medicina generale

Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva su medicina convenzionata: rivedere l’atto di indirizzo per sbloccare lo stallo del rinnovo delle convenzioni e rispondere meglio alle esigenze dei cittadini
“Sono anni che assistiamo ad una riorganizzazione della rete ospedaliera, indicata dal DM70 del 2015, caratterizzata da razionalizzazione ed alleggerimento dei servizi, ma che sarebbe dovuta avvenire contemporaneamente ad un contestuale potenziamento dell’assistenza sanitaria territoriale. Ma, nei fatti, quello che è avvenuto è che abbiamo meno offerta ospedaliera e meno offerta di servizi territoriali, in controtendenza con i bisogni di salute della popolazione, soprattutto per persone con disabilità, malati cronici e non autosufficienza, che necessitano di una maggiore presa in carico, integrata e non frammentata  sul territorio. In altre parole una promessa fatta ai cittadini ma purtroppo ancora disattesa", ha dichiarato Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva a margine dell'assemblea congiunta di FIMMG, FIMP e SUMAI, alla quale è stata invitata a partecipare anche Cittadinanzattiva.

“A tutto ciò si aggiunge una politica di definanziamento del SSN che ha mostrato forti criticità con ripetuti tagli, accompagnati dal blocco del turn over del personale. Tutto questo mette in crisi l’assistenza, la presa in carico delle persone e scarica sulle famiglie il carico assistenziale.

E’ necessario quindi, dopo aver messo mano alla assistenza ospedaliera con veri e propri standard, che le istituzioni mettano in campo, condividano con i cittadini e le organizzazioni che li rappresentano, e attuino concretamente un progetto organico di assistenza territoriale e quindi anche quello di medicina convenzionata, al fine di migliorare accesso, qualità e presa in carico dei bisogni di salute. Oggi mancano e invece sarebbero indispensabili veri e propri "standard dell'assistenza sanitaria territoriale". Lo stallo del rinnovo dei contratti dell'area convenzionata al quale stiamo assistendo tra sindacati e parte pubblica non aiuta e non rafforza la rete dei servizi che servono ai cittadini. Per questo, se la necessità richiamata dai sindacati e dalle istituzioni è quello di rivedere l'atto di indirizzo, noi chiediamo che ciò si faccia senza perdere altro tempo. Il nuovo atto di indirizzo dovrebbe garantire: coerenza tra programmazione sanitaria e contratti; coerenza tra i contratti dei MMG, PLS, specialisti ambulatoriali e ospedalieri; retribuzione maggiormente agganciata al raggiungimento dei risultati assistenziali invece che alla sola quota capitaria; valutazione dell'assistenza anche da parte delle organizzazioni dei cittadini e dei pazienti; multidisciplinarietà degli interventi; continuità e integrazione dell'assistenza; salvaguardia del rapporto di fiducia, e tanto altro.

L'iter di messa a punto del nuovo atto d'indirizzo e di rinnovo dei contratti deve garantire necessariamente il confronto anche con le organizzazioni di cittadini. La nostra partecipazione oggi all'assemblea pubblica delle tre sigle sindacali e il confronto avviato anche con la Sisac è un primo segnale positivo al quale speriamo se ne aggiungano molti altri".

Ufficio Stampa
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