Mensa

  • Lo scorso 18 ottobre Cittadinanzattiva ha promosso un evento dal titolo "Mense a scuola: costi, qualità e...nuove prospettive?".

    Nel corso dell’evento, sono stati presentati i dati di una nostra Indagine  su 79 mense scolastiche in tutta Italia, su aspetti quali la sicurezza, l’accessibilità dei locali mensa, nonché sugli sprechi e la percezione della qualità del cibo offerto. Inoltre, saranno presentati i dati sulle tariffe della ristorazione scolastica, provincia per provincia.

  • sic.scuole

    Quando una scuola può considerarsi sicura? A chi spetta la manutenzione e gli interventi di messa in sicurezza? E soprattutto cosa possono fare genitori e studenti per verificare le condizioni della propria scuola e a chi rivolgersi? Come e cosa controllare per accertarsi che la mensa scolastica offra un servizio di qualità e in un ambiente sicuro?

    Studiare in un ambiente confortevole, igienico e sicuro è un diritto dello studente: ad affermarlo la “Carta dei Servizi Scolastici” - titolo 3° - alla quale fa riferimento il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 giugno 1995

  • Domani, 8 novembre, i dati della IV Indagine di Cittadinanzattiva su Tariffe e Qualità delle mense scolastiche. L'Indagine fornisce un quadro dettagliato, per tutti i capoluoghi di provincia italiana, sui costi della ristorazione scolastica per le famiglie che hanno un bambino alla scuola dell'infanzia e alla primaria.

    Inoltre, l'Indagine - attraverso un questionario rivolto a 342 fra bambini, docenti, genitori, rappresentanti delle Commissioni mensa e addetti delle aziende di ristorazione - fotografa la qualità delle mense di un campione di scuole di 9 regioni. 230 indicatori su aspetti quali: la qualità, la sicurezza, l'igiene, la trasparenza, gli sprechi nella ristorazione scolastica.

  • La sentenza della Cassazione a Sezioni Unite stabilisce una volta per tutte che non sussiste un diritto soggettivo all’autorefezione individuale, ossia alla possibilità di portare il pranzo da casa da consumare nell’orario della mensa e nei locali scolastici. “Una decisione importante che riconosce ancora una volta il valore educativo, sociale e solidale della mensa scolastica nell’ambito di un progetto educativo comune. Una conquista irrinunciabile, soprattutto a favore delle fasce meno abbienti della popolazione, che però richiede un costante e attento intervento sia rispetto alla qualità dei cibi che in relazione alle tariffe, spesso troppo elevate e troppo eterogenee da territorio a territorio”, commenta Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

    “Una sentenza illuminante anche perché, al di là dell’oggetto specifico della questione, ribadisce e chiarifica i contenuti dell’autonomia organizzativa delle scuole in termini di indirizzi educativi, programmi e metodi, che non necessariamente debbono essere subordinate alle richieste delle singole famiglie”.

  • Con le delibere n. 51 e 52 del 2016, la Giunta del Comune di Capena ha raddoppiato le tariffe per i servizi di mensa e trasporto scolastico, ponendole integralmente a carico degli utenti a partire dal prossimo settembre.
    La protesta dei genitori, sfociata in due incontri con l’Amministrazione e nella consegna di una petizione con più di 600 firme, ha portato già ad un primo risultato. Con la delibera n. 63, infatti, la Giunta ha fatto una parziale marcia indietro sul trasporto scolastico, abbassando l’aumento dal 100% al 40%.

  • mense.asilinido

    Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 382, precisamente 300€ per la retta dell’asilo e 82€ circa per la mensa.

    Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale per gli asili nido, in leggera crescita per le mense scolastiche (+0,7% nell’infanzia, +1,4% nella primaria). A pesare sono soprattutto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaroai 515€ di Lecco; per la mensa scolastica dai 32€ di Barletta ai 128€ di Livorno.

    Il Sud, virtuoso sui costi, pecca però sulla disponibilità di posti all’asilo nido e sulla carenza del servizio di ristorazione scolastica. La copertura dei nidi sulla potenziale utenza è solo dell’11,2%, rispetto alla media nazionale del 21,7%; in sette regioni del Sud e delle isole, più dei due terzi dei bambini non usufruisce del servizio mensa.

