Attivismo Civico

Amatrice distesa macerie

“C’è una lunga striscia di terra che attraversa l’Italia e che la divide in due. Lunga circa 1300 km. Si chiama Appennino. Parte dalla Liguria e arriva fino al massiccio dell’Aspromonte in Calabria per poi proseguire in Sicilia.” Mentre mia figlia, 4° elementare, mi ripete geografia guardo con lei la cartina del nostro paese. E penso a quanti terremoti ci sono stati nella nostra storia proprio in questi territori. E quanti morti ci sono stati, quante sofferenze, quante storie di persone che hanno perso tutto in un attimo.

In questi mesi l’Italia Centrale ha subito uno sconvolgimento pari, e non credo di esagerare, ai tempi della Seconda Guerra Mondiale.

Intere città e paesi che sono state evacuate e/o portate verso luoghi ritenuti più sicuri, continui controlli sulla sicurezza degli edifici che ogni volta che arriva un terremoto i controlli devono ricominciare da capo, vita quotidiana resettata per una dimensione quasi onirica del futuro.

Terremoto 18 gennaio 2017

Dal 24 agosto 2016 al 24 gennaio 2017, dati INGV, oltre 49.000 scosse sono state registrate nell’Italia centrale.

Una ininterrotta sequenza sismica che ha interessato la popolazione di 4 Regioni e  precisamente un territorio, quello dell’Appennino centrale, tra Abruzzo, Marche, Lazio ed Umbria, di ampie dimensioni e che ha generato, a sua volta, un esteso cratere sismico, nel quale, per quanto riguarda la Regione Marche, sono state ricomprese ben 4 Province (su un totale di 5) e precisamente quella di Ancona, Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno e quindi ben 87 Comuni marchigiani su un totale di 130 Comuni del cosiddetto cratere sismico.

Dati, quelli appena sopra citati, capaci, già in quanto tali, di dimostrare tutta la drammaticità di questo terremoto o meglio dei terremoti che ci sono stati e che hanno portato  morte, distruzione e disperazione, mettendo a dura prova la forza ed il coraggio innato della gente dell’Appennino centrale e dei nostri concittadini marchigiani.

Terremoto 18 gennaio 2017

18/01/2017 Il Centro Italia trema ancora

Facebook mi chiede "a cosa stai pensando?" Penso che dopo quello che ho visto e sentito oggi sto male, per la rabbia, il dolore, il senso di drammatica impotenza che mi ha preso dopo le scosse di terremoto di oggi, la neve, il senso di abbandono delle persone, la difficoltà degli amministratori locali e il pensiero che, cazzo, la neve per quanto tanta non è una piaga d'Egitto ma è neve...possibile che non potessimo immaginare che in zone così bastonate come quelle terremotate non potesse capitare quello che sta capitando in queste ore, maledizione?

I miei amici di Cittadinanzattiva di Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo sono in prima fila, anche in queste ore, per aiutare chi ne ha bisogno. Grazie a tutti loro ma mentre scrivo penso ad un whatsapp che ho appena letto di Monia Mancini segretario regionale di Cittadinanzattiva Marche che dice "siamo al 25 agosto" il fatto solo che lo pensi e che lo pensino le persone che in queste ore combattono tra neve e disperazione è la misura di come siamo messi.

Il dibattito pubblico del nostro paese è occupato, o meglio infestato, di parole magiche. Si tratta di parole pubbliche che vengono continuamente evocate e ripetute senza chiarire precisamente di che cosa si sta parlando e perché si attribuisce un particolare significato a un’azione, a un soggetto o a uno stato di fatto che esse denotano. A guardarle con attenzione, però, queste parole risultano confuse, vaghe quanto a significato e al rapporto con la “cosa” a cui si riferiscono, deboli dal punto di vista logico e concettuale. Malgrado questo, o forse proprio per questo, esse vengono utilizzate per dare o togliere valore, importanza e rilievo sociale a fatti, azioni e circostanze. Anche quando, a guardare meglio, non c’è proprio nessuna ragione che lo giustifichi.

impegno civico

Più di 50 appuntamenti in quattro giorni, dibattiti, lezioni magistrali, laboratori che animeranno, con oltre cento protagonisti, strade, piazze, teatri dell'Aquila e cortili di alcuni palazzi antichi recentemente restituiti alla loro bellezza. Il Festival della Partecipazione punta a riunire in una città che sta affrontando il suo percorso di ricostruzione chi vorrà ascoltare, testimoniare il senso e il valore della “partecipazione”, attraverso storie, spettacoli teatrali, concerti, cibo. Ma non solo, perché il Festival, dal 7 al 10 luglio, prevede anche appuntamenti come il pranzo condiviso tra i cittadini e almeno un migliaio dei 3.500 operai impegnati nella ricostruzione post terremoto, l'arrivo della Lunga Marcia per l'Aquila, il “Concerto per pubblico e orchestra - Trois langages imaginaires” eseguito dall'Orchestra Sinfonica Abruzzese, i tavoli esperienziali, la riapertura degli antichi forni, i dialoghi sull'architettura partecipata, una “piazza della partecipazione” aperta alle proposte non in programma.

ambiente malato

Che vi siano dei mutamenti che interessano il clima del nostro pianeta è una evidenza indiscutibile. Che tali mutamenti comportino le maggiori trasformazioni ai caratteri fisici dell’ecosistema planetario e che essi non siano né necessari né richiesti ma solo un effetto indesiderato delle attività antropiche sono constatazioni ineludibili.

