Gli asili nido fanno parte dei servizi pubblici locali ossia di tutti quei servizi che fanno capo ad un comune, provincia o altro ente territoriale. Devono essere un luogo sicuro di cura e crescita per i bambini, nel quadro di una politica di tutela dei diritti dell’infanzia.

Gli asili nido di ieri
Nel 1971, con la legge n.1044, nasce l’asilo nido comunale: l’assistenza ai bambini di età fino a 3 anni diviene così un servizio sociale di interesse pubblico; la citata legge prevede la costruzione e la gestione di almeno 3800 asili nido, nel quinquennio 1972/76 ma il progetto fallisce.
Nell’agosto del 1997 viene approvata la legge n.285 con l’obiettivo di promuovere progetti, per i bambini da zero a tre anni, dotati di caratteristiche “innovative e sperimentali” allargando le possibilità di gestione ad organizzazioni di famiglie, associazioni o cooperative. Nel 2000 il Parlamento ri-finanzia la legge per il triennio 2001/2003.
La finanziaria del 2002 (legge n.448 del 2001) istituisce poi un Fondo per gli asili nido (vengono destinati 50 milioni di euro per il 2002, 100 milioni per il 2003 e 150 milioni per il 2004) e la finanziaria del 2003 (legge n.289 del 2002) istituito un fondo di rotazione di 10 milioni di euro per finanziare l’attivazione di asili nido aziendali.
Infine, con la legge Moratti (n.53 del 2003), a partire dall’anno scolastico 2003/2004 si è prevista la possibilità d’iscrivere alla scuola dell’infanzia tutti quei bambini che hanno compiuto i due anni.

…e quelli di domani
A trent’anni dalla legge che li ha istituti, gli asili nido stanno per cambiare: la Commissione Affari Sociali della Camera ha infatti approvato il testo di una nuova normativa che riorganizza tutto il sistema dei servizi socio-educativi per la prima infanzia (bambini dai 3 ai 36 mesi).
Questi servizi (che saranno “di interesse pubblico” e costituiranno “funzioni essenziali” di Stato, Regioni ed Enti locali) potranno essere forniti sia da amministrazioni pubbliche sia da privati, compreso il privato sociale.
Le famiglie dovranno essere coinvolte attivamente nella definizione degli obiettivi educativi, nella organizzazione e nella verifica della qualità e dei risultati dei servizi stessi, e gli enti locali e i gestori (pubblici e privati) dovranno collaborare tra loro in modo da integrare le diverse tipologie di servizio e favorire la continuità con la scuola dell'infanzia.
Gli asili nido accoglieranno bambini da 3 mesi a 3 anni e saranno “luoghi di cura, di crescita, di socializzazione e di sviluppo” delle loro potenzialità; potranno avere tempi e orari di apertura differenziati in rapporto alle diverse esigenze.
Stato, Regioni ed enti locali dovranno trovare un accordo per favorire lo sviluppo dei servizi e garantire livelli essenziali e standard qualitativi e organizzativi omogenei su tutto il territorio nazionale.

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