    Sul “piacere” di mangiare a scuola, permangono giudizi contrastanti da parte degli studenti: più di uno su due (57%) sostiene di farlo volentieri, ma solo il 14% gradisce tutti i cibi serviti (verdure e pesce i più rifiutati); la monotonia del cibo, le scarse porzioni e l’ambiente triste e disadorno sono tra i principali motivi per cui il 43% degli studenti non ama mangiare a scuola. Il 59% del cibo avanzato viene buttato.

  • mense.asilinido

    Tariffe stabili per i nidi, in leggero aumento per le mense. Ai bambini piace mangiare in compagnia, ma solo uno su dieci consuma tutto.

    Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 382, precisamente 300€ per la retta dell’asilo e 82€ circa per la mensa.

    Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale per gli asili nido, in leggera crescita per le mense scolastiche (+0,7% nell’infanzia, +1,4% nella primaria). A pesare sono soprattutto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaroai 515€ di Lecco; per la mensa scolastica dai 32€ di Barletta ai 128€ di Livorno.

  • 83 euro, a tanto ammonta la tariffa per la mensa scolastica nell’anno in corso 2019/2020 per una famiglia media italiana, con reddito ISEE di 19900 euro e un bimbo alla scuola primaria. 82 euro invece il costo della mensa nella scuola dell’infanzia.

    Il Nord si conferma l’area geografica con le tariffe più elevate, in media 842 euro per nove mesi di mensa nella scuola primaria, e 841 in quella dell’infanzia; segue il Centro, 724 euro nella primaria  e 704 euro nell’infanzia; più contenuti i costi al Sud con 644 euro nella primaria e 632 nell’infanzia.

  • 83 euro, a tanto ammonta la tariffa per la mensa scolastica nell’anno in corso 2019/2020 per una famiglia media italiana, con reddito ISEE di 19900 euro e un bimbo alla scuola primaria. 82 euro invece il costo della mensa nella scuola dell’infanzia.

    Il Nord si conferma l’area geografica con le tariffe più elevate, in media 842 euro per nove mesi di mensa nella scuola primaria, e 841 in quella dell’infanzia; segue il Centro, 724 euro nella primaria  e 704 euro nell’infanzia; più contenuti i costi al Sud con 644 euro nella primaria e 632 nell’infanzia.

    L’Emilia Romagna è la regione più costosa, con una spesa media mensile di 106€ nella primaria e 105 euro nell’infanzia; la Puglia quella più economica con 65€ sia nella primaria che nell’infanzia. Rispetto all’anno precedente, la variazione è stata del +0,81% a livello nazionale, con l’incremento record del +9,79% in Calabria e una riduzione invece del 6,41% in Sardegna. Tariffa invariata in Basilicata, Umbria e Valle d’Aosta.

  • Mensa e intossicazione

    Sono oltre 180 i bambini ed insegnanti rimasti intossicati, a causa di un batterio, dopo aver mangiato nelle mense delle scuole pescaresi. Il batterio responsabile è il Campylobacter; la contaminazione avviene quando si ingerisce carne cruda o poco cotta, in particolare di pollo. Il contagio può avvenire anche in modo indiretto, ovvero se i taglieri utilizzati per lavorare il pollo o le stesse posate non sono stati lavati accuratamente.

    Il sindaco Marco Alessandrini ha emanato un’ordinanza per la sospensione, a scopo cautelativo, del servizio di refezione in tutte le scuole pubbliche del Comune.

  • Slow Food, Parco Nazionale e Comuni del Parco del Casentino (Toscana) insieme per migliorare l'alimentazione dei bambini, ideare mense più buone, pulite e giuste e creare nuove prospettive economiche per le aziende agricole del territorio.

    In questo autunno è previsto l'avvio dei percorsi formativi del progetto pensati per coinvolgere le famiglie, amministratori locali, cuochi, personale delle mense scolastiche, insegnanti, referenti delle ditte appaltatrici e produttori locali.

  • Via libera al panino in refettorio. I genitori che vorranno preparare il pasto ai loro figli perchè lo consumino a scuola, potranno farlo. Un'ordinanza del Tribunale di Torino, appena depositata al culmine di mesi di battaglie giudiziarie, respinge un reclamo presentato dal Miur e, di fatto, autorizza chiunque lo desideri a rifiutare il servizio mensa. La prima sezione civile (presieduta da Umberto Scotti) afferma che è un diritto garantito dalla Costituzione e, come si ricava dalla lettura del documento, vale per tutti, non soltanto per le famiglie che hanno promosso la causa.

