Coronavirus

  • Scuole in presenza e in DAD: i numeri del Ministero

    "Alle 12 di oggi (19 gennaio, ndr), su una copertura dell'82% delle classi, il 93,4% è in presenza. Di cui il 13,1% con attività integrata per singoli studenti a distanza. Le classi totalmente a distanza sono il 6,6%. Gli studenti in presenza sono l'88,4%. Per infanzia la percentuale di positivi o in quarantena è del 9%; per la primaria gli alunni positivi o in Dad sono il 10,9% e per la secondaria alunni in Dad o in Ddi sono il 12,5%". Sono i dati presentati dal Ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, intervenuto mercoledì 19 gennaio in Commissione Istruzione alla Camera. La richiesta di dati trasparenti e certi sulle classi in quarantena e sui contagi fra studenti e personale, docente e non, era stata avanzata nei giorni scorsi anche da Cittadinanzattiva in un comunicato stampa in cui chiedevamo anche ulteriori misure, come "facilitare in ogni modo la prosecuzione delle vaccinazioni con campagne informative e giornate dedicate per i più piccoli, attivando se possibile dei punti vaccinali presso gli istituti scolastici più grandi; rivedere le regole della quarantena per gli studenti delle scuole secondarie di I e II grado in attesa della terza dose; prevedere investimenti aggiuntivi a medio termine (da marzo a fine anno) per l’installazione di misuratori di Co2 e di sistemi di aerazione; accelerare la distribuzione delle mascherine FFP2 ed estenderla a tutto il personale della scuola e, se possibile, anche agli studenti; acquisire definitivamente la disponibilità delle aule necessarie (non si sa con esattezza quante ne servano ancora!) per garantire un effettivo e praticabile distanziamento tra gli studenti".

  • Nuovo Decreto Covid: scopri le novità nella nostra Guida

    covid 2022 01 13

    A partire dal 10 gennaio entrano in vigore una serie di nuove misure che interessano tutti i cittadini italiani per il contenimento dell'emergenza Covid. Gli ultimi aggiornamenti sono contenuti nella nostra Guida Covid -19.

  • Terapie e visite: rinvii e mancati accessi per l'emergenza Covid

    terapie e visite rinvii e mancati accessi per l emergenza covid

    Visite e terapie rinviate a causa dell'emergenza Covid: ne ha parlato la nostra segretaria generale Anna Lisa Mandorino, ospite mercoledì 12 gennaio di Agora' Extra su Rai3.

  • Covid e scuole: servono nuove (e vecchie) misure per garantire la didattica in presenza

    Il 10 gennaio, in gran parte d'Italia, le scuole hanno riaperto dopo la pausa natalizia, anche se non mancano i Comuni e le Regioni (Sicilia e Campania, quest'ultima però ha dovuto riaprirle dopo l'intervento del TAR) che, con singole ordinanze, hanno posticipato l'avvio delle lezioni in presenza. Tuttavia non mancano le polemiche sui rischi e i mancati interventi per mettere in sicurezza studenti e personale scolastico dai rischi della nuova ondata Covid. Su questo è intervenuta Cittadinanzattiva: "ci dispiace constatare che, ancora una volta, ci si è fatti cogliere impreparati sulla gestione della pandemia nella scuola senza predisporre un vero e articolato programma di breve e medio termine: solo sporadici gli interventi per assicurare un maggiore distanziamento con l’acquisizione di nuove aule, così come l’installazione di sistemi di ricambio d’aria che potrebbero contribuire a ridurre la diffusione del virus. Ben poco si è fatto sull’aumento e sul controllo dei trasporti pubblici. La gestione delle quarantene nelle classi si è già rivelata molto complicata nelle settimane precedenti e permangono delle incongruenze ad esempio sugli ultra dodicenni che solo da ieri possono prenotare la dose booster e rischiano quindi, in presenza di due compagni positivi, di essere messi in DAD nelle prossime settimane.

  • Il 18 gennaio Cittadinanzattiva presenta “Insieme per l'Oncologia. Con i piedi per terra e lo sguardo al futuro"

    Siamo ad un punto cruciale nella cura dei tumori, e grazie anche alle risorse che verranno stanziate con il PNRR sarà possibile cogliere un'opportunità senza precedenti.  Cittadinanzattiva con la partecipazione di 60 stakeholder tra professionisti clinici e sanitari, esperti del mondo delle Istituzioni, dell’Università, della ricerca, dell'economia e dell’innovazione lanciano il documento “Insieme per l'Oncologia, realizzato con il sostegno di Novartis. 

  • Green Pass: le nostre Faq

    CORONAVIRUS PAGINA CA 2

    Ho sentito parlare del Green Pass “Rafforzato”. In cosa consiste?
    Il Green Pass Rafforzato rappresenta una versione del classico green pass finora conosciuto che però, a partire dal 6 Dicembre 2021 e fino al 31 Marzo 2022, sarà concesso esclusivamente ai vaccinati con entrambe le dosi e/o a coloro che sono guariti dal COVID.
    Tale certificazione, a partire dal 1° Febbraio 2022, avrà la durata di 6 mesi e consentirà l’accesso a tutte le strutture ludiche sul territorio nazionale (bar e ristoranti al chiuso e all’aperto, musei, cinema, teatri, stadi, palestre, piscine, etc.), così come accaduto finora con il Green Pass “classico”.

     

    Cosa accade ora con il Green Pass “Classico”?
    Il Green Pass “Classico” sarà rilasciato solamente a seguito di un tampone antigenico o molecolare di esito negativo e avrà sempre la sua durata di 48 o 72 ore in base alla tipologia. Tale certificazione però, dal 6 Dicembre 2021 al 31 Marzo 2022, consentirà esclusivamente di poter accedere al luogo di lavoro a quelle categorie di lavoratori escluse dall’obbligo vaccinale.

     

    Per ottenere il Green Pass “Rafforzato” sarà necessaria la terza dose del vaccino?
    No, non sarà necessario effettuare la terza dose del vaccino per ottenere il Green Pass “Rafforzato”; saranno sufficienti le classiche due dosi o essere guariti dal COVID.

     

    Il Green Pass “Rafforzato” sarà efficace in tutte le zone (bianca/gialla/arancione/rossa)?
    No, il Green Pass “Rafforzato” consentirà di mantenere la libertà negli spostamenti e nell’accesso alle varie strutture solamente nelle regioni di colore bianco, giallo e arancione. Nelle zone rosse, siano esse istituite a livello comunale o regionale, anche i possessori della nuova certificazione saranno tenuti a rispettare le restrizioni previste.

     

    Ho avuto il COVID e fatto una dose di vaccino, mi è arrivata una certificazione di prima dose valido fino alla seconda, ma questa non dovrò farla. Quando potrò avere il green pass valido per 6 mesi?
    Coloro che dopo l’infezione COVID-19 hanno fatto una dose di vaccino entro l’anno dall’esordio della malattia, cioè dalla data del tampone molecolare positivo, riceveranno una nuova certificazione valida per 6 mesi dalla data di somministrazione.

     

    Dovrò fare il tampone al mio rientro in Italia da un viaggio all’estero anche se ho un green pass per prima dose di vaccino?
    Sì, per rientrare occorre fare un test molecolare o antigenico rapido. Serve infatti un tampone o una certificazione per ciclo vaccinale completato da almeno 14 giorni per entrare in Italia, anche se hai viaggiato in un Paese europeo che accetta un certificato con ciclo vaccinale non completo.

     

    Siamo stati invitati ad un matrimonio e per partecipare alla cena servirà il green pass. Io e mia moglie siamo vaccinati ma i miei figli di 3 e 5 anni no. Cosa dobbiamo fare?
    I bambini sotto i sei anni non devono presentare il green pass, e sono esentati anche dal tampone. L’obbligo della certificazione è esclusivamente per tutti coloro che hanno dai 12 anni in su.

     

    Con l’avvio della campagna vaccinale anche per i minori di 12 anni, verrà rilasciato anche a loro il green pass a seguito del completamento del ciclo vaccinale?
    No. Nonostante l’avvio della campagna vaccinale anche per i soggetti di età inferiore a 12 anni, essi rimarranno esenti dalla normativa relativa al green pass (sia esso normale o rafforzato).

     

    Sto seguendo una terapia con diversi farmaci e il mio medico mi ha consigliato di vaccinarmi contro il Covid-19 quando avrò terminato la terapia. Non posso partecipare ad eventi o andare al ristorante perché non ho il green pass?
    Il green pass, sia classico che rafforzato, non introduce l’obbligo vaccinale.

     

    Mia figlia di 13 anni partirà per una vacanza studio all’estero, non è vaccinata ma ci hanno chiesto il green pass prima della partenza. Cosa dobbiamo fare?
    Per i ragazzi dai 12 anni in su che debbono recarsi all’estero è previsto l’obbligo del green pass, che può essere rilasciato a seguito della vaccinazione, della guarigione dalla malattia o dell’esito negativo di un tampone effettuato entro le 48 ore antecedenti alla partenza.

     

    Sono guarito dal COVID da quattro mesi ma non ho ancora il green pass. Come posso ottenerlo?
    Se non è arrivato un SMS o un’e-mail contenente l'AUTHCODE, e la certificazione non è presente nell’APP IO accedendo con SPID o CIE, è probabile che il medico o la Asl non abbiano inserito nel sistema Tessera sanitaria i dati relativi al certificato di guarigione. In questo caso ci si deve rivolgere al medico di famiglia o alla Asl perché inseriscano i dati nel sistema. La Certificazione verde COVID-19 per guarigione dovrebbe essere rilasciata dopo qualche minuto.

     

    Non posseggo il computer e/o il cellulare. Come posso ottenere la Certificazione?
    Se non si è in possesso di apparecchi elettronici in grado di scaricare il green pass, è possibile rivolgersi al proprio medico di base o in farmacia e fornire il proprio Codice Fiscale e Tessera Sanitaria. Il medico o il farmacista possono stampare la Certificazione con il QR Code in modo da poterla utilizzare per accedere a tutti quei luoghi che, a partire dal 6 Agosto, la prevedranno.

     

    Sono guarito dal COVID ma non ho la tessera sanitaria. Posso comunque ottenere il green pass?
    Si. È sufficiente inserire il codice “AUTHCODE” ricevuto via SMS o e-mail, insieme al numero del documento che è stato comunicato quando si è eseguito il tampone o è stato emesso il certificato di guarigione.

    Ci sono tante persone che pur avendone diritto non riescono ad avere il green pass. Come fare?

    Per recuperare il l’AUTHCODE (in caso di smarrimento, mancata ricezione dopo il vaccino, tampone negativo o guarigione dal COVID-19), o per avere informazioni su aspetti sanitari, si può contattare il numero di pubblica utilità 1500 (attivo tutti i giorni 24 ore su 24). Per assistenza tecnica (per esempio sull’uso della Piattaforma nazionale o delle APP) è attivo il Call center 800 91 24 91 (attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20) o scrivere una segnalazione a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..


    Sarà obbligatorio vaccinarsi per ottenere il green pass?

    No, il green pass non introduce l’obbligo vaccinale. A partire dal 6 Dicembre, e fino al 31 Marzo 2022, si potrà accedere nei luoghi al chiuso esclusivamente tramite l’esibizione del Green Pass “Rafforzato”, ottenibile tramite completamento del ciclo vaccinale o guarigione dal COVID. Per recarsi a lavoro, invece, sarà sufficiente il Green Pass “Classico”, ottenibile anche tramite tampone antigenico o molecolare di esito negativo, a patto di non appartenere a quelle categorie per le quali è previsto l’obbligo vaccinale.


    Il test sierologico è valido per ottenere il green pass?
    No. Il green pass non viene rilasciato a seguito del test sierologico, anche nel caso in cui questo dovesse attestare una presenza elevata di anticorpi.

     

    Quando è necessario esibire il Green Pass Rafforzato?
    La Certificazione verde COVID-19 è già richiesta in Italia per partecipare alle feste conseguenti alle cerimonie civili e religiose, accedere a residenze sanitarie assistenziali o altre strutture, spostarsi in entrata e in uscita da territori classificati in "zona rossa" o "zona arancione".

    A partire dal 10 Gennaio 2021, e fino al 31 Marzo 2022, servirà per accedere anche ai seguenti servizi e attività:

    • servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per il consumo al tavolo, al chiuso e all’aperto;
    • trasporto pubblico locale e/o regionale, oltre che per quello a lunga percorrenza;
    • alberghi e strutture ricettive;
    • spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi;
    • musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre;
    • piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso;
    • sagre e fiere, convegni e congressi;
    • centri termali, parchi tematici e di divertimento;
    • centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, compresi i centri estivi, e le relative attività di ristorazione;
    • impianti di risalita con finalità turistico-commerciale anche se ubicati in comprensori sciistici;
    • attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò;
    • concorsi pubblici.

    Dal 15 ottobre, in base al decreto approvato in data 22 settembre 2021, il Green Pass è obbligatorio per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato. Chi non lo esibirà, a partire dalla suddetta data, verrà considerato “assente ingiustificato” e vedrà il suo stipendio sospeso sin dal primo giorno di assenza. Il lavoratore, una volta adeguatosi alla normativa, potrà tornare sul posto di lavoro e vedersi nuovamente accreditato lo stipendio.

     

    È richiesto il green pass rafforzato per prendere un aereo/traghetto?
    A partire dal 10 Gennaio 2022, il Green Pass Rafforzato sarà necessario per viaggiare su aerei, navi e traghetti per il trasporto interregionale. Rimangono escluse le imbarcazioni che si muovono come collegamento per le isole minori, per le quali risulta sufficiente anche il green pass base.
    Permane l’obbligo di indossare la mascherina durante il tragitto.

     

    È richiesto il Green Pass Rafforzato per prendere un treno?
    A partire dal 10 Gennaio 2022, e fino al termine dello stato d’emergenza, il Green Pass Rafforzato sarà necessario per viaggiare sui treni Intercity, Intercity Notte e quelli dell’Alta Velocità; sarà inoltre obbligatorio anche per viaggiare sui treni regionali.
    Rimangono esclusi dal suddetto obbligo i minori di 12 anni e le categorie esenti dalla vaccinazione.
    Permane comunque l’obbligo di indossare la mascherina durante il tragitto.

     

    È richiesto il Green Pass Rafforzato per prendere i mezzi del trasporto pubblico locale?
    Sì. A partire dal 10 Gennaio 2022, e fino al termine dello stato d’emergenza, sarà obbligatorio avere il Green Pass Rafforzato per poter accedere sui mezzi di trasporto pubblico locale.
    Ciò non vale per i taxi e le auto NCC, nonostante siano considerati trasporti locali.

     

    È richiesto il Green Pass Rafforzato per prendere un bus a lunga percorrenza?
    Sì. A partire dal 10 Gennaio 2022, e fino al termine dello stato d’emergenza, il Green Pass Rafforzato sarà necessario per viaggiare sugli autobus che collegano due o più Regioni, nonché per gli autobus utilizzati per il noleggio con conducente. Anche in questo caso, permane l’obbligo della mascherina.

     

    Per quanto riguarda la scuola e l’università, sarà necessario esibire il Green Pass?
    Sì. Come riportato nel decreto del 6 agosto scorso, a partire dal 1° settembre il Green Pass sarà obbligatorio per tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione e universitario, nonché per gli studenti universitari che decidano di seguire le lezioni in presenza. Tale obbligo è valido anche per gli allievi delle istituzioni di alta formazione musicale e coreutica, nonché per le attività di alta formazione collegate all’università.
    Rimangono esclusi da tale obbligo tutti gli studenti minorenni.

  • Vaccino COVID-19: le nostre Faq

     

    Quali sono gli obiettivi della campagna vaccinale contro COVID-19? 
    Con la vaccinazione anti COVID-19 si punta ad immunizzare il maggior numero di persone con il duplice obiettivo di proteggere il singolo vaccinato dalla malattia e di bloccare la catena dei contagi e, con essa, la propagazione della pandemia.

     

    Cosa s’intende per immunità di gregge?
    Con l’espressione immunità di gregge, o immunità di gruppo, si intende quel fenomeno per cui, una volta raggiunto un livello di copertura vaccinale (per una determinata infezione) considerato sufficiente all’interno della popolazione, si possono considerare al sicuro anche le persone non vaccinate. Il motivo è chiaro. Essere circondati da individui vaccinati e dunque non in grado di trasmettere la malattia è determinante per arrestare la diffusione di una malattia infettiva.

     

    Quante persone dovranno essere vaccinate in Italia affinché si raggiunga l’immunità di gregge?
    Gli esperti stimano che per raggiungere l’immunità di gregge nel nostro Paese dovranno vaccinarsi tra il 60% e il 70% dei cittadini: circa 42 milioni di italiani

     

    Quando è partita la campagna vaccinale?
    La campagna è partita il 27 dicembre a seguito dell’approvazione, da parte dell’EMA (European Medicines Agency), del primo vaccino anti COVID-19.

     

    Come funzione l’acquisto e la distribuzione dei vaccini?
    L’acquisto e la distribuzione dei vaccini anti Covid 19 sono centralizzati, la responsabilità è in capo al Commissario Figliuolo. Ogni regione riceve le dosi di vaccino e si organizza per la somministrazione secondo un proprio piano regionale, in accordo con i principi definiti dal piano nazionale.

     

    Ogni regione può scegliere a quali categorie somministrare il vaccino?
    Nel piano vaccinale sono state individuate le categorie prioritarie a cui somministrare il vaccino nelle fasi iniziali; tuttavia, le regioni nell’ambito della propria autonomia potrebbero scegliere anche altre categorie.

     

    Quali vaccini che verrà somministrato sarà uguale per tutti?
    A seguito dell’avanzamento della campagna vaccinale, e della sempre più ampia disponibilità dei vaccini, la scelta del vaccino da somministrare può essere autonomamente presa da ogni cittadino in base alla disponibilità del centro vaccinale e delle raccomandazioni fornite dal Ministero della Salute.

     

    Come posso procedere con la prenotazione?
    Per procedere con la prenotazione, essendo ogni Regione in uno stato differente, è necessario consultare le relative pagine presenti di seguito, oppure telefonare ai numeri riportati:

    ABRUZZO Portale Vaccinazioni | Tel: 800 009 966 | Sportello Postamat e Portalettere
    BASILICATA : Portale Vaccinazioni
    CALABRIA : Portale Vaccinazioni | Farmacie accreditate
    CAMPANIA Portale Informazioni e Vaccinazioni 
    EMILIA ROMAGNA : Portale Vaccinazioni | CUP | CupWeb | app ER Salute | Farmacie accreditate | Sportelli CUP delle USL di appartenenza
    FRIULI VENEZIA GIULIA : Tel: 0434 223 522 | CUP | Farmacie accreditate | Webapp
    LAZIO : Portale Vaccinazioni | Tel: 06 164161841 – 800 118800 (per persone con particolari patologie e impossibilitate a spostarsi)
    LIGURIA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 938818 | Farmacie accreditate | Sportelli CUP delle ASL
    LOMBARDIA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 894 545 | Sportello Postamat
    MARCHE : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 009 966 | Sportello Postamat | Portalettere | SMS al numero 339 990 3947
    MOLISE : Portale Vaccinazioni | Tel: 0865 724242 (da cellulare) – 800 329500 (da fisso)
    PIEMONTE : Portale Vaccinazioni
    PUGLIA : Portale Vaccinazioni | Sportelli CUP delle ASL | Farmacie accreditate
    SARDEGNA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 009 966 | Sportello Postamat e Portalettere
    SICILIA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 009 966
    TOSCANA : Portale Vaccinazioni 
    TRENTINO ALTO ADIGE : Portale Vaccinazioni | FAQ | Tel: 800 867388
    UMBRIA : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 192835
    VALLE D’AOSTA : Tel: 0165 546222
    VENETO : Portale Vaccinazioni | Tel: 800 462 340

     

    Dove posso trovare i dati aggiornati sull'andamento delle vaccinazioni anti Covid-19 nel nostro Paese? 
    Dal 31 dicembre 2020 è attiva una pagina dove è possibile consultare i dati e le statistiche relativi alla somministrazione dei vaccini su tutto il territorio nazionale. Tale pagina è consultabile al seguente link: Report vaccini anti Covid-19

     

    Ho sentito parlare della terza dose di vaccino. A cosa serve?
    La terza dose del vaccino COVID, definita “dose booster”, serve come richiamo a seguito del completamento del normale ciclo vaccinale. Ha la funzione di aumentare la durata dell’immunizzazione, consentendo una protezione aggiuntiva dal virus.

     

    Dopo quanto posso effettuare la terza dose?
    La terza dose del vaccino COVID può essere effettuata dopo 120 giorni (4 mesi) dalla conclusione del normale ciclo vaccinale.

     

    La terza dose è obbligatoria?
    No: come la vaccinazione anti-COVID in generale, anche la terza dose non è obbligatoria. Essa risulta però fortemente raccomandata per quelle categorie ritenute fragili, immunodepresse e immunocompresse, per proteggerle più efficacemente dagli effetti avversi del virus.

     

    Quando posso prenotare la terza dose? E con quali modalità?
    La terza dose del vaccino COVID potrà essere prenotata da tutti i cittadini over-18 a partire dal 1° Dicembre 2021, seguendo le classiche modalità previste finora per la vaccinazione anti-COVID. Ogni regione prevede comunque delle modalità specifiche, che possono essere consultate nella precedente FAQ riportata sopra.

     

    Ho sentito che è stata avviata la campagna vaccinale anche per i minori di 12 anni. Quali sono le modalità di svolgimento?
    A partire dal 16 Dicembre, ha preso il via in tutta Italia la campagna di vaccinazione anche per i minori di 12 anni. Le modalità di prenotazione sono le stesse che già sono previste per la vaccinazione degli adulti e riportate nelle nostre FAQ consultabili poco sopra; sarà ovviamente necessario selezionare la corretta categoria di riferimento.

     

    Quale vaccino verrà inoculato ai minori di 12 anni?
    Stando alle indicazioni fornite dal Ministero della Salute, verrà inoculato il vaccino Comirnaty di Pfizer in una formulazione specificatamente pensata per i minori.

     

    La dose che verrà somministrata ai minori di 12 anni è la stessa che viene prevista per gli adulti?
    No. Per i minori di 12 anni, oltre che una specifica formulazione del vaccino stesso, è prevista la somministrazione di una dose pari a 1/3 di quella normalmente prevista per gli adulti.

     

    I vaccini sono sicuri?
    Sì. I vaccini vengono autorizzati solo dopo un’attenta valutazione del profilo di sicurezza in base agli studi effettuati nella fase di sperimentazione.
    In ogni caso il profilo di sicurezza verrà continuamente monitorato anche dopo l’autorizzazione.

     

    Qual è la procedura per autorizzare un vaccino anti COVID-19 nell'UE?
    La “Valutazione scientifica indipendente della sicurezza, dell'efficacia e della qualità da parte dell'Agenzia europea per i medicinali” prevede che qualsiasi azienda che desideri commercializzare un vaccino nell'UE deve prima richiedere un'autorizzazione all'immissione in commercio per il vaccino. La richiesta viene presentata all'Agenzia europea per i medicinali (EMA), che valuta la sicurezza, l'efficacia e la qualità del vaccino. Se l'EMA formula una raccomandazione, la Commissione può procedere ad autorizzare la commercializzazione del vaccino sul mercato dell'UE.

     

    I vaccini che ottengono l’autorizzazione dell’Ema sono commercializzati automaticamente in Italia?
    No. In ogni caso, prima di poter essere commercializzati in Italia, i vaccini e tutti i medicinali devono ricevere l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio (AIC) da parte dell’AIFA.

     

    La vaccinazione ha un costo?
    No, la vaccinazione è gratuita per tutti. 

     

    La vaccinazione è obbligatoria?
    No, al momento nel nostro Paese non è stato introdotto alcun obbligo di legge che imponga la vaccinazione contro il COVID-19. Le uniche categorie esenti da questa non-obbligatorietà sono gli operatori del comparto sanitario, pubblici e privati.

     

    È previsto il rilascio di un certificato di vaccinazione?
    Sì. A seguito della vaccinazione, sia per quanto concerne la prima dose che per quanto riguarda l’effettiva conclusione del ciclo di vaccinazione, viene rilasciata una dichiarazione da parte del centro medico che conferma l’avvenuta vaccinazione da parte del cittadino.

    A seguito del Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, è stato introdotto il “Green Pass” (o Certificazione verde COVID-19). Tale certificazione consentirà di muoversi liberamente tra le varie Regioni e Province autonome, anche se esse sono di colore arancione o rosso. 

    A partire dal 1° Febbraio 2022
    , la durata della certificazione sarà così prevista:
    - se richiesta da coloro che hanno completato il ciclo di vaccinazione, il Green Pass ha una durata di 6 mesi;
    - se richiesta da coloro che sono guariti dall’infezione COVID, il Green Pass ha una durata di 6 mesi;
    - se richiesta solamente a seguito di un tampone rapido/molecolare negativo, la durata è di 48/72 ore.

     

    Quali sono i vaccini anti COVID-19 attualmente autorizzati in Italia?
    Il primo vaccino ad essere autorizzato in Unione Europea è stato Comirnaty di Pfizer-BioNtech il 21 dicembre. Le vaccinazioni con il Comirnaty sono iniziate con il Vaccine day, il 27 dicembre, in Italia e in Europa. Il 6 gennaio è stato autorizzato dall'EMA anche il vaccino Moderna, autorizzato da AIFA il 7 gennaio. Il 29 gennaio è stato poi autorizzato anche il terzo vaccino, prodotto da AstraZeneca; quest’ultimo, a seguito delle evidenze fornite dall’azienda, potrà però essere somministrato solamente alle persone di ogni età senza rischi clinici.
    Il 12 marzo è stato poi autorizzato il quarto vaccino, prodotto da Johnson & Johnson, e primo di questi ad essere monodose. La distribuzione, a causa degli ulteriori approfondimenti richiesti da EMA e AIFA, dovrebbe iniziare a partire dalla seconda metà di aprile 2021, con somministrazione alle persone di età superiore ai 60 anni.

     

    Quante dosi servono per essere immunizzati?
    Per i vaccini autorizzati dall'EMA (ad oggi Comirnaty, Moderna e AstraZeneca) sono previste due dosi a distanza di qualche settimana in base al tipo di vaccino. L’unica eccezione è prevista per il vaccino Johnson & Johnson, per la sua natura monodose, e per coloro che hanno contratto e sconfitto il COVID entro 6 mesi dalla data di vaccinazione, per i quali l’EMA ha annunciato che sarà sufficiente una sola dose del vaccino.

     

    Quanto è efficace il vaccino?
    I risultati degli studi hanno dimostrato che due dosi del vaccino anti COVID-19, somministrate a distanza di 21 giorni, per quanto riguarda il vaccino Pfizer/Biontech, e 28 giorni, per quanto riguarda quello Moderna, possono impedire al 95% degli adulti, rispettivamente da 16 e 18 anni in poi, di sviluppare la malattia COVID-19 con risultati sostanzialmente omogenei per classi di età, genere ed etnie. Il vaccino AstraZeneca invece, stando a recenti studi, ha dimostrato un’efficacia pari all’82%, dopo la seconda dose. Il vaccino Johnson & Johnson prevede invece un’efficacia dell’85% sulle forme gravi della malattia e, inoltre, una protezione completa rispetto a morte e ospedalizzazione correlata al COVID-19 a 28 giorni dalla somministrazione.

    Ulteriori dati sugli altri vaccini che verranno approvati, non sono al momento disponibili.

     

    La protezione è efficace subito dopo l’iniezione?
    No. Gli studi clinici hanno dimostrato che la protezione si sviluppa progressivamente dopo un periodo di 7 giorni, per quanto riguarda il vaccino Pfizer/Biontech, e di 14 giorni dalla seconda dose, per quanto concerne invece il vaccino Moderna. 
    Il vaccino AstraZeneca, invece, prevede un’efficacia del 76% già subito dopo la prima dose, aumentata poi all’82% dopo la seconda.

    Il vaccino Johnson & Johnson prevede invece un’efficacia sulle forme gravi della malattia dell’85% e, inoltre, una protezione completa rispetto a morte e ospedalizzazione correlata al COVID-19 a 28 giorni dalla somministrazione.



    Quanto dura la protezione indotta dal vaccino?
    La durata della protezione non è ancora definita con certezza perché il periodo di osservazione è stato necessariamente di pochi mesi, ma le conoscenze sugli altri tipi di coronavirus indicano che la protezione dovrebbe essere di almeno 9-12 mesi. Studi più approfonditi sono però tuttora in corso.

