Menu

Comunicati

La cultura carceraria è fatta di tradizioni consolidate che si tramandano da decenni. Occhi che esprimono consenso o riprovazione, la negatività di certi gesti che la scaramanzia condanna, parole che fanno parte di un gergo che nasce nei quartieri disagiati e viene assimilato dalle mura dei penitenziari. E poi esistono le canzoni che narrano di amori lacerati e di sesso non consumato o di ricordi di momenti intensi mai più vissuti. Ed infine le poesie, quelle dedicate alle proprie donne che ancora aspettano o che, invece, hanno scelto di vivere una esistenza senza più legami.

Pasolini, Raffaele Viviani, Ignazio Buttitta, Rosa Balestreri, Gabriella Ferri, Salvatore Di Giacomo  sono i cantori della emarginazione popolare. A questi maestri sarà fatto omaggio con monologhi che narreranno di "vite violente", di una Napoli notturna ("pianoforte e notte"), dell'Ucciardone e di una Trinacria in cui l'indifferenza produce morte il prossimo 20 dicembre, alle 21, al Teatro Tirso a Roma (Via Tirso 89), grazie alla iniziativa promossa da Cittadinanzattiva e dalla Compagnia “Stabile assai” della Casa di Reclusione di Roma Rebibbia. Il costo del biglietto è di 20 euro.

Lo spettacolo sarà preceduto da un momento di confronto a cui sono stati invitati a partecipare la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, il Ministro della Giustizia, Andrea Orlando, e il Vice Capo Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, Massimo De Pascalis.

L’opera teatrale è scritta da Antonio Turco, Cosimo Rega e Paolo Mastrorosato con la sceneggiatura di Mimmo Miceli.

Per maggiori informazioni e l’acquisto del biglietto ecco il link diretto

Ufficio Stampa

Iscriviti alla newsletter

Valore non valido

Valore non valido

Valore non valido

Valore non valido

Valore non valido

Valore non valido


Valore non valido

Valore non valido