Immigrazione

  • emergenza immigrazionejpg

    Cittadinanzattiva, LasciateCIEntrare e Libera notificano un’istanza di accesso civico al Ministero dell’Interno, per chiedere trasparenza sul sistema di accoglienza di immigrati e richiedenti asilo, a cominciare dalla gestione dei Centri di Accoglienza straordinaria.

    A maggio 2015 nei cosiddetti C.A.S. (centri di accoglienza straordinaria) sarebbero ospitate 42.000 persone, sulla base di convenzioni puntualmente prorogate.  Tuttavia, non esiste neppure un elenco pubblico di tali strutture, della loro ubicazione, di chi le gestisce. Non vi è trasparenza sugli affidamenti, sui finanziamenti, sul rispetto degli standard di erogazione dei servizi previsti da convenzioni e capitolati d’appalto. 

  • Acquarius

    “Chiediamo che i migranti in attesa sulla Aquarius non siano lasciati in stato di abbandono in mare per una contesa politica. E’ necessario trovare urgentemente una risposta che salvaguardi le 629 vite umane, persone che hanno lasciato il loro Paese alla ricerca di condizioni di vita migliori, mettendo a rischio la propria per dare un futuro ai propri figli", commenta Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti - Cittadinanzattiva.

    “Chiediamo quindi, anche alla luce della disponibilità di città come Napoli, Palermo, Taranto e Reggio Calabria, che si apra urgentemente la possibilità di sbarco in un porto perché la salvaguardia delle vite umane deve essere prioritaria rispetto a qualunque necessità politica o diplomatica”. #apriteiporti  #umanitàperta

  • Decreto sicurezza

    “All’indomani della conversione definitiva in legge del “decreto Salvini”, già si manifestano nella loro disumanità i primi paventati effetti di un provvedimento che, a ben guardare le conseguenze, andrebbe ribattezzato decreto insicurezza". Queste le dichiarazioni di Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva

  • una sequenza di misure contrarie a garanzie fondamentali per i diritti umani

    “Come promesso e previsto si ricorre, in dispregio dei presupposti costituzionali, alla decretazione d’urgenza per “rispondere” ad emergenze finte e create a tavolino o, a loro volta, frutto di decenni di cattiva gestione dell’accoglienza e dei fenomeni migratori. Con il rischio questa volta di generare vere emergenze”, così afferma Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva in merito all'approvazione oggi in Consiglio dei Ministri del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza.

    "Il decreto è una sequenza di misure che inficiano garanzie fondamentali, aprendo la strada a derive potenzialmente pericolose per tutti, e che sono inoltre prive di ogni progetto di gestione e governo dell’immigrazione. Un provvedimento che: elimina una delle declinazioni del diritto costituzionale di asilo - la protezione umanitaria (sostituita dalla previsione di permessi speciali per ragioni di salute, calamità naturali e meriti civili) - ; arriva a raddoppiare i tempi della detenzione amministrativa con la falsa promessa di facilitare e massificare i rimpatri; colpisce il diritto di difesa escludendo il “patrocinio gratuito” nei casi in cui il ricorso avverso il diniego della protezione sia dichiarato improcedibile o inammissibile; aumenta il numero dei reati per i quali viene revocata la protezione internazionale.

  •  cornice sonoitalianoancheio

    Venerdì 13 ottobre il movimento #Italianisenzacittadinanza e L'Italia sono anch'io hanno organizzato una grande manifestazione in Piazza Montecitorio, a Roma, per ribadire la necessità del voto immediato della riforma che introduce lo Ius soli temperato e lo Ius culturae. Cittadinanzattiva ha aderito a questa Campagna per dire si alla legge sulla cittadinanza ed ha avviato una propria iniziativa diffondendo l’hashtag #sonoitalianoanchio e creando una mascherina per le immagini del profilo di facebook. Perchè italiani sono tutti coloro che dimostrano di amare questo paese, di rispettarne le leggi, di battersi per renderlo migliore. Qualsiasi colore della pelle o religione abbiano.

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    Per anni si è discusso della necessità di riformare le legge 91 del 1992 sulla cittadinanza italiana.

    Una legge che, privilegiando il "diritto di sangue" rispetto allo ius soli e legando l'acquisto della cittadinanza, sia per nascita che per naturalizzazione, a rigidi e formali requisiti residenziali,  era del tutto orientata al passato. Una legge che mancava, nella sua ispirazione, della capacità che dovrebbe essere propria del legislatore di interpretare i cambiamenti sociali, peraltro già in atto all’epoca della sua approvazione.

    Per anni si è animato un vivace dibattito sullo ius soli e sui criteri di “temperamento” da introdurre, su quale dovesse essere la sufficiente misura di integrazione per gli aventi diritto,  e, ancora più a monte quale il “modello teorico di integrazione” da adottare in Italia.

  • ius soli

    Chi nasce in Italia sarà italiano? Dipende. Dipende da quali saranno i passi successivi al primo via libera raggiunto dalla commissione Affari costituzionali della Camera sulla riforma della cittadinanza, sul cosiddetto " ius soli". L’accordo raggiunto dalla maggioranza sul Ddl prevede che i bambini nati in Italia da genitori immigrati e tutti gli altri minorenni stranieri possano finalmente avere un percorso agevolato, ma non senza limiti.

  • Riparte la mobilitazione della società civile per chiedere la riforma della legge sulla cittadinanza. Il primo appuntamento è fissato per il prossimo 18 dicembre, con un flash mob a Piazza Montecitorio. Ad attendere la riforma sono circa un milione di ragazzi “italiani di fatto ma non di diritto”, tre su quattro nati qui, ancora sospesi, in attesa che la Camera dei deputati voti urgentemente il riconoscimento della cittadinanza italiana anche ai figli di immigrati nati e/o cresciuti in Italia attraverso modifiche alla legge n. 91 del 1992.

  • CITTADINANZA ITALIANA COME SI OTTIENE

    La cittadinanza italiana è uno status del cittadino in base al quale l’ordinamento giuridico italiano riconosce la pienezza dei diritti civili e politici.
    Si può acquistare automaticamente:

    • per nascita: si parla di “ius sanguinis”, ovvero per discendenza diretta da almeno un genitore in possesso della cittadinanza italiana. Un bambino è italiano se almeno uno dei genitori è italiano;
    • per nascita sul territorio italiano: un bambino nato in Italia da genitori stranieri può chiedere la cittadinanza solo dopo aver compiuto 18 anni e se fino a quel momento abbia risieduto in Italia “legalmente e ininterrottamente”.
    • per adozione:un minorenne adottato da cittadino italiano

    La cittadinanza si può invece richiedere:

    • per matrimonio
    • per residenza

    Per matrimonio:L’art 5 della legge n.91/92  prevede che il cittadino, straniero o apolide, coniugato con cittadino/a italiano/a può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni nel territorio della Repubblica, oppure dopo tre anni dalla data del matrimonio se residente all'estero qualora, al momento dell'adozione del decreto di concessione della cittadinanza, non sia intervenuto lo scioglimento, l'annullamento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio e non sussista la separazione personale dei coniugi. Nel caso ci siano dei figli, nati o adottati dalla coppia, i termini vengo ridotti della metà.