     

    Chi esegue la prima dose con un vaccino anti COVID-19, può fare la seconda con un altro vaccino anti Covid-19, qualora disponibile?
    Stando agli studi effettuati, è possibile procedere con il mix di vaccini sia per coloro che hanno fatto la prima dose con i vaccini a vettore virale sia per coloro che hanno fatto la prima dose con vaccini a mRNA ma decidano di fare una prima dose del vaccino Pfizer e la seconda con quello di Moderna (o viceversa).

     

    Il vaccino può provocare la malattia COVID-19 o altre alterazioni genetiche?
    I vaccini anti COVID-19 non utilizzano virus attivi; perciò, il vaccino non può causare malattie e/o alterazioni genetiche nella persona vaccinata.

     

    Chi sviluppa una reazione alla somministrazione a chi lo può comunicare?
    La segnalazione di una qualsiasi reazione alla somministrazione del vaccino può essere fatta al proprio medico di famiglia o alla ASL di appartenenza, così come per tutte le altre reazioni avverse, a qualunque farmaco, secondo il sistema nazionale di farmacovigilanza attivo da tempo in tutto il Paese.
    Inoltre, chiunque può segnalare in prima persona una reazione avversa da vaccino utilizzando i moduli pubblicati sul sito AIFA: 
    https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse

     

    Come viene accertata l’assenza di controindicazioni nella persona da vaccinare?
    Prima della vaccinazione il personale sanitario pone alla persona da vaccinare una serie di precise e semplici domande, utilizzando una scheda standardizzata. Se l’operatore sanitario rileva risposte significative alle domande, valuta se la vaccinazione possa essere effettuata o rinviata. Inoltre, l’operatore verifica la presenza di controindicazioni o precauzioni particolari, come riportato anche nella scheda tecnica del vaccino.

     

    È stata segnalata una nuova variante del virus SARS-CoV-2: il vaccino sarà efficace anche verso questa nuova variante?
    I virus come SARS-CoV-2 sono soggetti a frequenti mutazioni, la maggioranza delle quali non altera significativamente l’assetto e le componenti del virus. La variante segnalata in Inghilterra è il risultato di una serie di mutazioni di proteine della superfice del virus e sono in corso valutazioni sugli effetti che queste possono avere sull’andamento dell’epidemia. I primi studi clinici effettuati dall’EMA hanno confermato che i vaccini anti COVID-19 prodotti da Pfizer/Biontech, Moderna e Johnson & Johnson, sono risultati efficaci anche contro la variante “inglese”, quella “sudafricana” e quella “sudamericana” attualmente confermate. Per quanto concerne gli altri vaccini, studi clinici sono attualmente in corso.

     

    Chi ha già avuto un’infezione da COVID-19, confermata, deve o può vaccinarsi?
    La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da COVID-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a COVID-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria.

    In una recente comunicazione il Ministero della Salute ha affermato che, coloro i quali hanno avuto una precedente positività da COVID, non avranno necessità di fare entrambe le dosi se la guarigione è avvenuta entro 6 mesi dall’infezione. Sarà quindi sufficiente solo la prima, in questo caso, essendo il superamento dell’infezione valido come “priming”. Nel caso in cui si proceda con la vaccinazione dopo 6 mesi dall’effettiva guarigione, si dovrà procedere normalmente con le 2 dosi previste.

     

    Le persone che soffrono di allergie possono vaccinarsi con il vaccino anti COVID-19?
    Le persone con una storia di gravi reazioni anafilattiche o di grave allergia, o che sono già a conoscenza di essere allergiche a uno dei componenti del vaccino, dovranno consultarsi col proprio medico prima di sottoporsi alla vaccinazione. Come per tutti i vaccini, anche questo deve essere somministrato sotto stretta supervisione medica. Le persone che manifestano una reazione allergica grave dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino non devono ricevere la seconda dose.

     

    Le donne in gravidanza o che stanno allattando possono vaccinarsi? 
    I dati sull’uso del vaccino durante la gravidanza sono tuttora molto limitati; tuttavia, studi di laboratorio su modelli animali non hanno mostrato effetti dannosi in gravidanza. Il vaccino non è controindicato e non esclude le donne in gravidanza dalla vaccinazione, perché la gravidanza, soprattutto se combinata con altri fattori di rischio come il diabete, le malattie cardiovascolari e l'obesità, potrebbe renderle maggiormente a rischio di COVID-19 grave. L'Istituto Superiore di Sanità ha in atto un sistema di sorveglianza sulle donne gravide in rapporto a COVID-19 che potrebbe offrire ulteriori utili informazioni. Sebbene non ci siano studi sull'allattamento al seno, sulla base della plausibilità biologica non è previsto alcun rischio che impedisca di continuare l’allattamento al seno.

    In generale, comunque, l'uso del vaccino durante la gravidanza e l’allattamento dovrebbe essere deciso in stretta consultazione con un operatore sanitario dopo aver considerato i benefici e i rischi.

     

    Le persone con una documentata immunodeficienza o con malattie autoimmuni possono vaccinarsi?
    Non sono ancora disponibili dati sulla sicurezza e l’efficacia del vaccino anti COVID-19 nelle persone con malattie autoimmuni, che sono comunque state incluse nelle sperimentazioni iniziali. Le persone con malattie autoimmuni che non abbiano controindicazioni possono ricevere il vaccino.

    I dati relativi all’uso nelle persone immunocompromesse, invece, sono in numero limitato. Sebbene queste persone possano non rispondere altrettanto bene al vaccino, non vi sono particolari problemi di sicurezza. Le persone immunocompromesse possono essere vaccinate in quanto potrebbero essere ad alto rischio di COVID-19. 

     

    Le persone con malattie croniche, diabete, tumori, malattie cardiovascolari possono vaccinarsi? 
    Sì, ed è a queste categorie che sarà data priorità nell’invito alla vaccinazione.

     

    Le persone in trattamento con anticoagulanti possono vaccinarsi?
    Le persone in cura con una terapia anticoagulante hanno una generica controindicazione a qualsiasi iniezione, per loro la vaccinazione deve essere valutata caso per caso dal proprio medico per il rischio di emorragie dal sito di iniezione.

     

    Le persone che hanno fatto la vaccinazione antinfluenzale da poco tempo possono vaccinarsi contro il COVID-19?
    Non vi sono ancora dati sull’interferenza tra vaccinazione anti COVID-19 e altre vaccinazioni, tuttavia la natura del vaccinoCOVID-19 mRNA BNT162b2 (Pfizer/Biontech) suggerisce che sia improbabile che interferisca con altri vaccini. Comunque, il distanziamento di un paio di settimane può essere una misura precauzionale consigliabile.

     

    Le persone vaccinate posso trasmettere comunque l’infezione ad altre persone?
    Gli studi clinici condotti finora hanno permesso di valutare l’efficacia del vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Pfizer/Biontech) sulle forme clinicamente manifeste di COVID-19 ed è necessario più tempo per ottenere dati significativi per dimostrare se i vaccinati si possono infettare in modo asintomatico e contagiare altre persone. Sebbene sia plausibile che la vaccinazione protegga dall’infezione, i vaccinati e le persone che sono in contatto con loro devono continuare ad adottare le misure di protezione anti COVID-19.

     

    La sperimentazione è stata abbreviata per avere presto il prodotto? 
    Gli studi sui vaccini anti COVID-19, compreso il vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Pfizer/Biontech), sono iniziati nella primavera 2020, perciò sono durati pochi mesi rispetto ai tempi abituali, ma hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di persone: i dati parlano di un numero dieci volte superiore agli standard degli studi analoghi per lo sviluppo dei vaccini. Perciò è stato possibile realizzare uno studio di grandi dimensioni, sufficienti per dimostrare efficacia e sicurezza.

    Non è stata quindi saltata nessuna delle regolari fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza del vaccino: i tempi brevi che hanno portato alla registrazione rapida sono stati resi possibili grazie alle ricerche già condotte da molti anni sui vaccini a RNA, alle grandi risorse umane ed economiche messe a disposizione in tempi rapidissimi e alla valutazione delle agenzie regolatorie dei risultati ottenuti man mano che questi venivano prodotti e non, come si usa fare, soltanto quando tutti gli studi sono completati. Queste semplici misure hanno portato a risparmiare anni sui tempi di approvazione. 

     

    La tecnologia a Rna messaggero è pericolosa? Rischio modifiche al mio Dna?
    Oltre a non avere le ‘istruzioni’ per modificare il Dna, l’Rna messaggero non entra mai nel nucleo della cellula, che è la parte che contiene il genoma, e non può quindi alterarlo in nessun modo. Inoltre, l’Rna messaggero si degrada dopo pochi giorni, una volta eseguito il suo ‘compito’.

     

    Oltre al vaccino COVID-19 mRNA BNT162b2 (Pfizer/Biontech), a quello di Moderna, di AstraZeneca e di Johnson & Johnson, saranno disponibili altri vaccini in breve tempo?
    Sì. Allo stato attuale siamo a conoscenza del fatto che altri vaccini stanno affrontando le diverse fasi di sperimentazione, ma, allo stesso tempo, non si conosce la tempistica dell’effettivo rilascio.

     

    Che documenti sono richiesti per effettuare la vaccinazione?
    Generalmente, sono necessari un documento di identità valido e la tessera sanitaria. In base alle varie disposizioni regionali, sarà necessario avere con sé anche l’eventuale documentazione sanitaria che possa aiutare il medico vaccinatore a valutare lo stato fisico. 

     

    La vaccinazione consente di tornare alla vita di prima?
    Anche se l’efficacia del vaccino COVID-19 è molto alta (oltre il 90%) vi sarà sempre una porzione di vaccinati che non svilupperà la difesa immunitaria. Inoltre, ancora non sappiamo in maniera definitiva se la vaccinazione impedisce solo la manifestazione della malattia o anche il trasmettersi dell’infezione. Ecco perché essere vaccinati non conferisce un “certificato di libertà” ma occorre continuare ad adottare comportamenti corretti e misure di contenimento del rischio di infezione.

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    I vaccini in farmacia a che punto siamo?
    Il tema delle vaccinazioni in farmacia è stato molto dibattuto sin dalle prime fasi della campagna vaccinale. Dopo gli ottimi risultati raggiunti con i tamponi rapidi, e l’incremento esponenziale ottenuto grazie proprio alla loro collaborazione, le farmacie si sono proposte sin da subito per aiutare ad aumentare i numeri della popolazione vaccinata e poter mantenere quell’obiettivo delle 500 mila vaccinazione al mese, annunciato sin da subito dal commissario Figliuolo. 

    L’iniziativa annunciata già da diversi mesi non è ancora operativa, ad oggi i cittadini non possono vaccinarsi in farmacia.

    A fine marzo, è stato ufficializzato l’accordo quadro tra Federfarma e il Governo nazionale sul protocollo da adottare per iniziare la campagna vaccinale nelle farmacie, le principali linee guida prevedono:

    1. L’obbligo, per i farmacisti, di effettuare un corso online tenuto dall’ Istituto Superiore di Sanità per poter effettuare le somministrazioni,

    2. L’obbligo di attrezzare delle aree specifiche della struttura per poter effettuare tale operazione rispettando gli standard di sicurezza richiesti. 

    Firmato l’accordo nazionale, è toccato alle singole Regioni fare il passo necessario per poter mettere in piedi tutta la struttura e raccogliere le adesioni da parte delle farmacie interessate. Federfarma ha ufficializzato che più di 11 mila farmacie su 18 mila associate hanno già accettato di partecipare, ma tante altre stanno chiedendo di poter aderire

    Cittadinanzattiva, partendo dalle richieste dei cittadini che non riescono a trovare informazioni precise, ha cercato di fare il punto raccogliendo le informazioni presenti sui siti delle regioni dedicati ai vaccini e quelle presenti sul sito di Federfarma. Dall’indagine/ ricerca emerge che le informazioni relative alle vaccinazioni nelle farmacie si limitano ancora a pochi dettagli e in nessuna regione è partito il servizio, nonostante ad oggi tutte le regioni abbiamo stipulato gli Accordi regionali. Ci sembra urgente prevedere una comunicazione chiara e per quanto possibile uniforme per tutte le regioni per evitare che ancora una volta si creino disuguaglianze da regione a regione. 

    I risultati dell’indagine/ricerca
    Vaccinazioni in farmacia- Punti principali

    1. Le vaccinazioni in Farmacia partiranno da giugno, ad eccezione della Regione Lazio (che partirà dal 24 maggio) e della Valle d’Aosta (già partita)

    2. In tutte le Regioni sarà possibile vaccinarsi in farmacia

    3. La vaccinazione in farmacia si prenota con le modalità standard previste dalle regioni

     (sito, numero dedicato, chiamata diretta...), oppure tramite prenotazione diretta presso le farmacie.

    1. Devono essere rispettate le categorie indicate dal piano vaccinale nazionale

    2. La vaccinazione sarà eseguita da farmacisti abilitati con un corso di formazione, non sarà presente un medico

    3. La vaccinazione in farmacia è riservata ai cittadini di età compresa tra i 18 e i 60 anni che non hanno patologie in corso e/o non appartengono alle categorie fragili e ultra-fragili

    Le vaccinazioni nelle farmacie partiranno da giugno in poi, con le uniche eccezioni rappresentate dalla Regione Lazio (con prenotazioni a partire dal 20 maggio e somministrazioni dal 24 dello stesso mese) e dalla Valle d’Aosta (già partita con le vaccinazioni), secondo un calendario che le singole regioni non hanno ancora reso noto; la prenotazione del vaccino nelle farmacie seguirà le modalità previste dalle regioni (sito internet, numero dedicato, chiamata diretta); le farmacie che aderiscono vengono incluse nei punti vaccinali della regione, per i cittadini sarà cioè possibile scegliere la farmacia più vicina dove vaccinarsi. Dunque, anche la vaccinazione presso le farmacie sarà accessibile per le categorie previste dal piano di vaccinazione nazionale in base all’avanzamento delle regioni; non sarà quindi possibile una vaccinazione libera presso le farmacie ma, bensì, sarà sempre legata alle categorie previste dal piano.

    Tuttavia, la vaccinazione in farmacia deve essere scelta da coloro di età compresa tra i 18 e i 60 anni che non hanno patologie in corso e/o non appartengono alle categorie fragili e ultra-fragili, per i quali rimane consigliata la vaccinazione in ospedale o nei punti vaccinali già adibiti sul territorio. Il medico di famiglia non sarà coinvolto in alcun modo in questo percorso. 

    In farmacia non sarà presente un medico ma saranno i farmacisti abilitati che hanno seguito un corso di formazione specifico ad effettuare la vaccinazione. E’ previsto un periodo di osservazione di 15 minuti dopo la vaccinazione e i farmacisti avranno a disposizione un kit di primo intervento in caso di gravi reazioni avverse. 

    Nelle farmacie sarà somministrato il vaccino Johnson & Johnson, assieme alle dosi di Vaxveria (ex AstraZeneca), in quanto entrambi di facile conservazione in sicurezza.

    Dall’indagine non emerge chi procederà all’anamnesi preliminare prima della somministrazione del vaccino che di regola, negli altri punti vaccinali viene effettuata da un medico, questo punto non è secondario poiché in base all’anamnesi di regola il medico può decidere anche la tipologia di vaccini da somministrare.

  • CORONAVIRUS: LE FAQ DI CITTADINANZATTIVA

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    SALUTE

    SALUTE

    Se uso la mascherina sono più protetto?
    A seguito dell’evoluzione riguardante gli studi relativi alla diffusione del virus COVID-19, e alle raccomandazioni del Ministero della Salute e dell’ISS, è stato previsto, attraverso il DPCM 26 Aprile 2020, di indossare la mascherina per ridurre la trasmissione del contagio.
    L’obbligo di usare protezioni per le vie respiratorie è previsto in tutti i luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto, e in tutte le situazioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.
    Tale obbligo non è previsto per i bambini al di sotto dei 6 anni, ai soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina oppure ai soggetti che interagiscono con i predetti.

     

    Cosa succede se ho un piano terapeutico in scadenza in questi giorni o nelle prossime settimane? Devo andare in ASL o in Ospedale per il rinnovo? Per ottenere i farmaci e i presidi come mi comporto?
    Se soffri di una patologia cronica e hai un piano terapeutico in scadenza, c'è una misura dell'AIFA (Agenzia Italiana del FArmaco) che stabilisce il rinnovo automatico dei piani terapeutici per altri 90 giorni (la circolare è stata emessa giorno 11/03/2020); in questo modo non è più necessario recarsi in ASL o in ospedale, ma basta contattare il Medico da famiglia il quale ti consegnerà la tua prescrizione da utilizzare in farmacia per ottenere i farmaci o presidi necessari.
    Recentemente l’AIFA, a seguito dell’attuale situazione legata al COVID, ha raccomandato di continuare a ricorrere, per quanto possibile, a modalità di monitoraggio e rinnovo del piano terapeutico a distanza, anche attraverso l’acquisizione in formato elettronico della documentazione sanitaria, o consultazione telefonica del paziente o del suo caregiver. Tale modalità di estensione è fortemente raccomandata soprattutto in contesti nei quali, per criticità locali legati alla pandemia, non sia ancora possibile seguire i percorsi di ordinario monitoraggio delle terapie soggette a piano terapeutico.
    Per ogni informazione aggiuntiva contatta il tuo Medico di famiglia o la tua ASL di riferimento.

     

    Sono previste misure di tutela per chi è in attesa di un bambino o ha partorito da poco? Come ci si comporta per le visite, gli esami e i ricoveri?
    Le attività programmate di ambito oncologico (incluse le prestazioni di II livello previste dalle campagne di screening oncologico) e quelle volte alla tutela della salute materno-infantile, quindi in Ostetricia e Ginecologia, sono da considerarsi indifferibili sia per gli ambulatori che per i ricoveri. Lo dice il Ministero della Salute in una comunicazione di indirizzo del 31/03/2020. Ecco la lista delle prestazioni:

    Ostetricia:
    - Esami ematochimici previsti nell’allegato 10.B DPCM 12.1.17
    - Prima visita ostetrica da eseguirsi entro la 12° settimana come da linea guida ISS per la gravidanza fisiologica
    - Visite ostetriche urgenti per: contrazioni uterine, minaccia di aborto, minaccia di parto pretermine
    - Test di screening delle aneuploidie test combinato (se previsto dal SSR)
    - Ecografia Ostetriche I° Trimestre
    - Ecografia V mese morfologica
    - Ecografie Ostetriche III° Trimestre solo se sussistono fattori di rischio quali diabete gestazionale, ritardo di crescita, pregresso taglio cesareo, ipertensione etc .
    - Ambulatorio Gravidanza a Rischio Ospedaliero (dove verranno effettuate visite ed ecografie ostetriche)
    - Diagnosi Prenatale (villocentesi, amniocentesi, esami correlati)
    - Monitoraggio del benessere fetale (cardiotocografia…)
    - Tampone vagino-rettale ricerca SGB a 37 settimane
    - Prelievi microbiologici per sospetta infezione vulvo-vaginale
    - Garantire tecniche farmacologiche e non farmacologiche per il controllo del dolore in travaglio 14. Visita post-partum
    - Consulenza psicologica se sussistono fattori di rischio per gravida o puerpera

    Ginecologia:
    - Certificato interruzione volontaria di gravidanza con ecodatazione
    - IVG (Interruzioni volontarie di gravidanza)
    - Visite ginecologiche per: Perdite ematiche anomale, emorragie, algie pelviche significative 
    - Infezioni vulvo vaginali acute
    - Ecografia ginecologica per sospetto oncologico
    - Screening colpo-citologico di II° livello per pazienti ad aumentato rischio di K portio (H SIL, AGC etc)
    - Isteroscopie per sospetto oncologico
    - Procedure di PMA (Procreazione medicalmente assistita) esclusivamente per pazienti già in trattamento che devono effettuare prelievo ovocitario ed embriotransfer
    - Interventi chirurgici ginecologi per patologia oncologica 

     

    É vero che non è più necessario recarsi dal Medico di famiglia per ritirare le "ricette"? Qual è la procedura? Posso usare il Fascicolo Sanitario Elettronico?
    Con l'Ordinanza di Protezione Civile del 19/03/2020 viene stabilito che i Medici - di famiglia, quelli delle Guardie Mediche, gli specialisti ambulatoriali e in generale tutti i Medici convenzionati con il SSN - possono inviare ai propri assistiti la ricetta elettronica o il numero corrispondente attraverso varie modalità, agevolando i cittadini e riducendo ulteriormente i rischi derivati dagli spostamenti: 

    - via mail (sia Posta Elettronica Certificata che Posta Elettronica Ordinaria) come allegato;
    - tramite SMS o applicazione di messaggistica (es. Whatsapp);
    - telefonicamente. 

    Se hai attivato il FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico) la ricetta dematerializzata vi sarà automaticamente inserita e potrai consultarla usando le tue credenziali. Una volta ottenuta la ricetta o il Numero di Ricetta Elettronica è sufficiente recarsi o contattare la farmacia o la struttura di erogazione e munirsi della TEAM/Tessera Sanitaria per ottenere le prestazioni prescritte (ad esempio farmaci, visite, etc.).

     

    Prima dell'emergenza Covid19 avevo prenotato una visita con il SSN. Sarà rimandata? E in caso di intervento o esame che succede?
    Le disposizioni del Ministero (a partire dal 16/03/2020) indicano come le Regioni debbano organizzare la gestione delle prestazioni sanitarie durante il periodo di emergenza; ogni Regione e ASL, quindi, garantisce le prestazioni in urgenza o con alto grado di priorità, cioè quelle contrassegnate dai codici U (Urgente) e B (attesa Breve). Stesso discorso per quanto riguarda i ricoveri.

    Con l’inizio della cosiddetta “Fase 3”, sono state emanate delle nuove linee guida per quanto concerne il ripristino della normale attività per quanto concerne le visite specialistiche, gli esami e gli interventi cosiddetti “differibili”. Potete trovare le informazioni dettagliate consultando il nostro speciale al seguente indirizzo: (ACCESSO ALLE CURE SANITARIE E LISTE D’ATTESA)

     

    Sono previste misure specifiche per incrementare il personale sanitario, oltre ai Medici di famiglia?
    Per rafforzare i controlli anti-virus in porti e aeroporti, arriva più personale al ministero della Salute. Uno stanziamento ad hoc consente al ministero di assumere 40 medici, 18 veterinari e 29 tecnici per “potenziare le attività di vigilanza, di controllo igienico-sanitario e profilassi svolte presso i principali porti e aeroporti”. Per il personale medico previsto un pagamento maggiorato dello straordinario. Viene incrementato il personale medico e infermieristico militare per 320 unità, di cui 120 medici e 200 infermieri, attraverso l’arruolamento straordinario e temporaneo, con una ferma eccezionale della durata di un anno.

     

    Che accade ai servizi socio-assistenziali? Saranno sospesi? A chi chiedere informazioni se ho un parente che è assistito in queste strutture?
    Le ultime disposizioni sospendono l’attività ordinaria dei Centri semiresidenziali a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario per persone con disabilità; durante questo periodo di emergenza le Pubbliche amministrazioni si organizzano con il personale disponibile a fornire prestazioni in forme individuali domiciliari o a distanza. Contatta la tua ASL o il Medico di famiglia per sapere come comportati nella situazione che riguarda la persona che assisti.

     

    Quali sono le situazioni in cui aumenta il rischio di contagio?
    Il nuovo Coronavirus (Covid-19) si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata; per contatto stretto si intende la permanenza in un ambiente chiuso - ad esempio, nella stessa stanza, casa o in aereo/treno – o comunque a distanza ravvicinata.

     

    Cosa posso fare per informarmi sul Coronavirus?
    Segui online le pagine ufficiali del Ministero e della tua Regione: vengono continuamente aggiornate per fornire ai cittadini le informazioni utili e le direttive sia per la prevenzione che per la tutela. Se hai dubbi o necessiti di altre informazioni non chiamare il 112 o il 118, ma il tuo Medico di famiglia/Pediatra. Ricorda anche che il numero di pubblica utilità 1500 è a disposizione proprio per evitare di intasare i canali di emergenza con richieste non urgenti. Tutte le Regioni hanno anche attivato Numeri Verdi per dare informazioni ai cittadini residenti sul territorio (per informazioni relative alla tua regione di residenza, verifica sul sitodella Conferenza delle Regioni.

     

    Cosa faccio se penso di esser entrato in contatto con il virus?
    Chiama immediatamente il tuo Medico di famiglia/Pediatra o, se non disponibile, il numero 1500, il 112 o 118: ti verranno sottoposte alcune domande e riceverai indicazioni su come comportarti. In caso di rischio sono previste diverse misure che vanno dalla quarantena (10 giorni) al ricovero in struttura.

     

    Se lavo spesso le mani posso abbassare il rischio di contagio?
    Le mani vanno lavate spesso e accuratamente con acqua e sapone/disinfettante (con alcol minimo 60%) per almeno 60 secondi: in questo modo diminuisce drasticamente il rischio di contagio.

     

    Posso effettuare delle analisi presso i laboratori privati per sapere se ho contratto il Coronavirus?
    Non è possibile diagnosticare il Coronavirus attraverso le analisi convenzionali; la diagnosi si effettua nelle strutture autorizzate e comunque solo con le indicazioni dei soggetti competenti (Medico di famiglia/Pediatra/ASL). 

     

    Quando devo chiamare il 112, il 118 o il numero della mia Regione?
    Se accusi sintomi influenzali e problemi respiratori anche di lieve entità: ti verranno fatte delle domande e riceverai istruzioni per gestire la situazione.

     

    Quando devo chiamare il 1500?
    Il numero di pubblica utilità 1500 è stato istituito dal Ministero della Salute. Chiama il 1500 se vuoi avere informazioni generali sul Coronavirus, sui comportamenti da adottare e sui soggetti da contattare in caso di necessità. Per informazioni relative alla tua regione di residenza, verifica sul sito della Conferenza delle Regioni.

     

    Cosa si sta facendo per combattere la diffusione e del virus e la malattia che genera?
    Si sta lavorando a farmaci, per curare chi ha la malattia in corso, e a vaccini, per prevenire il contagio soprattutto per chi è in condizioni di fragilità.

     

    Ho dei parenti ricoverati in RSA: posso andare a trovarli? Ci sono limitazioni nei giorni/orari di ricevimento? E in ospedale? A chi posso chiedere informazioni?
    Le disposizioni nazionali stabiliscono che se devi accompagnare qualcuno al Pronto Soccorso non devi rimanere nella sala d’attesa, ad eccezione dei casi in cui si accompagni un minore o una persona non autosufficiente. Per lo stesso motivo di prevenzione, anche se vuoi andare a trovare qualcuno ricoverato in una RSA o struttura simile, devi informarti chiedendo alla Direzione Sanitaria quali sono i casi e le modalità in cui sono ammesse le visite.

     

    Ci sono misure particolari per gli anziani? E per chi soffre di patologie particolari? A chi chiedo più informazioni su come comportarmi?
    La normativa nazionale raccomanda la massima cautela proprio agli anziani e a chi si trova in una condizione di vulnerabilità del sistema immunitario, in quanto si tratta di persone più a rischio; è opportuno, se ti trovi in questa condizione o se assisti qualcuno che vi si trova, rispettare una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro (soprattutto nei luoghi affollati). Se hai bisogno di informazioni che riguardano la prevenzione da contagio per te o per le persone che assisti, ricorda sempre di contattare il tuo Medico di famiglia.

     

    Cosa dicono le nuove disposizioni in merito ai comportamenti da adottare?
    Si ribadisce che i pazienti con sintomi simil-influenzali, influenzali o sospetti di COVID-19 non devono recarsi presso gli ambulatori dei Medici di medicina generale, dei Pediatri di libera scelta, dei Medici di continuità assistenziale o nei Pronto soccorso, ma devono contattare telefonicamente il proprio Medico di medicina generale o il Pediatra di libera scelta o il Medico di continuità assistenziale, oppure ancora la centrale operativa del 112/118.

     

    Sono state stabilite altre misure, in particolare per chi fa utilizzo di particolari dispositivi medici?
    Per coloro che necessitano della fornitura di ossigeno e la ricarica dei presidi portatili per l’ossigenoterapia, Federfarma ha emanato una circolare nella quale si chiede a tutti i pazienti che fanno uso dei suddetti dispositivi di restituirli alle farmacie di riferimento in modo da poter ottenere la necessaria ricarica in tempi brevi per tutti coloro che ne hanno necessità.

     

    Ci sono disposizioni che riguardano anche i Medici di famiglia?
    Per la durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, i medici iscritti al corso di formazione in medicina generale e i laureati in medicina e chirurgia abilitati possono chiedere di instaurare un rapporto con il SSN per un periodo determinato. Inoltre, vengono creati dei presidi speciali, uno ogni 50.000 abitanti, per la gestione domiciliare dei pazienti che non necessitano di ricovero ospedaliero.

