Giustizia

processo strage di viareggio cittadinanzattiva finalmente responsabilita chiare

Primo importante riconoscimento per familiari delle vittime. Cittadinanzattiva parte civile.

Si è concluso oggi, a distanza di più di sette anni , il processo di  primo grado per la strage di Viareggio, in cui Cittadinanzattiva, rappresentata dall’avv. Stefano Maccioni, è stata presente come parte civile accanto ai familiari delle vittime.

“La  sentenza appena emessa dal Tribunale di Lucca, è una pronuncia importante perché riconosce che all’origine del disastro, che provocò 32 vittime,  vi fu  la violazione delle normative sulla sicurezza ferroviaria”, ha dichiarato Laura Liberto, coordinatrice dei Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva, “e perché attribuisce in modo chiaro le responsabilità a carico degli ex vertici di RFI, Ferrovie e Trenitalia di una strage che poteva essere evitata, accogliendo sotto questo profilo gli argomenti della pubblica accusa e da Cittadinanzattiva come parte civile.

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"Pasolini: la verità". Al Teatro Vittoria di Roma, il 31 gennaio, lo spettacolo gratuito per la legalità promosso da Cittadinanzattiva e Associazione "La Quarta Parete".

“Pasolini: la Verità” è un evento teatrale gratuito fino ad eseaurimento posti, promosso dall’associazione La Quarta Parete in collaborazione con Cittadinanzattiva, in programma il prossimo 31 gennaio al Teatro Vittoria di Roma.
Lo spettacolo, scritto, diretto e interpretato da Claudio Pierantoni, si compone di momenti teatrali e audiovisivi che conferiscono una marcata lacerante vis drammatica, configurandosi dunque quale rappresentazione di impegno civile, sociale, politico, giudiziario che mette in scena il senso di colpa nei confronti di Pasolini, uomo armato soltanto di una penna, cui tutti siamo ampiamente debitori.

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“Un fatto che smaschera nuovamente e nel modo più tragico il fallimento delle politiche di cosiddetta accoglienza finora messe in campo”, così Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva, commenta la morte di Sandrine Bakayoko, deceduta in una doccia all’interno CPA di Cona.

Sandrine, giovane ivoriana in attesa di risposta sulla sua domanda di protezione internazionale, si trovava in una struttura al collasso e sovraffollata, una ex base missilistica riconvertita in centro di prima accoglienza, dove risulta che il numero delle persone stipate fosse di circa il doppio della capienza prevista e gestita da una cooperativa sulla quale ci risulta pendano due indagini per truffa, falso e maltrattamenti.

La cultura carceraria è fatta di tradizioni consolidate che si tramandano da decenni. Occhi che esprimono consenso o riprovazione, la negatività di certi gesti che la scaramanzia condanna, parole che fanno parte di un gergo che nasce nei quartieri disagiati e viene assimilato dalle mura dei penitenziari. E poi esistono le canzoni che narrano di amori lacerati e di sesso non consumato o di ricordi di momenti intensi mai più vissuti. Ed infine le poesie, quelle dedicate alle proprie donne che ancora aspettano o che, invece, hanno scelto di vivere una esistenza senza più legami.

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“Ogni giorno milioni di cittadini italiani lavorano onestamente e pagano le tasse. Le pagano anche per qualcuno che non lo fa. È un’ingiustizia che deve finire subito”. Questo il messaggio lanciato dal sito web unhappymealitalia.com, da oggi online, con il quale la Rete si mobilita per contrastare la presunta elusione fiscale del colosso dei fast food McDonald’s.

Il portale è promosso dalle associazioni di consumatori Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Cittadinanzattiva, che da tempo sono impegnate nel chiedere alle istituzioni italiane, in particolare all’Agenzia delle Entrate, di indagare su una possibile elusione fiscale di circa 74 milioni di euro a vantaggio di una società del Gruppo con sede in Lussemburgo. Se accertata, l’evasione potrebbe portare nelle casse dello Stato fino a 224 milioni di euro. Ai 74 milioni vanno infatti aggiunte le multe e gli interessi legati al mancato pagamento delle imposte passate.

strage viareggio

Dopo una pausa lunga quasi due mesi riprende nella aule giudiziarie del Tribunale di Lucca il processo per la strage di Viareggio, la terribile tragedia, avvenuta alla stazione ferroviaria della cittadina toscana quel maledetto e indimenticabile 29 giugno del 2009,  costata la vita a 32 persone. I reati contestati vanno dal disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e lesioni colpose plurime, oltre alcune violazioni delle nome in materia di sicurezza sul lavoro.