    Per residenza:Può richiedere la cittadinanza italiana per residenza il cittadino straniero, nato in Italia, cittadino di un paese UE o extra UE, apolide o rifugiato, residente in Italia, secondo quanto indicato di seguito:

    • Cittadino straniero nato in Italia e residente legalmente da almeno 3 anni.
    • Cittadino straniero figlio o nipote in linea retta di cittadini italiani per nascita, residente legalmente in Italia da almeno 3 anni.
    • Cittadino straniero maggiorenne, adottato da cittadino italiano, residente legalmente in Italia da almeno 5 anni, successivi all'adozione.
    • Cittadino straniero che ha prestato servizio, anche all'estero, per almeno 5 anni alle dipendenze dello Stato Italiano, in questo caso la domanda di cittadinanza italiana va richiesta alla competente Autorità Consolare.
    • Cittadino U.E. residente legalmente in Italia da almeno 4 anni.
    • Cittadino apolide o rifugiato residente legalmente in Italia da almeno 5 anni.
    • Cittadino extracomunitario residente legalmente in Italia da almeno 10 anni.

    Attenzione!Per tutti i cittadini stranieri che rientrano in una delle fattispecie su indicate, è richiesto il possesso di un altro requisito, quello del reddito personale o del reddito familiare se appartenenti allo stesso nucleo familiare e sullo stesso stato di famiglia. Il reddito da considerare è quello relativo ai tre anni antecedenti alla domanda di cittadinanza nei seguenti limiti annuali:

    • euro 8.263,31 per richiedenti senza persone a carico;
    • euro 11.362,05 per richiedenti con coniuge a carico, aumentabili di euro 516,00 per ogni ulteriore persona a carico.

     

    COME PRESENTARE LA DOMANDA

    Lo straniero può presentare la domanda di concessione della cittadinanza italiana esclusivamente ON LINE, registrandosi sul portale del Ministero dell'Interno al seguente link:

    https://cittadinanza.dlci.interno.it

    Dal 18 giugno 2015 questa è la sola modalità di presentazione ammessa.

    Eseguita la registrazione, lo straniero dovrà compilare telematicamente il modulo di domanda, indicare nell'apposito spazio gli estremi della marca da bollo e allegare in formato elettronico, nelle apposite sezioni del modulo, tutta la documentazione richiesta.

    La Prefettura si riserva di convocare lo straniero presso i propri sportelli per la verifica dell'autenticità dei documenti scansionati.

    Terminata la procedura, al cittadino straniero richiedente viene rilasciato il numero della pratica che gli servirà poi a rintracciare lo stato di avanzamento della richiesta sul portale dedicato e viene attivata l'istruttoria.

    Dopo aver presentato la domanda, collegandosi al portale lo straniero potrà visualizzare le comunicazioni a lui inviate dalla Prefettura concernenti:

    • l'avvenuta accettazione della sua domanda e l'avvio del procedimento;
    • l'eventuale irregolarità della documentazione allegata;
    • la data di convocazione presso gli sportelli della Prefettura per il controllo degli originali dei documenti allegati in formato elettronico.

    Tali comunicazioni saranno precedute dall'invio all'indirizzo di posta elettronica indicato dallo straniero sul modulo di domanda di un messaggio che invita alla consultazione del portale.

    Consultazione online domanda di cittadinanza: Per poter procedere con la consultazione online dello stato della domanda di cittadinanza è necessario effettuare, nell'ordine, le seguenti attività: 

    - registrarsi sul sito tramite il modulo disponibile nell'area "Effettua Registrazione";

    - accedere all'area privata tramite le credenziali di accesso fornite in fase di registrazione;

    - effettuare il primo accesso alla pratica, utilizzando la funzione "Primo accesso alla pratica";

    - consultare lo stato della domanda tramite la funzione "Visualizza stato pratica" .

    COME COMUNICARE CON IL MINISTERO DELL'INTERNO

    Sono attive le nuove modalità per comunicare con gli uffici del Ministero dell'Interno che si occupano di cittadinanza per residenza.

    Il Dipartimento per le Libertà Civili e l'Immigrazione del Ministero dell'Interno ha istituito un "Punto di ascolto" che fornisce all'utenza informazioni in materia di cittadinanza nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 9:00 alle ore 11:00 al seguente numero telefonico con ricerca automatica: 06.46539591.

    Il Ministero dell'Interno ha inoltre comunicato l'attivazione di tre indirizzi di posta elettronica certificata (P.E.C.) dedicati alle richieste di informazioni relative alle domande di cittadinanza per residenza, ai quali gli interessati potranno scrivere per ricevere informazioni riguardo la propria pratica.

    Pertanto, per ottenere un più efficace riscontro alle diverse comunicazioni relative alle istanze di naturalizzazione (solleciti, diffide, richieste di accesso e altro), gli interessati o i loro legali rappresentanti, sono invitati a comunicare con la Direzione Centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze, utilizzando i seguenti indirizzi di posta elettronica certificata specificando con esattezza nell'oggetto il numero identificativo della pratica di riferimento (K10/....):

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    Decreto Sicurezza, cosa cambia per la cittadinanza italiana?

    Il Il Decreto Legge n. 113 del 4 ottobre 2018, convertito dalla legge n. 132 del 2018, è entrato in vigore il 5 ottobre 2018.

    Il Decreto interviene sulle procedure di acquisizione della cittadinanza italiana.

    In primo luogo, se prima, passati due anni dalla presentazione della domanda di cittadinanza per matrimonio, senza che l’autorità competente si fosse espressa, diventava impossibile rigettare l’istanza stessa, ora non sarà più così e non scatterà più questa forma di "silenzio assenso".

    Viene anche portata da 24 a 48 mesi il termine per la conclusione dei procedimenti di riconoscimento della cittadinanza per matrimonio e per naturalizzazione.

    IMPORTANTE!Le nuove regole sul termine di conclusione dei procedimenti (4 anni) si applicano ai nuovi procedimenti, alle pratiche già presentate e ai procedimenti già in corso alla data di entrata in vigore del Decreto.

     

    Inoltre, il Decreto inserisce un’ulteriore condizione richiesta per l’acquisto della cittadinanza da parte di stranieri per matrimonio e per residenza: quella di un’adeguata conoscenza della lingua italiana, non inferiore al livello B1, del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER).

