Editoriale

impegno civico

Più di 50 appuntamenti in quattro giorni, dibattiti, lezioni magistrali, laboratori che animeranno, con oltre cento protagonisti, strade, piazze, teatri dell'Aquila e cortili di alcuni palazzi antichi recentemente restituiti alla loro bellezza. Il Festival della Partecipazione punta a riunire in una città che sta affrontando il suo percorso di ricostruzione chi vorrà ascoltare, testimoniare il senso e il valore della “partecipazione”, attraverso storie, spettacoli teatrali, concerti, cibo. Ma non solo, perché il Festival, dal 7 al 10 luglio, prevede anche appuntamenti come il pranzo condiviso tra i cittadini e almeno un migliaio dei 3.500 operai impegnati nella ricostruzione post terremoto, l'arrivo della Lunga Marcia per l'Aquila, il “Concerto per pubblico e orchestra - Trois langages imaginaires” eseguito dall'Orchestra Sinfonica Abruzzese, i tavoli esperienziali, la riapertura degli antichi forni, i dialoghi sull'architettura partecipata, una “piazza della partecipazione” aperta alle proposte non in programma.

bruxelles 4 maggio 2016 x giornata europea dei diritti del malato scritta piccola

La riduzione degli sprechi e delle inefficienze nei sistemi sanitari, come pure l’aumento della qualità delle prestazioni erogate dipendono dalla collaborazione, e richiedono un ruolo attivo tanto delle istituzioni europee e nazionali, quanto dei professionisti e dei pazienti” . Nel commento del Commissario Europeo per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis la degna chiosa alla decima edizione della Giornata Europea dei diritti del malato, celebrata a Bruxelles il passato 4 maggio alla presenza di leader di associazioni civiche e di pazienti di 25 Paesi, rappresentanti del Parlamento Europeo e del Comitato Economico e Sociale Europeo, oltre che dei principali stakeholder impegnati a livello continentale: network europei, medici, dirigenti, imprese.

stazione

È di pochi giorni fa lo schema dell’atto di regolazione sul contenuto minimo degli specifici diritti che i passeggeri “abbonati” possono esigere nei confronti dei gestori dei servizi ferroviari ad Alta Velocità.

L’emanazione di questo provvedimento (in consultazione fino al 29 aprile) potrebbe rappresentare il triste epilogo di una situazione esplosa a partire da giugno 2015: è da allora infatti che per l’unico segmento a libero mercato, quello dell’alta velocità, si è acceso un faro sulla necessità di una riflessione circa i confini del diritto al profitto, da parte di un’azienda che opera seguendo logiche di libero mercato, e il diritto alla mobilità di cittadini che, grazie al progresso della tecnica, reso possibile anche dal contributo pubblico (si pensi alla dotazione infrastrutturale), ha aperto nuove prospettive di vita e lavoro.

ambiente malato

Che vi siano dei mutamenti che interessano il clima del nostro pianeta è una evidenza indiscutibile. Che tali mutamenti comportino le maggiori trasformazioni ai caratteri fisici dell’ecosistema planetario e che essi non siano né necessari né richiesti ma solo un effetto indesiderato delle attività antropiche sono constatazioni ineludibili.

Gli effetti dei mutamenti incidono direttamente e pesantemente sulle condizioni di vita della popolazione mondiale, ad esempio riducendo le superfici dei terreni fertili e la disponibilità di acqua, ampliando i deserti, aumentando la vulnerabilità degli insediamenti, variando la regolarità delle precipitazioni. In sintesi incidono in maniere negativa sull’agricoltura e quindi sull’alimentazione e il sostentamento degli abitanti di estesissimi territori, producendo fame, difficoltà per la sopravvivenza, migrazioni, conflittualità per il controllo delle risorse.

L’istituto Agrario “Scorciarini Coppola” di Piedimonte Matese è chiuso da più di due anni e i suoi studenti sono ospitati nell’Istituto Commerciale della stessa città senza più laboratori da utilizzare e terreni da coltivare, ma nell’Anagrafe l’istituto risultaattivo ed operante; la scuola Media Don Milani di Lamezia Termepresenta gravi problemi strutturali, di accessibilità e di evacuazione che ne consiglierebbero la chiusura immediata, ma non secondo l’Anagrafe, che non fornisce tali informazioni; l’IC Pirandello di Lampedusa presenta un’aula puntellata, altre aule con infiltrazioni di acqua e distacchi di intonaco, inadeguati sistemi di evacuazione, ma non secondo l’Anagrafe che non riporta alcun dato sullo stato dell’immobile. Sono sole tre dei 100 casi esaminati ad agosto 2015 da Cittadinanzattiva, all’indomani della pubblicazione dell’Anagrafe dell’Edilizia scolastica e sui quali, a distanza di qualche mese (marzo 2016) , si è tornati a verificare se fossero stati apportati aggiornamenti, come promesso dal Ministero dell’Istruzione. Ma nulla è cambiato. Il Miur aveva,infatti, dichiaratocome si legge ne “La scuola in chiaro”che: “…a seguito di accordo in conferenza unificata di intesa con Comuni e Province, è stato stabilito di aggiornare al 31 gennaio 2016 la pubblicazione dei dati relativi alle certificazioni degli edifici al fine di consentire l'adeguamento delle informazioni contenute nella sezione agli interventi recentemente autorizzati dal Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca”.