    Quali sono le tipologie di test attualmente disponibili e validati dal Ministero della Salute?
    I test attualmente disponibili sono di 3 diversi tipi:

    1) Test molecolare (c.d. “Tampone Naso-Faringeo”)
    È il test attualmente più affidabile per la diagnosi di infezione da coronavirus. Viene eseguito su un campione prelevato con un tampone a livello naso/oro-faringeo, e quindi analizzato attraverso metodi molecolari per l’amplificazione dei geni virali maggiormente espressi durante l’infezione. L’analisi può essere effettuata solo in laboratori altamente specializzati, individuati dalle autorità sanitarie, e richiede in media dalle due alle sei ore.

    2) Test antigenico (c.d. “Tamponi Rapidi”)
    Questa tipologia di test è basata sulla ricerca, nei campioni respiratori, di proteine virali (antigeni). Le modalità di raccolta del campione sono del tutto analoghe a quelle dei test molecolari (tampone naso-faringeo), i tempi di risposta sono molto brevi (circa 15 minuti), ma la sensibilità e specificità di questo test – a seguito di una validazione effettuata su campioni conservati a -80°C – sembrano essere inferiori a quelle del test molecolare. Ciò comporta la possibilità di risultati falso-negativi in presenza di bassa carica virale (tC>25), oltre alla necessità di confermare i risultati positivi mediante un tampone molecolare. Ulteriori validazioni eseguite su campioni “freschi” (appena prelevati) hanno invece mostrato elevata sensibilità e specificità. Questo “tampone rapido” è stato recentemente introdotto per lo screening dei passeggeri nei porti e negli aeroporti, dove è importante avere una risposta in tempi rapidi. Pur considerando la possibilità di risultati falso-positivi e di falso-negativi, grazie all’uso di tali test rapidi è stato intercettato comunque un rilevante numero di contagiati, probabilmente con alte cariche virali.

    3) Test salivari molecolari e antigenici
    Recentemente sono stati proposti sul mercato test che utilizzano come campione da analizzare la saliva. Il prelievo di saliva è più semplice e meno invasivo rispetto al tampone naso-faringeo, quindi questa tipologia di test potrebbe risultare utile per lo screening di grandi numeri di persone. Come per i tamponi, anche per i test salivari esistono test di tipo molecolare e di tipo antigenico. In genere la saliva non si presta bene all’utilizzo con le apparecchiature di laboratorio altamente automatizzate, di regola utilizzate per processare elevati volumi di campioni molecolari, perché essa ha densità variabile e può creare problemi ai sistemi di pescaggio ad alta automazione. Inoltre, per quanto riguarda i test antigenici, la sensibilità del test è simile a quella dei test antigenici rapidi solo nel caso in cui il test venga effettuato in laboratorio, quindi, a meno che non si attivino unità di laboratorio presso i punti dove viene effettuato il prelievo, difficilmente è utilizzabile in contesti di screening rapido.

    Sono stato a contatto con una persona risultata positiva al COVID. Per quanto dovrò restare in quarantena?
    A seguito delle decisioni prese dal Consiglio dei Ministri del 29 Dicembre 2021, le regole della quarantena sono state riviste in base all’essere o meno vaccinati e in base al numero di dosi effettuate. Nel dettaglio:

    - NON è prevista la quarantena per coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti positivi al COVID se hanno completato il normale ciclo vaccinale o sono guariti dall’infezione da meno di 4 mesi o se hanno effettuato la dose booster di richiamo. È però previsto l’obbligo per tali soggetti di indossare una mascherina di tipo FFP2 fino al 10° giorno successivo all’ultima esposizione al contatto positivo e, solo nel caso in cui si ravvisino sintomatologie compatibili con quelle da COVID, di effettuare un tampone antigenico o molecolare al quinto giorno successivo all’ultima esposizione al caso.

    - Per coloro in possesso del Green Pass Rafforzato da oltre 4 mesi (vaccinati o guariti dall’infezione da COVID), invece, la quarantena prevista sarà di 5 giorni, al termine della quale sarà richiesto un tampone con esito negativo.

    - Per i non vaccinati, invece, continuerà a valere la quarantena attualmente prevista, pari a 10 giorni dall’ultima esposizione con il contatto positivo, al termine della quale sarà richiesto un tampone con esito negativo.

    Sono risultato positivo al COVID. Per quanto dovrò restare in quarantena?
    Il Comitato Tecnico Scientifico, accogliendo le linee guida internazionali e adottando il principio di massima cautela, ha distinto diverse situazioni, e relativi protocolli da seguire, in base alla tipologia di positività al COVID del paziente.

    - CASI POSITIVI ASINTOMATICI- 
    Nel caso in cui la diagnosi, confermata da test molecolare positivo, restituisca la positività al COVID, ma si risulti privi di sintomi evidenti, il protocollo prevede che venga osservato un isolamento di 10 giorni. Al termine di questo periodo, dovrà essere effettuato un tampone molecolare.

    -CASI POSITIVI SINTOMATICI- 
    Nel caso in cui la diagnosi, confermata da test molecolare positivo, restituisca la positività al COVID, e si sia anche in presenza sintomi evidenti, il protocollo prevede che venga osservato un isolamento di 10 giorni. Al termine di questo periodo, nel quale è previsto che gli ultimi 3 giorni debbano essere totalmente privi di ogni sintomo, dovrà essere effettuato un tampone molecolare.

    -CASI POSITIVI SINTOMATICI E ASINTOMATICI CHE NON SI NEGATIVIZZANO DOPO 21 GIORNI -
    Se a seguito del test molecolare effettuato al termine dei 10 giorni di isolamento venga riscontrata nuovamente la positività al COVID, il protocollo prevede che vengano osservati ulteriori 11 giorni di isolamento domiciliare (per un totale di 21 giorni complessivi), al termine dei quali verrà eseguito un ulteriore tampone molecolare.

    Nei casi asintomatici l'isolamento si interrompe comunque al 21esimo giorno, in quanto le evidenze disponibili non documentano alcun caso di presenza di virus competente per la replicazione.

    Oltre all’isolamento, devo osservare ulteriori comportamenti in caso di positività al COVID?
    Durante il periodo di quarantena sono previsti diversi comportamenti da adottare in casa, sia se si abita da soli che nel caso in cui si condivida l’abitazione con altre persone. Le disposizioni comuni prevedono:
    - pulizia e disinfezione quotidiana dei mobili della camera da letto, dei servizi igienici e delle superfici dei bagni con prodotti a base di cloro (candeggina) alla concentrazione di 0,5% di cloro attivo oppure con alcol al 70%;
    - non differenziare i rifiuti di casa;
    - vestiti, lenzuola e asciugamani utilizzati, vanno lavati a 60°/90° con un normale detersivo.

    Nel caso in cui si viva con altre persone, è necessario inoltre:
    - evitare movimenti negli spazi comuni della casa e i contatti con i conviventi non positivi, soprattutto se sono presenti persona che sono a più alto rischio di sviluppare forme gravi di malattia (ad es. persone con età maggiore di 65 anni o persone con altre patologie);
    - se ciò non fosse possibile, indossare una mascherina chirurgica e mantenere una distanza di almeno 2 metri;
    - non scambiare mai posate, bicchieri, piatti e asciugamani, telefoni, computer o altri oggetti con i conviventi;
    - utilizzare sacchetti separati per riporre la biancheria sporca;
    - se si tossisce o stranutisce, coprire bocca e naso nella piega del gomito con un fazzoletto monouso.

     


    TRASPORTI E SPOSTAMENTI

    In data 10 Gennaio 2022, è entrato in vigore il nuovo DPCM ha aggiornato e ampliato le disposizioni che tutti gli utenti dei servizi di trasporto pubblico dovranno rispettare per contenere la diffusione del COVID. Queste prevedono:

    • Divieto di utilizzare i mezzi di trasporto pubblico se si hanno sintomi riconducibili ad infezioni respiratorie acute (febbre, tosse, raffreddore);
    • Necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per l’accesso nella vettura (con la sola eccezione per i minori di età inferiore ai 12 anni e dei soggetti esenti dalla campagna vaccinale);
    • Acquisto, ove possibile, dei titoli di viaggio in formato elettronico, online o tramite app;
    • Seguire la segnaletica e i percorsi indicati all’interno delle stazioni o alle fermate, mantenendo sempre la distanza di almeno 1 metro dalle altre persone;
    • Utilizzo delle porte di accesso ai mezzi indicate per la salita e la discesa, rispettando sempre la distanza interpersonale di sicurezza di 1 metro;
    • Sedersi solo nei posti consentiti, mantenendo il distanziamento dagli altri occupanti;
    • Evitare di avvicinarsi o di chiedere informazioni al conducente;
    • Nel corso del viaggio, igienizzare frequentemente le mani ed evitare di toccarsi il viso;
    • Indossare obbligatoriamente una mascherina FFP2 per la protezione del naso e della bocca.

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    TRASPORTO MARITTIMO

    In data 10 Gennaio 2022, è entrato in vigore il nuovo DPCM ha aggiornato e ampliato le disposizioni che tutti gli utenti dei servizi di trasporto pubblico dovranno rispettare per contenere la diffusione del COVID. Queste prevedono:

    • Evitare, per quanto possibile, i contatti tra personale di terra e personale di bordo;
    • Necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per l’accesso (con la sola eccezione per i minori di età inferiore ai 12 anni e dei soggetti esenti dalla campagna vaccinale);
    • Indossare obbligatoriamente una mascherina FFP2 per la protezione del naso e della bocca;
    • Evitare ogni forma di assembramento tra le persone in transito e rispettare la distanza interpersonale di 1 metro.

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    TRASPORTO FERROVIARIO

    In data 10 Gennaio 2022, è entrato in vigore il nuovo DPCM ha aggiornato e ampliato le disposizioni che tutti gli utenti dei servizi di trasporto pubblico dovranno rispettare per contenere la diffusione del COVID. Queste prevedono:

    • Indossare obbligatoriamente una mascherina FFP2 per la protezione del naso e della bocca;
    • Necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per l’accesso (con la sola eccezione per i minori di età inferiore ai 12 anni e dei soggetti esenti dalla campagna vaccinale);
    • La salita e la discesa dei passeggeri devono avvenire nel rispetto del tempo necessario ad evitare il contatto tra coloro che scendono e coloro che salgono;
    • Rispetto del distanziamento fisico di 1 metro a bordo con applicazione di marker sui sedili non utilizzabili.

    Trenitalia

    Avevo acquistato un abbonamento mensile/trimestrale/annuale ma, a seguito del lockdown dei mesi precedenti, non ho potuto usufruirne nei mesi precedenti. Posso chiederne il rimborso parziale?
    Sì. L’art. 209-duodecies del “Decreto Rilancio”, emanato il 17 Maggio 2020, ha previsto la possibilità di richiedere il rimborso della quota parte di abbonamento non usufruita nei mesi del lockdown. Per richiedere il rimborso è necessario presentare un’autocertificazione riportante l’impossibilità di utilizzare, del tutto o in parte, il titolo di viaggio nei mesi interessati dalle misure governative, allegando ad essa la documentazione comprovante il possesso del titolo di viaggio. 
    Entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione, il vettore provvederà al ristoro attraverso una delle seguenti modalità:
    1) emissione di un voucher di importo pari all’ammontare della quota relativa al periodo di non fruizione, da utilizzare entro 1 anno dall’emissione;
    2) prolungamento della durata dell’abbonamento per un periodo corrispondente a quello durante il quale non ne è stato possibile l’utilizzo.

     

    Ho prenotato un biglietto Trenitalia ma devo rinunciare al viaggio per COVID. Posso aver il rimborso? 
    I viaggiatori possono ottenere il rimborso integrale per rinuncia al viaggio anche per biglietti acquistati dopo il 23 febbraio 2020, indipendentemente dalla tariffa, presentando la richiesta entro i termini indicati nelle disposizioni nazionali in materia e giustificando il mancato viaggio con i seguenti motivi:

    • per quarantena, permanenza domiciliare e per tutti i viaggi con arrivo o partenza nelle aree indicate dal provvedimento;

    • per viaggi programmati per partecipare a gite scolastiche, concorsi, manifestazioni, eventi o riunioni che sono stati annullati, rinviati o sospesi;

    • per viaggi programmati verso l’estero dove è impedito o vietato l’arrivo secondo le disposizioni emanate.

    Per i treni a media e lunga percorrenza, il rimborso integrale è in bonus utilizzabile entro un anno. La richiesta può essere effettuata compilando l’apposito web form disponibile su trenitalia.com o presso qualsiasi biglietteria.

    Per i treni regionali, il rimborso integrale è in denaro. La richiesta può essere effettuata compilando l’apposito modulo on line o presso le biglietterie. 

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    TRASPORTO AEREO

    LIMITAZIONI E RESTRIZIONI DI VIAGGIO

    A seguito dell’aumento dei cosiddetti “casi di rientro” e del numero di casi registrati negli altri Stati, europei e non, si è provveduto a disciplinare gli spostamenti e le misure di sicurezza da adottare per gli Stati ritenuti più a rischio. L’elenco fornito dal DPCM è articolato come segue:

    • Elenco A - San Marino e Città del Vaticano: nessuna limitazione;

    • Elenco B – Paesi Europei a basso rischio epidemiologico individuati con ordinanza ministeriale tra quelli di cui all’Elenco C: al momento, nessuno Stato è ricompreso in questo elenco.

    • Elenco C – Andorra, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (con incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Lichtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Principato di Monaco, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Svizzera, Ungheria: gli spostamenti da/per questi paesi sono consentiti senza necessità di motivazione, a patto che non si abbia soggiornato o transitato in uno dei Paesi in elenco D e/o E nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia..

    Per tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia in uno o più Stati e territori di cui all’Elenco C, la normativa prevede che al rientro in Italia sia obbligatorio:
    a) presentare la certificazione verde o altra certificazione equipollente, la quale attesti di aver completato il ciclo vaccinale o di essere guariti da COVID-19;
    b) compilare il “Passenger Locator Form” digitale (QUI), che sostituisce l’autodichiarazione, prima della partenza;
    c) sottoporsi a tampone molecolare,effettuato nelle 48 ore precedenti all’ingresso in Italia, o antigenico, effettuato nelle 24 ore precedenti all’ingresso in Italia , con esito negativo. I minori al di sotto dei 6 anni sono esentati dall’effettuare il tampone pre-partenza.

    La mancata presentazione sia della certificazione verde che del risultato negativo del tampone di cui sopra, comporta i seguenti obblighi sostitutivi:
    - isolamento sanitario per cinque giorni presso l’indirizzo indicato nel Passenger Locator Form;
    - tampone al termine dell’isolamento di 5 giorni, sia esso molecolare o antigenico.

     

    Le disposizioni restano in vigore fino al 31 Gennaio 2022.

    • Elenco D – Argentina, Australia, Bahrain, Canada, Cile Colombia, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Indonesia, Israele, Kuwait, Nuova Zelanda, Perù, Regioni Amministrative speciali di Hong Kong e Macao, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale e basi britanniche nell’isola di Cipro ed esclusi i territori non appartenenti al continente Europeo), Repubblica di Corea, Stati Uniti d’America, Uruguay, Taiwan

      Chiunque sia stato, o abbia transitato, nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Italia in uno dei Paesi in Elenco D deve sottostare ai seguenti obblighi per l’ingresso in Italia senza isolamento fiduciario di cinque giorni:
      a) sottoporsi a tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 72 ore prima dell’ingresso in Italia, il cui risultato risulti negativo; nel caso di ingressi da UK e Irlanda del Nord e dalle isole il tampone deve essere fatto entro le 48 ore antecedenti all’ingresso in Italia;
      b) compilare il “Passenger Locator Form” digitale (disponibile QUI);
      c) presentare contestualmente il green pass o certificato equivalente che attesti l’avvenuta vaccinazione. Le persone che hanno soggiornato o transitato, nei 14 giorni antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, in Canada, Giappone e Stati Uniti d’America, possono, altresì, esibire la Certificazione verde COVID-19 di avvenuta guarigione in formato digitale o cartaceo.

      L’isolamento fiduciario è invece obbligatorio per coloro che fanno ingresso in Italia senza aver presentato contestualmente sia il tampone che il certificato di vaccinazione.
      Coloro che non presentano il certificato di vaccinazione dovranno:
      a) sottoporsi a tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 72 ore prima dell’ingresso in Italia, il cui risultato risulti negativo; nel caso di ingressi da UK e Irlanda del Nord e dalle isole il tampone deve essere fatto entro le 48 ore dall’ingresso in Italia;
      b) compilare il “Passenger Locator Form” digitale (disponibile QUI); 
      c) comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio;
      d) raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato;
      e) sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 5 giorni;
      f) sottoporsi al termine dell’isolamento di 5 giorni ad un ulteriore tampone molecolareo antigenico.

    Tutti i bambini di età inferiore a 6 anni in ingresso in Italia sono sempre esentati da tampone pre-partenza.

    Le disposizioni restano in vigore fino al 31 Gennaio 2022.

    • Gruppo E - Resto del mondo: gli spostamenti da/per il resto del mondo sono consentiti solo in presenza di precise motivazioni, quali: lavoro, motivi di salute o di studio, assoluta urgenza, rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Non sono quindi consentiti spostamenti per turismo. Il rientro in Italia da questo gruppo di Paesi è sempre consentito a cittadini italiani/UE/Schengen e loro familiari, nonché ai titolari di regolare permesso di soggiorno e loro familiari. Al rientro in Italia da questi Paesi, è necessario sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria, compilare un’apposita dichiarazione nella quale si deve indicare la motivazione che consente il rientro e si può raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato (è consentito il transito aeroportuale, ma senza uscire dalle zone dedicate dell’aerostazione).

      Al rientro in Italia, se nei 14 giorni precedenti si è soggiornato/transitato in questi Paesi, è necessario:
      a) sottoporsi a tampone molecolare o antigenico effettuato nelle 72 ore prima dell’ingresso in Italia, il cui risultato risulti negativo;
      b) compilare il “Passenger Locator Form” digitale (disponibile QUI);
      c) comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio;
      d) raggiungere la propria destinazione finale in Italia solo con mezzo privato;
      e) sottoporsi ad isolamento fiduciario e sorveglianza sanitaria per 10 giorni;
      f) sottoporsi al termine dell’isolamento di 10 giorni ad un ulteriore tampone molecolare o antigenico.

      SONO PREVISTE DISPOSIZIONI SPECIFICHE PER I SEGUENTI PAESI

    • Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Malawi, Mozambico, Namibia, Eswatini:da queste nazioni risulta vietato l’ingresso e il transito in Italiaalle persone che nei 14 giorni precedenti vi abbiano soggiornato o transitato. Eccezione viene fatta per i cittadini italiani che hanno la residenza anagrafica in Italia da data anteriore al 26 Novembre 2021.

      Tali misure restano valide fino al 31 Gennaio 2022.

    Il DPCM del 23 Dicembre ha inoltre previsto un inasprimento dei controlli alle frontiere, attraverso dei tamponi a campione che verranno effettuati nei terminal marittimi e aeroportuali.In caso di positività, si dovrà permanere in isolamento per 10 giorni (anche in un COVID hotel se necessario).

    LINK UTILI: 
    Ente Nazionale per l’aviazione civile
    Viaggiare Sicuri

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    SPOSTAMENTI

    Sono previste delle limitazioni per quanto riguarda i passeggeri trasportati durante un viaggio in auto?
    Il Governo, attraverso le FAQ disponibili sul proprio sito, ha disposto che il trasporto in auto di persone non conviventi debba essere fatto osservano le seguenti accortezze:

    • il guidatore deve trovarsi alla guida senza il passeggero al suo fianco;

    • possono essere trasportati, sui sedili posteriori, un massimo di 2 persone per fila;

    • è fatto obbligo a tutti i passeggeri di indossare la mascherina a bordo dell’autovettura.

     

    È ancora previsto l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto?
    A seguito dell’ordinanza firmata dal ministro Speranza in data 23 Dicembre 2021, su tutto il territorio italiano tornerà l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto fino al 31 Gennaio 2022. Rimarrà inoltre in vigore l’obbligo di indossarla nei luoghi chiusi e all’aperto se in presenza di assembramenti.
    Sono esenti dai suddetti obblighi i bambini al di sotto dei 6 anni, gli sportivi nell’esercizio dell’attività e le persone con disabilità non compatibili con l’uso della mascherina.

     

    È vero che sono nuovamente previste limitazioni agli spostamenti in alcune Regioni?
    Sì. A seguito del DPCM 3 Novembre 2020, rinnovato poi dal Decreto-legge del 18 Maggio 2021, è stata creata una divisione del territorio italiano in 3 diverse zone, classificate in base ai colori “giallo”, “arancione” e “rosso”. Per ognuno di questi scenari sono previste differenti limitazioni agli spostamenti, più o meno restrittive. Nel dettaglio:

    • Zona “Bianca”: in questa situazione, non è prevista nessuna limitazione agli spostamenti né alcuno stop alla mobilità.

    • Zona “Gialla”: in tale situazione, è possibile muoversi sia all’interno del proprio Comune che verso altri Comuni della stessa Regione. Viene però introdotto l’obbligo di indossare la mascherina, di qualsiasi tipo, all’aperto e di indossare la mascherina FFP2 in specifiche situazioni (eventi e competizioni sportive, spettacoli aperti al pubblico che si svolgono al chiuso o all’aperto nelle sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo, oltre che in altri locali assimilati). E’ altresì previsto di indossare la mascherina FFP2 anche per salire su voli commerciali; navi e traghetti adibiti a servizi di trasporto interregionale; treni impiegati nel servizio di trasporto passeggeri interregionale, Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità; autobus e pullman di linea adibiti a servizi di trasporto tra più di due regioni; autobus e pullman adibiti a servizi di NCC; funivie, cabinovie e seggiovie qualora utilizzate con chiusura delle cupole paravento; mezzi del trasporto pubblico locale o regionale. Per utilizzare i trasporti è inoltre previsto il possesso del Green Pass Rafforzato.

    • Zona “Arancione”: in questa situazione, risulta vietato lo spostamento dal proprio Comune di residenza per chi non è vaccinato (e quindi non in possesso del Green Pass Rafforzato) se non per motivi di lavoro, necessità, salute o per servizi non sospesi ma non disponibili nel proprio Comune; non può inoltre accedere agli impianti di risalita delle piste da sci, o accedere ai centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi. Coloro che posseggono il Green Pass Rafforzato, invece, non subiscono tali limitazioni. Rimane comunque obbligatorio indossare la mascherina, di qualsiasi tipo, all’aperto e la FFP2 nei casi già descritti per la “zona gialla”.

    • Zona “Rossa”: in questa situazione non si può uscire dal proprio Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità o urgenza. Ristoranti e bar saranno chiusi al pubblico e sarà consentito soltanto l’asporto e la consegna a domicilio. Rimangono chiusi tutti i negozi ad eccezione di alimentari, supermercati, farmacie, edicole, tabaccherie e abbigliamento per bambini.

     

    Ho sentito parlare dell’introduzione del “Green Pass”. In cosa consiste esattamente?
    A seguito del Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, è stato introdotto il “Green Pass” (o Certificazione verde COVID-19). Tale certificazione consente, a coloro che la ottengono, di muoversi tra le varie Regioni e Province autonome in libertà, anche se esse sono di colore arancione o rosso.

    A partire dal 1° Febbraio 2022, la durata della certificazione sarà così prevista:
    - se richiesta da coloro che hanno completato la vaccinazione, il Green Pass ha una durata di 6 mesi (a partire dal 1° Febbraio 2022)
    - se richiesta da coloro che sono guariti dall’infezione COVID, il Green Pass ha una durata di 6 mesi;
    - se richiesta solamente a seguito di un tampone rapido/molecolare negativo, la durataè di 48/72 ore.

     

    Anche i minorenni dovranno essere in possesso del Green Pass per spostarsi liberamente da e per tutti i Paesi dell’Unione Europea?
    Sì. L’iter da seguire per ottenerla, però, dipende dall’età del minore: se la sua età è compresa tra i 2 e i 6 anni, non sarà necessario effettuare un tampone per richiedere la certificazione; invece, dai 6 anni in su, bisognerà avere il tampone negativo o la certificazione di avvenuta guarigione. Nel caso in cui il minore abbia un’età compresa tra i 12 e i 17 anni, oltre alle suddette modalità, potrà richiedere la certificazione anche con il vaccino. Per i bambini sotto i 2 anni, invece, non vi è alcun obbligo per quanto concerne il possesso del Green Pass.

    È comunque consigliato, prima di mettersi in viaggio per Paesi esteri, di chiamare il numero 1500 e consultare le disposizioni in vigore per il Paese in cui si è diretti, ricavabili direttamente dal sito aperto dalla Farnesina -> “Viaggiare Sicuri”

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    SPOSTAMENTI

    Sono previste delle limitazioni per quanto riguarda i passeggeri trasportati durante un viaggio in auto?
    Il Governo, attraverso le FAQ disponibili sul proprio sito, ha disposto che il trasporto in auto di persone non conviventi debba essere fatto osservano le seguenti accortezze:

    • il guidatore deve trovarsi alla guida senza il passeggero al suo fianco;
    • possono essere trasportati, sui sedili posteriori, un massimo di 2 persone per fila;
    • è fatto obbligo a tutti i passeggeri di indossare la mascherina a bordo dell’autovettura.

    È ancora previsto l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto?
    A seguito dell’ordinanza firmata dal ministro Speranza in data 23 Dicembre 2021, su tutto il territorio italiano tornerà l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto fino al 31 Gennaio 2022. Rimarrà inoltre in vigore l’obbligo di indossarla nei luoghi chiusi e all’aperto se in presenza di assembramenti.

    Sono esenti dai suddetti obblighi i bambini al di sotto dei 6 anni, gli sportivi nell’esercizio dell’attività e le persone con disabilità non compatibili con l’uso della mascherina.

    È vero che sono nuovamente previste limitazioni agli spostamenti in alcune Regioni?
    Sì. A seguito del DPCM 3 Novembre 2020, rinnovato poi dal Decreto-legge del 18 Maggio 2021, è stata creata una divisione del territorio italiano in 3 diverse zone, classificate in base ai colori “giallo”, “arancione” e “rosso”. Per ognuno di questi scenari sono previste differenti limitazioni agli spostamenti, più o meno restrittive. Nel dettaglio:

    • Zona “Bianca”: in questa situazione, non è prevista nessuna limitazione agli spostamenti né alcuno stop alla mobilità nelle ore notturne dovuto al coprifuoco.
    • Zona “Gialla”: in tale situazione, è possibile muoversi sia all’interno del proprio Comune che verso altri Comuni della stessa Regione, anche per andare a trovare amici e/o parenti una volta al giorno per un massimo di 4 persone, oltre a quelle conviventi nell’abitazione di destinazione, assieme ai minorenni sui quali è esercitata la potestà genitoriale (almeno fino al 15 Giugno 2021). Risulta però stabilito lo stop alla mobilità sul territorio a partire dalle ore 23:00 e fino alle ore 5:00, con eccezione per coloro che si spostano per motivi di lavoro, salute, attività formative e/o scolastiche, o per motivi di estrema necessità. Coloro che effettuano spostamenti motivati dalle suddette cause, devono portare con sé il “modulo di autocertificazione”, scaricabile ( QUI ).
    • Zona “Arancione”: in questa situazione, risulta vietato lo spostamento dal proprio Comune, ma è consentita la visita a parenti e amici una volta al giorno, sempre all’interno del proprio Comune, per un massimo di 4 persone, oltre a quelle conviventi nell’abitazione di destinazione, assieme ai minorenni sui quali è esercitata la potestà genitoriale (almeno fino al 15 Giugno 2021). Permane il divieto di circolazione dalle ore 23:00 alle ore 5:00. Tale divieto prevede eccezioni per coloro che si spostano per motivi di lavoro, salute o estrema necessità. Coloro che effettuano spostamenti motivati dalle suddette cause, devono portare con sé il “modulo di autocertificazione”, scaricabile ( QUI ).
    • Zona “Rossa”: in questa situazione, è stabilito il divieto di circolazione, sia nel proprio Comune che nella propria Regione, senza nessun limite di orario, e non è consentito andare a trovare amici e/o parenti. Rimane sempre attiva la fascia del coprifuoco dalle ore 23:00 alle ore 5:00. Tale divieto prevede eccezioni per coloro che si spostano per motivi di lavoro, salute o estrema necessità. Coloro che effettuano spostamenti motivati dalle suddette cause, devono portare con sé il “modulo di autocertificazione”, scaricabile ( QUI ).


    In ogni caso, rimane sempre consentito il rientro nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità o periodicità.