    A tal fine i richiedenti, esclusi quelli che hanno sottoscritto l’accordo di integrazione di cui all’art. 4-bis del D.lgs. n. 286/98 o che siano titolari di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (art. 9 D.lgs. n. 286/98), sono tenuti, all’atto della presentazione dell’istanza, ad attestare il possesso di un titolo di studio rilasciato da un istituto di istruzione pubblico o privato riconosciuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale o dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca; ovvero a produrre apposita certificazione rilasciata da un Ente certificatore riconosciuto dal MAECI O MIUR.

    Ancora, il contributo richiesto (istituito nel 2009 durante il governo Berlusconi all’interno del “pacchetto sicurezza”) per gli atti relativi alla cittadinanza italiana aumenta, passando da 200 euro a 250 euro.

    Il Decreto introduce la possibilità di revocare la cittadinanza a chi l’ha acquisita (straniero che ha acquisito la cittadinanza dopo dieci anni di residenza in Italia, apolide che ha acquisito la cittadinanza dopo cinque anni di residenza in Italia, figlio di stranieri nato in Italia che ha acquisito la cittadinanza dopo i 18 anni, coniuge di cittadino italiano, straniero maggiorenne adottato da italiano) nel caso abbia commesso alcuni reati connessi al terrorismo.

    La revoca è possibile entro tre anni dalla condanna definitiva per reati legati al terrorismo, per decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministro dell’Interno.

     

    RIFERIMENTI NORMATIVI

    Legge 5 febbraio 1992, n. 91. Nuove norme sulla cittadinanza

    DPR 12 ottobre 1993, n. 572. Regolamento di esecuzione

    DPR 18 aprile 1994, n. 362 Regolamento dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana 

  • Questo l'appello del Capo dello Stato a cui l'assemblea Aurelia di Cittadinanzattiva intende dare seguito, organizzando una raccolta firme a sostegno della causa. Attivati! Scarica l'allegato
  • Il 19 settembre 2016 si svolgerà a New York il vertice delle Nazioni Unite per i rifugiati e migranti. L’Assemblea Generale si riunirà per guidare lo sviluppo di un approccio globale per affrontare i grandi movimenti di persone attraverso le frontiere con l’obiettivo di migliorare il coordinamento e la cooperazione tra gli Stati nell’affrontare la crisi migratoria e soprattutto quello di rafforzare un approccio fondato sulla tutela degli individui.

  •  ci sara un decreto sicurezza bis dice salvini

    Lo ha annunciato il Ministro dell’Interno e, al momento, sta circolando una bozza del testo che, sebbene non sia ancora stata esaminata dal Consiglio dei ministri, ha già suscitato diverse critiche e reazioni. Si tratterebbe di un nuovo decreto legge che, come il primo “Decreto sicurezza”, dovrebbe occuparsi principalmente di immigrazione e ordine pubblico. Non mancano quindi le preoccupazioni da parte del mondo delle associazioni e della società civile sulle ipotesi di un nuovo intervento soprattutto in materia di immigrazione, rispetto alle nuove previsioni ed alle nuove sanzioni contenute nel testo.

  • CARA castelnuovo di porto chiusura 1

    Cala la scure del Decreto Sicurezza sul Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto, a pochi chilometri da Roma: da martedì 22 gennaio il Centro è stato costretto a chiudere le porte che fino ad oggi hanno accolto e ospitato moltissimi rifugiati, creando opportunità di accoglienza, inclusione e integrazione. Si tratta del secondo Cara più grande d’Italia e che subisce i primi effetti, eclatanti, del Decreto Salvini: in un colpo solo più di 300 rifugiati saranno spostati in altre regioni italiane e finiranno per strada i titolari di permessi umanitari; andranno inoltre persi 107 posti di lavoro dei dipendenti del Centro. Ma Castelnuovo di Porto non ci sta. “Castelnuovo di Porto resta umana e si schiera dalla parte dei rifugiati”: questo lo slogan che riunisce Comune, sindacati, associazioni, gruppi parrocchiali, scuole e residenti da anni impegnati in attività di inserimento e inclusione sociale dei migranti e che si sono mobilitati per esprimere solidarietà ai bambini e ai giovani richiedenti asilo che verranno trasferiti a breve e ai lavoratori a rischio licenziamento.

  • Sei milioni di persone fuggono ogni anno dalle proprie case. Sono profughi fantasma senza tutele, né protezioni. Li chiamano "rifugiati ambientali": uomini e donne invisibili alle leggi e alle convenzioni internazionali, vittime di calamità naturali e cambiamenti climatici in fuga dal loro Paese per quella che definiscono “l’emergenza del secolo”, perché entro il 2050 saranno 200-250 milioni.

  • consigliera aggiunta1
    “Per la prima volta in Consiglio comunale ha partecipato anche Nawal El Mandili, Consigliera Comunale aggiunta in rappresentanza della Consulta dei Cittadini Migranti di Cerveteri. È stato un altro importante passo avanti verso l’uguaglianza e la parità di diritti”. Lo ha detto Alessio Pascucci, Sindaco di Cerveteri, in apertura di Consiglio comunale, presentando all’Aula e alla Città la prima Consigliera comunale aggiunta della storia di Cerveteri.

  • Centro accoglienza per richiedenti asilo di Gradisca: associazioni inoltrano istanza di accesso civico e richiesta di chiarimenti su gestione

    In data 4 marzo 2015 l'associazione di Promozione Sociale Tenda per la Pace e i Diritti, l'associazione Cittadinanzattiva ONLUS e la Campagna LasciateCIEntrare hanno presentato alla Prefettura di Gorizia istanza di accesso agli atti inerente la convenzione vigente dal 10 gennaio scorso tra questa e il consorzio Connecting People per la gestione degli spazi dell'ex CIE.

  • immigrati

    Istituita dalla Camera dei Deputati con delibera del 17 novembre 2014, finalmente parte in maniera ufficiale il lavoro della Commissione parlamentare d’inchiesta sui centri di identificazione ed espulsione per gli immigrati (CIE) e sui centri di accoglienza per i richiedenti asilo (CARA). La prima riunione della Commissione si è svolta giovedì 26 marzo, dopo un iter travagliato, in attesa che ogni partito provvedesse alla nomina di un proprio componente.

  • Si continua a morire in mare e si continua a parlare degli sbarchi e dell’immigrazione come di un’emergenza-urgenza. Esiste un problema di fondo, che riguarda il sistema di accoglienza messo in atto e gestito in Italia: parliamo dei cosiddetti CAS, i Centri di accoglienza straordinaria che oggi sono almeno 3100 in tutto il Paese ed affidati con bandi annuali o biennali o anche con affido diretti nei casi più urgenti dalle singole Prefetture territoriali al singolo gestore. Tali strutture sono sempre più nell’occhio del ciclone della società civile perché varie sono le segnalazioni di situazioni opache, prive di trasparenza e lesive dei diritti umani. Si tratta di un sistema ibrido, in cui i CAS rappresentano la regola e non l’eccezione.

