Forum DD

  • forumdisuguaglianze

    IProgramma Atkinson del Forum Disuguaglianze Diversità entra nella seconda fase. Le proposte sui tre temi, scelti tra quelli contenuti nel libro di Anthony Atkinson “Inequality. What can be done?” a cui il programma si ispira, verranno discussi in tre seminari aperti in luoghi diversi del paese. Gli esperti esterni coinvolti nel programma presenteranno le proposte che hanno elaborato, e queste saranno commentate da alcuni discussant.

  • uno sguardo al 2018 e un appuntamento per la primavera del 2019

    Continua anche nel 2019 l’impegno del Forum Disuguaglianze Diversità. Un anno è appena trascorso e per restituire il senso della strada fatta sono state raccolte in un piccolo e-book le molte attività svolte e alcune delle interviste pubblicate nel 2018.

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    Il Forum sulle Disuguaglianze e le Diversità partecipa al Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS: il 22 maggio a Roma si terrà il seminario “I numeri e i luoghi delle disuguaglianze” presso l’Istituto Sturzo, il 24 maggio il workshop “Migrazioni e accoglienza generativa nelle aree interne” a Chiusano D’Asti e il 4 giugno il seminario “Le disuguaglianze tra i mondi e nei mondi” presso la Camera di Commercio di Roma con la partecipazione del Prof. Branko Milanovic. Per accreditarsi agli eventi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • giustizia sociale

    Dopo due anni di lavoro, l’impegno del ForumDD, e di oltre duecento persone, fra ricercatori e membri delle organizzazioni di cittadinanza attiva, finalmente il 25 marzo, al Teatro de’ Servi di Roma, saranno presentate 16 proposte per la giustizia sociale, che intervengono su tre meccanismi di formazione della ricchezza: il cambiamento tecnologico, il potere negoziale del lavoro, il passaggio generazionale.

    L’idea che la povertà o vulnerabilità, il degrado del territorio, il peggioramento dei servizi essenziali per la comunità, il mancato riconoscimento della persona siano “inevitabili”  toglie ai cittadini la forza per potersi emancipare e lascia aperta solo la strada della
    rabbia verso gli altri, magari ancora più deboli.

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