    Sono proprietario di una seconda casa situata in una Regione diversa da quella in cui risiedo. Posso raggiungerla?
    A seguito del Decreto-legge del 1° Aprile 2021, è possibile raggiungere le seconde case anche in zona rossa o al di fuori della propria Regione. Tale eventualità viene però esclusa nel caso in cui la Regione nella quale è situata l’abitazione abbia previsto diversamente tramite apposita ordinanza.

    Ho sentito parlare dell’introduzione del “Green Pass”. In cosa consiste esattamente?
    A seguito del Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, è stato introdotto il “Green Pass” (o Certificazione verde COVID-19). Tale certificazione consente, a coloro che la ottengono, di muoversi tra le varie Regioni e Province autonome in libertà, anche se esse sono di colore arancione o rosso.

    A partire dal 1° Febbraio 2022, la durata della certificazione sarà così prevista:
    - se richiesta da coloro che hanno completato la vaccinazione, il Green Pass ha una durata di 6 mesi (a partire dal 1° Febbraio 2022)
    - se richiesta da coloro che sono guariti dall’infezione COVID, il Green Pass ha una durata di 6 mesi;
    - se richiesta solamente a seguito di un tampone rapido/molecolare negativo, la durataè di 48/72 ore.

    Anche i minorenni dovranno essere in possesso del Green Pass per spostarsi liberamente da e per tutti i Paesi dell’Unione Europea?
    Sì. L’iter da seguire per ottenerla, però, dipende dall’età del minore: se la sua età è compresa tra i 2 e i 6 anni, non sarà necessario effettuare un tampone per richiedere la certificazione; invece, dai 6 anni in su, bisognerà avere il tampone negativo o la certificazione di avvenuta guarigione. Nel caso in cui il minore abbia un’età compresa tra i 12 e i 17 anni, oltre alle suddette modalità, potrà richiedere la certificazione anche con il vaccino. Per i bambini sotto i 2 anni, invece, non vi è alcun obbligo per quanto concerne il possesso del Green Pass.

    È comunque consigliato, prima di mettersi in viaggio per Paesi esteri, di chiamare il numero 1500 e consultare le disposizioni in vigore per il Paese in cui si è diretti, ricavabili direttamente dal sito aperto dalla Farnesina -> “Viaggiare Sicuri”

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    FISCO E TASSE  

    E’ vero che sono sospesi i versamenti?
    Si, è sospeso il versamento delle ritenute d’acconto dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. I versamenti sono sospesi fino al 31 maggio 2020. Il pagamento dei versamenti sospesi potrà essere effettuato, senza alcuna applicazione di sanzioni, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020, o tramite rateizzazione fino ad un massimo di 5 rate mensili di pari importo, sempre a decorrere dal mese di giugno 2020.

    Sono un lavoratore autonomo ed ho avuto un calo elevato di fatturato, in questo caso sono previste  agevolazioni per gli adempimenti fiscali?
    Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato è prevista la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio, in aggiunta a quelle già previste con il “Cura Italia”, in caso di calo di fatturato di almeno il 33% per ricavi/compensi sotto i 50 milioni e di almeno il 50% sopra tale soglia.

    Ho una piccola impresa la cui attività è iniziata da poco, da giugno 2019, posso usufruire di agevolazioni?
    Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato che hanno iniziato ad operare dal 1° aprile 2019 è prevista la sospensione dei versamenti di Iva, ritenute e contributi per i mesi di aprile e maggio

    Devo presentare la Certificazione Unica, la data di scadenza qual è?
    È stato prorogato il termine di scadenza per l’invio della Certificazione Unica al 30 aprile 2020.

    Cosa accade per gli altri adempimenti fiscali?
    È sospeso ogni altro adempimento fiscale con scadenza tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020. In particolare, per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato sono sospesi gli adempimenti tributari diversi dai versamenti e diversi dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale. Gli adempimenti sospesi andranno effettuati entro il 30 giugno 2020 senza applicazione di sanzioni.

    Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge del 16 Marzo 2020, sono sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020:
    a) relativi alle ritenute alla fonte di cui agli articoli 23 e 24 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d'imposta;
    b) relativi all’imposta sul valore aggiunto;
    c) relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l'assicurazione obbligatoria. La scadenza per l’effettuazione di tali versamenti è stata prorogata al 16 Settembre 2020.

     


    MUTUI, FINANZIAMENTI E AGEVOLAZIONI

    Sono un lavoratore autonomo a partita IVA o titolare di una microimpresa. A seguito dello stop dell’attività produttiva, necessito di un urgente sostegno di liquidità. Sono previste agevolazioni in tal senso?
    Sì, il “Decreto Liquidità” del Governo ha previsto nuove forme di garanzia a sostegno delle richieste di finanziamento da parte dei lavoratori autonomi, titolari di partita IVA, e delle microimprese. La nuova normativa prevede la garanzia diretta dello Stato a sostegno delle richieste di finanziamento per importi non superiori ai 25000 €, con restituzione fino a 6 anni e inizio del rimborso non prima di 18/24 mesi. La procedura di ottenimento della somma è inoltre agevolata, senza alcun controllo del merito di credito, e con garanzia sul 100% dell’importo da parte dello Stato, al netto dei costi accessori.
    La somma richiesta non deve però essere superiore al 25% del fatturato dichiarato nell’ultimo bilancio dal beneficiario del finanziamento.

    È prevista una sospensione per il pagamento dei mutui?
    Il Decreto prevede la sospensione delle rate del mutuo sulla prima casa per chi è in difficoltà, estesa anche agli autonomi. In questo secondo caso, la sospensione è prevista per le partite Iva che come conseguenza della crisi autocertifichino di aver perso, in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, oltre il 33% del proprio fatturato rispetto all'ultimo trimestre 2019. La misura, che sarà in vigore per 9 mesi come estensione di quanto già prevede il Fondo Gasparrini, non prevede obbligo di presentare l’Isee e sarà finanziata con 500 milioni.

    Sono un lavoratore dipendente in cassa integrazione e devo pagare il mutuo per l’immobile in cui abito, ci sono agevolazioni?
    Il Decreto attuativo del Ministro dell’Economia e delle Finanze inerente la sospensione delle rate dei mutui sulla prima casa prevista dal Decreto Cura Italia (il cd “fondo Gasparrini”), ha esteso ai lavoratori dipendenti se hanno perduto il lavoro o cassintegrati e ai lavoratori autonomi titolari di un mutuo contratto per l’acquisto della prima casa, che siano nelle situazioni di temporanea difficoltà, la possibilità di beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi, senza alcun vincolo di situazione reddituale e patrimoniale legata all’ISEE.
    Coloro che sono in possesso dei requisiti previsti per l’accesso al Fondo devono presentare la domanda alla banca che ha concesso il mutuo, con la nuova modulistica aggiornata e semplificata rispetto alla precedente.

    Il mutuo/finanziamento che avevo sottoscritto non rientra tra quelli che possono beneficiare del Fondo Gasparrini. Sono previste delle misure specifiche?
    A seguito dell’accordo raggiunto tra ABI e le Associazioni dei Consumatori è stata ampliata la categoria di mutui e finanziamenti che possono beneficiare della sospensione del pagamento delle rate fino a 12 mesi, pur mantenendo i requisiti già previsti dai precedenti DPCM e necessari all’accesso da parte dei beneficiari.

    Fanno parte di questa nuova categoria:

    • Mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso erogati prima del 31 Gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, liquidità o acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale, che non rientrano nei benefici previsti dal Fondo Gasparrini o che, pur essendo connessi all’acquisto dell’abitazione principale, non presentano le caratteristiche idonee all’accesso del Fondo;
    • Prestiti non garantiti da garanzia reale, i cosiddetti “PRESTITI CHIROGRAFARI” (ossia prestiti personali, cessione del quinto dello stipendio/pensione, prestito di consolidamento e prestito con delega), a rimborso rateale erogati prima del 31 Gennaio 2020.

    La sospensione comprende anche le eventuali rate scadute e non pagate dopo il 31 Gennaio 2020, senza alcuna applicazione di commissioni e/o interessi di mora per il periodo di sospensione (tranne nel caso in cui l’intestatario del mutuo o del finanziamento non adempia al pagamento della quota interessi prevista).

    Si specifica che la normale ripresa del processo di ammortamento può avvenire anche prima della prevista scadenza dei 12 mesi, o delle mensilità concordate e previste dall’accordo, previa formale richiesta del beneficiario.

    AGGIORNAMENTO: A seguito dell’accordo raggiunto tra ABI e le Associazioni dei Consumatori è stata estesa la possibilità di accedere alla moratoria fino al 31 Marzo 2021, rispetto alla precedente scadenza prevista per il 30 Gennaio.

    Ho un’attività imprenditoriale sono previste agevolazioni?
    Le Imprese possono avvalersi delle seguenti misure di sostegno finanziario:
    a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
    b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
    c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

    A seguito dell’emergenza Coronavirus, e alla sospensione dell’attività lavorativa, non riesco a pagare le rate dei finanziamenti. È prevista qualche forma di sospensione dei pagamenti?
    Sì. AssoFin, l'associazione dei principali operatori bancari e finanziari del credito al consumo, ha emanato una moratoria per ufficializzare la possibilità di richiedere la sospensione dei finanziamenti a seguito dell'emergenza COVID-19.

    Per accedere alla moratoria, oltre a presentare richiesta formale alla propria società finanziaria, è necessario appartenere ad una delle seguenti categorie:

    • Lavoratori dipendenti - Cessazione del rapporto di lavoro subordinato (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di risoluzione per limiti di età con diritto a pensione di vecchiaia o di anzianità, di licenziamento per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, di dimissioni del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione); 
    • Cessazione dei rapporti di lavoro “atipici” di cui all'articolo 409, numero 3), del codice di procedura civile (ad eccezione delle ipotesi di risoluzione consensuale, di recesso datoriale per giusta causa, di recesso del lavoratore non per giusta causa, con attualità dello stato di disoccupazione); 
    • Sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni (Cassa Integrazione o altri ammortizzatori sociali); 
    • Lavoratori autonomi e liberi professionisti che abbiano registrato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020, ovvero nel minor periodo intercorrente tra la data dell’istanza e la predetta data, una riduzione del fatturato superiore al 33% rispetto a quanto fatturato nell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività, operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus. Tale riduzione dovrà essere autocertificata con le modalità previste dalla legge; 
    • Eredi, con le caratteristiche sopra elencate, di soggetti deceduti che avessero stipulato contratti non assistiti da polizza di protezione del credito che preveda il pagamento di un indennizzo pari al capitale residuo.

    Come secondo requisito, è necessario sapere che si può chiedere la sospensione del pagamento della rate dei finanziamenti stipulati fino al momento in cui è lanciata la moratoria, a condizione che l’importo finanziato sia superiore a 1.000 euro e che la durata del finanziamento sia superiore a sei mesi.

    A seguito dell'accettazione dalla richiesta, la società finanziaria potrà scegliere due opzioni diverse:

    • Sospensione del pagamento dell’intera rata mensile del finanziamento per una durata fino a 6 mesi (in questa ipotesi sono previsti degli interessi, calcolati sull’importo del debito residuo al TAN contrattuale, che andranno poi rimborsati al termine del periodo di sospensione); 
    • Sospensione del pagamento della sola quota capitale fino a 6 mesi.

    La scelta dell’opzione compete alla società finanziaria, ed è quindi necessario verificare tramite la propria compagnia quale delle due ipotesi sia percorribile.

    AGGIORNAMENTO: A seguito di una riunione del Consiglio Direttivo, e dell’accordo raggiunto con le Associazioni dei Consumatori, AssoFIN ha ufficialmente deciso di estendere la possibilità di accedere alla moratoria sui finanziamenti fino al 31 Marzo 2021.

    Ho gravi difficoltà economiche e non ho più un reddito da lavoro stabile. Sono previsti strumenti di tutela per la mia situazione?
    Il nuovo decreto “Rilancio” ha previsto una misura straordinaria di sostegno ai nuclei familiari, che va ad affiancarsi al Reddito di Cittadinanza, chiamata “Reddito di Emergenza” (REM).
    Tale misura, per essere ottenuta, prevede il rispetto dei seguenti requisiti:
    - residenza in Italia, verificata con riferimento al componente che ne fa richiesta;
    - un valore del reddito familiare, nel mese di Aprile, inferiore al REM spettante;
    - valore del patrimonio mobiliare familiare 2019 inferiore a € 10000, accresciuto di € 5000 per ogni componente successivo al primo (fino a un massimo di € 20000, o € 50000 nel caso in cui sia presente nel nucleo familiare una persona con disabilità grave o non autosufficiente);
    - valore dell’ISEE inferiore a € 15000.

    Il valore base del REM è pari a € 400, a cui si moltiplica un coefficiente di 1 a cui si aggiunge lo 0.4 per ogni componente del nucleo familiare (fino ad un massimo di 2.1). La soglia massima del REM è quindi pari a € 800.

    Tale misura NON può essere richiesta nei casi in cui:
    - si percepisca già il Reddito di Cittadinanza;
    - si sia titolari di una pensione diretta o indiretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
    - si è titolari di un rapporto di lavoro dipendente, la cui retribuzione lorda sia superiore agli importi previsti del REM.

     


    BONUS PER LE FAMIGLIE

    Nel Decreto Rilancio è stato approvato il cosiddetto “Ecobonus 110%” per gli interventi di ristrutturazione degli immobili. In cosa consiste esattamente? E chi può accedervi?
    La nuova misura introdotta con il Decreto Rilancio per agevolare i lavori di ristrutturazione degli immobili, chiamata “Ecobonus 110%”, consiste nella possibilità di ottenere più del 100% della somma dovuta per la ristrutturazione del proprio stabile, o di quello condominiale, sotto forma di sconto in fattura, di cessione del credito o di sconto sulla quota annuale IRPEF (in 5 rate annuali di pari importo). Per poter usufruire del bonus è però necessario che venga garantito il miglioramento di almeno 2 classi energetiche, dimostrato con l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) rilasciato da un tecnico abilitato. Gli interventi di adeguamento antisismico, anch’essi rientranti nel bonus, danno inoltre diritto ad una detrazione del 90% sull’acquisto di una polizza assicurativa anticalamità. Gli interventi coperti dal suddetto credito d’imposta sono:
    1) Cappotto termico, per un limite massimo di spesa che va da 30000 a 50000 € (in base al tipo di edificio o unità abitativa che viene ristrutturata);
    2) Interventi sulle parti comuni degli edifici allo scopo di migliorare la classe energetica, per un limite massimo di spesa che va da € 15000 (moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità familiari), a € 20000 (moltiplicati per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da meno di otto unità familiari), fino ad arrivare a € 30000 (per gli edifici unifamiliari);
    3) Interventi cosiddetti “trainanti”, come ad esempio quelli relativi al montaggio di pannelli solari e/o di accumulatori di energia ad essi collegati;
    4) Tutti gli interventi previsti dal vecchio “Ecobonus”.

    Hanno diritto ad accedere al suddetto bonus:
    a) i condomini;
    b) le persone fisiche al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni, su unità immobiliari;
    c) gli Istituti autonomi case popolari (IACP);
    d) le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;
    e) le organizzazioni non lucrative di utilità sociale;
    f) le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale iscritte nel registro nazionale e nei registri regionali e delle provincie autonome di Trento e Bolzano;
    g) le associazioni sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.
    Si specifica infine che il credito ottenuto tramite “Ecobonus 110%” può essere ceduto in favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi; agli istituti di credito e intermediari finanziari; oppure ad altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti).
    Per la modulistica e gli approfondimenti si rimanda alla pagina ufficiale dell’Agenzia delle Entrate:ECOBONUS 110%

    In cosa consiste il “Bonus Mobili ed Elettrodomestici”?
    Il “bonus mobili ed elettrodomestici” consiste in una detrazione IRPEF del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione, a patto che la data dell’inizio dei lavori di ristrutturazione preceda quella in cui si acquistano i beni. Per ottenerlo è necessario indicare le spese sostenute nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o modello Redditi persone fisiche).

    In cosa consiste il bonus per l’acquisto di caldaie e stufe a pellet?
    Il “Bonus Caldaie e Stufe a Pellet” consiste in una detrazione IRPEF, collegata sia al “superbonus 110%” che alla questione “ecobonus”, la quale può essere del 50% del valore, se l’acquisto è parte di un intervento di ristrutturazione, o del 65%, se si acquista una caldaia a condensazione o sistemi di termoregolazione evoluti (classe V, VI o VII) con l’obiettivo di eseguire un’operazione di risparmio energetico. Tale bonus può essere richiesto dal proprietario dell’immobile o dall’affittuario a patto che il pagamento avvenga tramite mezzi tracciabili e si conservino i documenti rilasciati dal tecnico.
    Per ottenerlo è necessario inviare all’ENEA, entro 90 giorni dall’installazione, la scheda informativa degli interventi e l’attestazione della classe energetica. L’Agenzia delle Entrate provvederà poi a erogare l’agevolazione in 10 rate annuali di pari importo.

    In cosa consiste il “Bonus Condizionatori”?
    Il “Bonus Condizionatori” consiste in una detrazione IRPEF che spetta a tutti quei soggetti che decidono di acquistare oppure sostituire i propri condizionatori con uno a pompa di calore a risparmio energetico (classe A+++), sia con che senza ristrutturazione. Lo sconto può essere del 50%, se acquistato nell’ambito di una ristrutturazione, o del 65%, se si acquista un nuovo condizionatore a pompa di calore ad alta efficienza energetica per sostituire uno di classe inferiore. Tale bonus può essere richiesto dal proprietario dell’immobile o dall’affittuario a patto che il pagamento avvenga tramite mezzi tracciabili e si conservino i documenti rilasciati dal tecnico. Per ottenerlo è necessario inviare comunicazione all’ENEA, entro 90 giorni dal termine dei lavori, e indicare l’acquisto del condizionatore nella propria dichiarazione dei redditi. L’Agenzia delle Entrate provvederà poi a erogare l’agevolazione in 10 rate annuali di pari importo.

    In cosa consiste il “Bonus Mobilità” per l’acquisto di biciclette e monopattini elettrici?
    Il “Bonus Mobilità” consiste in un contributo pari al 60% della spesa sostenuta per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (ad es: monopattini, hoverboard e segway), oppure per l’utilizzo di servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Si potrà ottenere dal 3 Novembre previa registrazione sull’applicazione web dedicata al “Programma Sperimentale Buono Mobilità 2020”. Tale bonus non può comunque essere superiore a € 500.

    In cosa consiste il “Bonus per PC & Internet”? E come si può richiedere?
     Il “Bonus per PC & Internet” è concesso alle famiglie con un ISEE inferiore a € 20000 (bonus € 500) oppure inferiore a € 50000 (bonus € 200) per l'attivazione di una connessione ad internet dai 30 mega in su. Il bonus PC non è però relativo ad un acquisto libero del consumatore ma viene erogato da determinati operatori telefonici per un PC in comodato d’uso al cliente. È quindi necessario informarsi attraverso il proprio operatore di linea fissa e richiedere informazioni circa le modalità di utilizzo e i vari PC e/o tablet ottenibili in comodato.

    Sarà ancora attivo il “Bonus Cultura” per i neo 18enni?
    Sì, anche per tutti i nati nel 2002 che quest’anno compiono 18 anni sarà concesso il “Bonus Cultura”. A differenza degli anni scorsi, però, l’importo del bonus sarà ridotto, passando a € 300; tale importo sarà spendibile per l’acquisto di libri, corsi, spettacoli e concerti (sia nei negozi fisici che in quelli online). Per ottenerlo è necessario essere in possesso della SPID e registrarsi sul sito “18App”.

    Sarà ancora attivo il “Bonus Docenti”?
    Sì, anche per quest’anno sarà riproposto il cosiddetto “Bonus Docenti”, attraverso la “Carta del Docente”. Il suddetto incentivo, riservato a tutti i docenti delle scuole superiori, anche quest’anno consisterà nell’erogazione di € 500 per ogni anno scolastico. Tale cifra è spendibile sia presso negozi fisici che online per acquistare libri, abbonamenti a riviste, pc, tablet, corsi, spettacoli e per l’aggiornamento professionale più in generale.

    In che cosa consiste il “Bonus TARI”? E chi può richiederlo?
    Disposto attraverso la Delibera ARERA del 5 Maggio 2020, il “Bonus TARI” è a discrezione degli Enti Locali. Il parametro da rispettare, in caso di applicazione da parte degli Enti Locali, sarà l’ISEE pari o inferiore a € 8265. Vengono considerate “utenze domestiche disagiate” anche le famiglie con i seguenti requisiti:
    1) famiglie con almeno 4 figli a carico e ISEE non superiore a € 20000;
    2) nucleo titolare di reddito o pensione di cittadinanza;
    3) nei casi di grave malattia, per cui la vita del soggetto dipende dall’uso di apparecchiature mediche alimentate con energia elettrica.
    È quindi necessario informarsi presso il proprio Comune o Regione, in modo da poter ottenere informazioni dettagliate sulle soglie ISEE e se è possibile farne richiesta.

    Ho sentito che sono state modificate le soglie per l’accesso al “Bonus Luce, Gas e Acqua”. Come sono state cambiate? Posso ancora accedervi?
    Attraverso la Delibera ARERA 499/2019/R/com del 3 Dicembre 2019, è stata adeguata la soglia ISEE per coloro che potranno richiedere il bonus sulle bollette di luce, gas e acqua.
    Dal 2020, per ottenere i bonus, sarà necessario avere un ISEE pari o inferiore a € 8256. Vengono comunque considerate “utenze domestiche disagiate” anche le famiglie con i seguenti requisiti:
    1) famiglie con almeno 4 figli a carico e ISEE non superiore a € 20000;
    2) nucleo titolare di reddito o pensione di cittadinanza;
    3) nei casi di grave malattia, per cui la vita del soggetto dipende dall’uso di apparecchiature mediche alimentate con energia elettrica.
    È possibile richiederlo presentando richiesta formale al proprio Comune di residenza o presso un CAF. ARERA è però attualmente al lavoro per fare in modo che, dal 2021, tale bonus sia applicato automaticamente in bolletta senza che il cittadino beneficiario debba fare alcuna richiesta.

    In cosa consiste il “Bonus Bebè”? E come si richiede?
    Il “Bonus Bebè” consiste in un assegno compreso tra gli 80 e i 160 € al mese, per 12 mensilità, diretto a tutti i bimbi nati, adottati o presi in affido nel corso del 2020.L’importo dell’assegno mensile dipenderà dal reddito complessivo disponibile della famiglia:
    1) € 80 al mese: se superiore a € 40000 annui;
    2) € 120 al mese: se compreso tra € 7001 ed € 40000;
    3) € 160 al mese: se pari o inferiore a € 7000.
    Nel caso in cui i genitori abbiano a carico un secondo figlio, tali importi mensili vengono maggiorati del 20%.
    Per richiedere il bonus è possibile accedere al sito ufficiale dell’INPS e inviare la domanda attraverso l’apposita sezione; rivolgersi al CAF; oppure telefonando al contact center dell’INPS. La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dall’ingresso del bimbo nella famiglia.

    In cosa consiste il “Bonus “Mamma Domani”? E come si può richiedere?
    Anche detto “Premio alla Nascita”, tale bonus di € 800 viene corrisposto dall’INPS per la nascita o l’adizione di un minore, a partire dal 1° Gennaio 2017, su domanda della futura madre al compimento del settimo mese di gravidanza (inizio dell’ottavo mese, ndr) o alla nascita, adozione o affidamento preadottivo. È possibile richiedere il bonus attraverso il sito dell’INPS nell’apposita sezione; rivolgendosi al CAF; oppure telefonando al contact center dell’INPS. Per quanto riguarda la documentazione occorre presentare, unitamente al modulo da compilare online, anche l’autocertificazione attestante la data di nascita del bimbo (e relative generalità). In caso di adozione, invece, occorre presentare un documento di sentenza definitiva di affido. La domanda deve essere presentata improrogabilmente entro 1 anno dal verificarsi dell’evento (nascita, adozione o affidamento).

    In cosa consiste il “Bonus Asilo Nido”? Come posso richiederlo?
    Il “Bonus Asilo Nido” viene riconosciuto per un massimo di € 3000 per figlio di età compresa tra 0 e 3 anni.
    La cifra erogata dipende dalle fasce ISEE a cui si appartiene:
    1) fino a € 1500: per le famiglie con ISEE da € 40001 e superiore;
    2) fino a € 2500: per le famiglie con ISEE compreso tra € 25001 e 40000;
    3) fino a € 3000: per le famiglie con ISEE fino a € 25000.
    Il suddetto bonus è cumulabile anche per coloro che già percepiscono il bonus baby-sitting. È possibile richiedere il bonus attraverso il sito dell’INPS nell’apposita sezione; rivolgendosi al CAF; oppure telefonando al contact center dell’INPS.

    In cosa consiste il “Bonus Affitto”? Come posso richiederlo?
    Il “Bonus Affitto” viene erogato in base alle previsioni dei bandi dei singoli Comuni. Bisogna quindi tenere d’occhio le pagine web del proprio Comune di residenza e le relative delibere.
    I requisiti comuni ai vari bandi sono i seguenti:
    1) essere residenti nel Comune che pubblica il bando e nella casa per cui si vuole richiedere il contributo;
    2) essere cittadino italiano o di uno stato UE, oppure avere regolare permesso di soggiorno;
    3) essere titolare di un contratto di locazione a uso abitativo ed essere in regola con i canoni d’affitto;
    4) non essere proprietario di altri immobili;
    5) non essere assegnatario di alloggi popolari;
    6) rispettare le soglie ISEE stabilite dal bando del Comune di appartenenza.
    Il bonus può essere richiesto anche dai titolari di reddito di cittadinanza.
    La domanda deve essere effettuata presso il proprio Comune di residenza.

    Ho gravi difficoltà economiche e non ho più un reddito da lavoro stabile. Sono previsti strumenti di tutela per la mia situazione?
    L’articolo 12 del decreto-legge n.41/2021 ha rinnovato i requisiti del “Reddito di Emergenza” (REM), che va ad affiancarsi al Reddito di Cittadinanza.
    Tale misura, per essere ottenuta, prevede il rispetto dei seguenti requisiti:
    - residenza in Italia, verificata con riferimento al componente che ne fa richiesta;
    - valore del patrimonio mobiliarefamiliare 2020inferiore a € 10000, accresciuto di € 5000 per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di € 20000. Tale massimale è incrementato di € 5000 nel caso in cui sia presente nel nucleo familiare una persona con disabilità grave o non autosufficiente;
    - valore dell’ISEE inferiore a € 15000;
    - un valore del reddito familiare, nel mese di febbraio 2021, inferiore a 400/800€ mensili (a seconda della composizione del nucleo familiare). Per i nuclei familiari che risiedono in abitazione in locazione, fermo restando l’ammontare del beneficio, la soglia è incrementata di un dodicesimo del valore annuo del canone di locazione come dichiarato ai fini ISEE;
    - assenza nel nucleo familiare di componenti che percepiscono, o hanno percepito, una delle indennità COVID-19 introdotte dal medesimo Dl n.41/2021.

    Il valore base del REM è pari a € 400, a cui si moltiplica un coefficiente di 1 a cui si aggiunge lo 0.4 per ogni componente del nucleo familiare (fino ad un massimo di 2.1). La soglia massima del REM è quindi pari a € 800.

    Tale misura NON può essere richiesta nei casi in cui:
    - si percepisca già il Reddito/Pensione di Cittadinanza;
    - si sia titolari di una pensione diretta o indiretta, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità;
    - si è titolari di un rapporto di lavoro dipendente, la cui retribuzione lorda sia superiore agli importi previsti del REM;
    - si percepisca, o si sia percepita, una delle indennità COVID-19 di cu all’art. 10 del decreto-legge n.41/2021.

    La domanda per il Reddito di Emergenza potrà essere trasmessa all’Inps ESCLUSIVAMENTE dal 7 al 30 Aprile 2021.

    In cosa consiste il nuovo “Assegno Unico per i figli minori”? Quali sono i requisiti per richiederlo?
    Il nuovo “Assegno Unico per i figli minori” è stato recentemente introdotto su iniziativa del Governo attraverso il “Family Act” e, a seguito della circolare INPS n.93 del 30 Giugno 2021, ne è stato formalizzato il funzionamento e l’elenco dei beneficiari a cui è diretto. Per poter presentare domanda, a partire dal 1° Luglio 2021, sarà necessario possedere un ISEE di valore non superiore al limite di € 50.000, oltre che figli a carico di età inferiore ai 18 anni, inclusi i figli minori adottati o in affido preadottivo. Il valore dell’ISEE sarà considerato anche per il calcolo dell’importo mensile spettante, pari ad un massimo di € 167,50 per figlio (che sale a € 217,80 per i nuclei familiari con almeno tre figli minori).