  • 5x1000 dichiarazione dei redditi

    Secondo i dati resi noti dal Ministero dell’Interno la scorsa settimana, in occasione della presentazione del rapporto sull’accoglienza di migranti e rifugiati in Italia1 , ad ottobre 2015 sono oltre 99.000 i migranti ospitati nelle strutture di accoglienza disseminate sul territorio italiano. Di essi, quasi 71.000 sono distribuiti all’interno di strutture temporanee, i cosiddetti CAS (centri di accoglienza straordinaria), circa 21.800 sono inseriti nella rete comunale degli SPRAR (sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) poco più di 7.000 sono collocati nei centri governativi di accoglienza per richiedenti asilo (CARA).

    Il rapporto ministeriale conferma il quadro di un sistema di accoglienza dei migranti eterogeneo e scoordinato, composto di strutture dalla natura diversa ed affidate alla gestione di soggetti differenti, cui, complessivamente nel 2015 sono stati destinati oltre 1.160 milioni di euro. Il risultato di un affastellamento di interventi finalizzati prevalentemente, se non unicamente, alla ricerca di rapide soluzioni di smistamento dei richiedenti asilo sul territorio, di spazi dove parcheggiarli nella lunga attesa delle pronunce sulle domande di protezione internazionale.

  • centri accoglienza

    La scorsa settimana l’Espresso ha pubblicato un servizio/inchiesta sul Centro di accoglienza per richiedenti asilo di Foggia, per testimoniare il degrado, oltre ogni forma di umanità, vissuto dai migranti all’interno del centro.  Dormitori stracolmi, mille esseri umani tenuti come bestie,  un luogo dove non esiste la legge, un vero e proprio ghetto di Stato.  

  • Decreno salvini no reatroattivo

    La Corte di Cassazione è intervenuta con una importante sentenza che sancisce la non retroattività del Decreto Sicurezza. Nello specifico, le richieste di asilo presentate prima del 5 ottobre, data di approvazione della nuova legge varata dal Ministro Salvini, vanno esaminate secondo la vecchia normativa in vigore al momento della presentazione delle domande.

  • cas immigrazione

    Lo scorso 19 luglio Cittadinanzattiva Molise ha visitato due strutture di accoglienza per i migranti a Petacciato, in provincia di Campobasso, entrambe gestite da Cooperative sociali. Le visite, che seguono quelle già realizzate da Cittadinanzattiva a Campobasso il 1 luglio scorso, rientrano nelle iniziative civiche di monitoraggio dei Centri di accoglienza straordinaria promosse dalla campagna LasciateCIEntrare nel corso della mobilitazione nazionale tenutasi lo scorso 20 giugno in concomitanza con la Giornata Mondiale del Rifugiato.

  • carceri detenuti stranieri

    La riforma dell’ordinamento penitenziario ha tra i suoi obiettivi quello di introdurre misure atte a facilitare la detenzione per le persone straniere che, secondo i dati attuali, rappresentano il 33% della popolazione carceraria. Numeri che crescono e che rendono dunque necessario un intervento incisivo, per favorire persone che si trovano in una particolare condizione di debolezza.

  • soldi falsi

    Secondo l’inchiesta avviata dalla Procura di Caltagirone, dal 2012 al 2015 i numeri degli ospiti del Centro di accoglienza richiedenti asilo (CARA) di Mineo sarebbero stati gonfiati dai gestori per intascare contributi maggiori da parte del governo e sarebbero stati rendicontati e corrisposti importi superiori a quelli dovuti.

  • campagna incastrati

    Campagna inCAStrati promossa da Cittadinanzattiva, LasciateCIEntrare e Libera: depositato ricorso al TAR Lazio per chiedere trasparenza sulla gestione del sistema di accoglienza per  richiedenti asilo.
    Nonostante siano oltre 40.000 le persone ospitate, non c’è una mappa pubblica dei cosiddetti CAS, mancano informazioni chiare ed accessibili sui soggetti gestori, convenzioni, gestione economica e, soprattutto, rispetto degli standard di erogazione dei servizi previsti da convenzioni e capitolati d’appalto. Questa, in estrema sintesi, la fotografia dell’accoglienza dei profughi nel nostro Paese, sulla cui gestione Cittadinanzattiva, LasciateCIEntrare e Libera, attraverso la campagna “InCAStrati”, denunciano la situazione di grave opacità, a cominciare dai cosiddetti Centri di accoglienza straordinaria.

  • incastrati campobasso

    Lo scorso venerdì 1 luglio Cittadinanzattiva, insieme agli attivisti dell’Assemblea territoriale di Campobasso, ha visitato due centri di accoglienza per i migranti nel capoluogo molisano, prima tappa delle iniziative di monitoraggio civico dei CAS che proseguiranno sia nel Molise che in altre regioni.

  • INcasTRATI

    La visita di Campobasso, realizzata venerdì scorso da Cittadinanzattiva, si inserisce nel giro di visite nei centri per profughi e migranti promosse in tutta Italia dalla associazione LasciateCIEntrare e partite lo scorso 20 giugno, in occasione della giornata mondiale del rifugiato. Questa visita si pone all’interno del lavoro avviato da oltre un anno per la trasparenza nella gestione dell’accoglienza dei migranti con la campagna nazionale inCAStrati, promossa da Cittadinanzattiva-Giustizia per i Diritti, LasciateCIEntrare e Libera.

  • INcasTRATI copia

    Negli ultimi anni, al sistema dei centri governativi di accoglienza e alla rete comunale dello SPRAR si è sovrapposto un sistema “informale” di centri temporanei, i cosiddetti CAS, i Centri di Accoglienza Straordinaria, strutture eterogenee dislocate su tutto il territorio nazionale, affidate in gestione ai soggetti più diversi: comuni, realtà del terzo settore, imprenditori privati.

    Ma si tratta di un sistema che si rivela pieno di opacità, di mancanza di trasparenza sugli affidamenti, fuori controllo: questo perché la scelta della gestione emergenziale consente spesso di scavalcare regole e procedure ordinarie nell’affidamento dei servizi, rende totalmente opaca l’assegnazione di appalti e finanziamenti pubblici, abbassa il livello dei controlli pubblici sulla realizzazione degli interventi rivolti ai migranti, produce sacche di speculazione privata e terreno fertile per infiltrazioni criminali, senza parlare poi della qualità dei servizi che vengono erogati.

    Non esiste un elenco pubblico dei CAS, della loro ubicazione, di chi li gestisce. Non c’è alcuna trasparenza su affidamenti e gestioni, sui finanziamenti, sul rispetto degli standard di erogazione dei servizi previsti da convenzioni e capitolati d’appalto.