appalti pubblici cop

Il 3 marzo scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato in via preliminare lo schema di decreto legislativo che revisiona il Codice degli appalti. La riforma, annunciata con toni trionfalistici dal Governo e presentata dal Ministro Del Rio come “la rivoluzione della normalità”, ha raccolto commenti positivi anche dalle opposizioni che hanno votato a favore.L’obiettivo principale del riordino della normativa, almeno nelle intenzioni dichiarate dal legislatore,  è quello di rendere il sistema dei lavori pubblici e delle concessioni nel nostro paese finalmente all’altezza degli altri paesi europei. Semplificazione,  trasparenza, lotta alla corruzione e qualità sono i cardini delle nuove norme.

Fino ad ora la materia degli appalti pubblici ha avuto un assetto normativo molto articolato ed eterogeneo, la pluralità e la stratificazione delle fonti normative che si sono succedute nel tempo, la complessità delle procedure, il numero eccessivo dei passaggi burocratici non hanno fatto altro che rendere ancora più fertile il settore degli appalti alla corruzione e alle infiltrazioni mafiose. Potenzialmente, più sono i passaggi della macchina amministrativa più si allargano le “maglie” del sistema e più è difficile controllare tutti i passaggi. Le nuove norme hanno, dunque, il grande merito di rendere le procedure più snelle, meno farraginose e  di permettere controlli più dettagliati. Non basta una legge per eliminare il fenomeno della corruzione e delle infiltrazioni mafiose nel settore degli appalti, ambito  nel quale talifenomeni sono radicati da anni. Una legge come questa può però favorire la trasparenza e la prevenzione della corruzione e dunque contrastare i fenomeni corruttivi ancor prima che si verifichino, la prevenzione della corruzione è infatti la vera sfida da mettere in campo.

Secondo i dati più recenti pubblicati dal Ministero dell’Interno, i centri di accoglienza straordinaria, cosiddetti CAS, sono 3.090 ed ospitano quasi 71.000 richiedenti asilo,  su un totale di 98.0001. Quindi, a dispetto delle definizioni, per cui si parla variamente di centri o strutture “temporanee” o “straordinarie”, quella dei CAS rappresenta la modalità ordinaria di gestione dell’accoglienza in Italia.

Ed è una modalità di gestione che non è frutto di una contingenza eccezionale, ma palesemente di una scelta, di una scelta di comodo: in Italia si continua da anni a scegliere di governare l’accoglienza con la logica delle soluzioni tampone e degli interventi provvisori e in assenza di una programmazione e di una politica governativa organica, di una strategia di livello nazionale.

palazzodigiustizia

Gent.mi,
le scriventi associazioni, riconosciute dal Consiglio Nazionale Consumatori ed Utenti, nell’esercizio delle proprie funzioni e del proprio ruolo, ormai da settimane sono sollecitate ad individuare risposte e soluzioni adeguate per quei “risparmiatori traditi” in quelle regioni maggiormente coinvolte dalla crisi delle 4 Banche.

La storia si ripete e a distanza di dieci anni ci ritroviamo ad affrontare le stesse emergenze. La crisi del risparmio di ormai un decennio addietro ha rappresentato un momento drammatico che ha riguardato migliaia di cittadini vittime di investimenti sbagliati. La risposta immediata al grave problema finanziario è stata ,nel passato, la Procedura di conciliazione, siglata d’accordo con la maggioranza delle Associazioni di Consumatori riconosciute dal Cncu. L’esperienza è stata decisamente positiva se si considera che in fase di conciliazione in molti casi è stato rimborsato anche il 100% del capitale investito e che ha permesso, successivamente, di attivare Protocolli di conciliazione paritetica sottoscritti in via preventiva (dunque ex ante e non ex post come per il caso della Parmalat) con gli Istituti bancari con lo scopo di prevenire o comunque risolvere l’eventuale contenzioso in via bonaria.

Il Decreto, entrato in vigore da pochi giorni, inizia già a produrre effetti negativi sui cittadini e a rendere  visibili agli occhi di tutti le sue gravi e molteplici criticità, sia dal punto di vista del contenuto che della sua implementazione. Il Ministero della Salute e le Regioni intervengano subito confrontandosi con le Organizzazioni dei cittadini e quelle rappresentative dei sanitari. 
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Cinque giovani mamme e i loro piccoli in grembo morti in sette giorni. Vite spezzate sul nascere e famiglie alle quali è stato rubato il futuro. Famiglie sulle quali lo Stato si appresta a rovesciare l'onere della prova per il risarcimento del danno, attraverso il Disegno di Legge Gelli sulla Responsabilità professionale del personale sanitario in approvazione alla Camera dei Deputati la prossima settimana. Di questo stiamo parlando. Si è vero, i dati sulle morti materne pongono l’Italia in linea con altri paesi dell’Unione europea, con circa 10 casi ogni 100mila bambini nati vivi, ma è vero anche che l’Istituto Superiore di Sanità afferma che intervenendo sulle “criticità” possiamo ridurre la mortalità materna di circa il 50%. In pratica possiamo salvare decine di vite ogni anno.

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