Disuguaglianze

  • ORIENTARE IL CAMBIAMENTO TECNOLOGICO

    Nell’ambito del Progranna Atkinson per l'Italia, progetto del Forum Disuguaglianze Diversità articolato su tre tremi e ispirato ad alcune proposte contenute nel libro di Anthony Atkinson “Inequality. What can be done?”, il 15 novembre si terrà il seminario aperto sul tema “Orientare il cambiamento tecnologico”, presso il Gran Sasso Science Institute a L’Aquila (dalle ore 9.10 alle ore 17.00).

    Lungi dall’essere un processo neutro, il cambiamento tecnologico produce effetti sul lavoro, sui consumi, sulle disuguaglianze.

  • parole per pensare ddf

    La rubrica #paroleperpensare del Forum Disuguaglianze Diversità questa settimana apre un dibattito sulla dimensione territoriale delle disuguaglianze. In tutto l’Occidente, le disuguaglianze territoriali sono cresciute nell’ultimo ventennio. Un’analisi OCSE mostra che fra 1995 e il 2014 il divario di produttività fra le regioni più avanzate e il 10% più arretrato è cresciuto del 60% nel complesso OCSE e del 56% nella sola UE. Dialogano sul tema Andrés Rodrriguez-Pose e Giovanni Carrosio.

  • immigrazione

    Il 3 ottobre alle ore 11:00 il Forum sulle Disuguaglianze e le Diversità organizza, insieme a Cooperativa sociale e Laici Terzo Mondo, presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati, l’evento “L’immigrazione come risorsa per le comunità: pratiche di buona accoglienza”. Alla fine dell’incontro interverrà il Presidente della Camera, Roberto Fico. Il 5 Ottobre il Forum si sposta a Osimo per il seminario “Disuguaglianze: che cosa sono, come combatterle”, la prima delle giornate #marcheuropa organizzate dalla Presidenza del Consiglio della Regione Marche.

  • CONDOMINI SOLIDALI

    Chi l'ha detto che il condominio debba essere soltanto la sede di noiosissime riunioni e litigi? In alcune città e anche in piccoli comuni, la situazione sta progressivamente cambiando e si fa strada la pratica del condominio solidale, ovvero un luogo che non sia mera residenza ma punto di aggregazione e sostegno tra coloro che vi abitano. Oltre alla condivisione di spazi comuni, i cohousers svolgono a turno servizi utili per tutta la comunità di vicinato: dalla custodia dei bambini alla spesa domestica, dalla cura del verse all’assistenza di anziani o disabili.

    Dunque il condominio solidale non è solo indicativo di un luogo (casa, spazio comune) condiviso ma soprattutto di una serie di servizi messi in comune per rafforzare la comunità, prevenire isolamento e emarginazione, abbattere i costi e migliorare la qualità della vita.

  • forumdisuguaglianze

    IProgramma Atkinson del Forum Disuguaglianze Diversità entra nella seconda fase. Le proposte sui tre temi, scelti tra quelli contenuti nel libro di Anthony Atkinson “Inequality. What can be done?” a cui il programma si ispira, verranno discussi in tre seminari aperti in luoghi diversi del paese. Gli esperti esterni coinvolti nel programma presenteranno le proposte che hanno elaborato, e queste saranno commentate da alcuni discussant.

  • "Facciamo i migliori auguri di buon lavoro al Presidente del Consiglio ed al nuovo Governo e auspichiamo una proficua collaborazione sulle politiche che ne saranno espressione, fiduciosi in un rafforzamento delle modalità di partecipazione dei cittadini alle politiche pubbliche. Crediamo, in particolare, che la lotta alle diseguaglianze debba rappresentare il comune denominatore e l'obiettivo finale di ogni scelta che i nostri nuovi governanti si apprestano a compiere poiché da troppo tempo i cittadini sono costretti a fare i conti con evidenti disparità di accesso ai servizi - di salute, di giustizia, di istruzione e ai servizi pubblici in generale - a seconda dei territori di residenza. Si tratta non solo di una questione etica, ma di una reale occasione per un nuovo modello di crescita del Paese, particolarmente attento anche al tema dello sviluppo delle aree interne”.

  • “Nessun cittadino vede l’ora di andarsi a curare lontano da casa propria, sostenendo per di più le spese di viaggio. Se lo fa è perché il nostro sistema sanitario, in alcuni territori, è inadeguato. Per questo la proposta di “tagliare” le cure fuori regione laddove si tratti di interventi semplici e in strutture private convenzionate è irricevibile”. E' quanto sostiene Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva in merito alla proposta della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni che annuncia un piano di ridimensionamento nel rimborso delle cure fuori regione.

  • “Nessun cittadino vede l’ora di andarsi a curare lontano da casa propria, sostenendo per di più le spese di viaggio. Se lo fa è perché il nostro sistema sanitario, in alcuni territori, è inadeguato. Per questo la proposta di “tagliare” le cure fuori regione laddove si tratti di interventi semplici e in strutture private convenzionate è irricevibile”. E' quanto sostiene Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva in merito alla proposta della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni che annuncia un piano di ridimensionamento nel rimborso delle cure fuori regione.

    “Sarebbe messo in discussione il principio stesso dell’universalità del Servizio sanitario nazionale e del diritto alle cure e alla libera scelta del cittadino. A nulla vale pensare di limitare il “taglio” solo alle cure a più basso indice di complessità da effettuare in strutture private convenzionate. Perché è il principio stesso dell’universalità che non deve essere messo in discussione e le strutture private convenzionate sono sanità pubblica a tutti gli effetti.

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    ministra grillo copy

    "Che la prima azione concreta del Ministro della Salute verta sulle liste di attesa e sull'intramoenia è un'ottima notizia per il diritto alla salute e i redditi delle persone, ma anche un segnale chiaro di volontà di rilancio del Servizio Sanitario pubblico, che deve essere innanzitutto accessibile tempestivamente, equo, garante di trasparenza e legalità nei confronti della comunità", queste le dichiarazioni di Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva. "Le liste di attesa sono il principale problema che segnalano i cittadini che si rivolgono alla nostra Organizzazione. Molto bene l'attenzione all'intramoenia perché oggi, oltre ad essere controllata e verificata molto poco dalle Regioni, viene prospettata ai cittadini non come un'opportunità per esercitare il diritto alla libera scelta, quanto invece come scelta obbligata e costosa per aggirare le liste di attesa. Sono solo 11 le Regioni che ad oggi hanno attivato l'Organismo paritetico regionale per la verifica dell'attività intramuraria, organismi peraltro attivati per lo più solo sulla carta".

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