  • Cittadinanzattiva su scuolabus e mensa negata a bimbi Rom a Brescia: vergognosa discriminazione, l'amministrazione torni indietro sui suoi passi.

    "Ingiustificabile, oltre che illegittima, la decisione dell'amministrazione comunale di sospendere il servizio di scuolabus per i minori residenti nei due insediamenti rom e sinti della periferia bresciana e di inibire l'accesso alla scuola materna ai bambini provenienti da famiglie non in regola con il pagamento del servizio di refezione", ha dichiarato Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva.

     

  • asilo cittadini stranieri

    Secondo i dati del report della Rete legale per i Migranti in Transito, sono oltre duemila le persone straniere seguite dalla fine del 2016 ad oggi, che impegnano attivamente operatori e mediatori. Le difficoltà maggiori riguardano, in particolare, l’accesso alla domanda di protezione internazionale soprattutto nell’ufficio immigrazione della Questura di Roma. Nella Capitale tuttora manca un Hub di prima accoglienza: un luogo dove ci siano mediatori linguistici e culturali, operatori legali e sanitari, in cui il migrante possa andare a chiedere come fare per avere i documenti o portare avanti la procedura di richiesta di protezione.

  • Migranti pubblicato il dossier dellONU

    L’indagine su Open Arms è stata archiviata: a distanza di un anno, la procura di Catania non ha trovato prove del rapporto fra l'Ong spagnola - fra le più attive nel soccorso dei migranti nel tratto di mare fra Italia e Libia - e i trafficanti libici. Le accuse che il Pubblico Ministero di Catania aveva rivolto alla Ong erano di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina: in particolare, l’inchiesta aveva riguardato lo sbarco di 218 migranti a Pozzallo, in provincia di Ragusa, avvenuto il 17 marzo 2018.

  • beni abbandonati

    Il 29 marzo scorso la Camera ha approvato in via definitiva la legge per la protezione dei minori stranieri non accompagnati. Il provvedimento, dopo oltre tre anni di stallo, rappresenta il primo testo di questo genere adottato da uno Stato membro dell’Ue: una legge di civiltà per il nostro Paese.

  • Cittadinanzattiva su appello Napolitano per nuovi cittadini italiani: una riforma non rinviabile. Il Parlamento proceda ad estendere la cittadinanza ai minori nati e cresciuti in Italia

    "E' necessaria e non più rinviabile una riforma della legge sulla cittadinanza, a cominciare dal suo riconoscimento ai minori nati e cresciuti in Italia", è quanto afferma Anna Lisa Mandorino, vice segretario generale di Cittadinanzattiva che plaude all'appello del Presidente Napolitano.

  • Sono 34mila, tra richiedenti asilo e titolari di una delle tre forme di protezione internazionale, le persone accolte nel Sistema di protezione richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR). Uno su due ha già ottenuto il permesso, mentre è record anche per l'accoglienza di minori stranieri non accompagnati: complessivamente 2.898 minori stranieri a fronte dei 1.640 dell’anno precedente. Sicilia e Lazio restano le due regioni in cui si registra il maggior numero di persone in accoglienza (oltre il 19% sul totale delle presenze a livello nazionale) seguite da Calabria (10%) e Puglia (9,7%).

  • ca aderisci appello diritti in comune

    Promuovere l’accesso ai diritti essenziali come il diritto all’istruzione, alla salute, alle prestazioni sociali, per i richiedenti asilo nelle nostre città. Con questo obiettivo ActionAid, Asgi e i sindaci di Crema, Siracusa e Palermo promuovono l’appello #dirittincomune a tutti i Sindaci d’Italia affinché sottoscrivano un impegno a iscrivere nei registri anagrafici i richiedenti asilo, anche dopo l’entrata in vigore del Decreto sicurezza e immigrazione.

  • lab di comunità

    Sono partiti in tre città - Torino, Campobasso e Perugia - i primi cicli di laboratori previsti dal progetto “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva” che Cittadinanzattiva sta realizzando in partenariato con Aics e Fictus e che coinvolgerà moltissime città italiane. Il progetto, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è stato avviato i primi di settembre 2018 ed ha l'obiettivo principale di realizzare dei percorsi di cittadinanza inclusiva mediante una serie di attività artistico-ricreative e iniziative di promozione dell’attivismo civico, animate da giovani cittadini italiani e migranti. Il percorso prevede la costituzione di gruppi di lavoro misti, composti da ragazzi italiani e giovani richiedenti asilo e/o titolari di protezione internazionale e umanitaria inseriti in strutture o progetti di accoglienza presenti nei territori coinvolti (CAS e/o SPRAR).

  • italia niger accordi segrati

    Era il 26 settembre 2017 quando il Governo firmò un trattato militare con il Niger per la gestione dei flussi migratori e della sicurezza. Un testo secretato che da alcuni giorni è stato reso noto grazie a un accesso civico agli atti sottoposto da alcune organizzazioni della società civile, la CILD, ASGI e Rete Disarmo e presentato in occasione di una conferenza stampa. L’accordo militare Italia-Niger è un documento molto generico, poco trasparente e presenta diverse incongruità: costituito da poche pagine, contiene vistosi copia-incolla di trattati precedenti e sembra che voglia aprire una cooperazione industriale sfruttando un accordo Nato per la gestione dei flussi migratori e della sicurezza. Questa cooperazione si tradurrebbe nella cessione di materiale militare da parte del nostro Paese e nella possibilità per i privati di esportare mezzi militari aggirando la normativa sul commercio delle armi.

  • Immigrati libia sicilia

    Lo scorso 2 febbraio a Roma è stato siglato l’accordo tra il governo italiano e il governo di riconciliazione nazionale libico per il contrasto all’immigrazione illegale, al traffico di esseri umani e per il rafforzamento della sicurezza delle frontiere. Un accordo che, da punto di vista delle associazioni di volontariato e delle Ong che ogni giorni operano a favore di quanti cercano la fuga da guerra e povertà, sulla rotta del Mediterraneo, appare quanto mai inefficace e certamente inumano, perché non prevede specifiche misure di tutela e salvaguardia dei diritti di coloro che fuggono. In questo modo centinaia di migliaia di uomini donne e bambini, già in fuga da guerra e persecuzioni, correranno il rischio di perdere la vita e subire nuovi abusi e sofferenze.

  • diritti umani

    Si è prorogato in maniera automatica il Memorandum d’intesa Italia-Libia sui migranti (c.d. MoU) stipulato dal Governo italiano con il Governo di Tripoli il 2 febbraio 2017. Nei giorni precedenti il tacito rinnovo, le organizzazioni della società civile e alcuni esponenti del mondo giornalistico avevano sollevato un piccolo polverone, per ricordare al Ministro degli Esteri i terribili fatti accaduti in questi due anni, una lista infinita di criticità e violazioni che avrebbero dovuto innescare un dibattito politico ben più ampio di quello sulla manovra finanziaria.

