Puglia violenza sulledonne

Cittadinanazattiva Puglia plaude allo stanziamento da parte della Regione Puglia delle risorse finanziarie da utilizzare per un Piano triennale di interventi mirati anche sugli uomini e, attraverso il suo Vice Segretario Regionale Vicario, avvocato Angelo Fanelli, interviene sull'argomento: “Un'ottima risposta da parte delle istituzioni, ora vanno rispettati i tempi di approvazione del piano. Bisogna attuare celermente dei percorsi condivisi che mettano in condizione di rompere il silenzio ed aumentino la consapevolezza della percezione di essere vittime di violenza. Si tratta di un fenomeno così subdolo che, spesso, le stesse vittime non lo percepiscono o, peggio, se ne sentono in colpa.

Bisogna essere costruttori della cultura del rispetto, avviando percorsi educativi nelle scuole e nelle università”. Cittadinanzattiva Puglia, ha avviato da tempo delle attività di studio del fenomeno, facendosi carico dell'organizzazione di iniziative sul tema e, in particolare, di un percorso formativo per operatori del pronto soccorso attraverso il Tribunale per i Diritti del Malato di Taranto. Sul punto, Fanelli aggiunge: “Il contrasto alla violenza di genere è al centro delle nostre attività e, con la ASL di Taranto, si sta già lavorando alla seconda edizione di un corso ECM gratuito per operatori sanitari. La violenza fisica è senz'altro quella più facile da riconoscere, ma spesso non viene denunciata. Perciò è importante sensibilizzare il personale sanitario all'aiuto delle vittime”. Il sistema di protezione messo in atto dall’Italia risulta ancora inadeguato, nonostante gli episodi di violenza contro le donne si ripetano e, nell’ultimo periodo, siano aumentati. C'è bisogno di una maggiore celerità nell'applicazione delle normative e di uno specifico riconoscimento del ruolo dei centri antiviolenza per la prevenzione e il sostegno alle donne, ecco perché le risorse finanziarie sono imprescindibili per trasformare le idee in azioni concrete. Conclude Fanelli: “Il Piano triennale, a nostro avviso, dovrebbe essere incentrato sull'implementazione del dialogo tra i soggetti coinvolti nella tutela delle donne vittime di violenza. Spesso lo scambio di informazione tra gli operatori coinvolti non è semplice. Durante un nostro percorso formativo, anche degli operatori sanitari hanno sollevato questa criticità. Questo non aiuta la gestione del fenomeno e limita fortemente la portata degli interventi. Bisognerebbe agevolare la creazione di una piattaforma istituzionale condivisa, in modo che gli operatori possano avere informazioni circa segnali di possibile violenza. Una piattaforma in cui inserire le denunce, le relazioni dei servizi sociali, le cure sanitarie e tutte le tracce di fenomeni che possano far immaginare una possibile violenza”

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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