    Tale misura “ponte” sarà attiva fino al 31 Dicembre 2021; a partire dal prossimo anno, l’Assegno Unico vedrà una revisione che lo porterà a comprendere anche il “Bonus Mamme Domani”, il “Bonus Bebè”, gli assegni familiari e le detrazioni per figli a carico.

    Si sottolinea inoltre che, fino al 30 Settembre, sarà possibile fare richiesta per ricevere anche le mensilità arretrate spettanti dal mese di luglio. Inoltre, deve essere inoltra una domanda per ciascun figlio.

    Le modalità di invio della domanda sono le seguenti:

    1) attraverso il portale web dell’INPS, raggiungibile dall’home page www.inps.it;

    2) attraverso il Contact Center Integrato, chiamando il numero verde 803 164 (da rete fissa) o il numero 06 164 164 (da rete mobile);

    3) attraverso gli Istituti di patronato.

     


    SCUOLA

    Quando riprenderanno le attività scolastiche?
    La ripresa dell’attività scolastica in presenza sul territorio nazionale è prevista a partire dal mese di Settembre 2021, con date differenti in base alla propria Regione.

    Per quanto riguarda le università, le attività si svolgeranno prioritariamente in presenza, pur lasciando ai singoli atenei la possibilità di modularle in base alle proprie necessità e protocolli. Nelle zone rosse si raccomanda di favorire in particolare la presenza degli studenti al primo anno di corso.
    Tali percentuali dipenderanno anche dalla capacità del trasporto pubblico locale dei singoli territori.

    È necessario mantenere sempre la distanza interpersonale di almeno 1 metro?
    Sì. A scuola è sempre raccomandato il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno 1 metro, salvo i casi in cui le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano. La distanza fra la cattedra e i banchi è, invece, di 2 metri, così come quella da tenere durante lo svolgimento delle attività motorie.

    Durante l’attività didattica, le finestre devono essere aperte?
    Sì. Il CTS ha confermato la necessità di assicurare il rispetto delle ordinarie misure di aerazione dei locali e della sanificazione quotidiana di tutti gli ambienti. E’ necessario garantire un adeguato ricambio d’aria nei luoghi di permanenza di alunni e personale, tenendo conto delle dimensioni e dell’ampiezza di ambienti e spazi, del numero di fruitori presenti, delle condizioni climatiche esterne e identificando quelli, eventualmente, scarsamente ventilati.

    Si possono svolgere attività didattiche di educazione fisica all’interno delle palestre scolastiche?
    Sì. Le attività di educazione fisica/scienze motorie possono essere svolte all’interno in zona bianca, privilegiando quelle di tipo individuali. In zona gialla e arancione, la raccomandazione è di svolgere all’interno attività unicamente di tipo individuale. Il distanziamento interpersonale da rispettare è di almeno 2 metri. Le attività di squadra sono consigliate solo all’aperto. L’areazione degli ambienti adibiti a palestre deve essere assicurata e ottimizzata.

    È possibile utilizzare la mensa scolastica?
    Sì. La somministrazione potrà avvenire nelle forme usuali, senza necessariamente ricorrere all’impiego di stoviglie monouso. Gli operatori devono indossare la mascherina e devono essere rispettati: il distanziamento nella somministrazione del pasto e nelle fasi di ingresso e uscita dai locali; l’igiene personale. Al fine di ridurre l’affollamento dei locali e di garantire il rispetto del previsto distanziamento, ove necessario, è suggerita l’organizzazione di turni per la somministrazione dei pasti.

    Sarà possibile utilizzare la didattica a distanza in modalità mista con le lezioni in presenza?
    Nell’anno scolastico 2021/2022, le lezioni si svolgeranno in presenza. La Didattica a distanza sarà utilizzata in via residuale, solo in particolari situazioni o in ipotesi di quarantena disposta dall’autorità sanitaria competente.

    Un genitore può richiedere la didattica a distanza per il figlio affetto da grave patologia o immunodepressione certificata?
    Sì. Gli studenti aventi impedimenti nella frequenza in presenza a causa di patologia grave o immunodepressione, certificata dalle competenti autorità sanitarie, avranno comunque assicurata la possibilità di seguire la programmazione scolastica avvalendosi eventualmente anche della didattica a distanza, in modalità integrata o esclusiva, secondo le particolari esigenze sanitarie del singolo studente.

    Un genitore può richiedere la didattica a distanza per il proprio figlio volontariamente non vaccinato?
    No, l’istruzione obbligatoria va assolta in presenza.

    I genitori possono entrare senza green pass nel cortile della scuola?
    Sì. L’obbligo di esibizione del green pass, fino al 31 dicembre 2021, riguarda l’accesso all’interno delle strutture degli edifici scolastici.

    Chi deve indossare la mascherina a scuola?
    Con l’eccezione dei bambini di età inferiore ai 6 anni, dei soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e per lo svolgimento delle attività sportive, all’interno dei locali scolastici, l’uso delle mascherine è obbligatorio per tutti.

    Si è obbligati a usare la mascherina chirurgica?
    Per il personale della scuola, è obbligatorio dotarsi della mascherina chirurgica; unica possibile eccezione prevede l’utilizzo di altro dispositivo previsto dal datore di lavoro sulla base della valutazione del rischio.
    Per gli studenti è invece fortemente raccomandato l’utilizzo di mascherine di tipo chirurgico; esse divengono obbligatorie laddove non sia possibile mantenere il previsto distanziamento fisico.

    Chi fornisce alla scuola le mascherine e gli igienizzanti?
    Anche per l’anno scolastico 2021/2022, sulla base del fabbisogno, la struttura commissariale provvede alla fornitura, direttamente presso la sede scolastica, di mascherine chirurgiche per il personale e per gli studenti.

    Sarà possibile effettuare le gite scolastiche?
    Nei territori in zona bianca è possibile effettuare uscite didattiche e viaggi di istruzione, purché si permanga nelle aree del medesimo colore bianco, fermo restando il rispetto dei protocolli di sicurezza degli specifici settori.

    Gli ultimi provvedimenti governativi hanno rimodulato le fasce di reddito relative alle tasse universitarie. Quanto dovrò pagare quest’anno?
    A seguito dell’emergenza COVID, il Decreto Rilancio ha rimodulato le soglie delle tasse universitarie. La “no-tax area” vale ora per gli studenti con ISEE fino a € 20000 e, a cascata, sono state ridotte anche le tasse per le altre fasce di reddito.
    Nel dettaglio: 
    - riduzione dell’80% con ISEE da 20001 fino a 22000 €; 
    - riduzione del 50% tra 22001 e 24000 €; 
    - riduzione del 30% tra 24001 e 26000 €; 
    - riduzione del 20% tra 26001 e 28000 €; 
    - riduzione del 10% tra 28001 e 30000 €.
    Per gli studenti universitari fuori sede è stata anche prevista la possibilità di portare in detrazione al 19% le spese sostenute per l’affitto fino ad un massimo di € 2633 (quindi il rimborso non supererà i 500 €).

    Sarà possibile effettuare le gite scolastiche?
    Nei territori in zona bianca è possibile effettuare uscite didattiche e viaggi di istruzione, purché si permanga nelle aree del medesimo colore bianco, fermo restando il rispetto dei protocolli di sicurezza degli specifici settori.

     


    SPORT E TEMPO LIBERO

    È possibile effettuare attività sportiva all’aperto?
    A seguito del Decreto “Riaperture”, dal 26 Aprile 2021 torna consentita l’attività sportiva all’aperto sia individuale che di gruppo, compresa quella da contatto, nelle Regioni in fascia “gialla”. Rimangono previste le precedenti limitazioni per l’attività sportiva, individuale e di gruppo, in zona arancione e rossa.

     

    È possibile portare mio figlio a giocare nei parchi pubblici o nelle aree gioco per bambini?
    In base al DPCM del 18 Ottobre 2020 sarà possibile portare i propri figli, di età compresa tra 0 e 17 anni, sia nei parchi pubblici che nelle aree gioco per bambini, a patto che sia presente con loro un genitore o un accompagnatore adulto che vigili sull’effettivo rispetto delle norme di distanziamento sociale anti-COVID. Permane il divieto di effettuare sport di gruppo e assembramenti.

     

    Sono credente e vorrei partecipare nuovamente alle funzioni religiose. Quando sarà possibile?
    In base al Protocollo del 7 Maggio 2020, si potrà nuovamente partecipare alle funzioni religiose di qualsiasi confessione religiosa. Permane l’obbligo di rispettare le disposizioni riguardante il distanziamento sociale, assieme a quelle igienico-sanitarie, per evitare la diffusione del COVID.

     

    Quando sarà possibile tornare a vedere gli spettacoli nei cinema, nei teatri, negli stadi, nelle sale concerto e/o nei live club?
    In base al Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, a partire dal 26 Aprile potranno riaprire al pubblico, nelle zone bianche e gialle, cinema, teatri, sale concerto e live club. I posti a sedere saranno preassegnati, a una distanza di 1 metro l’uno dall’altro, e la capienza massima consentita dovrà essere pari al 50% di quella massima autorizzata (per gli stadi) e al 35% per i palazzetti al chiuso.

    Il nuovo DPCM del 23 Dicembre ha poi introdotto l’obbligo di indossare una mascherina FFP2 all’interno di questi luoghi.

     

    Quando sarà possibile tornare a frequentare piscine e palestre?
    In base al Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, a partire dal 15 Maggio potranno riaprire le piscine all’aperto nelle zone bianche e gialle. Dal 24 Maggio invece, sempre nelle stesse zone, sarà possibile tornare a frequentare le palestre anche al chiuso. A partire dal 1° Luglio, riapriranno anche le piscine al chiuso.

    In seguito al DPCM del 23 Dicembre 2021, sarà inoltre necessario essere in possesso del Green Pass Rafforzato per accedere ai suddetti luoghi.

    Rimane comunque obbligatorio il rispetto delle classiche misure di prevenzione contro il COVID.

     

    Quando sarà possibile tornare a visitare i musei?
    In base al DPCM del 2 Marzo 2021, i centri museali saranno nelle Regioni che presentano un livello “bianco” o “giallo” di rischio; dal 27 Marzo, sarà possibile anche l’apertura nel weekend e nei giorni festivi. Nelle altre Regioni, arancioni e rosse, permane invece la chiusura.



    Il nuovo DPCM del 23 Dicembre ha poi introdotto l’obbligo di indossare una mascherina FFP2 all’interno di questi luoghi.

    Avevo acquistato 2 biglietti per uno spettacolo teatrale è un mio diritto chiedere il rimborso?
    Si, certamente. In base al decreto del Presidente del Consiglio 8 marzo 2020 e per gli effetti dell'articolo 1463 del codice civile, ricorre la sopravvenuta impossibilità della prestazione dovuta in relazione ai contratti di acquisto di titoli di accesso per spettacoli di qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali, e di biglietti di ingresso ai musei e agli altri luoghi della cultura.
    Pertanto, i soggetti acquirenti devono presentare, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, apposita istanza di rimborso al venditore, allegando il relativo titolo di acquisto. Il venditore, entro trenta giorni dalla presentazione della istanza, provvederà all'emissione di un voucher di pari importo al titolo di acquisto, da utilizzare entro un anno dall'emissione.

     

    È vero che sono stati introdotti limitazioni di orario all’apertura di ristoranti, bar e pub?
    Sì. In base al Decreto-legge del 18 Maggio 2021, le attività di ristorazione dovranno continuare ad osservare le limitazioni per quanto riguarda gli orari di apertura. Nello specifico:

    • in zona “bianca”, le attività che forniscono consumazione al tavolo (bar, pub, ristoranti e pasticcerie) potranno rimanere aperte senza limiti di orario, non essendo prevista la limitazione del coprifuoco. Non sarà però possibile essere allo stesso tavolo in più di 4 persone, a patto che queste siano tutte conviventi.
      Rimane consentita la ristorazione da asporto e/o a domicilio, nel rispetto dei protocolli di sicurezza attualmente vigenti, a patto che non vengano consumati i pasti sul posto o nelle vicinanze adiacenti
    • in zona “gialla”, le attività che forniscono consumazione al tavolo (bar, ristoranti, pub e pasticcerie) potranno rimanere aperte, sia a pranzo che a cena, nel rispetto dei limiti orari agli spostamenti in vigore e a patto che l’attività sia svolta all’aperto. Permane il limite delle 4 persone al tavolo, a patto che queste siano tutte conviventi, e il rispetto dei protocolli vigenti. Rimane consentita la ristorazione da asporto e/o a domicilio fino alle ore 22, nel rispetto dei protocolli di sicurezza attualmente vigenti, a patto che non vengano consumati i pasti sul posto o nelle vicinanze adiacenti. A partire dal 1° Giugno, sarà possibile riprendere anche l’attività di ristorazione al chiuso fino all’orario di chiusura previsto dalle norme sugli spostamenti, salvo diverse indicazioni che potrebbero essere stabilite in base all’andamento epidemiologico da parte del Consiglio dei ministri.
    • nelle zone “arancioni” e “rosse”, invece, viene prevista la chiusura delle attività di ristorazione al tavolo, 7 giorni su 7, ma rimane però prevista la possibilità di operare attraverso l’asporto, fino alle ore 18 per i bar e fino alle ore 22 per i ristoranti, oltre che tramite consegne a domicilio, per le quali non sono previste restrizioni di orario.

    Non sono invece previste limitazioni di orario per quanto concerne le aree di ristorazione e rifornimento sulle autostrade, negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti che vi alloggiano.

    Il nuovo DPCM del 23 Dicembre ha poi introdotto l’obbligo di possedere il Green Pass Rafforzato non solo per coloro che usufruiscono dell’attività di ristorazione al chiuso ma, bensì, anche per coloro che si rechino al bancone.

    A partire dal 10 Gennaio 2022, e fino al termine dello stato d’emergenza, sarà inoltre necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per accedere sia alle attività di ristorazione al chiuso che per quelle svolte all’aperto.

     

    Volevo organizzare una festa per il mio compleanno. È possibile?
    In base al Decreto-legge del 18 Maggio, a partire dal 21 Giugno sarà possibile organizzare feste private a patto che tutti i partecipanti siano in possesso del Green Pass Rafforzato.

     

    Volevo organizzare una cerimonia. È possibile?
    In base al Decreto-legge del 18 Maggio, le feste collegate alle cerimonie civili o religiose potranno svolgersi a patto che tutti i partecipanti siano in possesso del Green Pass Rafforzato.

     

    Posso recarmi in una sala giochi/centro scommesse/bingo?
    In base al Decreto-legge del 18 Maggio, è stata programmata la riapertura dei suddetti esercizi a partire dal 1° Luglio 2021. Anche in questo caso, sarà necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per poter accedere.

     

    Quando potranno riprendere le attività fieristiche?
    In base al Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, viene confermata la ripresa delle attività fieristiche a partire dal 15 Giugno 2021nelle Regioni in zona bianca e gialla. È comunque prevista la possibilità di svolgere attività preparatorie ad essi in data antecedente ad essa, a patto che non venga permesso l’accesso ai visitatori. Anche in questo caso, sarà necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per poter accedere.

     

    Quando potranno riaprire i centri termali?
    In base al Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, viene confermata la riapertura dei centri termali, per l’attività non collegata a quella di cura e riabilitazione, a partire dal 1° Luglio 2021 nelle Regioni in zona bianca e gialla. Anche in questo caso, sarà necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per poter accedere.

    Il nuovo DPCM del 23 Dicembre ha poi introdotto l’obbligo di indossare una mascherina FFP2 all’interno dei suddetti luoghi.

     

    Quando potranno riprendere i convegni e i congressi in presenza?
    In base al Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, viene confermata la ripresa dei convegni e dei congressi a partire dal 1° Luglio 2021 nelle Regioni in zona bianca e gialla. È comunque prevista la possibilità di svolgere attività preparatorie ad essi in data antecedente ad essa, a patto che non venga permesso l’accesso ai visitatori. Anche in questo caso, sarà necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per poter accedere.

     

    Quando potranno riaprire i parchi tematici?
    In base al Decreto-legge del 18 Maggio 2021, viene confermata la riapertura dei parchi tematici all’aperto a partire dal 15 Giugno 2021 nelle Regioni in zona bianca e gialla.

     

    Quando si potrà tornare ad assistere alle manifestazioni sportive?
    In base al Decreto “Riaperture” del 21 Aprile 2021, a partire dal 1° Giugno saranno aperte al pubblico le manifestazioni e gli eventi sportivi di livello agonistico riconosciuti di preminente interesse nazionale con provvedimento del CONI e del Comitato Paralimpico. La capienza consentità sarà pari al 50% di quella massima autorizza degli impianti.
    Per eventi di particolare rilevanza, e tenuto conto delle caratteristiche dei siti, sarà possibile autorizzare la presenza di un numero maggiore di spettatori. Anche in questo caso, sarà necessario il possesso del Green Pass Rafforzato per poter accedere.

    Il nuovo DPCM del 23 Dicembre ha poi introdotto l’obbligo di indossare una mascherina FFP2 all’interno di questi luoghi durante le manifestazioni.

     

    Quando potranno riaprire le discoteche e le sale da ballo?
    In base al DPCM del 23 Dicembre 2021, viene ripristinata la chiusura delle discoteche e delle sale da ballo almeno fino al 31 Gennaio 2022.

     


    VIAGGI

    Ho chiesto il rimborso del biglietto di viaggio ma la compagnia si è rifiutata di erogarlo, affermando che non sussisto i motivi di “sopravvenuta impossibilità”. Quali sono i miei diritti? E quali sono i motivi di “sopravvenuta impossibilità”?
    Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 1463 del codice civile, ricorre la “sopravvenuta impossibilità” della prestazione dovuta in relazione ai contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre stipulati:
    a) dai soggetti nei confronti dei quali è stata disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell'autorità sanitaria competente, in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di quarantena o permanenza domiciliare;
    b) dai soggetti residenti, domiciliati o destinatari di un provvedimento di divieto di allontanamento nelle aree interessate dal contagio, come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;
    c) dai soggetti risultati positivi al virus COVID-19 per i quali è disposta la quarantena con sorveglianza attiva ovvero la permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva da parte dell'autorità sanitaria competente ovvero il ricovero presso le strutture sanitarie, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel medesimo periodo di permanenza, quarantena o ricovero;
    d) dai soggetti che hanno programmato soggiorni o viaggi con partenza o arrivo nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti decreti;
    e) dai soggetti che hanno programmato la partecipazione a concorsi pubblici o procedure di selezione pubblica, a manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, a eventi e a ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico, annullati, sospesi o rinviati dalle autorità competenti in attuazione dei provvedimenti adottati ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con riguardo ai contratti di trasporto da eseguirsi nel periodo di efficacia dei predetti provvedimenti;
    f) dai soggetti intestatari di titolo di viaggio, acquistati in Italia, avente come destinazione Stati esteri, dove sia impedito o vietato lo sbarco, l’approdo o l’arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

    Per richiedere il rimborso, i soggetti indicati comunicano al vettore il ricorrere di una delle situazioni di cui al medesimo comma, allegando il titolo di viaggio e, nell’ipotesi di cui alla lettera e), la documentazione attestante la programmata partecipazione ad una delle manifestazioni, iniziative o eventi indicati nella medesima lettera e). Tale comunicazione è effettuata entro trenta giorni decorrenti:
    a) dalla cessazione delle situazioni di cui alle lettere da a) a d);
    b) dall’annullamento, sospensione o rinvio del corso o della procedura selettiva, della manifestazione, dell’iniziativa o dell’evento, nell’ipotesi di cui alla lettera e);
    c) dalla data prevista per la partenza, nell’ipotesi di cui alla lettera f).

    Il vettore, entro quindici giorni dalla comunicazione, procederà al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio, oppure all’emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro 18 mesi dall’emissione, al termine dei quali dovrà procedere al rimborso in denaro se il voucher resterà inutilizzato.

    Ho acquistato un pacchetto per una meta turistica ma, a causa dell’emergenza, non potrò partire. Quali sono i miei diritti nel richiedere il rimborso?
    E’ possibile esercitare, ai sensi dell’articolo 41 del decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, il diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico da eseguirsi nei periodi di ricovero, di quarantena con sorveglianza attiva, di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero di durata dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal Presidente del Consiglio dei ministri ai sensi dell’articolo 3 del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6. In caso di recesso, l'organizzatore può offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore, può procedere al rimborso nei termini previsti dai commi 4 e 6 dell’articolo 41 del citato decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79, oppure può emettere un voucher, da utilizzare entro 18 mesi dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante, al termine dei quali dovrà procedere al rimborso in denaro se il voucher resterà inutilizzato..

    Ho richiesto il rimborso e la compagnia mi ha proposto un voucher. Quali sono i miei diritti?
    Il “Decreto Rilancio” ha previsto che, ad eccezione dei casi in cui non sia possibile ottenere il rinvio dell’evento, venga emesso a titolo di rimborso un voucher di pari importo, spendibile entro 18 mesi dall’emissione. Allo scadere di tale data, nel caso in cui questo non venga utilizzato, la compagnia ha l’obbligo di rimborsare l’importo previsto dal voucher in denaro.

     


    GIUSTIZIA

    Accesso, carceri e immigrazione

    Quali sono le misure previste per la Giustizia nella Fase 2?
    Con il recente Decreto-legge 30 aprile 2018, n. 28 è stata spostata al 31 luglio 2020 la data di cessazione del periodo di “emergenza sanitaria”.  Di conseguenza dal 12 maggio 2020 al 31 luglio 2020 è individuato un periodo di graduale ripresa dell’attività degli uffici giudiziari e durante il quale i Capi degli Uffici giudiziari dovranno adottare le misure organizzative, anche relative alla trattazione degli affari giudiziari, necessarie per consentire il rispetto delle indicazioni igienico-sanitarie fornite dall’Autorità sanitaria e indicate dal Governo.

    In questa Fase 2 ripartirà l’attività giudiziaria?
    L’attività giudiziaria ripartirà in maniera graduale e riprenderà lo svolgimento delle udienze, cercando di modulare quantitativamente la  presenza di personale amministrativo e di magistratura negli uffici e tenendo conto di tutte le norme igienico-sanitarie previste in base alle nuove esigenze. 

    Che cosa si stabilisce per lo svolgimento delle udienze?
    L’attività giurisdizionale in ripresa, dal 12 maggio al 31 luglio 2020, sarà regolata da apposite linee guida da emanarsi dai responsabili degli Uffici giudiziari, sulla base di verifiche e di intese con l’autorità sanitaria locale competente e le istituzioni locali, in primis i Consigli dell’ordine degli avvocati. Le linee guida potranno prevedere, ad esempio, la limitazione dell’accesso del pubblico agli uffici giudiziari, salvo che per le attività urgenti; la limitazione dell’orario di apertura al pubblico degli uffici; la regolamentazione dell’accesso ai servizi, previa prenotazione, anche tramite mezzi di comunicazione telefonica o telematica.
    Continuerà ad essere privilegiata la possibilità di informatizzazione e remotizzazione di attività e fasi procedimentali o processuali in pendenza di emergenza COVID-19 sino al 31 luglio prossimo.
    Qui maggiori informazioni sulla ripresa delle attività nei vari territori: https://www.gnewsonline.it/le-disposizioni-nei-tribunali-per-la-ripresa-dellattivita-giudiziaria/
    Qui le indicazioni per gli Uffici giudiziari: https://www.gnewsonline.it/fase-2-contro-il-coronavirus-le-indicazioni-per-gli-uffici-giudiziari/

    Sono previste nel decreto misure per la gestione degli istituti penitenziari e degli istituti per i minorenni?
    In attesa delle nuove disposizioni per la gestione della Fase 2 anche negli istituti penitenziari, i precedenti decreti hanno previsto misure obbligatorie e facoltative per i detenuti , internati o in custodia cautelare. In particolare,  in relazione ai colloqui con i famigliari e, in generale, con l’esterno, le misure riguardano:
    -  la sospensione dal 9 marzo  al 22 marzo 2020 dei colloqui dei detenuti, internati o soggetti;
    - i colloqui telefonici possono essere autorizzati anche oltre il limite previsto dalla normativa vigente. Secondo le previsioni legislative i detenuti, internati o soggetti in custodia cautelare previa autorizzazione, possono telefonare ai loro famigliari più volte e per un periodo di tempo più lungo;
    - i colloqui a distanza: laddove possibile e laddove l’amministrazione penitenziaria e minorile sia dotata degli strumenti, delle apparecchiature e dei collegamenti ad internet necessari, i colloqui con famigliari, congiunti e conviventi possono svolgersi a distanza;
    - i procedimenti penali e le udienze possono svolgersi se necessario a porte chiuse fino al 30 giugno 2020. Dal 9 marzo al 30 giugno, la partecipazione a qualsiasi udienza delle persone detenute, internate o in stato di custodia cautelare è assicurata, ove possibile, mediante videoconferenze o con collegamenti da remoto individuati e regolati con provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati del Ministero della giustizia.
    Tra le misure facoltative, la magistratura di sorveglianza può sospendere, fino al 31 maggio 2020, la concessione di permessi premio o il regime di semi- libertà.

    Cosa si prevede per i permessi di soggiorno?
    La legge di conversione del Decreto Cura Italia (Legge n.27 del 24.4.2020) proroga la validità di tutti i permessi di soggiorno al 31 agosto 2020 a tutti gli effetti di legge.
    Sono prorogati al 31 agosto anche:
    • i termini per la conversione dei permessi di soggiorno da studio a lavoro subordinato e da lavoro stagionale a lavoro subordinato non stagionale;
    • le autorizzazioni al soggiorno (visti di ingresso, etc.);
    • i titoli di viaggio;
    • la validità dei nulla osta rilasciati per il lavoro stagionale, per il ricongiungimento familiare, per il lavoro - casi particolari, tra cui ricerca, blue card, trasferimenti infra-societari, etc.;
    • i permessi di soggiorno per lavoro subordinato, attesa occupazione, lavoro autonomo, famiglia, tirocinio, ricerca lavoro o imprenditorialità di studenti;
    • le richieste di conversione.
    I permessi di soggiorno per lavoro stagionale, in scadenza tra il 23 febbraio e il 31 maggio 2020, sono invece prorogati al 31 dicembre 2020.

    Cosa si prevede per le domande per la cittadinanza italiana?
    Per i procedimenti in materia di cittadinanza per matrimonio e per residenza è prevista la sospensione dei termini per la conclusione dei procedimenti fino al 15 maggio 2020. Restano altresì sospesi gli ulteriori termini connessi alle fasi propedeutiche all'adozione dei provvedimenti finali, quali ad esempio la convocazione dei richiedenti in Prefettura.
    La sospensione è stata già attivata nel sistema informatico di cittadinanza Sicitt sul portale del Ministero dell’Interno per i procedimenti di cittadinanza per residenza e per matrimonio dall'estero, di competenza del Dipartimento e di quelli per matrimonio in Italia, di competenza delle Prefetture.

    Cosa succede per i certificati richiesti anche al proprio Paese di origine ora in scadenza?
    Con riguardo alle certificazioni, anche del Paese di origine purché tradotte e legalizzate o con apostille, prodotte dai richiedenti la cittadinanza nell'ambito dei procedimenti per matrimonio e per residenza, è prevista la proroga della loro validità fino al 31 luglio 2020.

    E per le domande di cittadinanza presentate al proprio Comune?
    Rientrano nella prevista sospensione anche i termini connessi ai procedimenti di acquisto della cittadinanza che esulano dalla competenza del Dipartimento e appartengono a quella degli Ufficiali di Stato civile in Italia e all'estero. Pertanto, la sospensione dei termini fino al 15 maggio 2020riguarda anche le domande di cittadinanza presentate al proprio Comune di residenza. È il caso dei neo maggiorenni nati in Italia e il giuramento dei neo cittadini entro sei mesi dal decreto di concessione: in questi casi non si calcola il tempo trascorso tra il 23 febbraio e il 15 maggio 2020.