    Tratta di esseri umani, torture, violenze sessuali, stupri e abusi di ogni tipo: due anni di orribili violazioni dei diritti umani e di continuative denunce documentate dalle Nazioni Unite e perpetrate nei centri di detenzione libici, il tutto all’interno di strutture finanziate anche dal Governo italiano. Già nel 2017 l’Onu aveva puntato il dito contro la guardia costiera libica, denunciandone il coinvolgimento in “gravi violazioni dei diritti umani”; altrettanto note erano le condizioni dei centri di detenzione presenti nel paese, che sempre nel 2017 l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti Umani aveva definito “un oltraggio alla coscienza dell’umanità”.

  • accoglienza solidale

    E’ partito da Firenze il progetto “Accoglienza solidale” promosso dall’AICS (Associazione Italiana Cultura Sport) e dall’AIG (Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù)  che vedrà coinvolte sette città italiane in un progetto di accoglienza, ospitalità e integrazione dei cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale.

  • Secondo i dati più recenti pubblicati dal Ministero dell’Interno, i centri di accoglienza straordinaria, cosiddetti CAS, sono 3.090 ed ospitano quasi 71.000 richiedenti asilo,  su un totale di 98.0001. Quindi, a dispetto delle definizioni, per cui si parla variamente di centri o strutture “temporanee” o “straordinarie”, quella dei CAS rappresenta la modalità ordinaria di gestione dell’accoglienza in Italia.

    Ed è una modalità di gestione che non è frutto di una contingenza eccezionale, ma palesemente di una scelta, di una scelta di comodo: in Italia si continua da anni a scegliere di governare l’accoglienza con la logica delle soluzioni tampone e degli interventi provvisori e in assenza di una programmazione e di una politica governativa organica, di una strategia di livello nazionale.

  • A Roma una scuola di strada insegna lintegrazione

    Situata al civico 241 di via Giolitti, a Roma, la scuola di italiano per stranieri della Casa dei diritti sociali è tra le più vecchie e frequentate nella Capitale. A due passi dalla stazione Termini  e dal quartiere multietnico di piazza Vittorio, ogni anno accoglie più di 1400 persone da tutto il mondo. Non si tratta di un “pronto soccorso linguistico”, ma di un vero e concreto aiuto per i migranti per il loro inserimento nella società e per favorire la loro integrazione. Un presidio che da circa trent’anni anni aiuta le persone che arrivano nel nostro Paese a costruirsi un futuro, a partire dall’apprendimento della lingua e della cultura italiana.

  • riace torna ad accogliere

    Nonostante sul modello Riace penda un processo pesantissimo, che nei mesi scorsi ha travolto il sindaco Mimmo Lucano con una sfilza di accuse infinite, il Tar ha deciso di riattivare i finanziamenti per l'accoglienza degli immigrati nella città in provincia di Reggio Calabria. È stato infatti accolto il ricorso presentato dal Vice sindaco contro la decisione del Viminale di escludere il piccolo Comune della Locride dal Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati; per il Tribunale amministrativo, dunque, è stato un errore cancellare i progetti Sprar di Riace.

  • accoglienza

    Va a Reggio Calabria la medaglia d’oro per il sistema di accoglienza dei migranti messo a punto per fronteggiare gli sbarchi nel Mediterraneo. Se ci fosse una classifica, dunque, al capoluogo calabrese spetterebbe il primato di città italiana più virtuosa, grazie ad un patto di ferro stretto tra cittadini e istituzioni, per dare dignità e sollievo alle centinaia di profughi e migranti che approdano sulle sponde italiane.

  • Nuova e lodevole iniziativa quella del Comune di Milano sul tema dell’immigrazione. Il capoluogo lombardo ha infatti deciso di indire un bando per l’accoglienza domiciliare per creare un elenco di famiglie residenti all’interno del territorio comunale, disposte ad ospitare richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale. Il bando sarà valido fino al 15 gennaio prossimo: può parteciparvi chi è residente a Milano e può offrire una camera agli eventuali ospiti, possibilmente con bagno personale.

  • 10997062 1404172266562639 1891924260 n

    “Chi è Bologna?”, questo il nome della mostra fotografica in scena fino al prossimo 26 novembre nella città emiliana, nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio. Venti scatti per raccontare gli uomini e le donne ospiti dei centri di prima e seconda accoglienza per richiedenti asilo di Bologna, per lanciare un messaggio di solidarietà e integrazione, un modo per sfidare il pregiudizio in favore della conoscenza, svelando il vero io dei soggetti ripresi dalla macchina fotografica, con tutte le speranze e le prospettive di persone assolutamente normali.

  • 3 ottobre

    Una data da ricordare quella del 3 ottobre 2013, quando al largo dell’isola di Lampedusa si consumò uno dei naufragi più tragici avvenuti dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni nel nostro Paese. Sono passati cinque anni da quella tragedia, ma nel mar Mediterraneo si continua a morire. Da gennaio 2014 a settembre scorso sono stati oltre 17 mila i migranti che hanno perso la vita o che risultano dispersi nelle acque del nostro mare nel tentativo di raggiungere l’Europa.

  • Il 21 febbraio 2017, presso la Biblioteca Nazionale di Roma (Viale Castro Pretorio 105), l'Ufficio ECP Italy - Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, organizza il convegno nazionale "Programma UE Europa per i Cittadini: Bandi per gemellaggi fra città, network europei, memoria storica e integrazione dei migranti - Showcase progetti vincitori". In tale occasione saranno illustrati i Bandi per sovvenzione offerti dal Programma "Europa per i Cittadini", le modalità di presentazione delle candidature e saranno presentati alcuni dei progetti italiani finanziati.

  • RIFUGIATO 1 copy

    Il 20 giugno si è celebrata in tutto il mondo la Giornata Mondiale delRifugiato, un appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite fin dal 1951, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo. Considerando tutte le nazioni nel mondo, una persona ogni 110 è costretta a fuggire da guerre e violenze, lasciando i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della sua vita.

  • Il 20 giugno prossimo si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, un appuntamento annuale organizzato e voluto dall’ UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo costretti a fuggire da guerre e violenze e a lasciare i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita.

  • world refugees day

    Un giorno per ricordare e difendere i diritti delle persone costrette a lasciare il proprio Paese. Per l'occasione, sono tante le iniziative e gli eventi a cui daranno vita organizzazioni, società civile, comuni e città nelle piazze italiane per cittadini e rifugiati con lo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica e rivendicare e riaffermare i diritti di chi fugge da guerre e miseria, per favorire l’accoglienza e promuovere nuove forme di integrazione sociale.