  • "Dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato ha dato ragione ai genitori che avevano fatto ricorso contro il regolamento con cui il Comune di Benevento, guidato dal sindaco Clemente Mastella, vietava il consumo a scuola di cibi portati da casa e imponeva la mensa pubblica nelle scuole della città. Per la prima volta i supremi giudici amministrativi si esprimono sulla libertà di portare il pasto da casa nelle scuole pubbliche. La sentenza del Consiglio di Stato riguarda il ricorso in appello proposto dal Comune di Benevento dopo la sentenza del Tar della Campania che aveva annullato il regolamento voluto dalla giunta comunale. “Nel merito l'appello è infondato”, si legge nella sentenza pubblicata il 3 settembre dal Consiglio di Stato.  Secondo i giudici il regolamento impugnato “presenta plurimi profili di illegittimità, già evidenziati dalla sentenza appellata, che merita di essere confermata”.

  • Sarà la Cassazione a Sezioni unite a decidere sulla possibilità per le famiglie, che per vari motivi non vogliono usufruire del servizio mensa, di far portare a scuola ai loro bambini il pasto preparato a casa. Il fenomeno, partito dalle scuole di Torino, sì è esteso in tutta Italia. Sulla questione Adriana Bizzarri, coordinatrice della rete Scuola di Cittadinanzattiva, è intervenuta nel corso della trasmissione "Uno Mattina in famiglia", domenica 17 marzo, su Rai1.

    "Il problema sono le tariffe, troppo diversificate fra le varie aree del Paese. Bisognerebbe lavorare per rendere più omogenee, in attesa di avviare una discussione per rendere il servizio di ristorazione scolastica, al pari di quella ospedaliera, un livello essenziale, dunque garantito gratuitamente a tutti gli studenti", dichiara la Bizzarri.

  • “Il nuovo bando per la refezione scolastica nelle mense delle scuole di Roma solleva una più che giustificata preoccupazione da parte di Sindacati, famiglie dei piccoli utenti, organizzazioni civiche come le nostre”, così commentano Cittadinanzattiva, Actionaid e Slowfood che sotto l’alleanza “Italia, Sveglia!” si occupano da anni di qualità, accessibilità e sostenibilità del servizio di ristorazione scolastica.

    “Fino ad oggi le mense scolastiche romane hanno rappresentato un buon servizio per la città sia per la qualità dei cibi e la varietà dei menù proposti, sia per i costi calmierati per l’utenza così come per la compresenza di due sistemi di gestione, centralizzata e in autogestione, elemento peculiare del sistema di refezione scolastico romano.

    Il nuovo bando, atteso da mesi dopo tanti rinvii, si applica, contrariamente al precedente, anche agli asili nido, per un totale di circa 200mila utenti, e prevede costi sempre più ridotti per l’amministrazione comunale, inevitabile abbassamento della qualità dei prodotti e dei pasti e pone a rischio molti posti di lavoratori del settore. Inoltre, non avrebbe la consueta validità triennale ma varrebbe solo per il prossimo anno scolastico, con innegabili conseguenze sul livello di investimento che le aziende potrebbero dedicarvi visto il tempo ridotto di validità. Il costo del pasto, sostenuto dal Comune, per ogni singolo bambino degli asili nido passerà dagli attuali 7 euro a circa 4 euro, mentre per le scuole elementari passerà dai 4.50 euro ciascuno a 4 euro.

  • Il nuovo bando per la refezione scolastica nelle mense delle scuole di Roma solleva una più che giustificata preoccupazione da parte di Sindacati, famiglie dei piccoli utenti, organizzazioni civiche come le nostre”, così commentano Cittadinanzattiva, Actionaid e Slowfood che sotto l’alleanza “Italia, Sveglia!” si occupano da anni di qualità, accessibilità e sostenibilità del servizio di ristorazione scolastica. “Fino ad oggi le mense scolastiche romane hanno rappresentato un buon servizio per la città sia per la qualità dei cibi e la varietà dei menù proposti, sia per i costi calmierati per l’utenza così come per la compresenza di due sistemi di gestione, centralizzata e in autogestione, elemento peculiare del sistema di refezione scolastico romano.

  • Cibo biologico, DOP e IGP, a filiera corta, da trasportare su ferro, vetture ibride o elettriche, con donazione degli alimenti integri che avanzano a enti caritatevoli. Sono alcune delle novità previste per la mensa scolastica da affidare nel triennio 2017-2020, stabilite da una delibera di giunta capitolina.