    Per approfondimenti:
    Permessi di soggiorno e altre richieste da parte degli Stranieri: per gli aggiornamenti visita il sito della Polizia di Stato. 
    Cittadinanza italiana:dal 10 marzo, per contingenti situazioni organizzative, l'attività di informazioni al pubblico dell'ufficio cittadinanza è sospesa a tempo indeterminato in alcune Prefetture. Eventuali informazioni sullo stato delle pratiche potranno essere richieste per mezzo degli altri canali indicati  dalle Prefetture nei rispettivi siti web.
    Per tutte le informazioni, consultare il sito del Ministero dell’Interno

     


    LAVORO

    I recenti decreti hanno previsto l’obbligo vaccinale per alcune categorie di lavoratori. Quali sono quelle interessate?
    Dal 15 Dicembre 2021, l’obbligo vaccinale per la prevenzione dell’infezione da COVID si applica alle seguenti categorie:

    • personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa nelle strutture sanitarie e sociosanitarie di assistenza (medici, infermieri, farmacisti, etc.), ad esclusione di quello che svolge attività lavorativa con contratti esterni. Sono quindi ricompresi anche i lavoratori del settore amministrativo nella sanità e delle RSA;
    • personale scolastico del sistema nazionale di istruzione, delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia,dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale e dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore;
    • personale del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico, della polizia locale;
    • personale che svolge a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa all’interno degli istituti penitenziari per adulti e minori.


    Ho sentito parlare dell’obbligo di vaccinazione anche per tutti gli over-50. In cosa consiste?
    A partire dal 15 Febbraio 2022 tutti i cittadini di età superiore ai 50 anni dovranno obbligatoriamente essere vaccinati. Tale obbligo si applica sia a coloro che sono attualmente impiegati nelle categorie esenti dall’obbligo vaccinale che a coloro che risultano inoccupati.
    Nel caso di mancato adempimento di tale obbligo, a partire dalla suddetta data, il lavoratore viene considerato “assente ingiustificato” e per il periodo di sospensione non sono dovuti dal datore di lavoro né la retribuzione e nemmeno altro compenso o emolumento. La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato al datore di lavoro dell’avvio o del successivo completamento del ciclo vaccinale primario o della somministrazione della dose di richiamo, e comunque non oltre il termine di sei mesi a decorrere dal 15 Dicembre 2021.



    Sono previste altre sanzioni per l’inadempimento dell’obbligo vaccinale?
    Sì. Nel caso si sia occupati, lo svolgimento dell’attività lavorativa o professionale in violazione dell’obbligo vaccinale è punito anche con una sanzione amministrativa da 600 a 1500 euro. Per coloro che non risultano occupati, invece, è anche prevista una sanzione pecuniaria una tantum pari a 100 euro.

     

    Nonostante la normativa, non voglio procedere con il ciclo vaccinale. Posso essere adibito a mansione diversa?
    No. Il decreto prevede che per coloro che rifiutano di adempiere all’obbligo vaccinale non sia più possibile essere adibiti a mansioni diverse. Naturalmente tale disposizione non è valida per coloro che risultano essere in condizione di fragilità o siano impossibilitati a procedere con la vaccinazione per certificati motivi medici.

     

    Ho meno di 50 anni e non rientro nelle categorie per cui è previsto l’obbligo vaccinale. Anche per me è previsto il possesso del Green Pass Rafforzato per continuare l’attività lavorativa?
    No. Allo stato attuale, la normativa prevede che il Green Pass “Rafforzato” sia obbligatorio esclusivamente per coloro che hanno un’età superiore ai 50 anni e per tutti coloro che rientrano nelle categorie previste dall’obbligo, senza alcun limite d’età.
    Per le altre categorie risulta essere ancora possibile proseguire l’attività lavorativa con il possesso del Green Pass base.

  • Covid: pochi medici militari per il tracciamento nelle scuole

    CoronavirusKaletra

    Il Natale è alle porte, e le scuole dal 22 dicembre hanno interrotto le attività didattiche. Ma l'ultimo mese è stato segnato da una escalation di contagi fra gli studenti, soprattutto di elementari e medie, che ha costretto tante classi in quarantena. Per scongiurare questo e il conseguente ritorno alla didattica a distanza proprio ad inizio mese il Commissario Figliuolo aveva promesso l'invio di medici ed infermieri militari per rafforzare il tracciamento. Ma come è finita? Ad indagare su quanto effettivamente successo nelle scuole, è stato Il Fatto Quotidiano che rileva: "nonostante le ripetute sollecitazioni, lo staff del commissario straordinario ha preferito non fornire i dati ufficiali del dispiegamento di forze in campo, limitandosi a spiegare che solo 6 regioni al momento hanno chiesto l’aiuto dell’esercito per tracciare più in fretta i contagi.

  • Report racconta la scuola in epoca di pandemia. Una intervista anche a Cittadinanzattiva

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    La trasmissione televisiva Report nella puntata andata in onda lunedì 6 dicembre su Rai 3 si è occupata di come la scuola stia affrontando, ormai da più di un anno e mezzo, l'emergenza Covid. Attraverso servizi in alcune scuole del Paese, la redazione giornalistica ha messo in luce con particolare efficacia le strategie messe in piedi dai dirigenti scolastici per affrontare il problema principale del distanziamento fra gli alunni, e le non ancora terminate polemiche sui banchi a rotelle e monoposto (molti rimasti inutilizzati o, nel secondo caso, ritirati perchè infiammabili), sulle cosiddette classi pollaio (alle quali pare non si riesca mai a trovare una soluzione) e  sulle mascherine non a norma che, in gran parte, giacciono negli scantinati o sottoscala degli istituti. Nel corso della puntata, anche una intervista ad Adriana Bizzarri, responsabile Scuola di Cittadinanzattiva, che ha esaminato le principali criticità con cui la nostra scuola fa i conti, anche da molto prima della pandemia.

  • Il 14 dicembre la presentazione del XIX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità

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    Appuntamento il 14 dicembre alle ore 10:30 per la presentazione del XIX Rapporto nazionale sulle politiche della cronicità realizzato dal Coordinamento nazionale delle Associazioni dei malati cronici e rari dal titolo "La cura che (ancora) non c'è"  in diretta sui canali Youtubee Facebookdi Cittadinanzattiva.

  • Terza dose vaccino anti-covid: la nostra indagine sulle modalità di organizzazione regionali

    Lo scorso 27 settembre il Ministero della Salute, con la Circolare 0043604-27/09/2021, ha di fatto dato l’avvio alla somministrazione delle terze dosi nell’ambito della campagna di vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19. Dunque, da quella data, le Regioni hanno l'obbligo di organizzarsi per la sommistrazione della terza dose, attenendosi alle indicazioni del Ministero. Cittadinanzattiva ha avviato un’indagine, per l'agenzia di stampa Ansa, in merito alle informazioni contenute nei siti internet di tutte le Regioni, relative alle modalità di accesso e prenotazione per le categorie target indicate dal Ministero della Salute. In questa fase la somministrazione è riservata a: soggetti di età ≥ 80; personale e ospiti dei presidi residenziali per anziani; esercenti le professioni sanitarie e operatori di interesse sanitario a partire dai soggetti di età ≥60 anni o con patologia concomitante tale da renderli vulnerabili a forme di COVID-19 grave o con elevato livello di esposizione all’infezione. 
    "Rispetto alla indagine che avevamo condotto a gennaio 2021, all'avvio della campagna vaccinale, riscontriamo che sono stati fatti importanti passi in avanti. Oggi, con estrema facilità, ogni cittadino può accedere tramite il sito internet della propria regione alle informazioni relative alla vaccinazione. Sono aumentate e diversificate le modalità di convocazione e questo è un indubbio vantaggio per i cittadini, che andrebbe tra l'altro esteso anche alle prestazioni sanitarie ordinarie. Tuttavia non ovunque è garantita la stessa varietà nelle modalità di prenotazione, ed andrebbe estesa in particolare la convocazione diretta e ancor più tramite i medici di medicina generale, perchè gli stessi potrebbero dare informazioni e rassicurazioni aggiuntive ai loro pazienti", dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

  • Dal 6 dicembre arriva il Green pass "rafforzato"

    greenpass

    Dall'inizio della pandemia ci siamo abituati in modo crescente a sentire parlare di salute globale, di vaccinazioni, tamponi rapidi e molecolari, e soprattutto di certificazione verde. Le esigenze dettate dalla emergenza sanitaria portano di continuo a delle variazioni anche normative che di volta in volta sono introdotte dal Governo. Il riferimento in questo caso va al Green pass rafforzato su cui in questi ultimi giorni sono puntati tuttii riflettori. Tutte le novità introdotte sono disponibili nella nostra Guida. 

  • "SARS-COV-2: diagnosi precoce e migliore accesso alle cure per i pazienti fragili

    Allo scopo di sensibilizzare i medici delle diverse specialità e porre la pietra miliare per un'alleanza tra medico di comunità e centri specialistici, è stato realizzato il documento "SARS-COV-2: diagnosi precoce e migliore accesso alle cure per i pazienti fragili", per stabilire una procedura condivisa che definisce alcune modalità operative facilmente adottabili da tutte le figure sanitarie coinvolte nel processo di gestione del paziente fragile positivo al COVID-19.

  • Processo civile: approvata la riforma

    parte civile nel processo Quarto Passo a Perugia

    Giovedì 25 novembre la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il DDL A.C. 3289 che prevede una delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie, nonché una serie di misure urgenti per la razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie, e in materia di esecuzione forzata. L’obiettivo è quello di ridurre i tempi del processo civile di almeno il 40% al fine di rispettare gli impegni presi dal Governo per l’attuazione del PNRR.

  • "Ora parliamo noi" va in Parlamento: le istituzioni ascoltano gli studenti

    Il 23 novembre dalle ore 12 alle 13 si è tenuta l’audizione con l’intergruppo parlamentare “Infanzia ed Adolescenza” rappresentato dagli onorevoli Paolo Siani e Paolo Lattanzio. All’audizione hanno partecipato una rappresentanza di studenti che hanno preso parte alla survey lanciata e realizzata dalla rete Scuola di Cittadinanzattiva la scorsa primavera dal titolo “Ora parliamo noi” dedicata ad indagare su come gli adolescenti hanno vissuto la pandemia, le restrizioni previste e i risvolti psicofisici che le stesse hanno avuto nei rapporti con amici, famiglia e scuola. I ragazzi che hanno partecipato all'audizione parlamentare rappresentavano l'Istituto Industriale di Campobasso; cinque istituti di Piedimonte Matese (CE) ossia l’ITI CASO, l’ITAS, il Liceo “G. Galilei”, l’IIS “DE V. Franchis” e  l'IPSEOA "E.V.Cappello"; l’Istituto “Gentileschi" di Fuorigrotta Napoli; l’Istituto “Margherita di Savoia” di Napoli; il liceo “Licam” di Aosta;  l’IIS “Giordano Bruno” di Perugia.

  • Il Ministero nega l'accesso ai dati su contagi da Covid 19 a scuola

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    I contagi da Covid 19 sono in netta crescita. La fascia di età 5-11 è una delle più colpite. Wired è tornata a chiedere al Ministero dell'Istruzione i dati relativi ai docenti ed agli studenti positivi ed in quarantena, rispetto al 2020, non vi sono dei dati ufficiali anzi vi è un netto rifiuto da parte del Ministero nel fornire i dati. I dati e le informazioni relativi a persone identificabili che hanno contratto il virus rientrano secondo il Ministero sotto i dati sulla salute perciò è escluso l'accesso civico. Ma oltre a questo aspetto non vi è l'obbligatorietà da parte dei dirigenti scolastici alla comunicazione dei dati.

  • Nuove direttive per la quarantena nelle scuole

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    Il Ministero della Salute ha inviato una circolare a tutte le Regioni con le indicazioni per gestire le quarantene a scuola. La classe come noto non andrà in quarantena con un solo positivo se i tamponi rilevano che la restante classe è negativa. Resterà a casa tutta la classe se i positivi sono 3. Le nuove regole sono state definite sulla base dei livelli ci copertura vaccinale della popolazione e sulla riduzione della diffusione del virus. I provvedimenti indicati dalla circolare sono differenziati in base alle fasce di età ed allo status vaccinale. In presenza di un caso positivo, tutta la classe sarà sottoposta ad un primo tampone, se negativo per tutti,la classe resta in presenza. Dopo 5 giorni , il test andrà ripetuto. Qualora il numero dei positivi salga a 2, resteranno in presenza i vaccinati o gli immunizzati entro i 6 mesi con testing, mentre gli altri resteranno a casa, con 3 positivi scatta la dad per tutta la classe. Diverso sarà per i più piccoli dei servizi dell'infanzia, dove è previsto un test immediato e la quarantena di 10 giorni con test prima del rientro in presenza.

  • Sanzioni pari a 450mila euro per la vendita delle mascherine U-Mask

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    L’AGCM - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha recentemente concluso un procedimento istruttorio nei confronti delle società U-Earth Biotech Ltd. e Pure Air Zone Italy S.r.l., irrogando sanzioni per un ammontare complessivo di 450.000 euro.

    La pena è stata inflitta poiché le due società hanno promosso su internet le mascherine chirurgiche biotech “U-Mask” (nelle versioni “Model 2”, “Model 2.1” e “Model 2.2”), registrate come dispositivi medici, equiparandole indebitamente a facciali filtranti di efficacia protettiva superiore, quali i dispositivi di protezione individuale di classe FFP3, ed attribuendo loro qualità ulteriori, ad esempio proprietà virucide e una durata di 200 ore, certificate sulla base di test svolti in autonomia.

  • Covid nelle scuole: cosa serve per avere maggiore sicurezza nelle aule

    Oltre il 27% della popolazione tra i 12 e i 19 anni non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino, e il 5,5% ha effettuato solo la prima dose; il personale scolastico non vaccinato sfiora quota 6%; non è previsto uno screening periodico sistematico se non nelle scuole sentinella, di cui mancano dati pubblici: il distanziamento interpersonale di 1 metro è inapplicato nelle "classi pollaio"; poche le risorse per i sistemi di aerazione e ventilazione.

    Sono alcune delle principali criticità che emergono dal Report "Sicurezza Covid-19 nelle scuole", presentato dalla Fondazione Gimbe, che avanza alcune richieste condivise ampiamente da Cittadinanzattiva. "Proseguire nella campagna vaccinale anticovid per studenti e personale scolastico, continuare ad utilizzare le mascherine in aula, estendere i test di screening nelle scuole e prevedere nuovi investimenti per i sistemi di aerazione. A poco più di un mese dalla riapertura delle scuole crediamo che queste proposte - presentate dalla Fondazione Gimbe e condivise nel nostro Rapporto annuale sulla sicurezza scolastica, presentato a settembre scorso - siano di fondamentale importanza ed efficacia per permettere ai nostri ragazzi di continuare a frequentare le aule in sicurezza”, dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, che aggiunge un ulteriore appello affinchè si intervenga in maniera rapida sul sovraffollamento delle classi.

  • Vaccinazione per COVID-19 e per l' Influenza: come sta andando la "convivenza"?

    a vaccini

    "Affrontare le sfide della coesistenza della campagna di vaccinazione COVID-19 e antinfluenzale": come va nei diversi Paesi europei? A questo vuole rispondere la survey promossa da Cittadinanzattiva - Active Citizenship Network (ACN) in questi giorni.

  • Sicurezza Covid-19 nelle scuole. Bene le proposte della Fondazione Gimbe

    “Proseguire nella campagna vaccinale anticovid per studenti e personale scolastico, continuare ad utilizzare le mascherine in aula, estendere i test di screening nelle scuole e prevedere nuovi investimenti per i sistemi di aerazione. A poco più di un mese dalla riapertura delle scuole crediamo che queste proposte - presentate dalla Fondazione Gimbe e condivise nel nostro Rapporto annuale sulla sicurezza scolastica, presentato a settembre scorso - siano di fondamentale importanza ed efficacia per permettere ai nostri ragazzi di continuare a frequentare le aule in sicurezza”, dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, in merito al Report Sicurezza Covid-19 nelle scuole diffuso oggi da Gimbe.

  • Proteste degli studenti contro orari scaglionati. A Bari si ritorna all'orario unico

    I primi a protestare sono stati gli studenti delle scuole superiori di Bari che, già dalle prime settimane di scuola, sono scesi in piazza per chiedere il ritorno all'orario unico per l'ingresso. Richiesta accolta, proprio nelle ultime ore, dalla Prefetta Bellomo, che ha annunciato lo stop agli orari scaglionati a partire dal prossimo 3 novembre. Nel frattempo la mobilitazione è partita in diverse città, a Roma e Milano sono stati coinvolti numerosi istituti superiori che nei giorni scorsi hanno messo in atto varie forme di protesta.

    La Rete degli studenti medi sta preparando una seconda lettera da inviare alla prefettura. Con la stessa richiesta: entrare tutti alla stessa ora. Meglio se alle 8, "per avere più tempo libero per studio, sport e per vedere gli amici".

  • Le Farmacie nell'emergenza Covid-19: PARTECIPA alla nostra survey

    farmacia croce

    Attraverso un breve questionario online chiediamo a tutti i nostri lettori di "raccontare" la loro esperienza riguardo al rapporto con la Farmacia di fiducia avuto durante il periodo di emergenza sanitaria, e di esprimere il proprio punto di vista su alcuni ruoli e funzioni delle farmacie, alla luce di quanto stiamo vivendo. I dati, insieme a quelli raccolti tramite un questionario rivolto ai farmacisti, comporranno il "Quarto Rapporto annuale sulla Farmacia, presidio di salute sul territorio".

  • Al via i i primi tavoli regionali multistakeholder su aderenza terapeutica

    RACCOMANDAZIONESUADERENZATERAPEUTICA

    Si sono svolti lo scorso 11 ottobre i primi due tavoli regionali multi-stakeholder in Campania e Molise sul tema dell’aderenza alle terapie relative al progetto Action Plan Nazionale per l’aderenza, realizzato con il contributo non condizionante di Servier Italia. Diversi i temi emersi dalla discussione: da un lato la necessità di una formazione degli operatori sanitari e di una informazione consapevole dei pazienti, dall'altro la necessità di utilizzare maggiormente le nuove tecnologie al fine di sviluppare sistemi di monitoraggio a distanza in grado di garantire il coinvolgimento di altri attori della salute; implementare piattaforme informatiche per consentire una standarizzazione dei sistemi di controllo e una offerta più ampia di servizi di counseling personalizzati; implemtare il Fascicolo sanitario elettronico (FSE) in modo da renderlo accessibile da parte di tutti gli operatori della salute.

  • Pronte le nuove linee guida anti covid per la Scuola

    aulascuola

    E' pronta la bozza contenente le nuove indicazioni per le scuole redatte dall'Istituo Superiore di Sanità, dal Ministero della Salute, dal Ministero dell'Istruzione con il contributo delle Regioni. Se risulta positivo un docente scatta la sorveglianza tramite testing; se i positivi diventano due, per i vaccinati /negativizzati entro i 6 mesi è prevista la sorveglianaza con testing, mentre per gli altri scatta la quarantena. Regole simili anche per gli studenti: se uno studente è positivo, la classe resta in presenza con i testing; se i positivi sono due, gli studenti non vaccinati vanno in quarantena mentre i vaccinati restano in presenza.

  • Presentato il XIX Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza a scuola

     XIX Rapporto sicurezza scuola copy

    460 mila i bambini e ragazzi che studiano in 17mila classi con più di 25 alunni; il problema è concentrato soprattutto nelle scuole superiori, dove il 7% delle classi è in sovrannumero, con le maggiori criticità nelle regioni più popolose come la Lombardia (con 1889 classi over25), l’Emilia Romagna (1131), la Campania (1028).
    Più della metà degli istituti scolastici è privo del certificato di agibilità statica (54%) e di quello di prevenzione incendi (59%); il 39% è senza collaudo statico. 35 gli episodi di crolli che si sono verificati a scuola fra settembre 2020 ed agosto 2021, circa tre al mese.
    Inoltre sono 17.343, pari al 43% del totale, le scuole in zone ad elevata sismicità. Notizie incoraggianti sulla ricostruzione degli istituti scolastici colpiti dal sisma del 2016: gli interventi in corso o programmati riguardano 433 istituti, con un impegno di spesa di 1,2 miliardi di euro.
    Sono alcuni dei dati del XIX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato oggi da Cittadinanzattiva, che contiene un focus specifico sugli asili nido.

  • Presentato il XIX Rapporto di Cittadinanzattiva sulla sicurezza a scuola

    XIX Rapporto sicurezza scuola

    Oltre la metà delle scuole senza certificazioni; 17mila le classi sovraffollate; tre crolli al mese nell’ultimo anno scolastico. I problemi ancora irrisolti della scuola italiana. E sui nidi mancano informazioni ufficiali.

    Scarica il Rapporto integrale, l’Abstract e le infograficheSul nostro canaleYoutube la testimonianza di due dirigenti scolastici di Napoli e Palermo alle prese con problemi di sovraffollamento delle classi e di mancanza di spazi.

    460 mila i bambini e ragazzi che studiano in 17mila classi con più di 25 alunni; il problema è concentrato soprattutto nelle scuole superiori, dove il 7% delle classi è in sovrannumero, con le maggiori criticità nelle regioni più popolose come la Lombardia (con 1889 classi over25), l’Emilia Romagna (1131), la Campania (1028).
    Più della metà degli istituti scolastici è privo del certificato di agibilità statica (54%) e di quello di prevenzione incendi (59%); il 39% è senza collaudo statico. 35 gli episodi di crolli che si sono verificati a scuola fra settembre 2020 ed agosto 2021, circa tre al mese.
    Inoltre sono 17.343, pari al 43% del totale, le scuole in zone ad elevata sismicità. Notizie incoraggianti sulla ricostruzione degli istituti scolastici colpiti dal sisma del 2016: gli interventi in corso o programmati riguardano 433 istituti, con un impegno di spesa di 1,2 miliardi di euro.

    Sono alcuni dei dati del XIX Rapporto “Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola” presentato oggi da Cittadinanzattiva.

  • COVID-19 e malattie cardiovascolari in UE: partecipa al webinar!

    COVID 19 e malattie cardiovascolari in UE partecipa

    Active Citizenship Network (ACN) è lieta di invitarvi il 29 settembre 2021, dalle 11.30 alle 13.00 CEST, all'evento digitale dal titolo "Promuovere l'informazione civica per affrontare meglio i danni collaterali del COVID-19 sulle malattie cardiovascolari in tutta Europa", in occasione dell'annuale “Giornata Mondiale del Cuore”.

    Partendo dai dati forniti dalla Società Europea di Cardiologia sull'impatto del Covid-19,l'obiettivo è quello di evidenziare alcuni punti chiave, sia in termini di prevenzione che in termini di priorità sanitarie per i prossimi anni.

  • Cittadinanzattiva su avvio anno scolastico. Tre richieste al Ministro e al Governo

    Abrogare la disposizione contenuta nel DPR 81 del 2009, che consente fino a 30 alunni per classe nelle scuole secondarie di I e II grado, per ritornare ovunque ai parametri stabiliti dalla normativa antincendio (DM 26.08.1992) che fissano il numero massimo in 25 alunni (26 con l’insegnante) e a quelli del DM18/12/1975 che prevede uno spazio “vitale” per alunno di mq 1,80 e mq 1,96 secondo il tipo di scuola.
    È la richiesta che Cittadinanzattiva avanza con forza per superare un paradosso normativo e uscire dall’emergenza che vede, all’avvio domani dell’anno scolastico nella gran parte delle regioni, quasi 17.000 classi con oltre 25 alunni, appartenenti nel 55% dei casi agli Istituti di II grado. “Una situazione che va sanata una volta per tutte per ottemperare alle esigenze di sicurezza legate non solo all’emergenza sanitaria ma anche alle emergenze che si potrebbero creare per il rischio alluvione e sismico, che interessano il nostro territorio nazionale. Oltre a ciò si migliorerebbe la vivibilità e il benessere all’interno delle aule, si assicurerebbe una migliore qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, delle relazioni interpersonali significative a beneficio di tutti ma soprattutto dei ragazzi più fragili”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.

    “Gli istituti scolastici italiani sono ancora privi del certificato di agibilità per una percentuale pari al 53,8%, nel 38,6% del collaudo statico e nel 59% del certificato di Prevenzione Incendi, fondamentali in un Paese nel quale le scuole in zone ad elevata sismicità sono 17.343 pari al 43% del totale. Inoltre, nell’ultimo anno, a seguito della pandemia, in gran parte dei casi le scuole non hanno rivisto il Piano di Emergenza né realizzato le prove di evacuazione”, continua Bizzarri.

  • Green Pass: come funziona?

    green pass

    Da quasi due anni viviamo l'emergenza sanitaria causata dal coronavirus. Nonostante l'era pandemica persista, dei passi in avanti sono stati fatti sia in termini di vaccinazioni che di accesso ai servizi. Il Green pass ha avuto un ruolo determinante nel mitigare socialità, sanità e ripresa economica. Da poco più di un mese il Green Pass è diventato uno strumento fondamentale per accedere a determinati servizi dalla ristorazione allo sport, dai musei ai concerti, mentre dal 1 settembre è divenuto obbligatorio anche per accedere al trasporto di lunga percorrenza, oltre che per il personale scolastico e universitario, nonchè per gli studenti universitari che decidano di seguire le lezioni in presenza.

  • Guida covid: le nostre faq sul green pass

    corona virus

    Torna l’appuntamento con la Guida coronavirus, uno spazio web a cura di Cittadinanzattiva a disposizione dei cittadini sin dall’inizio dell’emergenza, e che raccoglie informazioni e consigli utili nei principali settori di intervento dell’associazione: sanità, scuola, servizi pubblici, giustizia.

    Ultimo aggiornamento una serie di una serie di faq che rispondono alle domande più frequenti sul green pass.

  • Vaccini Covid: troppa confusione e decisioni contrastanti fra le regioni. Aifa e MS diano chiarimenti

    In merito ai criteri di somministrazione dei vaccini anti-covid, in particolare Vaxzeviria (AstraZeneca) e Johnson&Johnson, si continua a procedere in ordine sparso e con comunicazioni contrastanti che generano incertezza e confusione nei cittadini, con inevitabili ripercussioni sulla campagna vaccinale.
    Non è nostro compito entrare nel merito scientifico delle decisioni ma ci preme sottolineare che i cittadini hanno diritto ad avere informazioni chiare, univoche a cui segua la concreta possibilità di ottenere quanto stabilito ai livelli nazionale e regionale per la campagna vaccinale. Dall’accorciamento dei tempi per la seconda dose, alla possibilità ma non obbligo di sottoporsi alla vaccinazione eterologa, alla possibilità di vaccinarsi anche nei luoghi di vacanza, ad oggi i cittadini hanno diritti diversi a seconda del luogo di residenza e in troppi casi scoprono quotidianamente nuove indicazioni, spesso poco chiare, fornite a livello regionale”, commenta Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.

  • #Estate2021: la nostra guida

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    Proprio come lo scorso anno abbiamo deciso di creare una guida pratica all’estate, per consentirvi di trascorrerla in piena sicurezza, e, allo stesso tempo, illustrare tutte le novità introdotte in questo periodo, partendo da quella più importante rappresentata dal Green Pass (italiano ed europeo) per potersi spostare sia in Italia che nell’Unione Europea, riprendendo a viaggiare senza più l’obbligo di quarantena all’arrivo nei Paesi esteri.

  • Adolescenti e pandemia: indagine “Ora parliamo noi. 5713 voci di giovani che guardano al futuro”

    Sfiduciati e provati dalla pandemia, ma ricchi di proposte e richieste, anche pressanti, alle istituzioni politiche e alla scuola per “riprendersi il futuro”. Quel futuro che oggi vedono così minaccioso che, come dice Francesca, valdostana di 17 anni parafrasando Ennio Flaiano “faccio progetti per il mio passato”; Marco stessa età e residente in Campania ha solo voglia di “riprendere da dove mi sono fermato, recuperare, colmare i vuoti e riprendermi ciò che di diritto di adolescente mi spetta: la mia vita”. Sono le voci dei 5713 giovani che hanno partecipato,tra aprile e maggio di questo anno, all'indagine online “Ora parliamo noi”, promossa da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Assosalute-Federchimica, e rivolta direttamente a ragazzi dai 14 ai 19 anni o attraverso le scuole con cui Cittadinanzattiva collabora.
    Chiedono in primo luogo di essere ascoltati, ad esempio attraverso audizioni degli studenti in Parlamento e prevedendo rappresentanti delle istituzioni più competenti e vicine al mondo giovanile, perché dicono “non siamo delle marionette da manipolare”, (Flavia quindicenne della provincia di Lecce), “prima di decidere su scelte che ci riguardano devono ascoltarci perché a volte alcune loro decisioni sono dannose per noi ragazzi” (Federica, 17enne della periferia milanese).

  • Adolescenti e pandemia: indagine “Ora parliamo noi. 5713 voci di giovani che guardano al futuro”

    Adolescenti e pandemia: oltre la metà ha sperimentato disagi psico-fisici. Ma non si arrendono e avanzano richieste e proposte a istituzioni e scuola.

    I risultati della indagine di Cittadinanzattiva “Ora parliamo noi. 5713 voci di giovani che guardano al futuro”.

