Comunicati

Si terrà il prossimo 27 aprile a Roma, presso il Centro Congressi Cavour – Via Cavour, 50/a, dalle ore 9.30 alle ore 13.00,  la presentazione del XV Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità, dal titolo “In cronica attesa”, realizzato dal Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva.

Il Rapporto rappresenta il frutto dell’impegno delle circa 100 associazioni di malati cronici e rari che aderiscono al Coordinamento, mira a produrre informazione civica segnalando le carenze con cui si confrontano quotidianamente le persone affette da una patologia cronica e/o rara e ad inserirsi nel dibattito pubblico sulle politiche sociali e sulla sostenibilità del nostro sistema di assistenza sanitaria attraverso l’elaborazione di una piattaforma per la promozione di un sistema di welfare equo, universale e solidale.

abolizione superticket

Cittadinanzattiva su ticket sanitario: eliminare il superticket  per rilanciare il Servizio sanitario nazionale e garantire ai cittadini accesso alle cure.
Il superticket sanitario rappresenta un ostacolo all’accesso alle cure dei cittadini: è iniquo e per molti una ragione per rinunciare alle cure. E anche sul suo reale supporto economico al SSN ci sono dubbi: sulla carta è 834 milioni euro l'anno ma da alcuni approfondimenti il reale gettito si aggirerebbe intorno ai 500 milioni di euro. E su questo chiediamo una verifica puntuale e una operazione di trasparenza sul reale gettito.

Progetti di resilienza al terremoto e promozione della educazione civica. Chiediamo dati certi sullo stato di sicurezza delle scuole e impegni concreti per l’educazione civica

Scuole resilienti dopo i sismi verificatisi tra agosto-ottobre 2016 e gennaio 2017, pratiche e progetti diffusi di educazione civica “fai da te”. Sono queste le buone notizie di cui numerose scuole si fanno testimoni, accompagnate dal permanere di elementi critici e di incertezza in merito alle condizioni degli edifici scolastici e all’assenza o scarsa trasparenza dei dati. Ad esempio, sulle oltre 19mila scuole situate in zona a rischio sismico, di ben 14270 non sappiano se siano adeguate sismicamente; incertezze anche sugli esiti delle verifiche di vulnerabilità sismica negli edifici scolastici delle aree terremotate. E, ancora, dati vecchi e poco attendibili sulla sicurezza di gran parte delle scuole a causa dei ritardi nella messa online della nuova Anagrafe dell’edilizia scolastica.

Stamattina il TAR Lazio ha emesso la sentenza n. 3831/2017 che ha annullato la delibera della Giunta Comunale di Capena con la quale erano state aumentate le tariffe delle mense scolastiche.

L’aumento era stato contrastato da un gruppo di genitori di Capena che si sono attivati per tutelare gli interessi di tutta la comunità locale e da Cittadinanzattiva Lazio.

L’avvocato Gianluca Piccinni, difensore di Cittadinanzattiva e di circa 40 famiglie in tale giudizio, fa presente che “Tale risultato è importante perché rappresenta la prima pronuncia favorevole del Tar Lazio in materia di aumenti indiscriminati delle tariffe scolastiche e ciò a danno di tutte le famiglie in difficoltà economica.”

Centodieci le scuole partecipanti sui temi della sicurezza, dell’educazione al benessere, della cittadinanza attiva. Una sezione speciale “La scuola oltre il terremoto” dedicata alle iniziative messe in campo dagli istituti scolastici nelle zone colpite dai recenti sismi. Infine, una carrellata delle iniziative realizzate in sedici istituti con il progetto 10&lodeinsalute, sui temi dei corretti stili di vita e del benessere fra i più piccoli.

Sono questi i principali progetti che saranno presentati, attraverso la testimonianza diretta dei protagonisti e video-clip, durante la XI edizione del Premio per le Buone Pratiche a scuola “Vito Scafidi” promosso da Cittadinanzattiva. L’Evento si svolgerà a Roma, il 5 aprile dalle ore 9:30 alle ore 13:30, presso la Sala Igea dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, in Largo della Enciclopedia Italiana 4.

Si tiene domani e dopodomani ad Ascoli Piceno la Direzione nazionale di Cittadinanzattiva che ha deciso di dedicare una sessione speciale, in tutta la giornata di domani 18 marzo, all'approfondimento e dibattito sull'emergenza terremoto  dal titolo "No ricostruzione senza partecipazione: il protagonismo delle comunità" (il programma).

La giornata del 18 sarà caratterizzata da due focus tematici: uno sulla questione dello sviluppo e della ripresa partecipata dei territori colpiti dal sisma, e l'altro sul tema della informazione, tutela e partecipazione dei cittadini ai processi di ricostruzione. 

“Al nostro invito rivolto ai Presidenti delle Regioni, ha risposto inviando suoi rappresentanti autorevoli solo la Regione Marche. Assenti invece i vertici delle Regioni Abruzzo, Lazio e Umbria, che non hanno ritenuto di partecipare né di inviare loro rappresentanti. In un evento dedicato ad approfondire il rapporto tra istituzioni e cittadini e il ruolo della partecipazione nel processo di ricostruzione post-terremoto, si tratta di una assenza pesante”, commenta Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva. “A fronte di un’ampia partecipazione dei Comitati civici costituitisi sul tema, la mancata presenza di tre su quattro Regioni è emblema di una scarsa attenzione al ruolo e al confronto con i cittadini, di cui le popolazioni colpite dal sisma non sentivano proprio il bisogno.