INcasTRATI

La visita di Campobasso, realizzata venerdì scorso da Cittadinanzattiva, si inserisce nel giro di visite nei centri per profughi e migranti promosse in tutta Italia dalla associazione LasciateCIEntrare e partite lo scorso 20 giugno, in occasione della giornata mondiale del rifugiato. Questa visita si pone all’interno del lavoro avviato da oltre un anno per la trasparenza nella gestione dell’accoglienza dei migranti con la campagna nazionale inCAStrati, promossa da Cittadinanzattiva-Giustizia per i Diritti, LasciateCIEntrare e Libera.

processo cucchi

Cittadinanzattiva parte civile nel processo Cucchi: la verità sulla sua morte è esigenza di tutti i cittadini. Parlamento e Presidente del Consiglio mantengano la promessa: si introduca il reato di tortura anche in Italia
Oggi davanti alla Corte di Assise di Appello di Roma si è celebrata la prima udienza del  processo di appello bis per l’omicidio di Stefano Cucchi a carico dei medici dell’ospedale Pertini che lo ebbero in cura: Cittadinanzattiva è l’unica organizzazione presente come parte civile nel processo, rappresentata dall’avvocato Stefano Maccioni, che oggi ha discusso assieme al Procuratore Generale.

LA CAMPAGNA
La campagna inCAStrati, promossa da Cittadinanzattiva, LasciateCIEntrare e Libera, si compone di iniziative civiche rivolte a rendere accessibili informazioni fondamentali sul funzionamento e la gestione  del sistema di accoglienza in Italia. E’ evidente che sul sistema dell’accoglienza dei migranti, a cominciare dai centri straordinari, occorra anzitutto una grande operazione di trasparenza, quale condizione di partenza per la promozione di un controllo civico sulla gestione di strutture e servizi.  Siamo altrettanto convinti che si possa e si debba promuovere un sistema stabile ed ordinario di accoglienza, con una gestione trasparente di risorse economiche ed umane, che garantisca condizioni di vita dignitose, servizi di qualità e che sia soprattutto finalizzato a rimettere al centro la protezione dei diritti di chi vi è ospitato. Per queste ragioni, a partire dal mese di giugno 2015  abbiamo rivolto al Ministero dell’Interno ed alle Prefetture italiane una serie di istanze di accesso civico, ai sensi del D.lgs  33/13 sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione, chiedendo la pubblicazione dell’elenco completo dei CAS presenti sul territorio nazionale e loro ubicazione, degli enti gestori, di informazioni inerenti gare, convenzioni, rendicontazioni, esiti delle attività di monitoraggio sui servizi erogati. Al contempo è stata avviata un’attività di monitoraggio dei centri, attraverso l’osservazione diretta delle strutture (ove possibile) e colloqui con ospiti, volontari e lavoratori.

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Coalizione di consumatori denuncia McDonald’s all’UE per violazioni antitrust
Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Cittadinanzattiva depositano a Bruxelles una denuncia contro il colosso del fast food, con il  supporto del sindacato americano SEIU e dell’associazione di sindacati europei EFFAT.

- La denuncia sostiene che McDonald’s abusa della propria posizione dominante, limitando la libertà di scelta e la qualità dei servizi ai consumatori.

- Se l’accusa venisse confermata alla multinazionale potrebbero essere comminate sanzioni fino a 9 miliardi di dollari.

- Non solo hamburger: McDonald’s è anche il principale licenziatario di franchising e il più grande proprietario immobiliare del mondo; secondo la denuncia gran parte dei suoi profitti in Europa è generata dai canoni di locazione imposti ai franchisee, fino a dieci volte superiori a quelli di mercato.

- A supporto della denuncia, per evidenziare il danno nei confronti dei consumatori la coalizione ha condotto una ricerca nei ristoranti McDonald’s in Europa. L’indagine evidenzia un dato chiaro: nei locali in franchising i prodotti sono più cari rispetto ai ristoranti direttamente gestiti dalla multinazionale.

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