  • scuola materna tariffe milano

    Il Comune di Milano ha previsto una manovra di tre milioni di euro complessivi ottenuti da una revisione delle tariffe sui servizi educativi. Le famiglie pagheranno circa 52 euro all'anno in più per l'iscrizione alla scuola materna comunale. La quota, già prevista per gli asili nido, ora sarà estesa anche alle scuole materne dellla città. Gli aumenti toccheranno anche altri servizi, come la mensa, i centri estivi, i pre e post scuola, le scuole vacanza e tutti i servizi educativi gestiti dal Comune.

  • Prenderanno posto accanto alla maestra. Oppure, in alternativa, a un tavolo pensato apposta per loro non lontano dai compagni. Un modo per poter sì consumare il pasto portato da casa, come chiesto dai genitori. Ma evitando la solitudine della 'stanza del panino' che li ha costretti fino a oggi a mangiare in solitaria in un’aula e non in mensa come gli altri bambini.

  • Sul "pasto da casa" nelle mense scolastiche, Il Miur dice la propria. E, dopo essersi opposto alle sentenze che NEL 2016 hanno dato il via libera alla possibilità per le famiglie di preparare il pranzo da far portare a scuola nelle mense di Torino, pubblica una Nota, inviata agli Uffici Scolastici Regionali, che elenca le condizioni per la “schiscetta libera”: nessuno scambio di alimenti fra i bambini e nessuna possibile contaminazione. Per realizzare queste condizioni, le scuole dovranno comportarsi davanti al pranzo domestico come dinanzi ai pasti speciali, eventualmente con il supporto del servizio di igiene della Asl.

  • "Presto in Aula al Senato il disegno di legge 2037 che introduce importanti novità in un comparto che ogni anno vede uno spreco di 870mila tonnellate di cibo. Nel testo in esame è previsto che “le procedure di selezione dell’offerta avvengano sulla base del criterio dell’offerta più vantaggiosa ma dev’essere comunque garantita l’adozione di una formula che garantisca la preminenza del criterio della qualità

    Proprio in questi giorni Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva ha fatto pervenire una notaalla commissione agricoltura dove solleva una serie di questioni: “Abbiamo chiesto che tra i soggetti da consultare per elaborare le linee guida oltre alle associazioni rappresentative della filiera agroalimentare e l’Anci vi siano anche le organizzazioni civiche e i coordinamenti di commissioni mensa che dovrebbero occuparsi anche della fase di monitoraggio e controllo”. 

  • Il cibo è di buona qualità, la pulizia è adeguata, ma gli ambienti sono troppo rumorosi e non proprio accoglienti. Troppo poco diffuse le indagini sulla qualità percepita dagli studenti e l’unico strumento di partecipazione e controllo a disposizione delle scuole, ossia le Commissioni mensa, restano, ad oggi, poco presenti e inascoltate. Due bimbi su tre amano mangiare a scuola, ma solo uno su dieci dice di finire tutto quello che viene servito.

  • mense scolastiche cibi di qualita ma troppo rumore e le rette sono alte adriana

    Cittadinanzattiva su mense scolastiche: cibi di qualità, ma troppo rumore nei locali. E le tariffe elevate pesano sulle rinunce e le richieste del pasto da casa.
    Convocare Stati generali della ristorazione scolastica

    Il cibo è di buona qualità, la pulizia è adeguata, ma gli ambienti sono troppo rumorosi e non proprio accoglienti. Troppo poco diffuse le indagini sulla qualità percepita dagli studenti e l’unico strumento di partecipazione e controllo a disposizione delle scuole, ossia le Commissioni mensa, restano, ad oggi, poco presenti e inascoltate. Due  bimbi su tre amano mangiare a scuola, ma solo uno su dieci dice di finire tutto quello che viene servito.

  • Cibo a mensa: come andare oltre la lementela e pretendere che il diritto a mangiar bene sia garantito nelle scuole dei nostri figli?

    Perché “sollevando lo sguardo dal dibattito “schiscetta sì o schiscetta no”, sulla qualità della mensa si gioca una partita di inclusione sociale senza precedenti”, avverte Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale della Scuola di Cittadinanzattiva in una intervista per Iodonna, il  femminile del Corriere della Sera.

  • mense

    Nella puntata "Mens sana" della trasmissione di Raitre "Indovina chi viene a cena", andata in onda il 7 novembre, sotto la lente d'ingrandimento le mense scolastiche e le due novità del momento: il panino libero (al quale si è opposto anche il Ministero della salute e il sindaco di Torino) e la scelta vegana senza obbligo di presentazione di un certificato.

