetto “Johnny, un viaggio tra diritti disattesi, sharing economy e nuovi canali di acquisto”, realizzato da Cittadinanzattiva, Federazione Confconsumatori–ACP e Movimento Consumatori grazie al finanziamento del Ministero dello sviluppo economico. Dopo un anno di attività sul territorio, di indagini e di ricerche le tre associazioni hanno presentato il lavoro svolto e si sono confrontate con Istituzioni, Autorità e attori del Mercato sulle priorità individuate in ogni settore: diritti dei passeggeri; servizi pubblici locali; e-commerce e sharing economy.

Dopo i saluti iniziali, sono state presentate brevemente le attività svolte dalle tre associazioni in tutta Italia: il seminario formativo, gli sportelli itineranti, le giornate di piazza, gli sportelli online, i materiali informativi, i video e le attività per i target specifici (ragazzi, giovani adulti e anziani). A seguire sono stati illustrati i risultati delle indagini di settore a cura del comitato scientifico, poi discussi nelle tre tavole rotonde, con esperti e ospiti prestigiosi.

Le persone cardiopatiche in Italia sono pari a sette milioni e mezzo, la percentuale rispetto all’intera popolazione è di oltre il 12%. Per ciò che concerne le patologie cerebrovascolari, l'ictus cerebrale rappresenta la prima causa di invalidità nel mondo, la seconda causa di demenza e la terza causa di mortalità nei paesi occidentali. Nel nostro Paese si registrano ogni anno poco meno di 200.000 casi di ictus, dei quali circa un terzo porta al decesso nell'arco di un anno e circa un terzo ad invalidità seria o significativa. La conseguenza di tale dato è che le persone che attualmente vivono con gli effetti invalidanti di un ictus in Italia hanno raggiunto la cifra di quasi un milione.

A fronte di questi dati, sono ancora poche le stroke units (o unità cerebrovascolari) sul territorio, a scapito delle Regioni del Sud: su 300 unità cerebrovascolari, sono operative circa 160, di cui l'80% ubicate nelle Regioni del settentrione d'Italia. Molto si potrebbe fare con la prevenzione, ma nel nostro Paese la percentuale di investimenti ad essa destinati è pari al 4,9% della spesa sanitaria, con una spesa pro-capite annua di 88,9€ contro, ad esempio, la spesa della Svezia pari a €123,4. Spagna e Francia si arrestano rispettivamente a €39,7 e €46,2, mentre la Germania arriva a €108,3.

Cittadinanzattiva, a meno di un mese dalla approvazione definitiva dei decreti attuativi della Riforma del Terzo Settore, è stata audita dalla Commissione Affari Sociali, chiamata a esprimere un parere al Governo, obbligatorio ma non vincolante. Al termine dell’audizione la Vice segretaria generale, Anna Lisa Mandorino, ha inviato una lettera aperta al Sottosegretario Bobba sui principali aspetti critici della legge a parere di Cittadinanzattiva, cioè l’approccio che privilegia gli enti erogatori di beni e servizi rispetto alle organizzazioni di tutela dei diritti, di intervento diretto sui beni comuni e di sostegno ai soggetti deboli; l’esclusione delle organizzazioni di tutela dei consumatori; il fatto di considerare fra le attività di interesse generale prestazioni legate dei LEA, i Livelli essenziali di assistenza, dopo tanti anni finalmente aggiornati, la cui erogazione è dovere non delegabile delle istituzioni anche perché a carico della fiscalità generale. Ecco il testo della lettera.

 “Gent.mo Sottosegretario Bobba,

faccio seguito all'incontro tenutosi presso la sede del PD negli scorsi giorni fra ministri, parlamentari e organizzazioni di terzo settore e avente a oggetto i decreti attuativi della riforma del terzo settore che stanno completando il loro iter, per richiamare la Sua attenzione sui due punti sollevati nel corso del mio intervento e che credo meritevoli di un Suo ulteriore riesame.

Mi riferisco, in particolare, all'articolo 5, comma 1, del Decreto recante “Codice del terzo settore” laddove sono elencate le attività che si considerano di interesse generale e che, se svolte, determinano l’inserimento nel Registro unico degli enti di Terzo settore.

stefano cucchi

Ci siamo costituiti nel primo processo presso la corte di Assise di Roma, promosso nei confronti di medici e infermieri dell’ospedale Sandro Pertini e di 3 agenti della polizia penitenziaria, unica associazione ammessa, grazie al prezioso lavoro dell’avv. Stefano Maccioni che ci ha rappresentato nel corso di questo lungo iter giudiziario protrattosi per oltre 6 anni, abbiamo ottenuto per ben due volte in Cassazione l’annullamento delle sentenze emesse dalla Corte di Assise di Appello di Roma.

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