Salute

“Condividiamo l’impianto generale del disegno di legge perché riconosce il diritto all’autodeterminazione della persona, promuove i valori dell’umanizzazione delle cure e della dignità della vita e del fine vita”, questo il commento di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva audita oggi in Commissione Igiene e Sanità del Senato sul DDL su “consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento”..

Positivi i passaggi relativi al tempo della comunicazione tra equipe e la persona come tempo di cura, al principio dell’astensione del medico da ogni “ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure”, al riconoscimento della nutrizione ed idratazione artificiale come trattamenti sanitari.

Nella nota presentata oggi dall’associazione, sono altresì messi in rilievo le osservazioni e proposte di miglioramento del disegno di legge. A cominciare dalla necessità di “garantire adeguate modalità di gestione informatica dei dati fra Comuni e Servizio Sanitario Nazionale che permettano accesso tempestivo e su tutto il territorio alle “disposizioni anticipate di trattamento” (DAT)”; la richiesta di avviare una campagna di informazione per i cittadini sui contenuti e le nuove opportunità sancite dal DDL ed infine valorizzare di più il ruolo di tutti i professionisti coinvolti nella equipe di cura”.

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Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato: raccolte oltre 35mila firme di cittadini per l'abolizione del superticket. Si abolisca subito e non si faccia cassa col ticket sui codici verdi in pronto soccorso
Oltre trentacinquemila firme per chiedere l'abolizione del superticket. Sono i numeri raggiunti in poco più di 6 mesi dalla petizione lanciata lo scorso anno da Cittadinanzattiva attraverso gli attivisti del Tribunale per i diritti del malato e la piattaforma change.org . Queste le motivazioni alla base della lettera recapitata oggi al Ministro della Salute e al Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, per chiedere un incontro per la consegna ufficiale delle firme e un coinvolgimento delle organizzazioni di cittadini e di pazienti al Tavolo interministeriale che sta lavorando alla revisione della normativa sui ticket.

108 iniziative per la XI Giornata europea dei diritti del malato, in programma dal 2 all'11 maggio, in tutte le Regioni italiane, dedicate in particolare al tema delle liste d’attesa. e una celebrazione europea  che avrà luogo il 10 maggio a Bruxelles. La Giornata è promossa da Cittadinanzattiva, attraverso le sue reti del Tribunale per i diritti del malato e di Active Citizenship Network (ACN).

“Come emerge dall'ultimo Rapporto PiT salute, circa un cittadino su tre ci contatta perché fa fatica ad avere le cure di cui ha bisogno e nella metà dei casi ciò dipende dalle lunghe liste d’attesa. Per questo abbiamo deciso di dedicare questa Giornata al problema che con più frequenza incontrano i cittadini, violando il diritto primario che è quello di “accedere” alle cure necessarie. Abbiamo scelto di essere in prima linea per garantire in pratica quella trasparenza sui diritti che i cittadini hanno e sulla quale le Istituzioni arrancano”, commenta Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.

Le assemblee locali e i volontari di Cittadinanzattiva incontreranno i cittadini, nelle sedi del Tribunale per i diritti del malato, ma anche in piazze, centri sociali, centri commerciali, distretti sanitari, comuni, per informarli sui loro diritti di fronte alle liste d’attesa. Saranno anche raccolte segnalazioni sul tema e consegnata la Carta Europea dei diritti del malato.

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DEF 2017, FIMMG e Cittadinanzattiva: allarme su spesa sanitaria, se continua a scendere a rischio livelli assistenza. Scotti (FIMMG): finanziamento SSN va fortemente riconsiderato. Aceti (Tdm): SSN è bene comune su cui investire.

“Condividiamo la preoccupazione espressa da più parti in occasione dell’approvazione del DEF in Parlamento relativa al rapporto spesa sanitaria pubblica/PIL nel prossimo triennio. Se si prosegue in questa direzione la sanità italiana rischia di scivolare sotto il livello di guardia e si mettono a rischio i livelli essenziali di assistenza”. FIMMG e Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato si uniscono al grido d'allarme lanciato dall'Aula del Senato durante la discussione sul Documento di economia e finanza.

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Tempi lunghi per diagnosi e cure, tempi ristretti per l’ascolto dei pazienti. Costi insostenibili, burocrazia “trita-diritti”. E il Piano nazionale della cronicità resta al palo. La fotografia dei cittadini “in cronica attesa” nel XV Rapporto sulle politiche della cronicità di Cittadinanzattiva.