    Si parte da una finestra sull'Olanda, dove nessuna scuola ha la mensa e dove per festeggiare i compleanni in classe è possibile portare solo dolci preparati in casa. Insomma, esattamente all'opposto di quanto avviene nelle nostre scuole. 

  • Stamattina il TAR Lazio ha emesso la sentenza n. 3831/2017 che ha annullato la delibera della Giunta Comunale di Capena con la quale erano state aumentate le tariffe delle mense scolastiche.

    L’aumento era stato contrastato da un gruppo di genitori di Capena che si sono attivati per tutelare gli interessi di tutta la comunità locale e da Cittadinanzattiva Lazio.

    L’avvocato Gianluca Piccinni, difensore di Cittadinanzattiva e di circa 40 famiglie in tale giudizio, fa presente che “Tale risultato è importante perché rappresenta la prima pronuncia favorevole del Tar Lazio in materia di aumenti indiscriminati delle tariffe scolastiche e ciò a danno di tutte le famiglie in difficoltà economica.”

  • Per la prima volta in Italia vengono definite e regolate le mense biologiche, dando così maggiori informazioni agli studenti e alle famiglie. E’ stato infatti pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 18 dicembre 2017 del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, riguardante  i criteri e i requisiti delle mense scolastiche biologiche.
    Il decreto persegue le seguenti finalità: 
    a) promuovere il consumo di prodotti biologici e sostenibili per l’ambiente nell’ambito dei servizi di refezione scolastica negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia, nelle scuole primarie e nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado; 
    b) definire i requisiti, incluse le percentuali minime di utilizzo di prodotti biologici, nonché le specifiche tecniche necessarie per qualificare il servizio di refezione scolastica quale mensa biologica, in conformità alla disciplina europea vigente; 
    c) definire criteri di primalità, da inserire nella documentazione della gara di appalto, idonei a favorire il consumo di prodotti biologici sostenibili per l’ambiente e a ridurre lo spreco alimentare.

  • La mensa a scuola? Fa parte dell’educazione di un bambino. E (anche) per questo in molti Paesi il servizio è gratuito. E non soltanto nelle democrazie del Nord Europa come la Finlandia e la Svezia, ma anche Paesi in via di sviluppo come l’India. Sulla polemica dei servizi scolastici negati ad alcuni figli di migranti a Lodi è intervenuto un professore della Bocconi, Francesco Billari, docente di Demografia, con un articolo pubblicato su  Lavoce.info."Se un accesso universale e gratuito alla mensa scolastica può sembrare una misura rivoluzionaria in Italia, possiamo ricrederci guardando agli esempi di migliori pratiche a livello internazionale. La Finlandia, ad esempio, è stato il primo paese a istituire in modo ufficiale i pranzi gratuiti a scuola, nel 1948".

  • mensa nelle scuole

    Il Tribunale di Milano, su istanza delle organizzazioni di tutela dei diritti ASGI e NAGA, in accordo con il coordinamento “Uguali Doveri” che ha promosso la mobilitazione a favore dei bambini di Lodi, ha dichiarato discriminatorio ed illegittimo il Regolamento introdotto dal Comune di Lodi che costringeva le famiglie di origine straniera, per poter accedere alle tariffe agevolate della mensa, ad affrontare un iter burocratico costosissimo - e in molti casi impossibile - per certificare la condizione patrimoniale nel paese di origine.

  • Si terrà il prossimo 18 ottobre, a Roma, presso la sede della Confederazione Italiana Agricoltori - CIA (Auditorium Giuseppe Avolio, Via Mariano Fortuny 16), dalle ore 9:15 alle ore 13:30, l’evento promosso da Cittadinanzattiva “Mensa a scuola: costi, qualità e...nuove prospettive?”.
    Nel corso dell’evento, saranno presentati i dati di una Indagine di Cittadinanzattiva su 79 mense scolastiche in tutta Italia, su aspetti quali la sicurezza, l’accessibilità dei locali mensa, nonché sugli sprechi e la percezione della qualità del cibo offerto. Inoltre, saranno presentati i dati sulle tariffe della ristorazione scolastica, provincia per provincia.

  •  mensa a scuola costi qualita e nuove prospettive

    Il prossimo 18 ottobre, si terrà a Roma presso l'Auditorium della Confederazione Italiana Agricoltori-CIA, dalle ore 09:00 alle 13:30, un evento dedicato alle mense scolastiche organizzato dalla rete Scuola di Cittadinanzattiva dal titolo: "Mense a scuola: costi, qualità e...nuove prospettive?" Nel corso della mattinata si alterneranno i contributi delle istituzioni e delle Commissioni mensa presenti nel nostro Paese per fare il punto sulla situazione attuale e immaginare le prospettive future.