    Sfiduciati e provati dalla pandemia, ma ricchi di proposte e richieste, anche pressanti, alle istituzioni politiche e alla scuola per “riprendersi il futuro”. Quel futuro che oggi vedono così minaccioso che, come dice Francesca, valdostana di 17 anni parafrasando Ennio Flaiano “faccio progetti per il mio passato”; Marco stessa età e residente in Campania ha solo voglia di “riprendere da dove mi sono fermato, recuperare, colmare i vuoti e riprendermi ciò che di diritto di adolescente mi spetta: la mia vita”.

    Sono le voci dei 5713 giovani che hanno partecipato,tra aprile e maggio di questo anno, alla indagine online “Ora parliamo noi”, promossa da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Assosalute - Associazione Nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica - e rivolta direttamente a ragazzi dai 14 ai 19 anni o attraverso le scuole con cui Cittadinanzattiva collabora.

    Chiedono in primo luogo di essere ascoltati, ad esempio attraverso audizioni degli studenti in Parlamento e prevedendo rappresentanti delle istituzioni più competenti e vicine al mondo giovanile, perché dicono “non siamo delle marionette da manipolare”, (Flavia quindicenne della provincia di Lecce), “prima di decidere su scelte che ci riguardano devono ascoltarci perché a volte alcune loro decisioni sono dannose per noi ragazzi” (Federica, 17enne della periferia milanese).

  • Le 8 Raccomandazioni SIP per vaccinare bambini e adolescenti contro il covid

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    La pandemia globale ancora in essere sta minando fortemente la salute pubblica. In Italia tra i casi colpiti da Covid-19 finora risulta una percentuale del 5,5% e del 9,6% rispettivamente relativa alla fascia d'età pediatrica e adolescenziale (0-9 e 10-19 anni). Pur essendo la fascia d'età superiore ai 12 anni quella meno colpita dalla malattia da coronavirus, alcune evidenze scientifiche sottolineano il verificarsi anche nei bambini di questa età di alcune complicanze derivanti da un'infezione poco o asintomatica da SARS-CoV-2, come accade negli adulti. Da qui la necessità della Società di Pediatria di formulare delle raccoandazioni per orientare meglio la scelta nella vaccinazione anti covid anche per questo target di popolazione.

  • Guida all'estate COVID 2021

    guida estate 2021

    Nella stagione estiva, per non vanificare tutti gli sforzi fatti durante i mesi precedenti, è necessario mantenere alta la guardia contro il COVID, nonostante l’allentamento delle restrizioni.  Proprio come lo scorso anno abbiamo deciso di creare una guida pratica all’estate, per consentirvi di trascorrerla in piena sicurezza, e, allo stesso tempo, illustrare tutte le novità introdotte in questo periodo, partendo da quella più importante rappresentata dal Green Pass (italiano ed europeo) per potersi spostare sia in Italia che nell’Unione Europea, riprendendo a viaggiare senza più l’obbligo di quarantena all’arrivo nei Paesi esteri.

  • Cittadinanzattiva al Tg2 Italia sui piccoli ospedali

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    Nella puntata del 19 maggio scorso la trasmissione di approfondimento del Tg2 ha ospitato Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, per parlare dei piccoli ospedali e analizzare cosa è successo e accade durante la pandemia.

  • Il digital tour di Generazione SpreK.O. fa tappa a Genova il 31 maggio

    La prossima tappa del progetto SpreK.O. è prevista il 31 maggio, dalle ore 15 alle ore 17, a Genova. Istituzioni, aziende e cittadini si confronteranno per una città SpreK.O.  La prima parte del web meeting sarà dedicata al dialogo tra enti locali, aziende e cittadini con l’obiettivo di promuovere nella dimensione locale una responsabilità diffusa nella sfida di rendere le città effettivamente a prova di sprechi. In altre parole città sostenibili, efficienti ed innovative, in grado di garantire un’elevata qualità di vita ai loro cittadini.

  • Anche Ryanair multata dall'AGCM per mancato rimborso dei voli annullati

    Ryanair bagaglio a mano

    Ed anche la nota Ryanair, come prevedibile, è finita nel mirino dell'AGCM - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per pratiche commerciali scorrette.
    Ciò che emerge dal comunicato stampa dell'Autorità è che la compagnia aerea irlandese, come EasyJet (ne avevamo scritto qui), venute meno le limitazioni agli spostamenti legate all’emergenza per Covid 19, non aveva rimborsato ai consumatori il costo dei biglietti per i voli cancellati dopo il 3 giugno 2020. E non solo. Il vettore, ha indotto - e in alcuni casi anche costretto - le persone a scegliere o ad accettare il voucher invece del rimborso.

  • Associazioni dei consumatori e ABI per l'accesso al credito e sostegno alle famiglie

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    Lo scorso 12 maggio le associazioni dei consumatori, tra cui Cittadinanzattiva, e ABI - Associazione Bancaria Italiana, hanno sottoscritto una lettera indirizzata alle Istituzioni italiane per formulare proposte dirette a rafforzare gli strumenti per l’accesso al credito per l’acquisto della prima casa, e a sostenere le famiglie aventi difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui causa Covid-19.

  • Cittadinanzattiva e FIMMG: due milioni di fragili senza immunizzazione, un software può farli uscire dall’ombra

    Recuperare quei 2milioni di fragili rimasti nell’ombra, lasciati indietro da una campagna vaccinale imponente e che ora deve raggiungere chi ancora non è vaccinato, a volte per resistenze culturali, altre per incapacità del sistema di arrivare alle fasce di popolazione più svantaggiate. È questo l’obiettivo che vede in campo FIMMG e Cittadinanzattiva, che assieme hanno dato vita ad un software capace di imprimere alla campagna vaccinale la svolta necessaria. Ed è proprio per mettersi al servizio dei cittadini e delle Istituzioni che ora FIMMG e Cittadinanzattiva hanno chiesto e ottenuto un incontro con il Ministro Speranza e con il Generale Figliuolo, così da poter rappresentare in maniera esaustiva le potenzialità che uno strumento simile ha per la salute dei cittadini, se messo nelle mani della medicina generale.

    Il primo risultato potrebbe essere proprio quello di aiutare i fragili lasciati indietro, (certificati nell’ultimo rapporto del Governo sulle vaccinazioni) 520mila over 80, ai quali non è stata somministrata ancora la prima dose, e 1,5 milioni di cittadini nella fascia 70-79. «Il ministro Speranza e il commissario Figliuolo hanno subito voluto incontrarci, questo denota una grande sensibilità politica e attenzione verso un tema che ha una portata enorme», commentano Silvestro Scotti (segretario generale FIMMG) e Anna Lisa Mandorino (segretaria generale di Cittadinanzattiva) che sottolineano il ruolo centrale del professor Walter Ricciardi nello sviluppo del progetto, ma anche nel trasferire sul piano istituzionale la sua importanza.

  • #Proteggoenoninquino, ecco come attivarsi per l'uso delle mascherine lavabili a scuola

    Sono oltre 33 milioni le mascherine usa e getta utilizzate ogni settimana in Italia dagli studenti, dalla primaria alla maturità, e 118 le tonnellate di CO2 prodotte dal loro incenerimento. Le mascherine usa e getta infatti non sono riciclabili e vanno conferite nella raccolta dei rifiuti indifferenziati.

    L'Associazione TRiciclo, insieme all'Istituto Nautico San Giorgio di Genova e Camogli, ha deciso di lanciare #ProteggoenonInquino, una campagna di promozione all’uso di mascherine lavabili a scuola, attivando anche uno specifico gruppo di acquisto. Anche il DPCM del 3 novembre 2020 -  all'articolo 1, comma 7 - prevede la possibilità di utilizzare a scuola “anche mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

  • Covid-19: dubbi del Garante privacy sulla Certificazione verde

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    L'avanzata dei vaccini anti-Covid-19 pone in essere una questione sull'opportunità di iniziare a implementare soluzioni, anche digitali - come le app per esempio - per rispondere all'esigenza di rendere l'informazione sull'essersi o meno vaccinati come condizione per l'accesso a determinati locali o per la fruizione di taluni servizi (es. aeroporti, hotel, stazioni, palestre ecc.).

  • 4 e 6 maggio: webinar per imparare a navigare in sicurezza su internet

    webinar navigare in sicurezza

    I prossimi due webinar del percorso formativo gratuito "Consumatori digitali, consapevoli e sicuri" saranno il 4 e 6 maggio. Gli incontri forniranno, questa volta a cura di Codacons, le competenze necessarie per supportare gli utenti ad un uso consapevole e responsabile dei mezzi informatici in generale, per imparare a navigare sicuri e adottare le giuste misure minime precauzionali per evitare furti di dati, di password, di soldi o di pericoli da malware, virus e hacker.

  • Poltronesofà sanzionata per campagne pubblicitarie ingannevoli

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    L’AGCM - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per 1 milione di euro la società Poltronesofà S.p.A. in quanto nel 2020 ha diffuso campagne pubblicitarie ingannevoli e omissive riguardo alle caratteristiche dell’offerta, soprattutto per quanto riguarda la durata temporale, l’estensione delle promozioni e l’entità degli sconti promessi.

  • Abbandoni scolastici: impennata di segnalazioni alle procure minorili

    scuola bici

    E' uno, fra i tanti, effetti devastanti della pandemia: la crescita del numero di studenti che lasciano la scuola. E a denunciarlo non sono il Ministero dell'Istruzione o gli Uffici scolastici regionali ma i magistrati dei tribunali per i minorenni. "Alla procura minorile di Cagliari in un solo mese sono arrivate 300 segnalazioni di abbandoni o di interruzione della frequenza scolastica a fronte di 700 fascicoli aperti, in media, in un anno. Stessi dati allarmanti si registrano negli uffici di viale Colli Aminei a Napoli". A raccontarlo Il fatto quotidiano, in un articolo di Alex Corlazzoli.

  • Vaccini Covid: comunicazioni contrastanti e Regioni in ordine sparso

    In tema di Covid e vaccini è ancora caos, tra ritardi, differenze regionali e informazioni carenti e confuse che contribuiscono a generare un clima di incertezza. Questo in una fase molto delicata e di svolta della campagna vaccinale: nella settimana 16-22 aprile si stimano circa 315 mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2200 punti vaccinali attivi in tutta Italia. Si tratta di un momento decisivo per imprimere una forte accelerazione nel quadro delle priorità indicate dall’Ordinanza n. 6 del Commissario straordinario Figliuolo, nel rispetto delle fasce d’età (ultraottantenni) e fragili alle quali tutte le Regioni si devono adeguare. 
    Ciononostante le Regioni continuano a muoversi in “ordine sparso”: è il caso della Puglia e della Basilicata (solo per fare gli esempi più recenti) che da lunedì hanno “aperto” la vaccinazione anche per chi non si è preventivamente prenotato e nella fascia di età dai 60 ai 79 anni. In Campania, il Governatore De Luca ha annunciato addirittura di non volersi attenere ai target fissati dal Commissario e di voler procedere con le categorie produttive, dopo aver vaccinato gli ultraottantenni.

  • Covid: comunicazioni contrastanti e Regioni in ordine sparso rischiano di minare seriamente la campagna vaccinale

    In tema di Covid e vaccini è ancora caos, tra ritardi, differenze regionali e informazioni carenti e confuse che contribuiscono a generare un clima di incertezza. Questo in una fase molto delicata e di svolta della campagna vaccinale: nella settimana 16-22 aprile si stimano circa 315 mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2200 punti vaccinali attivi in tutta Italia. Si tratta di un momento decisivo per imprimere una forte accelerazione nel quadro delle priorità indicate dall’Ordinanza n. 6 del Commissario straordinario Figliuolo, nel rispetto delle fasce d’età (ultraottantenni) e fragili alle quali tutte le Regioni si devono adeguare. 
    Ciononostante le Regioni continuano a muoversi in “ordine sparso”: è il caso della Puglia e della Basilicata (solo per fare gli esempi più recenti) che da lunedì hanno “aperto” la vaccinazione anche per chi non si è preventivamente prenotato e nella fascia di età dai 60 ai 79 anni. In Campania, il Governatore De Luca ha annunciato addirittura di non volersi attenere ai target fissati dal Commissario e di voler procedere con le categorie produttive, dopo aver vaccinato gli ultraottantenni. “Se si procede senza prenotazioni, ci chiediamo come si possa aver contezza di aver prima vaccinato chi rientra nelle categorie prioritarie", dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. Ai cittadini, giustamente, si chiede responsabilità, senso civico e rispetto dei turni previsti dal piano vaccinale, ma chi si preoccupa dei messaggi che essi stessi ricevono?”. Cittadinanzattiva teme che le comunicazioni contrastanti, non da ultimo in merito alla sospensione del vaccino Johnson & Johnson, i ritardi nella consegna delle dosi e nelle somministrazioni, la mancata immunizzazione delle categorie più a rischio portino molti cittadini a diffidare e a rimandare le vaccinazioni, con effetti pesanti sul rispetto del piano vaccinale e sulla salute pubblica.

  • Liste di riserva vaccini anti-Covid, chiediamo criteri nazionali

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    Grande caos e carenza di informazioni chiare sulle cosiddette “liste di riserva” per i vaccini anti-covid. L’assenza di una regolamentazione omogenea genera un’inevitabile confusione nei cittadini che hanno inviato a Cittadinanzattiva diverse segnalazioni nelle quali sottolineano la necessità di maggiore trasparenza sulle liste, in particolare chiedono dove poter reperire tali liste e quali siano i criteri per accedervi ed essere contattati. Per questo Cittadinanzattiva ha preso in esame ciò che succede nei vari territori, analizzando le informazioni presenti sui siti regionali, oppure telefonando ai numeri verdi regionali e, anche, attraverso la rassegna stampa locale.

  • Liste di riserva per vaccini anti-covid. Troppe difformità regionali

    Grande caos e carenza di informazioni chiare sulle cosiddette “liste di riserva” per i vaccini anti-covid. L’assenza di una regolamentazione omogenea genera un’inevitabile confusione nei cittadini che hanno inviato a Cittadinanzattiva diverse segnalazioni nelle quali sottolineano una necessità di maggiore trasparenza sulle liste, in particolare chiedono dove poter reperire tali liste e quali siano i criteri per accedervi ed essere contattati. Per questo Cittadinanzattiva ha preso in esame ciò che succede nelle varie regioni, analizzando le informazioni presenti sui siti regionali, oppure telefonando ai numeri verdi regionali e, anche, attraverso la rassegna stampa locale.
    Solo la Toscana mette a disposizione, all’interno della piattaforma per la prenotazione del vaccino, un riquadro informativo per registrarsi nelle liste di riserva. Tale sistema è stato adottato a seguito delle polemiche innescate da un caso di presunta gestione poco trasparente delle liste.

  • Vaccini Covid, blocco lotti: Cittadinanzattiva chiede chiarezza e rispetto norme

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    “Occorre una comunicazione pubblica coerente, chiara e che non generi panico. Una responsabilità alla quale crediamo debbano rispondere tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni pubbliche, dai professionisti sanitari e dagli operatori dell’informazione. Da parte dell’azienda ci auguriamo ci sarà la massima trasparenza e disponibilità a collaborare con le istituzioni perché si faccia chiarezza su quanto accaduto”, è quanto dichiara Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva in merito al blocco, da parte di Aifa, di un primo lotto del vaccino anti-covid AstraZeneca. Nei giorni scorsi è stata sospesa, sempre da parte di Aifa, tutta la vaccinazione con prodotto Astrazeneca.

  • Vaccini anti Covid e blocco lotto AstraZeneca: occorre comunicazione chiara e coerente

    “Occorre una comunicazione pubblica coerente, chiara e che non generi panico. Una responsabilità alla quale crediamo debbano rispondere tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni pubbliche, dai professionisti sanitari e dagli operatori dell’informazione. Da parte dell’azienda ci auguriamo ci sarà la massima trasparenza e disponibilità a collaborare con le istituzioni perché si faccia chiarezza su quanto accaduto”, è quanto dichiara Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale di Cittadinanzattiva in merito al blocco, da parte di Aifa, di un lotto del vaccino anti-covid AstraZeneca. “Solo informazioni lucide e circostanziate e una comunicazione chiara ed univoca possono favorire la consapevolezza dei cittadini ed una piena adesione alla campagna vaccinale della quale non possiamo permetterci brusche ed inopportune frenate, tanto più oggi alla vigilia di una nuova fase di semi-lockdown”.

  • Un quarto degli alunni con disabilità esclusi dalla DAD. Il Rapporto 2020 Istat su benessere equo e sostenibile

    La didattica a distanza ha escluso quasi un alunno disabile su quattro. Ben oltre, dunque, la soglia dell'8% di bambini e ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado rimasto escluso da una qualsiasi forma di didattica a distanza, nonostante gli sforzi di dirigenti, docenti e famiglie. A dirlo è il X Rapporto BES dell'Istat sul benessere equo e sostenibile. 
    "Oltre alla disponibilità di dispositivi informatici, la improvvisa e necessaria introduzione della didattica a distanza si è scontrata con le difficoltà nelle competenze digitali della popolazione italiana, che presenta una delle situazioni peggiori in Europa".

  • Partecipa ai webinar su stress da Covid e Parkinson

    conferenza a roma sulla salute mentale

    "Ormai è noto che le persone fragili vengano colpite duramente dall’emergenza Covid per la prevalenza di anziani, per il rischio di complicanze, ma anche per le conseguenze generalizzate delle misure – necessarie – di contenimento dell’infezione. Il confinamento forzato in casa, causa lockdown, impedisce l’attività fisica. La tendenza a vivere in solitudine è aggravata dall’isolamento. Allo stress si aggiunge il venir meno dei tradizionali punti di riferimento, delle visite, delle terapie di routine… Tre stati, definiti con tre esse – segregazione, solitudine, stress – che si influenzano a vicenda, moltiplicandosi, aggravando la malattia, accrescendone i disturbi, soprattutto quelli “non motori”: stipsi, insonnia, ansia, depressione, fino a compromettere l’aderenza alle terapie farmacologiche e l’efficacia delle cure."

  • Piano Vaccinale e disabilità: mancanze gravissime

    a vaccini

    "Dopo un anno come quello passato, non posso nascondere che leggere le Raccomandazioni sulle priorità della Fase 2 della campagna di vaccinazioni anti-SARS-CoV- 2/COVID-19, pubblicate dal Ministero della Salute l’8 febbraio scorso, è stato un pugno nello stomaco. Sfuggono, infatti, a qualsiasi logica i requisiti individuati per identificare le “persone estremamente vulnerabili”, che avranno diritto ad accedere alla vaccinazione subito dopo il completamento della copertura di tutti gli over 80. 

  • Pandemia: persi 74 giorni di scuola in media a studente. Dall'8 marzo nuove restrizioni

    Da lunedì 8 marzo il ritorno alla Didattica a distanza potrebbe coinvolgere almeno 6 milioni di studenti, il doppio rispetto ai 3 milioni che risultavano in DAD a inizio mese. E’ quanto stima la rivista specializzata Tuttoscuola, effettuando delle proiezioni sulla base delle indicazioni del nuovo Dpcm, firmato dal Presidente del Consiglio Mario Draghi, che entra in vigore il prossimo 6 marzo. La previsione è stata realizzata tenendo in considerazione la possibilità che i governatori regionali predispongano la sospensione delle lezioni in presenza in tutte le zone in cui si registrano oltre 250 contagi settimanali per 100 mila abitanti, come indicato dal decreto varato dal governo.

    In concomitanza, Save The Children ha elaborato in un report i dati relativi ai giorni persi, a causa delle chiusura delle scuole, ad un anno dall'inizio della pandemia. I dati evidenziano forti differenze fra le città, legate all'andamento del rischio di contagio così come alle differenti scelte amministrative.

  • Le varianti Covid: il nuovo incubo delle scuole

    aulascuola

    "La scuola è sicura" era lo slogan che si ripeteva fino a qualche mese fa, ma a quanto pare non è più così. Le varianti del Covid, quella inglese e brasiliana, sembrano molto più aggressive e pare si diffondano molto più rapidamente tra i giovani. La fascia di età 8/19 anni è la più colpita. L'area più critica del nostro Paese resta la Lombardia: sono state chiuse tutte le scuole di ogni ordine e grado nella città di Brescia, in 7 comuni della provincia di Bergamo ed anche in un comune del Cremonese. Ma altre regioni stanno lanciando l'allarme; il Lazio, ad esempio, ha chiuso le scuole a Colleferro, a Fiumicino e Carpineto. Anche in Puglia la situazione è molto preoccupante.

  • Dall'Ue fondi per investimenti pubblici e riforme per affrontare la pandemia

    bandieraeuropa

    ll Consiglio ha adottato un regolamento che istituisce lo strumento per il recupero e la resilienza, che è al centro del piano di ripresa dell'UE. Metterà a disposizione 672,5 miliardi di euro di sovvenzioni e prestiti per investimenti pubblici e riforme nei 27 paesi dell'UE per aiutarli ad affrontare l'impatto della pandemia COVID-19, promuovere le transizioni verdi e digitali e costruire società resilienti e inclusive. I paesi dell'UE riceveranno sostegno dalla struttura sulla base dei loro piani nazionali di ripresa e resilienza, attualmente in preparazione.

  • Vaccini Covid-19, aggiornamenti sulla nostra Guida web

    Proseguono gli aggiornamenti della nostra Guida Vaccini Covid-19, con utili informazioni su numeri di telefono e link messi a disposizione dalle singole Regioni per prenotare la vaccinazione. Altra novità sono i dettagli sull'avanzamento del piano vaccinale, con le nuove categorie di cittadini che possono usufruirne in queste settimane e i vaccini previsti.

  • Un software per gestire i vaccini covid: anche Cittadinanzattiva partecipa

    informatica programmazione software codice app web

    Governare l’accesso ai vaccini anti-Covid potrebbe diventare complesso. Lo sanno bene i medici di famiglia, stretti tra le (prevedibili) pressioni di chi vuole essere immunizzato e la consapevolezza che la vulnerabilità non è solo legata all’età. La soluzione questa volta arriva dall’intelligenza artificiale: un algoritmo in grado di elaborare le banche dati a disposizione dei medici di medicina generale (e non solo) e definire quali sono i pazienti da vaccinare prioritariamente perché legati ad una prognosi a rischio nel caso di infezione da Sars-CoV-2.

  • Scuole e Covid: ecco i dati dei contagi fra settembre e novembre 2020

    Sono 105mila tra studenti, docenti e personale Ata a essere risultati positivi al  Sars-Cov-2 secondo le segnalazioni prevenute al Ministero dell’Istruzione e rielaborati da Wired. 848mila le persone, frequentanti a vario titolo le scuole, poste in quarantena nello stesso periodo di riferimento, ossia fra settembre e l'ultima settimana di novembre 2020. In sostanza, per ogni positivo nel mondo della scuola, altri 8 dovevano sottoporsi a misure di isolamento. Attraverso una domanda di accesso agli atti (Foia) rivolta al Miur, Wired è stato in grado di tornare a quantificare la diffusione del contagio da nuovo coronavirus all’interno degli istituti scolastici italiani.  Si tratta di una stima al ribasso - specifica l'articolo - perché per le due settimane centrali di novembre il monitoraggio del Ministero è stato sospeso a causa della momentanea chiusura delle scuole secondarie di secondo grado.

  • Sicurezza tecnologica e digitale: visita il nuovo sito dell'Istituto "Avogadro" di Torino

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    L'Istituto di istruzione Superiore "A.Avogadro" di Torino, più volte premiato con il Premio Buone pratiche "Vito Scafidi" di Cittadinanzattiva, ha rinnovato il proprio sito dedicato all'uso tra i giovani delle nuove tecnologie. L'iniziativa è legata al progetto "Opportunità e rischi delle nuove teconologie" ed è curata dalla classe 4 B, indirizzo informatica. Il sito sarà sempre curato dagli studenti ma si è rinnovato nella sua veste grafica, più aggiornata e fruibile secondo le linee guida dell'Agenzia per L'Italia Digitale. Il sito consente di dare a tutti informazioni su atti e seminari, oltre che video e materiali di diverso genere sulla tematica della sicurezza digitale e varie attività promosse.

  • Salviamo le mascherine mutanda!

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    Questo è lo slogan lanciato dall'Associazione Castelli Romani food and wine e il maestro Alex Corlazzoli con la collaborazione della Comunità di Sant'Egidio. Insieme hanno dato il via ad una campagna di raccolta di mascherine distribuite nelle scuole ed inutilizzate dai bambini per destinarle alla Comunità di Sant'Egidio. Si tratta delle mascherine inviate dal Governo a tutti gli Istituti del nostro Paese, ma che sono poco confortevoli e inadatte ai bambini, infatti nella maggior parte dei casi le famiglie stesse si sono fatte carico dell'acquisto di mascherine idonee.

  • La ricerca Unicef, un quadro sulle famiglie ed il lockdown

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    Unicef-Innocenti e Università Cattolica del "Sacro Cuore", ha realizzato una ricerca dedicata alla gestione della didattica a distanza delle famiglie italiane durante il lockdown. Sono state coinvolte 1028 famiglie in tutta Italia attraverso la somministrazione di un questionario. Dai dati emerge che una famiglia su tre non è stata in grado di sostenere l'apprendimento a distanza dei propri figli, circa il 27% si è trovato impreparato a gestire la situazione per mancanza di tecnologie adeguate, il 30% dei genitori ha inoltre affermato di non avere tempo a sufficienza. Non dobbiamo infatti dimenticare che la maggior parte delle persone ha continuato a lavorare in molti casi anche da casa, e gestire lavoro e didattica a distanza non è stato per nulla semplice. Il 6% dei bambini non ha potuto partecipare alla didattica a distanza a causa dei problemi di connessione o per mancanza di dispositivi.

  • OMS: Formazione sulla vaccinazione COVID-19 per operatori sanitari

    a vaccini

    Tutti gli operatori sanitari coinvolti nell'attuazione della vaccinazione COVID-19 devono disporre di conoscenze e competenze adeguate per garantire una somministrazione sicura ed efficiente del vaccino. Il pacchetto di formazione sulla vaccinazione COVID-19 per operatori sanitari è stato sviluppato per gli operatori sanitari in prima linea nei paesi. Sviluppato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in collaborazione con UNICEF, si compone di 6 moduli, che includono lezioni video, quiz, sussidi al lavoro, esercizi interattivi e presentazioni scaricabili con le informazioni disponibili.

  • La scienza comportamentale per aiutare i cittadini nella transizione energetica

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    Nell’ambito del progetto europeo NUDGE, Cittadinanzattiva – tramite la sua rete europea Active Citizenship Network - mira a raccogliere informazioni sul comportamento e la consapevolezza dei cittadini europei riguardo al consumo e al risparmio di energia. Fondamentale ai fini di questa attività è la collaborazione di Cittadinanzattiva-Active Citizenship Network con una serie di organizzazioni della società civile e di consumatori di diversi paesi europei che hanno dimostrato interesse all'iniziativa decidendo di collaborare attivamente nella divulgazione di un questionario online nel proprio paese.

  • Pandemia e cure: pubblicato il report della campagna “Torniamo a curarci”

    La medicina territoriale e di famiglia messa a dura prova dai mancati investimenti, dalla emergenza pandemica e dalla mancanza di coordinamento delle azioni. SCARICA IL REPORT

    Un rapporto in crisi. È questo quello che sembra emergere dall’analisi condotta da Cittadinanzattiva, con il sostegno di FIMMG e con il patrocinio del Ministero della Salute e di 86 tra Società Scientifiche e Associazioni di tutela dei pazienti, nell’ambito del progetto Torniamo a curarci – Non togliamo il medico di torno. La campagna, realizzata con il contributo non condizionato di Novartis, è un invito rivolto a medici e pazienti a tornare a farsi visita in un momento in cui tornare a curarsi è necessario e, seguendo le giuste precauzioni, assolutamente sicuro. Sottolineando anche il ruolo imprescindibile del professionista nella diagnosi e nella cura, e lo straordinario valore della relazione fra medico e paziente.
    La medicina territoriale nell’era pandemica ha dovuto affrontare numerose sfide che si legano a doppio filo al ruolo che la Salute ha ricoperto negli ultimi 25 anni nel nostro Paese. Il primo servizio di prossimità per il cittadino, un ruolo di sentinella nel percorso di salute dei pazienti, una dimensione sociale che si intreccia con i molteplici aspetti della vita quotidiana ma, allo stesso tempo, valvola di sfogo in caso di inefficienze del sistema e figura percepita come periferica da Aziende e Servizi Sanitari Regionali.
    L’analisi condotta ci restituisce una fotografia abbastanza chiara della medicina territoriale, organizzata attraverso la capillare presenza di MMG/PLS sui territori, interfaccia primario dei pazienti ma con una serie di limiti che, a causa della diffusione del Covid, sono riemersi in tutta la loro virulenza.

