Trasferimento del Consiglio Nazionale dei Consumatori e Utenti dal Ministero dello Sviluppo Economico alla Presidenza del Consiglio dei Ministri; creazione dell’Istituto Nazionale per il consumo e di un fondo per la tutela dei diritti dei cittadini-consumatori; introduzione nell’ordinamento italiano della class action ma anche di più rigorosi criteri di accreditamento delle Associazioni dei consumatori. Queste alcune delle principali proposte avanzate da Cittadinanzattiva al Ministro Bersani nell’odierno incontro a Roma con le Associazioni dei consumatori.

“Il Governo avrebbe l’occasione per segnare una netta discontinuità con il precedente Esecutivo, incapace di aprirsi ad un vero confronto politico ed istituzionale con le Associazioni di tutela dei diritti. Per questo chiediamo al ministro Bersani di innovare compiendo scelte anche coraggiose, prima fra tutte quella di spostare il CNCU presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Parlamento o un’Autorità indipendente e di far diventare asse strategico le politiche a tutela dei consumatori”

“È ora, infatti”, riprende Trincia, “che le politiche di tutela dei cittadini vengano riconosciute come trasversali a tutte le altre, come indicato anche dal Trattato di Amsterdam del 1997, oppure saranno destinate ad essere gestire in maniera settoriale e residuale rispetto a quelle in cui i portatori d’interesse sono ben più forti”.

Per questo, Cittadinanzattiva chiede al neo Ministro Bersani di definire congiuntamente un’agenda dei lavori che tenga conto di un ruolo centrale del CNCU, oggi spesso incapace di esercitare funzioni davvero efficaci e pertinenti rispetto alle questioni poste dalla tutela dei diritti in Italia. Allo stesso modo, appaiono sempre più urgenti la creazione di un Istituto per il consumo quale supporto tecnico scientifico, il finanziamento di un fondo nazionale vincolato alla tutela dei diritti dei consumatori, l’introduzione dell’azione collettiva, sistemi di controllo sull’operato delle azioni svolte dalle Associazioni di tutela al fine di scongiurare l’eccessivo proliferare di sigle che finiscono per disorientare i cittadini.

Accanto a proposte di sistema, Cittadinanzattiva ha consegnato al Ministro Bersani un dossier contenente 76 proposte specifiche per quanto riguarda i settori dell’energia (6 proposte per il comparto idrico, 11 per energia elettrica, fonti rinnovabili e gas), dei servizi bancari e finanziari (11 proposte), assicurativi (6 proposte), postali (2 proposte), delle telecomunicazioni (10 proposte), dei trasporti (19 proposte), della Pubblica Amministrazione (11 proposte). Il documento è consultabile sul sito www.cittadinanzattiva.it.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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