Roma, 3 luglio 2006

Cittadinanzattiva su ddl competitività e DPEF: può iniziare una nuova stagione. Dieci proposte per rilanciare l’economia del nostro Paese tutelando i diritti dei cittadini

 

“Una riforma importante che riapre una stagione di sviluppo e crescita per il nostro Paese e dà peso e forza ai diritti dei cittadini consumatori”. Così valuta Cittadinanzattiva le misure varate lo scorso 30 giugno dal Ministro Bersani, sul quale “chiediamo al Governo di porre la fiducia in Parlamento, per respingere le forti spinte alla restaurazione che si stanno sollevando contro il decreto legge. Al Governo va la nostra solidarietà contro l’irresponsabilità di categorie, come quelle dei tassisti, che oggi scioperano per i privilegi di pochi contro i diritti di tutti”, afferma Giustino Trincia, vice segretario generale di Cittadinanzattiva.

“In questi decenni gli eccessi di corporativismo e le rendite di posizione hanno causato danni a nove cittadini su dieci, colpiti da un aumento indiscriminato delle tariffe. Ad esempio, le tariffe dei taxi sono cresciute, negli ultimi cinque anni, del 21%, quelle delle assicurazioni sui mezzi di trasporto del 34%. Sul versante dei farmaci, la vendita nella grande distribuzione porterà ad una riduzione dei prezzi tra il 25 e il 40% su circa il 10% dei farmaci (quelli da banco e da automedicazione) e creerà nuove opportunità di lavoro per giovani farmacisti”.

Nel corso dell’incontro di oggi fra il ministro Bersani e le associazioni dei consumatori in merito al DPEF 2007-2010, Cittadinanzattiva ha proposto una serie di interventi da assumere con il prossimo documento di programmazione economico e finanziario, per rilanciare il nostro Paese anche in Europa nei settori del fisco, servizi di pubblica utilità, istruzione, sanità, mobilità e trasporti, energia, giustizia e pubblica amministrazione.

“Le misure per rilanciare l’economia del Paese siano accomunate dalla volontà di prendersi cura dei beni comuni e promuovere e tutelare i diritti dei cittadini”, afferma Trincia. Queste le richieste di Cittadinanzattiva:

  1. Coinvolgere le associazioni civiche nella lotta all’evasione fiscale. Reintrodurre la tassa di successione per i patrimoni di elevata entità e incrementare la tassazione sui guadagni derivanti da investimenti finanziari.

  2. Investire su servizi efficienti e di qualità, liberalizzando il mercato con il controllo dello Stato che assicuri l’universalità e l’accessibilità dei servizi.

  3. In ambito sanitario puntare ad un migliore assetto del sistema, aggredendo lo scandaloso fenomeno delle liste di attesa ed eliminando gli sprechi che derivano, ad esempio, dal sottoutilizzo delle strutture e dei servizi pubblici esistenti.

  4. Nel campo dell’istruzione, investire sulla formazione delle giovani generazioni e dare adeguate risorse agli enti locali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici che versano in un preoccupante livello di degrado.

  5. Investire sulla rete autostradale, sulla rete ferroviaria e sul trasporto pubblico locale, per il quale chiediamo, ad esempio, utilizzo delle tasse di scopo sui veicoli più inquinanti, così come di una parte del prelievo fiscale che grava sui carburanti.

  6. Sul versante dell’energia, Cittadinanzattiva chiede lo sviluppo delle fonti rinnovabili e un piano per il risparmio energetico in ambito domestico, industriale, agricolo e nella pubblica amministrazione.

  7. Realizzare un’indagine sullo stato e il funzionamento dei servizi idrici, per avviare la prevenzione e la lotta agli sprechi.

  8. Definire un piano energetico nazionale, condiviso da tutte le parti sociali, che preveda strategie per il risparmio di energia, l’utilizzo di fonti rinnovabili e l’installazione degli impianti di rigassificazione.

  9. superare le gravi carenze di strutture, tecnologie, organizzazione e risorse umane del nostro servizio giustizia.

  10. promuovere un profondo ed urgente intervento per lo snellimento e la semplificazione della pubblica amministrazione italiana.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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