  • “Apprezziamo che nei giorni scorsi l’Italia abbia consentito lo sbarco di bambini, donne incinte e altre persone vulnerabili. Resta tuttavia di urgenza inderogabile che tutte le persone a bordo, in particolare i minorenni e le altre persone vulnerabili, possano toccare terra in un porto sicuro nel minor tempo possibile e che alle valutazioni politiche venga anteposta la tutela della vita e dell’incolumità degli esseri umani.”

    Questo il messaggio contenuto nella lettera inviata venerdì al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte da oltre 50 associazioni e organizzazioni, tra cui Cittadinanzattiva, impegnate per la tutela dei diritti dei minorenni e di rifugiati e migranti, in riferimento alle 42 persone a bordo della nave Sea Watch, giunta ormai al suo 12° giorno nel Mediterraneo.

  •  

    Il gruppo "Italiani Senza Cittadinanza", formato da giovani figli di stranieri a cui non è stata ancora riconosciuta la cittadinanza italiana e da chi è stato riconosciuto cittadino italiano dopo un percorso lungo e travagliato, ha indetto per la giornata del 13 ottobre un’iniziativa pubblica.

  • EuropeanSolidarity

    Il 28 giugno il Consiglio Europeo si riunisce per discutere del Regolamento di Dublino. Per chiedere ai Governi di fare la loro parte sull’accoglienza, abbandonando i propri egoismi nazionali e per favorire l’apertura di vie di accesso legali e sicure all'Europa, il 27 giugno si è svolta una grande mobilitazione in tante piazze europee per dare finalmente sostanza al principio di solidarietà su cui è fondata l’UE.
    Cittadinanzattiva ha aderito a questa grande mobilitazione dal nome #EuropeanSolidarity, promossa in rete con tante ONG e organizzazioni impegnate sul terreno dei diritti civili. Ai cittadini europei che hanno preso parte alla mobilitazione è stato chiesto di riempire le piazze di barchette di carta, un simbolo ancor più denso di significato dopo la vicenda Aquarius. Un’altra Europa c’è già, un’Europa che accoglie, aperta e solidale: facciamola vedere!

  • apriamoiporti

    La nave Aquarius della Ong SOS Mediterranée è rimasta per giorni in attesa del permesso di attraccare in un porto italiano per far sbarcare i 629 migranti salvati in diverse operazioni nei giorni precedenti. Il governo italiano ha negato alla nave il permesso di arrivare in Italia e si è aperto uno scontro con il governo di Malta che ha rifiutato di occuparsi dell’accoglienza dei migranti a bordo. Cittadinanzattiva, con un suo comunicato aveva chiesto di aprire urgentemente la possibilità di sbarco in un porto italiano perché la salvaguardia delle vite umane deve essere prioritaria rispetto a qualunque necessità politica o diplomatica.

  • cultura accoglienza evento roma

    Il 23 e 24 gennaio, a Roma, presso la Città dell’Altra Economia, si è svolto l’incontro di due giorni “Inclusione, cittadinanza e cittadinanzattiva: lavori in corso e prospettive per il futuro” conn la partecipazione di tutti i referenti e di alcuni dei ragazzi italiani e migranti, giovani attivisti, che hanno realizzato le attività all’interno del progetto “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva” che Cittadinanzattiva ha realizzato in collaborazione con Aics e Fictus. Nel corso del progetto i ragazzi hanno dato vita e animato una serie di laboratori di comunità, nelle città coinvolte (Benevento, Campobasso, Crotone, Firenze, Giarre e Bronte, L’Aquila, Milano, Perugia, Torino) attivando percorsi di cittadinanza inclusiva e raccontando, nel corso della due giorni, le esperienze e le storie di accoglienza e integrazione che li hanno visti protagonisti.

  • progetto esc

    Finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai sensi dell’art. 72 del Decreto Legislativo 3 luglio 2017, n. 117, il progetto ha come promotori AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport), Cittadinanzattiva e FICTUS (Federazione Italiana Enti Culturali, Artistici e Sportivi), in collaborazione con Cittalia, Centro Europeo di Studi e Ricerche per i Comuni e le Città – Fondazione di Ricerche dell’ANCI.

    I beneficiari del progetto sono giovani italiani e profughi, richiedenti asilo e/o protezione internazionale ospitati presso CAS o SPRAR di età compresa tra i 16 e 25 anni.

     

    Premessa

    Le migrazioni internazionali rappresentano un fenomeno in crescita, trasversale a tutto il territorio nazionale, che è divenuto un elemento costante all’interno della vita della comunità “accogliente”. Tuttavia, il fenomeno è oggetto di numerose misperception: certe cornici interpretative hanno contribuito ad ancorarlo allo sviluppo di un’emergenza, securitaria o umanitaria, spesso senza considerare le normative ed i cambiamenti geopolitici che hanno contribuito a determinare un simile contesto. Le migrazioni appaiono così sempre più strumentalizzate e semplificate, recepite, nelle loro rappresentazioni, in una forma che sembra più subita che progettata: un fenomeno strutturale al quale si è risposto con un inasprimento dei controlli esterni e interni, non necessariamente efficaci. Ad oggi infatti la gestione dei flussi migratori viene posta principalmente in termini di erogazione di misure di accoglienza e primo soccorso, di tipo dunque “emergenziale” che, se efficaci negli stadi iniziali dell’arrivo delle persone migranti, non permettono né ai servizi né alla comunità accogliente, e tantomeno alla popolazione migrante di lavorare sullo scenario che va oltre lo “sbarco”; la permanenza di molti sul territorio e dunque la costruzione di quella che diventerà la “comunità del futuro”.

    Alla luce di questi elementi, l’esigenza diviene occuparsi non solo dei flussi migratori quali “popolazioni in movimento” (osservando i numeri che le statistiche mettono a disposizione), ma anche e soprattutto lavorare sulle ricadute di questi spostamenti nella relazione fra comunità accogliente e comunità migrante, individuando obiettivi di coesione sociale, creando legami e presupposti per la costruzione delle comunità future.

     

    Obiettivi e finalità

    Con il progetto “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva” si intende dunque realizzare un’attività tesa a sensibilizzare la comprensione del fenomeno migratorio e, anzi, a valorizzarne il contenuto, per sganciarlo dal frame di politiche che l’ha determinato e dalle credenze ormai retoriche, nonché strategie comunicative (fake news) frutto di cattive interpretazioni, per porre al centro il cittadino straniero e il suo vissuto.

    Il progetto ha infatti l’obiettivo di diffondere presso le comunità locali coinvolte un modello di “accoglienza solidale” che prevede l’attivazione di percorsi di cittadinanza inclusiva mediante attività artistiche e ricreative ed iniziative di promozione dell’attivismo civico, animate da giovani cittadini italiani e migranti. In particolare, attraverso la cultura, l’arte e le attività ricreative, che diventano piattaforme per il dialogo e l’unità tra diverse comunità, si realizzano percorsi di inclusione e iniziative che fungano da strumento di connessione tra le tradizioni del Paese di origine e la nuova vita dei ragazzi coinvolti. In questo modo, dando vita a spazi creativi e progetti per limitare la discriminazione e i pregiudizi contro le persone migranti, ci si avvale delle forme di espressione artistica come veicoli prioritari per la definizione di percorsi d’accoglienza, buone pratiche e format d’integrazione.