  • "Come Stiamo?" Il sondaggio di Cecilia sulla scuola durante la pandemia

    Cecilia Bombari, studentessa del Liceo Racchetti-Da Vinci di Crema, ha realizzato un sondaggio tra i suoi compagni di scuola, in particolare fra gli studenti che faranno la maturità a giugno. 146 sono quelli che hanno partecipato, rispondendo a domande non solo sulla DAD, sulla pandemia, ma anche sulle loro emozioni, stati d'animo, cambiamenti, e sentimenti provati in questo lungo periodo.
    Dai dati emerge che gli studenti del Liceo  considerano la DAD poco motivante (86,6%), ma sempre meglio di una didattica a singhiozzo in presenza. Soffrono molto la mancanza di contatto e vicinanza con i propri compagni di classe e gli insegnanti.

  • Vaccini anti COVID-19: come garantire che siano sicuri

    rapporto su vaccini

    Una volta autorizzati e immessi in commercio, i vaccini, come tutti i farmaci, sono monitorati attentamente nell'UE. Statisticamente, gli effetti indesiderati sono rari o molto rari. La sicurezza e l'efficacia dei vaccini anti COVID-19 autorizzati sono rigorosamente monitorate, come del resto avviene per tutti i farmaci, attraverso appositi sistemi istituiti anche a livello dell'UE. 

  • Vaccino anticovid e distrofie muscolari: facciamo il punto

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    Venerdì 29 gennaio alle 17.30 si terrà il webinar “Vaccino anticovid e distrofie muscolari: facciamo il punto”, promosso dalla Commissione medico - scientifica della UILDM.

    A seguito delle numerose domande arrivate tramite lo sportello medico UILDM, questo webinar vuole rassicurare chi ha una distrofia e le famiglie sugli effetti del vaccino anticovid. Insieme agli specialisti della Commissione medica UILDM, interverrà la prof.ssa Susanna Esposito, pediatra e infettivologa. È professore ordinario di Pediatria, Università di Parma, e presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid).

  • Nella pandemia l’Italia soffre di un deficit di trasparenza

    Due recenti pronunce del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio attestano un deficit che influisce negativamente sulla fiducia dei cittadini nelle istituzioni: si tratta del deficit di trasparenza nella gestione della pandemia. La prima è l’ordinanza n. 7468 del 4 dicembre scorso sull’obbligo di utilizzare le mascherine chirurgiche a scuola, l’altra è la sentenza n. 827 del 22 gennaio 2021, sul controverso tema del piano nazionale di emergenza.

  • "Innamorati del teatro", partecipa al flashmob del 14 febbraio. Perchè il teatro è di tutti!

    innamoratidelteatro

    Una giornata di artiste e artisti, cittadine e cittadini, persone che credono nel teatro e nello spettacolo dal vivo come bene comune da tutelare e valorizzare. E' il senso del flashmob "Innamorati del teatro" in programma il 14 febbraio, promosso da Fuori Contesto, il NaufragarMèDolce e Ygramul: una iniziativa per ricordare a tutti cosa stiamo perdendo in questi mesi di chiusura dei teatri e di tutte le attività culturali. Ad oggi hanno aderito decine di singoli e di associazioni come mostra la mappa interattiva su Google. Il settore della cultura in Italia ha avuto danni gravissimi dalla pandemia Covid. Ma per il teatro in particolare la situazione è drammatica, ben di più anche rispetto ai musei, con 3 aziende su 4 che hanno fatto ricorso ad ammortizzatori sociali e hanno dovuto risolvere i contratti con fornitori e compagnie, come emerge da una ricerca di alcuni mesi fa della SDA Bocconi.

  • Ritorno a scuola, cosa è cambiato?

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    Solo uno studente su due ha sperimentato orari d’ingresso e di uscita scaglionati, lezioni accorciate e didattica pomeridiana; appena uno su quattro ha visto prolungare la didattica anche al sabato (molti, però, già la facevano). Nota dolente quella dei trasporti: meno della metà (47%) ha notato dei miglioramenti. Eccole le prime settimane di scuola in presenza del 2021, raccontate da 3500 studenti di licei, istituti tecnici e professionali – raggiunti da un sondaggio di Skuola.net – residenti in quelle Regioni in cui è ripresa la didattica ‘dal vivo’. 

  • Aggiornata la nostra guida coronavirus: faq sulla vaccinazione

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    Torna l'appuntamento con la nostra Guida sul coronavirus, uno spazio web a cura di Cittadinanzattiva a disposizione dei cittadini sin dall'inizio dell'emergenza, e che raccoglie informazioni e consigli utili nei principali settori di intervento della nostra organizzazione: sanità, scuola, servizi pubblici, giustizia.

    Questo approfondimento è dedicato alla vaccinazione anti Covid-19, con una serie di informazioni utili per tutti sotto forma di risposte ai principali dubbi.
    All'interno anche link utili per rimanere sempre aggiornati.

  • UE: cittadini informati sui vaccini COVID-19 e la vaccinazione

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    Mai come in questa fase essere informarti grazie a fonti istituzionali è fondamentale: il nuovo sito che la commissione UE rivolge a tutti i cittadini contiene molte informazioni su come funzionano i nuovi vaccini, quanti ne abbiamo in Europa, i benefici per la salute, il processo di autorizzazione, la loro sicurezza a lungo termine, in tutte le lingue dell'Unione.

  • Subito vaccini per i detenuti e per chi lavora in carcere. Firma la petizione!

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    “Siamo tutti reclusi in questo anno di pandemia, ma c’è chi è più prigioniero di altri, più esposto a rischi, più abbandonato di tutti”. E’ questo l’incipit della petizione lanciata dalla onlus “La società della ragione”, su iniziativa della Senatrice Liliana Segre e del Garante Nazionale dei detenuti Mauro Palma per chiedere al Ministro della Salute e al Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 che le persone detenute, gli operatori penitenziari e tutti coloro che svolgono attività lavorative ed educative in carcere siano inseriti tra le categorie prioritarie nella vaccinazione contro il Covid 19.

  • Vaccino COVID-19: Link utili

  • A scuola con la mascherina: cosa sapere

    Il Ministero dell'Istruzione aggiorna le FAQ relative all'uso delle mascherine a scuola. Fra le novità, previste già dal DPCM del 3 novembre, anche la possibilità di utilizzare "anche mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”.

    Inoltre, per quanto riguarda gli alunni con disabilità, il Ministero sottolinea che "Se la disabilità non è compatibile con l’uso continuativo della mascherina non devono indossarla. Lo ricorda il verbale n. 94 del Comitato Tecnico Scientifico del 7 luglio 2020. A ogni modo le scuole e le famiglie sono invitate a concordare le soluzioni più idonee a garantire le migliori condizioni di apprendimento".

  • Pandemia, come cambiano gli spazi scolastici: rivedi il webinar!

    La scuola è tornata al centro dell'attenzione pubblica in questo periodo di emergenza sanitaria. E con essa lo spazio scolastico che riconosce o dovrebbe riconoscere centralità agli studenti nel processo educativo e che diventa luogo di incontro dell’intera comunità e che da essa si fa attraversare. Di questo si è parlato nell'ultimo webinar del ciclo "Benessere e relazioni dei bambini e dei ragazzi nell'era del Covid", promosso da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Federchimica - Assosalute. 

  • Come i pazienti con dolore cronico sono colpiti dalla pandemia in Europa?

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    Siamo consapevoli che la pandemia di COVID-19 sta avendo un impatto sulla vita di tutti. In questo sondaggio a livello europeo, l'Alleanza Europea del Dolore, Pain Alliance Europe, di cui ACN è membro del board, ti chiederà eventuali difficoltà che stai incontrando per ottenere un trattamento per la tua condizione di dolore e come la pandemia ti sta influenzando socialmente ed emotivamente e se la tecnologia ti sta aiutando.

  • Scuola e contagi da Covid: ecco i dati del Ministero elaborati da Wired

    Al 31 ottobre ci sono stati 64.980 casi nella popolazione scolastica di elementari, medie e superiori. Si tratta di studenti e di lavoratori della scuola che sono risultati positivi al nuovo coronavirus.  Sono i dati che la rivista Wired ha elaborato sulla base dei dati ottenuti dal Ministero dell'Istruzione che ha risposto al Foia, l’istanza di accesso generalizzato, presentato dalla stessa rivista lo scorso  30 ottobre. Grazie a questi numeri, Wired ha potuto costruire una mappa che mostra l’incidenza dei contagi su base provinciale e ha di fatto costruito un indicatore, mettendo in rapporto l’incidenza all’interno delle scuole con quella che si registra nella popolazione generale. 

  • Dal Ministero le indicazioni per la cura del Covid a casa: la circolare

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    Dalle informazioni sulle condizioni di alto e basso rischio, alle indicazioni per i soggetti asintomatici, comprese le disposizioni sull'utilizzo del saturimetro per chi si trova in isolamento domiciliare: sono i contenuti della circolare diramata dal Ministero della Salute il 30 novembre. Nel documento il Ministero precisa anche che "Non esistono, ad oggi, evidenze solide e incontrovertibili (ovvero derivanti da studi clinici controllati) di efficacia di supplementi vitaminici e integratori alimentari (ad esempio vitamine, inclusa vitamina D, lattoferrina, quercitina), il cui utilizzo per questa indicazione non è, quindi, raccomandato".

  • Storie di ragazzi nell'emergenza sanitaria: preoccupati dal futuro ed isolati nel presente

    Con il Covid aumenta il rischio di isolamento e di cyberbullismo, i ragazzi hanno sempre più difficoltà a immaginare il proprio futuro. Sei ore al giorno davanti allo schermo per la didattica a distanza. Poi pomeriggi interi on line per studiare o chattare con gli amici. Le scuole sono chiuse, anche piscine e palestre. Le vite dei ragazzi durante la pandemia sono sempre più nella piazza virtuale ed è lì che per loro si gioca tutto. Qualche rara passeggiata all’aria aperta, ma per il resto tutto è fatto di bit. Tanto che per il 36% potrebbe essere utile un’app con la quale affrontare i genitori.

    Sono i dati che emergono da un sondaggio dell’Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, GAP e cyberbullismo. Sondaggio condotto in collaborazione con il portale Skuola.net e con Università Politecnica delle Marche. Lo studio è stato condotto su un campione di 3.115 studenti di età tra 11 e 19 anni.

  • Pandemia, come cambiano gli spazi scolastici. Iscriviti al webinar

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    Si conclude il 4 dicembre il ciclo di webinar "Benessere e relazioni dei bambini e dei ragazzi nell'era del Covid", promosso da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Federchimica - Assosalute. L'ultimo appuntamento è sul tema "Pandemia, come cambiano gli spazi scolastici", in programma il 4 dicembre dalle ore 17 alle ore 18:30 su Gotowebinar, qui per iscriversi

    Il webinar si rivolge a genitori, docenti, educatori e studentiper comprendere come stia cambiando la concezione degli spazi scolastici, quali siano le esperienze innovative già in atto sia in termini di costruzione di nuove strutture e di trasformazione di quelle esistenti, che in termini di nuove metodologie didattiche. Lo spazio scolastico che riconosce o dovrebbe riconoscere centralità agli studenti nel processo educativo. Lo spazio scolastico che diventa luogo di incontro dell’intera comunità e che da essa si fa attraversare.

  • Presentato il XXIII Rapporto PiT Salute. Focus su emergenza COVID-19

    MINISTERO DELLA SALUTE PIT

    Accesso alle prestazioni e assistenza territoriale sono i due aspetti attraverso cui, negli ultimi cinque anni, il Servizio Sanitario Nazionale ha mostrato tutta la sua fragilità: il primo resta la voce più segnalata dai cittadini, sebbene in leggera diminuzione, negli ultimi 5 anni (30,5% nel 2015, 25,4% nel 2019), cresce parallelamente il dato relativo all'assistenza territoriale (11,5% nel 2015, 19,7% nel 2019). È il quadro che emerge dal XXIII Rapporto PiT Salute di Cittadinanzattiva che fotografa annualmente lo stato del SSN dal punto di vista dei cittadini, quest'anno con un approfondimento sulle tendenze tra il 2015 e il 2019 e un focus sul 2020, scelta dettata dall'emergenza da Covid19.

    Il Rapporto contiene l’elaborazione delle segnalazioni gestite dalle sedi del Tribunale per i diritti del malato presenti sul territorio nazionale e dei servizi Pit Salute locali dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 (in totale 13.720) e le segnalazioni ((8907) relative all’emergenza Covid registrate dal 1° gennaio al 30 settembre 2020.

  • Presentato il XXIII Rapporto PiT Salute. Focus su emergenza COVID-19

    MINISTERO DELLA SALUTE PIT

    XXIII Rapporto Pit Salute di Cittadinanzattiva: accesso alle prestazioni e assistenza territoriale le principali criticità che uniscono l’Italia negli ultimi 5 anni. Nel 2020 emergenza su visite e esami spostati a causa del Covid

    Accesso alle prestazioni e assistenza territoriale sono i due aspetti attraverso cui, negli ultimi cinque anni, il Servizio Sanitario Nazionale ha mostrato tutta la sua fragilità: il primo resta la voce più segnalata dai cittadini, sebbene in leggera diminuzione, negli ultimi 5 anni (30,5% nel 2015, 25,4% nel 2019), cresce parallelamente il dato relativo all’assistenza territoriale (11,5% nel 2015, 19,7% nel 2019). È il quadro che emerge dal XXIII Rapporto PiT Salute di Cittadinanzattiva che fotografa annualmente lo stato del SSN dal punto di vista dei cittadini, quest’anno con un approfondimento sulle tendenze tra il 2015 e il 2019 e un focus sul 2020, scelta dettata dall’emergenza da Covid19.

    Il Rapporto contiene l’elaborazione delle segnalazioni gestite dalle sedi del Tribunale per i diritti del malato presenti sul territorio nazionale e dei servizi Pit Salute locali dal 1° gennaio al 31 dicembre 2019 (in totale 13.720) e le segnalazioni ((8907) relative all’emergenza Covid registrate dal 1° gennaio al 30 settembre 2020.

    Una lettura trasversale delle segnalazioni registrate nel 2019 e i “trend” degli ultimi cinque anni, ci restituisce sostanzialmente l’immagine di un SSN con problemi molto rilevanti di accesso alle prestazioni, con difficoltà via via in aumento, legate al progressivo impoverimento delle risorse e a deficit organizzativi dell’assistenza territoriale, alle quali fa da contraltare un’organizzazione “ospedale centrica” della rete sanitaria della presa in carico.

  • Congedo parentale per quarantena scolastica dei figli: come usufruirne

    Per il congedo parentale COVID-19 in caso di quarantena scolastica dei figli minori di 14 anni, l'INPS pubblica le istruzioni in una prima circolare del 2 ottobre e a seguire in una del 20 novembre. Nell’ultimo mese infatti si sono susseguite diverse disposizioni in materia di quarantena scolastica per i figli minori di 14 anni che hanno modificato via via l’indennità ampliandone i requisiti. 

  • Benessere e relazioni dei bambini e dei ragazzi: iscriviti al 3° webinar!

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    "Virtuale e reale: una difficile convivenza quotidiana" è il titolo del terzo webinar del ciclo promosso dalla Scuola di Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Federchimica-Assosalute, in programma giovedì 26 novembre dalle ore 17 alle ore 18:30 sulla piattaforma Gotowebinar. E' possibile partecipare gratuitamente iscrivendosi a questo link 

    Il webinar si rivolge soprattutto a genitori e docenti per comprendere quali siano le potenzialità, i limiti ed i rischi connessi all’uso del web e dei social per ragazzi e ragazze nel loro utilizzo quotidiano. Il ritorno alla Dad per gli studenti delle scuole secondarie di II grado ed in parte per quelli di I grado, impone un’ulteriore riflessione sulle sue modalità di realizzazione, sugli effetti nell’apprendimento ma soprattutto sull’isolamento sociale sempre più accentuato in cui sono costretti oggi i ragazzi.

  • L'emergenza Covid nel vissuto dei cittadini: i risultati della nostra indagine civica

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    Sono consultabili in dettaglio i risultati di un'indagine civica online promossa da Cittadinanzattiva con lo scopo di ascoltare e registrare bisogni e difficoltà vissuti dai cittadini a causa delle misure restrittive per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, che l’emergenza ha imposto in particolare nelle prime fasi.
    La difficoltà di reperimento di DPI (mascherine, guanti, ecc.) è stata la più segnalata, seguita da ansia/angoscia e incertezza nei confronti del futuro, insicurezza per la paura del contagio per se stessi e/o per i propri familiari e solitudine per la mancanza di accesso a luoghi di aggregazione sociale.
    Tema molto sentito è stato quello delle grandi difficoltà di accesso e fruizione di prestazioni sanitarie non legate al coronavirus, cui si aggiunge un diffuso disorientamento nel comprendere norme e regole dei Decreti sul distanziamento, considerate poco chiare e spesso in contraddizione tra loro.

  • Diritti infanzia e adolescenza: i dati dell'XI Rapporto del Gruppo CRC

    Il Gruppo CRC (Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza) celebra il suo ventennale e pubblica l’11° Rapporto CRC in un momento particolare in cui è in corso la seconda ondata pandemica che sta portando tutte le regioni italiane verso nuove restrizioni. Nel Rapporto, alla cui redazione hanno contribuito 135 operatori delle 100 associazioni che fanno parte del Network, si è provato a recepire l’impatto che la pandemia sta avendo sui quasi 10 milioni di bambini e adolescenti che vivono nel nostro Paese.
    Fin dall’inizio dell’emergenza da Covid-19, il Gruppo CRC ha messo in evidenza come la crisi avrebbe colpito duramente anche i bambini e gli adolescenti, soprattutto coloro che vivono in contesti e situazioni di fragilità e in condizioni di svantaggio economico, educativo e socio-relazionale. Lo ha fatto tramite i propri editoriali, forte della consapevolezza che deriva dal lavorare sul campo.

  • 37 pc in arrivo nelle scuole delle aree interne grazie alla nostra campagna Riconnessi

    Trentasette computer in arrivo per altrettanti studenti dell’Istituto comprensivo di Santa Marina Policastro (Sa) e dell’Istituto Omnicomprensivo "Beato Simone Fidati" di Cascia (PG), grazie alla campagna Riconnessi promossa da Cittadinanzattiva, in collaborazione con la Federazione delle Aree Interne. La campagna - partita ad aprile, quando, in piena emergenza coronavirus, le scuole di ogni ordine e grado restano chiuse e viene attivata la didattica a distanza – ha l’obiettivo di fornire abbonamenti dati, connessioni web via satellite e device elettronici a studenti e famiglie delle aree interne del nostro Paese, al fine di superare gli ostacoli rappresentati dal digital divide che caratterizza questi territori. La raccolta fondi è attiva sulla piattaforma gofund.megofundme.com/f/riconnessi.

    Un altro passo avanti, grazie alle donazioni di Aifos (per la scuola di Cascia) e di Medtronic Foundation (per la scuola di Policastro), per contribuire alla carenza di dispositivi e di connettività che affligge il nostro Paese e pesa, in termini di disuguaglianze, sui nostri studenti.

  • Rsa e Coronavirus, tutela e consigli: online il nostro vademecum

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    Sin dalle prime fasi della pandemia è apparso chiaro come il tema delle RSA fosse un'emergenza nell'emergenza; per questo abbiamo messo in campo una serie di iniziative di carattere politico-istituzionale e di tutela, fra cui l’istituzione di un gruppo di lavoro – composto da medici, avvocati ed esperti – per studiare tutte le azioni necessarie in questo ambito; nel prossimo Rapporto PIT salute (che sarà presentato il 1 dicembre) ci sarà un focus di approfondimento con analisi dettagliate delle segnalazioni in tema di RSA giunte al nostro servizio”, dichiara Isabella Mori, responsabile del servizio di tutela ed informazione di Cittadinanzattiva. “Le criticità coinvolgono aspetti organizzativi e aspetti relazionali e correlati ad una migliore umanizzazione nei processi di accoglienza del paziente e della sua famiglia, della presa in carico dei suoi bisogni non solo assistenziali ma anche affettivi. Aspetti di cui dobbiamo tener maggior conto ora con la pandemia e la presenza di focolai all'interno delle RSA.

  • Coronavirus e Rsa: diritti, tutele e consigli. Online il nostro Vademecum

    Orientare i cittadini che hanno familiari ricoverati nelle RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) in questo difficile periodo di emergenza sanitaria. È questo l’obiettivo del Vademecum “Coronavirus e RSA: diritti, tutele e consigli”, realizzato da Cittadinanzattiva con il contributo non condizionato di Medtronic Foundation, e disponibile a questo link 

    “Sin dalle prime fasi della pandemia è apparso chiaro come il tema delle RSA fosse un’emergenza nell’emergenza; per questo abbiamo messo in campo una serie di iniziative di carattere politico-istituzionale e di tutela, fra cui l’istituzione di un gruppo di lavoro – composto da medici, avvocati ed esperti – per studiare tutte le azioni necessarie in questo ambito; nel prossimo Rapporto PIT salute (che sarà presentato il 1 dicembre) ci sarà un focus di approfondimento con analisi dettagliate delle segnalazioni in tema di RSA giunte al nostro servizio”, dichiara Isabella Mori, responsabile del servizio di tutela ed informazione di Cittadinanzattiva. “Le criticità coinvolgono aspetti organizzativi e aspetti relazionali e correlati ad una migliore umanizzazione nei processi di accoglienza del paziente e della sua famiglia, della presa in carico dei suoi bisogni non solo assistenziali ma anche affettivi. Aspetti di cui dobbiamo tener maggior conto ora con la pandemia e la presenza di focolai all’interno delle RSA. Questo vademecum è un ulteriore tassello per venire incontro alle richieste di informazione e tutela dei cittadini che possono scriverci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”.

  • Presentato il III Rapporto annuale sulla farmacia

    Durante la pandemia, anche tra le diverse difficoltà dovute alla contingenza, gran parte dei cittadini ha percepito la farmacia come un luogo “sicuro” e dove trovare le informazioni utili per affrontare l’emergenza sanitaria. Più di un cittadino su quattro si è rivolto al proprio farmacista di fiducia per avere indicazioni su come comportarsi in caso di sospetto Covid-19; un cittadino su dieci è caduto nella trappola delle fake news e ha ricevuto informazioni utili dal proprio farmacista di fiducia per “smascherarle”. Le farmacie, inoltre, hanno potenziato il servizio di consegna a domicilio e di prenotazione di farmaci e presidi sanitari, attivandosi, pur tra mille difficoltà, per garantire la disponibilità di tutti i prodotti necessari alla popolazione.

    Non sono mancate certo le criticità: alcune farmacie (il 10,4% del campione), spesso quelle più piccole, situate nelle aree in cui si sono registrate maggiori disagi per l’elevato numero di contagi, hanno dovuto lavorare a “battenti chiusi” per garantire la sicurezza degli utenti, dispensando comunque farmaci e prodotti sanitari attraverso uno sportello. Alcune hanno dovuto tagliare servizi a causa dell’emergenza: il 15,6% delle farmacie ha sospeso gli screening, l’8,8% i test/esami diagnostici di base, il 7,9% le prestazioni fornite in farmacia da altri professionisti sanitari.
    Durante la fase 1 dell’emergenza, inoltre, il 90% delle farmacie ha avuto difficoltà nell’approvvigionarsi delle mascherine, l’86% di termometri, saturimetri e alcool, il 73% ha registrato carenze di gel disinfettante e il 66% di guanti. Il 44,4% dei cittadini, nella prima fase, ha avuto difficoltà a reperire in farmacia le mascherine a prezzo calmierato.
    Sono alcuni dei dati che emergono dal III Rapporto annuale sulla farmacia, dal titolo “Il ruolo delle farmacie e la loro relazione con i cittadini nell’emergenza Covid-19”, presentato oggi da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il contributo incondizionato di Teva.

    Il Rapporto nasce da un’indagine rivolta alle farmacie e una survey rivolta ai cittadini, realizzate fra luglio e ottobre 2020. Hanno risposto 633 farmacie e 664 cittadini.

  • La scuola abbandonata e il cacciatore di aule

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    Il blog Genitore attivo riporta la denuncia del giovane Francesco che, dal balcone della sua casa di Roma nel quartiere Pisana del XII Municipio, assiste da 9 anni al degrado di una scuola d’infanzia i cui lavori iniziati nel 2011 non sono mai stati portati a termine.
    "Mi chiamo Francesco Zanella ho 13 anni, frequento la terza media della scuola Villoresi di via della Pisana a Roma e sono un “cacciatore di aule” perché nella mia scuola le aule sono piccole, non possiamo distanziarci sufficientemente e dobbiamo stare sempre con la mascherina che è fastidiosa da portare così a lungo. La mia classe è stata anche in quarantena perché una mia compagna è stata ammalata di Coronavirus.

  • Fra norme da rispettare e relazioni da coltivare, i ragazzi protagonisti. Rivedi il webinar!

    Come bambini e ragazzi possono diventare protagonisti di comportamenti adeguati e responsabili per contenere la pandemia e nello stesso tempo continuare a tessere le relazioni sociali di cui hanno assoluto bisogno? In parte lo stanno già facendo, molto più di quello che ci viene raccontato dai media e molto più di quanto le istituzioni politiche ne siano consapevoli.

    Di questo difficile equilibrio tra norme, comportamenti individuali e relazioni sociali, nel webinar dell’11 novembre ne hanno discusso Alberto Pellai, Psicoterapeuta dell'età evolutiva, scrittore; Marianna Ladisi, Dirigente scolastica dell’I.C. di Aquino (Frosinone); Livio e Lorenzo del Liceo Scientifico “Giuseppe Peano” di Roma. A moderare l’incontro Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva. Rivedi l’incontro.

  • Al via #ioindossolamascherina, campagna social di Cittadinanzattiva ed Egualia

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    Al via #ioindossolamascherina: operazione social che parla 5 lingue, nata grazie alla sinergia tra Egualia (già Assogenerici) e Cittadinanzattiva.

    Un progetto semplice ma con un obiettivo importante: arrivare nella maniera più diretta e coinvolgente possibile a tutte le persone sul territorio italiano per ribadire l’importanza del corretto uso della mascherina, come fondamentale arma di prevenzione contro la diffusione del Covid-19. A prescindere da età, sesso, paese di origine e cultura. Le attività saranno infatti realizzate oltre che in italiano anche in inglese, francese, spagnolo e arabo.

  • Presentato il III Rapporto annuale sulla Farmacia in tempo di pandemia

    Durante la pandemia, anche tra le diverse difficoltà dovute alla contingenza, gran parte dei cittadini ha percepito la farmacia come un luogo “sicuro” e dove trovare le informazioni utili per affrontare l’emergenza sanitaria. Più di un cittadino su quattro si è rivolto al proprio farmacista di fiducia per avere indicazioni su come comportarsi in caso di sospetto Covid-19; un cittadino su dieci è caduto nella trappola delle fake news e ha ricevuto informazioni utili dal proprio farmacista di fiducia per “smascherarle”. Le farmacie, inoltre, hanno potenziato il servizio di consegna a domicilio e di prenotazione di farmaci e presidi sanitari, attivandosi, pur tra mille difficoltà, per garantire la disponibilità di tutti i prodotti necessari alla popolazione.

    Non sono mancate certo le criticità: alcune farmacie (il 10,4% del campione), spesso quelle più piccole, situate nelle aree in cui si sono registrate maggiori disagi per l’elevato numero di contagi, hanno dovuto lavorare a “battenti chiusi” per garantire la sicurezza degli utenti, dispensando comunque farmaci e prodotti sanitari attraverso uno sportello. Alcune hanno dovuto tagliare servizi a causa dell’emergenza: il 15,6% delle farmacie ha sospeso gli screening, l’8,8% i test/esami diagnostici di base, il 7,9% le prestazioni fornite in farmacia da altri professionisti sanitari.

    Durante la fase 1 dell’emergenza, inoltre, il 90% delle farmacie ha avuto difficoltà nell’approvvigionarsi delle mascherine, l’86% di termometri, saturimetri e alcool, il 73% ha registrato carenze di gel disinfettante e il 66% di guanti. Il 44,4% dei cittadini, nella prima fase, ha avuto difficoltà a reperire in farmacia le mascherine a prezzo calmierato.

    Sono alcuni dei dati che emergono dal III Rapporto annuale sulla farmacia, dal titolo “Il ruolo delle farmacie e la loro relazione con i cittadini nell’emergenza Covid-19”, presentato oggi da Cittadinanzattiva in collaborazione con Federfarma e con il contributo incondizionato di Teva.

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