Si attende anni per una diagnosi, mesi per una visita, un esame di controllo o per ricevere un ausilio, giorni al Pronto Soccorso per un posto letto. Per contro, il tempo dedicato alla visita e quindi all’ascolto è sempre più ridotto, le ore dedicate all’assistenza domiciliare ed alla riabilitazione sono troppo esigue.
È la condizione in cui vivono le persone con patologie croniche e rare che emerge dal XV Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità“In cronica attesa”, presentato oggi a Roma dal Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva. con il contributo non condizionato di Merck & Co per il tramite della sua consociata MSD.

“Con il Decreto per il governo delle liste di attesa presentato oggi dalla Regione Lazio, siamo in presenza di una piccola ma significativa rivoluzione” ha dichiarato Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio.

“il primo elemento centrale di questo Decreto è, dal nostro punto di vista, la presa in carico del cittadino da parte del servizio sanitario regionale,  sia attraverso il medico di base che il medico specialista. Finalmente si pone un argine alla burocrazia e alla disorganizzazione con cui finora i cittadini hanno dovuto fare i conti ad esempio nel cercare, tra una telefonata e l’altra,. di trovare dove e quando fare una prestazione sanitaria. Con questo strumento ora è il medico ad avere la responsabilità di prendersi carico della persona”.

Altri punti fondamentali che, dal punto di vista dell’associazione, possono contribuire in maniera sostanziale a garantire maggiore equità di accesso ai cittadini alle cure sanitarie:

Si terrà il prossimo 27 aprile a Roma, presso il Centro Congressi Cavour – Via Cavour, 50/a, dalle ore 9.30 alle ore 13.00,  la presentazione del XV Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità, dal titolo “In cronica attesa”, realizzato dal Coordinamento nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva.

Il Rapporto rappresenta il frutto dell’impegno delle circa 100 associazioni di malati cronici e rari che aderiscono al Coordinamento, mira a produrre informazione civica segnalando le carenze con cui si confrontano quotidianamente le persone affette da una patologia cronica e/o rara e ad inserirsi nel dibattito pubblico sulle politiche sociali e sulla sostenibilità del nostro sistema di assistenza sanitaria attraverso l’elaborazione di una piattaforma per la promozione di un sistema di welfare equo, universale e solidale.

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Cittadinanzattiva su ticket sanitario: eliminare il superticket  per rilanciare il Servizio sanitario nazionale e garantire ai cittadini accesso alle cure.
Il superticket sanitario rappresenta un ostacolo all’accesso alle cure dei cittadini: è iniquo e per molti una ragione per rinunciare alle cure. E anche sul suo reale supporto economico al SSN ci sono dubbi: sulla carta è 834 milioni euro l'anno ma da alcuni approfondimenti il reale gettito si aggirerebbe intorno ai 500 milioni di euro. E su questo chiediamo una verifica puntuale e una operazione di trasparenza sul reale gettito.

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“Da anni chiediamo di abrogare il superticket di 10 euro sulla ricetta che, da provvedimento provvisorio del 2011, è diventato strumento definitivo per fare cassa e per allontanare i cittadini dal Servizio Sanitario Nazionale e rendere più difficile l’accesso alle prestazioni sanitarie. Infatti il combinato tra liste di attesa e caro ticket fa sì che, per una serie di prestazioni, in particolare quelle a più basso costo, il Servizio Sanitario Nazionale non sia più la prima scelta per i cittadini”, commenta Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato – Cittadinanzattiva.

Per fare qualche esempio, l’esame delle urine nel privato costa circa 2,17€, mentre nel pubblico arriva a 16,17€ per effetto del superticket; l’emocromo in privato costa circa 9,89€, nel pubblico 20,89€ a causa del superticket. “Uno squilibrio che va superato subito” – aggiunge Aceti.

Buona la personalizzazione delle cure e la presa in carico del paziente. Da migliorare gestione dei tempi di attesa, informatizzazione e continuità assistenziale.
Online i risultati struttura per struttura, una guida per scegliere dove curarsi.

La gran parte delle strutture sanitarie garantisce una adeguata presa in carico dei pazienti oncologici attraverso equipe specializzate, attenzione alla personalizzazione del percorso di cura e rilascio del codice di esenzione già dal sospetto diagnostico nel 50% delle strutture. Buona la comunicazione con il paziente e i familiari, così come l’adeguatezza e il comfort degli spazi nei reparti di degenza e nei day hospital. Tuttavia permangono diversi nodi critici: innanzitutto sull’accesso alle prestazioni diagnostiche non garantite entro le 72 ore da una struttura su quattro. Ritardi e disomogeneità nell’accesso ai farmaci ospedalieri e mancata assunzione del personale a seguito della istituzione delle reti oncologiche. Nota dolente risulta anche la verifica della continuità assistenziale con percentuali insoddisfacenti per l’assenza della figura del case manager nella metà delle strutture e la mancanza di coordinamento con i medici di medicina generale alla dimissione del paziente.

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