     

    Attività

    L’ambito territoriale di attuazione comprende 20 Regioni, per un totale di 31 Province e 34 Comuni. In ciascun territorio coinvolto viene attivato un percorso di “cittadinanza inclusiva”, finalizzato alla promozione dell’attivismo civico dei giovani italiani e migranti secondo l’approccio “communityholder” incentrato su esigenze e obiettivi comuni anziché su specifiche esigenze dei singoli.  

    Il percorso di “cittadinanza inclusiva” si svolge nell’arco di 18 mesi e si articola in 3 fasi:

    1. Start up: è incentrata sul lavoro di rete per il coinvolgimento di tutti gli attori del progetto attraverso un percorso di formazione sul modello teorico metodologico “accoglienza solidale”;
    2. Laboratori di comunità: sono finalizzati alla promozione della corresponsabilità, della cittadinanza attiva e della cultura del volontariato e del contributo dei giovani destinatari (italiani e migranti) alla gestione delle esigenze della comunità;
    3. Il testimone: i destinatari realizzeranno del materiale divulgativo a testimonianza dell’esperienza fatta insieme per patrimonializzare quanto costruito e diffonderlo sia alla cittadinanza locale che ad altri territori provinciali, verrà realizzata inoltre la valutazione sull’impatto sociale del progetto.

    Attraverso le varie fasi, il progetto, nel suo insieme, si propone quindi di innescare una serie di movimenti comunitari in grado di migliorare l’interazione tra comunità accogliente e persone migranti e di sensibilizzare la comunità rispetto alla percezione del fenomeno migratorio, agendo sul fronte della coesione sociale.

    Attraverso la creazione di gruppi misti e la realizzazione di attività e iniziative di impatto sulla comunità locale, si creano sinergie, incontri, scambi e occasioni di collaborazione tra la cittadinanza, le organizzazioni/istituzioni locali e le comunità di persone migranti.

    Le attività realizzate hanno un impatto non solo sociale ma anche di tipo culturale, poiché la collaborazione e la realizzazione di iniziative pubbliche locali rendono visibili a tutta la cittadinanza movimenti e realtà che si pongono in diretto contrasto con gli stereotipi e le misinterpretazioni attualmente diffuse sul fenomeno migratorio, attraverso la partecipazione e l’attivismo delle stesse persone migranti alla vita del territorio e della comunità locale.

     

    Anno di realizzazione: 2018/2020 - in corso

    Per maggiori informazioni: Angela Masi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Valentina Ceccarelli Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • regione lazio 2015 02 18

    “Refugees Welcome”, è questo il nome della piattaforma web realizzata nel 2014 da un gruppo di berlinesi per mettere in contatto i cittadini di varie nazionalità e richiedenti asilo, promuovendo l’accoglienza domestica diffusa e favorire l’integrazione. Il progetto è stato già sperimentato con successo in molti Paesi europei come Germania, Austria, Polonia e Spagna e, in un solo anno, 413 persone hanno trovato una famiglia disposta ad aprire le porte della propria abitazione.

  • LA CAMPAGNA
    La campagna inCAStrati, promossa da Cittadinanzattiva, LasciateCIEntrare e Libera,si compone di iniziative civiche rivolte a rendere accessibili informazioni fondamentali sul funzionamento e la gestione  del sistema di accoglienza in Italia. E’ evidente che sul sistema dell’accoglienza dei migranti, a cominciare dai centri straordinari, occorra anzitutto una grande operazione di trasparenza, quale condizione di partenza per la promozione di un controllo civico sulla gestione di strutture e servizi.  Siamo altrettanto convinti che si possa e si debba promuovere un sistema stabile ed ordinario di accoglienza, con una gestione trasparente di risorse economiche ed umane, che garantisca condizioni di vita dignitose, servizi di qualità e che sia soprattutto finalizzato a rimettere al centro la protezione dei diritti di chi vi è ospitato. Per queste ragioni, a partire dal mese di giugno 2015  abbiamo rivolto al Ministero dell’Interno ed alle Prefetture italiane una serie di istanze di accesso civico, ai sensi del D.lgs  33/13 sulla trasparenza della Pubblica Amministrazione, chiedendo la pubblicazione dell’elenco completo dei CAS presenti sul territorio nazionale e loro ubicazione, degli enti gestori, di informazioni inerenti gare, convenzioni, rendicontazioni, esiti delle attività di monitoraggio sui servizi erogati. Al contempo è stata avviata un’attività di monitoraggio dei centri, attraverso l’osservazione diretta delle strutture (ove possibile) e colloqui con ospiti, volontari e lavoratori.

  • Ero Straniero e allesame della Camera

    E’ trascorso più di un anno da quando il Comitato promotore di “Ero straniero - L’umanità che fa bene”, la campagna su una proposta di legge d’iniziativa popolare per cambiare le politiche sull’immigrazione e superare la legge Bossi-Fini, ha consegnato al Parlamento le 90.000 firme raccolte per sostenerla. E finalmente la proposta di legge è recentemente approdata in Commissione Affari Costituzionali. La Campagna difende l’idea di una società aperta, solidale e plurale, che sappia rispondere ai bisogni e alle paure di tutta la cittadinanza, senza cedere alla ferocia dei linguaggi e allo scontro sociali e mira a cambiare le politiche sull’immigrazione nel nostro Paese e affrontare il fenomeno in tutta la sua complessità. Tra le proposte: canali diversificati di ingresso per lavoro; forme di regolarizzazione su base individuale degli stranieri già radicati nel territorio; misure per l’inclusione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri, puntando sull’ accoglienza.

  • accoglienza evento CA

    A sostegno e per l’implementazione delle politiche dell’organizzazione in tema di immigrazione e accoglienza, Cittadinanzattiva, in partenariato con AICS e FICTUS, sta realizzando il progetto dal titolo “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva”.

    Il progetto, finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, è stato avviato ai primi di settembre 2018: ha l'obiettivo principale di realizzare dei percorsi di cittadinanza inclusiva mediante una serie di attività artistico-ricreative e iniziative di promozione dell’attivismo civico, animate da giovani cittadini italiani e migranti.

    I laboratori si svolgeranno in tutta Italia: L’Aquila, Reggio Calabria, Gioia Tauro, Napoli, Caserta, Castel Franco Emilia, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Como, Campobasso, Termoli, Torino, Taranto, Cerignola, Palermo, Catania, Messina, Firenze, Pisa, Vicenza, Treviso, Perugia.

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