Ogni giorno si buttano nella spazzatura montagne di oggetti, spesso sono cose che non hanno niente che non va o che potrebbero iniziare una ‘seconda vita’ con qualche semplice riparazione. Le stesse aziende produttrici puntano sulla cosiddetta ‘obsolescenza programmata’ (oggetti progettati per durare il meno possibile e diventare rifiuto perché il mercato deve essere in continuo movimento). I ‘Repair Cafè’ nascono proprio per rispondere a questo: promuovere la sostenibilità, evitando di disfarsi di oggetti che potrebbero ancora funzionare e recuperare la capacità di aggiustare le cose.

"I primi sono nati ad Amsterdam tre anni fa e si sono diffusi in diverse città europee. Da alcuni mesi si moltiplicano anche negli Stati uniti, svuotando di significato la parola discarica. I Caffè delle riparazioni sono luoghi nei quali è possibile portare qualsiasi oggetto per farlo riparare, ma a differenza di negozi simili qui tutto è gratuito.

E come nelle ciclofficine, la relazione con i riparatori è il cuore di un modo diverso di vivere la società e di imparare facendo. Cinque buoni consigli per mettere su un Caffè in uno spazio occupato, nella sede di un’associazione, in una scuola o in una fabbrica…".

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Aurora Avenoso
Lucana, classe '73, master in comunicazione e relazioni pubbliche. Il meglio lo sto imparando con i miei figli, Greta e Giacomo. Per Cittadinanzattiva mi occupo di ufficio stampa e comunicazione. "Non dubitare mai che un gruppo di cittadini coscienziosi ed impegnati possa cambiare il mondo. In verità è l'unica cosa che è sempre accaduta" (Margaret Mead)

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