Gli effetti dei mutamenti incidono direttamente e pesantemente sulle condizioni di vita della popolazione mondiale, ad esempio riducendo le superfici dei terreni fertili e la disponibilità di acqua, ampliando i deserti, aumentando la vulnerabilità degli insediamenti, variando la regolarità delle precipitazioni. In sintesi incidono in maniere negativa sull’agricoltura e quindi sull’alimentazione e il sostentamento degli abitanti di estesissimi territori, producendo fame, difficoltà per la sopravvivenza, migrazioni, conflittualità per il controllo delle risorse.

calabria vista

È da circa 13 mesi che svolgo la funzione di Commissario regionale di Cittadinanzattiva in Calabria dopo le dimissioni del segretario regionale. In questi mesi ho avuto modo di approfondire la conoscenza di un territorio unico nel panorama nazionale.

La Calabria la conosco bene da oltre 20 anni, se non altro perché ne ho sposato una sua figlia. Terra aspra, dura, selvaggia ma, allo stesso tempo, accogliente, calda e amorevole.

Di una bellezza unica e struggente, in questi ultimi 20 anni è stata letteralmente abbandonata a se stessa.

E’ bastato andare in giro per qualche città, per qualche ospedale, percorrere l’autostrada più lavorata d’Italia (la Salerno-Reggio) e mai finita, parlare con cittadini, operatori e dirigenti, per avere conferme di sospetti che erano certezze.

In fondo i problemi della Calabria sono, fatti i debiti paragoni, gli stessi degli altri territori. Solo che qui è tutto di più.

comitato piazza vittorio partecipata

Da diversi anni Cittadinanzattiva Lazio, con l’Assemblea territoriale di Roma Centro, opera all’Esquilino, il rione umbertino popoloso e di grande transito urbano e turistico situato tra la Stazione Termini e il centro storico della città, noto per le sue caratteristiche multiculturali, per la presenza di un grande mercato alimentare raggiunto quotidianamente da ogni dove. Ma anche per la presenza di grandi basiliche cristiane e luoghi di culto di tante religioni diverse, perché ospita piazza Vittorio Emanuele, la piazza-giardino più grande della capitale dove si può incontrare il cinese che fa il tai chi, e l’indiano che prega mentre i ragazzini accanto giocano a pallacanestro, a badminton o a cricket, dove d’estate si vede il cinema all’aperto,  o perché da qui è partita l’avventura dell’omonima orchestra ormai diventata star internazionale.

Si tratta di un rione studiato, analizzato, oggetto di tesi di laurea, di premi di progettazione architettonica, di studi e analisi sociologiche, punto di riferimento di campagne elettorali, location di film e romanzi di successo. Ci abitano e ci lavorano cinesi e bengalesi, italiani e marocchini, artisti e scrittori, imprenditori, professionisti, giovani famiglie e molti anziani.

sussidiarieta orizzontale

Sono passati quasi 15 anni dall’approvazione dell’articolo 118, ultimo comma della Costituzione:  una rivoluzione per la nostra democrazia, che ha scardinato il paradigma tradizionale Stato-cittadini con le istituzioni che governano e i cittadini che votano e delegano, e ha introdotto l’idea di una “democrazia duale”, come la definisce Giuseppe Cotturri, in cui ai cittadini è riconosciuto un potere “concorrente” nella capacità e nella possibilità di promuovere iniziative di interesse generale.

Il significato di “potere concorrente” è qui forzato in maniera intenzionale a significare due cose: la prima è che i cittadini esercitano un potere “che concorre” all’interesse generale, la seconda è che, così facendo, esercitano un potere che si pone “in concorrenza” con quello delle istituzioni rispetto all’interesse generale. Parliamo ovviamente di una concorrenza virtuosa, di una corresponsabilità che deve essere orientata ad alzare l’asticella della cura dei beni comuni e della tutela dei diritti verso gli standard massimi. E questo spiega anche perché le istituzioni hanno, per dettato costituzionale, l’obbligo di favorire questo tipo di iniziativa dei cittadini.

alba montagna

Questa è la domanda che mi è stata posta molte volte quando annunciavo che lo staff dell’ufficio stampa e comunicazione, con il supporto di una agenzia di comunicazione, The Nursery, era al lavoro su una nuova versione del sito nazionale di Cittadinanzattiva.

Sono tanti i motivi che ci hanno spinto a imbarcarci in questo lavoro, vi assicuro non facile, e che ha richiesto un grande impegno di molte persone, in primis di un classico “uomo dietro le quinte”, il nostro programmatore e webmaster Giacomo D’Orazio, che vorrei ringraziare per la pazienza e la tenacia, dopo i primi sguardi da “ma sei pazzo”.

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