  • Bambini panino

    Dopo la sentenza del Tribunale di Torino che consente ai genitori di scegliere tra il servizio mensa ed il pasto da casa, il Ministro dell'Istruzione Stefania Giannini interviene all'essemblea dell'ANCI di Bari annunciando delle linee guida. Nei prossimi giorni infatti è previsto un incontro tra il Ministro dell'istruzione, il neo Presidente Anci, Antonio Decaro ed il Ministro della Salute Lorenzin, per discutere del tema ed ipotizzare delle linee guida che diano una chiara ed omogenea indicazione alle scuole e ai servizi comunali.Nel frattempo, nelle scuole di Torino, emerge un altro problema legato ai refettori.

  • a mense scolastiche bisogno

    Dopo l'ultimo intervento dei Nas che ha portato alla chiusura di 7 mense scolastiche possiamo affermare che la situazione mense non è delle migliori anzi è davvero critica e preoccupante. Dalle ispezioni effettuate, una mensa su tre presenta irregolarità e soprattutto situazioni igieniche inaccettabili. Cittadinanzattiva è intervenuta sulla vicenda con un comunicato nel quale ribadisce l'urgenza di interventi mirati e soprattutto sanzioni per chi ha le responsabilità.

  • ServizioMensa

    Il tema delle mense scolastiche è ormai all'ordine del giorno: tariffe elevate, cibi di scarsa qualità, menù ripetitivi. Ma esistono città dove le mense funzionano bene come Jesi, Trento e Bologna, le tre città occupano i primi posti della classifica italiana realizzata dalla Rete nazionale delle Commissioni mensa. Le modalità di gestione del servizio in queste città sono dettate dall'attenzione, a Jesi ad esempio vengono realizzati controlli quotidiani di gradimento dei cibi proposti, questo consente di verificare immediatamente quali cibi vengono scartati dai bambini e di poter intervire con delle modifiche al menù, anche semplicemente variando la modalità di preparazione dello stesso cibo.

  • mensa scolastica

    L’istituzione dalla mensa risale a un lontano passato, quando cioè più persone iniziarono a ritrovarsi intorno a un desco per mangiare. A seconda del luogo e della situazione si distinsero la mensa domestica, il refettorio, il banchetto, la mensa aziendale, scolastica...tutte facce di una stessa medaglia. Le modalità con cui l’uomo si è ritagliato ”l’ora per rifocillarsi" nel tempo sono mutate e questa trasformazione ha portato allo sviluppo di nuovi servizi, rivolti a soddisfare le richieste e le esigenze dei nutri-utenti.

    Da qualche decennio le circostanze e i ritmi lavorativi imposti dalla società sono scanditi da tempi che relegano la pausa pranzo in ufficio, in fabbrica, in macchina o a scuola. La mensa allora, sia per grandi che per piccini, rappresenta una valida alternativa al pasto casalingo o al digiuno. Per questo è necessario ricreare una condizione che riproduca quanto più possibile una situazione di cucina familiare, che non solo soddisfi il palato ma anche compensi in maniera equilibrata l’introito giornaliero di nutrienti.

  • Il panino da casa presenta il conto alle casse del Comune di Torino. Nel capoluogo piemontese, dodici famiglie su cento mandano i figli a scuola con il pranzo preparato a casa. E nelle casse comunali entrano 3 milioni in meno.

    La tendenza è comune a tutti i quartieri della città. Ma l'impennata più notevole si registra nelle periferie meno ricche, Si calcola che tra i rinunciatari alla mensa scolastica, il 20 per cento provenga da famiglie con un reddito più basso.

  • firmato protocollo ca ristorazionecollettiva

    Firmato protocollo di intesa fra Cittadinanzattiva, Angem e Oricon su ristorazione collettiva: promuovere qualità dei cibi serviti a mensa e partecipazione civica per servizi efficienti e di qualità.
    Tavoli di lavoro sulla ristorazione scolastica che coinvolgano esperti, docenti, genitori; incontri di formazione per i membri delle Commissioni mensa; formazione ed informazione ai cittadini in materia di appalti di ristorazione collettiva, campagne informative congiunte sull'educazione e la sicurezza alimentare, sulla diffusione di corretti stili di vita fra giovani e adulti, sul contrasto agli sprechi alimentari.