Per Johnny marzo sarà un mese ricco di eventi. L’iniziativa, realizzata da Cittadinanzattiva, Federazione Confconsumatori - ACP e Movimento Consumatori, grazie al finanziamento del Ministero dello Sviluppo economico, prevede, tra le sue attività, incontri di formazione e informazione nelle piazze italiane rivolti ai cittadini su servizi pubblici locali, diritti dei passeggeri, ecommerce e piattaforme di economia collaborativa (sharing economy).

Grazie ad un maxi gioco dell’oca grandi e piccini potranno mettere alla prova, divertendosi, le loro conoscenze sui temi del progetto. Momenti di formazione e intrattenimento completeranno le attività degli operatori delle associazioni che saranno, per l’intera durata dell’evento, a disposizione per fornire informazioni utili, gadget e distribuire materiale informativo.

Seguendo la logica del “giocando si impara” attraverso le domande del gioco dell'oca i consumatori prenderanno confidenza con i propri diritti e doveri di cittadini.

L'attività di informazione e di sensibilizzazione è volta non solo alla diffusione di un consumo responsabile, ma anche a rendere consapevoli i cittadini del loro ruolo attivo nella valutazione e nel controllo dei servizi che utilizzano quotidianamente.

Il calendario degli eventi è disponibile sulla landing page del progetto, presente sul sito http://www.cittadinanzattiva.it/progettojohnny/. L’iniziativa prevede anche sportelli itineranti che girano l’Italia e offrono “on the road” ai consumatori consulenza e materiali informativi. A marzo lo sportello fa tappa a Roma, tutte le date sono presenti sempre nella landing page.

Una normativa spesso farraginosa e disomogenea, procedure molto complesse, difficoltà nel chiedere i contributi e ottenere l’immediata esecuzione dei lavori, agevolazioni fiscali e economiche inefficaci o insufficienti. Sono questi i principali problemi per i cittadini che sono stati colpiti dagli eventi sismici di agosto, ottobre 2016 e gennaio 2017, secondo quanto raccolto da Cittadinanzattiva attraverso le segnalazioni giunte al servizio di consulenza e tutela PiT e l’incontro diretto con i cittadini, nel corso delle attività messe in campo dall’associazione nelle aree. Un lavoro reso possibile anche grazie alla creazione di “Presidi civici delle comunità colpite dal sisma,” proprio nelle principali località del sisma.

Ma sono anche altri gli aspetti che preoccupano molto le persone in merito ad una serie di ritardi che continuano a registrarsi: nei sopralluoghi, nell’assegnazione dei SaE, nella rimozione delle macerie, nella definizione della procedura di rilascio del contributo di autonoma sistemazione (CAS) nell’individuazione delle aree che ospiteranno i moduli provvisori. Così come la mancanza di informazioni sulle prospettive di alloggio successive all’ospitalità in strutture alberghiere, in scadenza a fine aprile.

abolizione superticket

“Da anni chiediamo di abrogare il superticket di 10 euro sulla ricetta che, da provvedimento provvisorio del 2011, è diventato strumento definitivo per fare cassa e per allontanare i cittadini dal Servizio Sanitario Nazionale e rendere più difficile l’accesso alle prestazioni sanitarie. Infatti il combinato tra liste di attesa e caro ticket fa sì che, per una serie di prestazioni, in particolare quelle a più basso costo, il Servizio Sanitario Nazionale non sia più la prima scelta per i cittadini”, commenta Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva.

Per fare qualche esempio, l’esame delle urine nel privato costa circa 2,17€, mentre nel pubblico arriva a 16,17€ per effetto del superticket; l’emocromo in privato costa circa 9,89€, nel pubblico 20,89€ a causa del superticket. “Uno squilibrio che va superato subito” – aggiunge Aceti.

Buona la personalizzazione delle cure e la presa in carico del paziente. Da migliorare gestione dei tempi di attesa, informatizzazione e continuità assistenziale.
Online i risultati struttura per struttura, una guida per scegliere dove curarsi.

La gran parte delle strutture sanitarie garantisce una adeguata presa in carico dei pazienti oncologici attraverso equipe specializzate, attenzione alla personalizzazione del percorso di cura e rilascio del codice di esenzione già dal sospetto diagnostico nel 50% delle strutture. Buona la comunicazione con il paziente e i familiari, così come l’adeguatezza e il comfort degli spazi nei reparti di degenza e nei day hospital. Tuttavia permangono diversi nodi critici: innanzitutto sull’accesso alle prestazioni diagnostiche non garantite entro le 72 ore da una struttura su quattro. Ritardi e disomogeneità nell’accesso ai farmaci ospedalieri e mancata assunzione del personale a seguito della istituzione delle reti oncologiche. Nota dolente risulta anche la verifica della continuità assistenziale con percentuali insoddisfacenti per l’assenza della figura del case manager nella metà delle strutture e la mancanza di coordinamento con i medici di medicina generale alla dimissione del paziente.

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