  • mense roma

    Genima Genitori nidi e materne di Roma ha lanciato una petizione dedicata alla qualità delle mense romane visto che la nuova gara di appalto propone un costo al ribasso . Si passerebbe dagli attuali 7 euro a circa 4 euro per i nidi mentre per le scuole primarie si passerebbe dagli attuali 4,50 euro a circa 4 euro. A rischio la qualità del cibo proposto ai piccoli oltre che diversi posti di lavoro di dipendenti della multiservizi.

  • CiboBiologico

    Prevenire e ridurre lo spreco alimentare attraverso una pianificazione più attenta dei pasti all’interno di mense ospedaliere, scolastiche e aziendali. Ognuna con le sue caratteristiche particolari ma con un obiettivo comune: quello di gestire meglio il cibo, di favorire la riduzione degli sprechi, donare o riusare le eccedenze, riciclare quello che non è stato possibile recuperare. Con questo intento il Ministero della Salute ha diffuso tre decaloghi per affrontare il tema dello spreco alimentare nella ristorazione ospedaliera, scolastica e aziendale.

  • "Ogni anno vengono spesi circa 3,6 milioni di euro per portare frutta e verdura nelle nostre scuole all’intervallo. Per il periodo che va dal 2017 al 2023 l’Unione Europea ha stanziato 25,8 milioni per incoraggiare i bambini delle scuole primarie a consumare mele, pere, carote e pomodori e sostenerli nella conquista di abitudini alimentari sane. Un progetto che solo nell’anno scolastico 2017/2018, ha coinvolto 2.900 istituticorrispondenti a più di un milione e 200mila alunni". 

  • mense scolastiche sito cittalazio

    L'Associazione GEMINA (Genitori Nidi e Materna di Roma), con il sostegno di Cittadinanzattiva Lazio, ha lanciato la petizione contro il nuovo bando della refezione nelle scuole della capitale. Lo scorso 26 giugno una delegazione di Gemina promotrice della petizione ha consegnato all'Assessore Baldassarre le oltre 12.000 firme raccolte. L'incontro, spiegano i promotori, "sarà l'occasione per mostrare le nostre motivazioni e preoccupazioni, ascoltare e valutare le risposte delle istituzioni e, in caso non fossero concretamente convincenti, sostenere la richiesta del ritiro del bando in autotutela" .

  • petizione mangio giusto copy copy

    Cittadinanzattiva su pasto da casa: pericoloso per equità sociale e salute pubblica. Lavorare per garantire la mensa scolastica come servizio essenziale
    Sulla base della rilevazione effettuata da Cittadinanzattiva sui costi della mensa scolastica,  contenuta nel XIV Rapporto su sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola , emerge che le tariffe variano di Regione in Regione.

  • Progetto senza titolo

    Cittadinanzattiva su ispezione in mense scolastiche: un fenomeno preoccupante. Lavorare per garantire la mensa a tutti gli studenti e per ampliare il ruolo delle Commissioni mensa

    “Ringraziamo i Nas e la Ministra Grillo per il lavoro di controllo sulle mense scolastiche in tutta Italia che ci restituisce una realtà preoccupante, sulla quale chiediamo un’attenta analisi e messa a punto di proposte di miglioramento, oltre che, nell’immediato, sanzioni per chi ha la responsabilità di aver agito contro la sicurezza e la salute degli studenti e dei docenti accompagnatori”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva. "Crediamo sia fondamentale diffondere e ampliare il ruolo delle Commissioni mensa, per garantire un controllo puntuale, capillare e costante al fine di vigilare sia sulla qualità del cibo che sulle condizioni delle strutture, diffondendo competenze e formazione fra i membri delle Commissioni".

  • Scarica la nota di Cittadinanzattiva sul disegno di legge 2037 sulla ristorazione colletiva.

    Cittadinanzattiva da 14 anni realizza un monitoraggio civico riguardante lo stato degli edifici scolastici e dei diversi servizi didattici al suo interno, come le mense scolastiche. Inoltre, dal 2015, Cittadinanzattiva, ActionAid e Slow Food Italia, costituitesi nella alleanza Italia, Sveglia!, hanno dato il via al proprio impegno congiunto affrontando, tra l’altro, con la campagna "La mensa che vorrei", il tema della ristorazione collettiva nelle scuole, un tema che interessa circa 10 milioni di italiani e in particolare le famiglie.

    Il nuovo Codice degli Appalti, la proposta di legge in discussione presso la IX Commissione del Senato sulla ristorazione collettiva, la recente sentenza della Corte di Appello di Torino che stabilisce la legittimità di portare il pranzo da casa, hanno riportato all’attenzione generale l’importanza di questo servizio evidenziando l’urgenza di avviare una riflessione complessiva per un suo ripensamento, con il concorso di tutti gli attori coinvolti.

    Il 18 ottobre 2016 abbiamo presentato la I Indagine su “Mensa a scuola: costi, qualità e...nuove prospettive?", con dati riguardanti qualità, sicurezza, igiene, trasparenza, costi, sprechi, rifiuti, partecipazione legati al servizio di ristorazione scolastica in 79 scuole di 13 Regioni. Una ulteriore indagine ha riguardato la rilevazione delle rette della ristorazione scolastica in tutti i capoluoghi di provincia, per scuola dell’infanzia e scuola primaria. Sono state rilevate le rette minime e massime per ogni capoluogo e per tipologia di scuola, nonché la retta media per la famiglia “tipo” individuata dall’Istat con ISEE annuale di 19.900€.

    Scarica l’Abstract con i dati aggiornati ad ottobre 2016

    la registrazione dell'evento del 18 ottobre su Youtube

     

    Anno di realizzazione: 2015 - in corso
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  • asili nido e mense scolastiche presentato il nostro dossier 2017

    Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 380, precisamente 301€ per la retta dell’asilo e 80€ circa per la mensa.

    Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale negli ultimi tre anni, ma pesano molto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaro e Agrigento ai 515€di Lecco; per la mensa scolastica dai 38€ di Barletta ai 128€ di Livorno.

  • asili nido e mense scolastiche presentato il nostro dossier 2017

    “Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense”: rette stabili. Ma liste di attesa in aumento nei nidi e troppi sprechi a mensa

    Una famiglia media italiana, con un bimbo al nido e un altro alla materna o primaria, spende al mese 380, precisamente 301€ per la retta dell’asilo e 80€ circa per la mensa.
    Le tariffe restano sostanzialmente stabili a livello nazionale negli ultimi tre anni, ma pesano molto le differenze regionali e fra i singoli capoluoghi di provincia: per i nidi si va dai 100€ al mese di Catanzaro e Agrigento ai 515€ di Lecco; per la mensa scolastica dai 38€ di Barletta ai 128€ di Livorno.
    Il Sud, virtuoso sui costi, pecca però sulla disponibilità dei nidi. La copertura sulla potenziale utenza è solo del 7,6%, rispetto alla media nazionale del 20%.
    Sulle mense scolastiche, resistono i giudizi “in bianco-nero” dei piccoli utenti: mangiano felici in compagnia, ma vorrebbero cibi più vari, locali allegri, più tempo per mangiare e maggiore cortesia del personale addetto. Ancora troppi gli sprechi durante i pasti. E sulle Commissioni Mensa persistono grandi variabilità nella composizione e nel modo di operare.
    Questi i dati contenuti nel Dossier “Servizi in…Comune. Tariffe e qualità di nidi e mense”, presentato oggi da Cittadinanzattiva.

  • mensa scolastica tonno

    E' accaduto ad una bimba in una scuola elementare di Minerbe in provincia di Verona. I genitori della bimba di origine straniera non erano in regola con i pagamenti dei buoni pasto e per questo motivo alla piccola per pranzo è stato servito tonno e cracker. La decisione sarebbe stata presa dopo un accordo tra il Comune e l'azienda che gestisce il servizio.

  • In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione, il 16 ottobre 2019, è stato elaborato un decalogo sottoscritto da più soggetti che da anni si occupano di monitorare il servizio di ristorazione scolastica del nostro Paese: Cittadinanzattiva, Foodinsider, Save the Children, Slow Food ed esperti nazionali ed internazionali. Il decalogo definisce i criteri intorno ai quali dovrebbe essere sviluppata la mensa scolastica in una visione innovativa capace di trasformarla in un caposaldo del processo educativo delle nuove generazioni e in un volano per lo sviluppo del nostro Paese. Il decalogo è stato inviato ai Ministri dell’Istruzione, della Sanità, dell’Ambiente e delle Politiche Agricole per sollecitare l’avvio di una riforma partecipata del servizio di ristorazione scolastica.

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Realizzato nell'ambito del progetto Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino, finanziato dal Ministero dello sviluppo economico (DM 7 febbraio 2018)

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