Tortura

  • verità per giulio2

    “Verità per Giulio”, questo lo slogan comune che ha unito associazioni, attivisti e società civile per chiedere giustizia per il giovane ricercatore Giulio Regeni, scomparso a Il Cairo il 25 gennaio scorso e ritrovato senza vita il 3 febbraio, ucciso brutalmente in circostanze che restano ancora tutte da chiarire. Ma per la verità sembra ci sia da percorrere ancora molta strada: il momento è particolarmente delicato, non solo per l'inchiesta in corso ma per gli stessi rapporti tra Italia ed Egitto.

  • morte Franco Mastrogiovanni
    La Corte di Appello di Salerno ha ribaltato in parte la sentenza di primo grado sul caso del maestro delle elementari sottoposto nel 2009 a TSO nell’ospedale di Vallo della Lucania, morto dopo essere rimasto legato al letto per ben quattro giorni. 
    La colpa del maestro? Aver fatto un bagno senza vestiti in mare cantando strofe anarchiche...
     
  • TRE LEGGI PER LA GIUSTIZIA E I DIRITTI

    Cittadinanzattiva è tra le associazioni del comitato promotore della Campagna “Tre Leggi per la Giustizia e i Diritti: Tortura, Carceri, Droghe”, tre leggi di civiltà dirette rispettivamente ad introdurre il reato di tortura nel codice penale, a modificare la legge Fini-Giovanardi  sulle droghe ed a ripristinare la legalità nelle carceri sovraffollate.

    Le tre proposte di legge di iniziativa popolare sono state depositate lo scorso gennaio in Cassazione e costituiscono  un vero e proprio programma di governo per ripristinare la legalità nel nostro sistema penale e penitenziario. 

    La prima riguarda l’introduzione del reato di tortura nel codice penale e vuole sopperire ad una lacuna normativa grave del nostro ordinamento. In Italia manca infatti il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso e nonostante sia pacifico che la proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite.

  • tortura italia

    A dicembre saranno 28 anni che l’Italia aspetta l’introduzione del reato di tortura nel proprio codice penale. Tanti ne sono passati da quando il nostro Paese ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura, impegnandosi ad inserire questo delitto nella propria legislazione. All’inizio di questa legislatura, una proposta di legge aveva iniziato il suo iter parlamentare. Approvata al Senato nel marzo 2014, successivamente fu approvata alla Camera, all’indomani della condanna dell’Italia per le torture nella scuola Diaz da parte della Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, nell’aprile del 2015. Il testo, qui modificato, fu spedito nuovamente al Senato dove è stato affossato.

  • tortura4

    Il prossimo 28 febbraio tornerà all'esame del Senato il DDL sul reato di tortura. Da tempo siamo impegnati perché l’Italia si doti di uno specifico reato di tortura, adempiendo finalmente agli obblighi internazionali assunti ormai 28 anni fa.

  • Dopo quasi trent’anni dalla ratifica italiana della Convenzione ONU, è stato introdotto nel codice penale uno specifico reato di tortura. La legge è stata approvata in via definitiva dalla Camera dopo quattro anni di discussioni, modifiche e rinvii, tra molte critiche ed il risultato è molto diverso dalla proposta presentata inizialmente.


  • Nuova condanna per l’Italia da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo, ancora una volta sui fatti del G8 di Genova del luglio 2001. Questa sentenza segue quella del 2015, con cui la CEDU aveva condannato lo Stato italiano al pagamento di 45.000 euro di risarcimento per i fatti della scuola Diaz, per aver violato i diritti sanciti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, relativi alla tortura e alle condizioni e punizioni degradanti e inumane.

  • cecenia

    Da qualche giorno sui principali giornali internazionali si parla della Cecenia e della persecuzione in atto contro le persone omosessuali: secondo vari racconti e testimonianze circa cento uomini negli ultimi mesi sono stati arrestati, rinchiusi in ex caserme, torturati e qualcuno di loro anche ucciso, a causa del loro orientamento sessuale. A riportare per primo la notizia è stato un quotidiano russo d’opposizione, la Novaya Gazeta, riprendendo una storia già in circolazione tra gli attivisti per i diritti umani e delle persone .

  • bolzaneto scuola

    La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per le azioni dei membri delle forze dell'ordine e perché lo Stato non ha condotto un'indagine efficace durante il G8 di Genova svoltosi nel 2001. La sentenza è chiara: gli atti commessi dalle forze dell'ordine a Bolzaneto nei giorni del G8 furono tortura.

  • corri com stefano

    Anche quest'anno si svolgerà a Roma il Memorial in ricordo di Stefano Cucchi, un'iniziativa per ricordare Stefano, per chiedere verità e giustizia, per essere accanto alla famiglia e sostenere il suo coraggio. L’appuntamento è per domenica 2 ottobre, dalle 10 al tramonto, presso il Parco degli Acquedotti di Roma: l’evento sarà animato da una gara agonistica di 6 km e da una corsa non agonistica di 3 km che si svolgeranno la mattina all'interno del Parco. Per tutto il pomeriggio, poi, sono previsti concerti, incursioni culturali e teatrali, laboratori e attività per i più piccoli.

  • ministro orlando legge tortura

    Solo una settimana fa le associazioni Cittadinanzattiva, Amnesty International Italia, Antigone e A Buon Diritto si sono rivolte al Ministro Orlando per rilanciare un nuovo appello, affinchè venga introdotto in Italia il reato di tortura. La mancanza di una disciplina normativa sulla tortura rappresenta una gravissima lacuna nel nostro ordinamento ed un mancato adeguamento a specifici obblighi internazionali.

  • tortura

    Il disegno di legge che punta ad introdurre il reato di tortura nell'ordinamento italiano torna finalmente all'ordine del giorno dei lavori dell'Aula del Senato. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, ma non è ancora stato indicato un giorno preciso per la trattazione del Ddl, volto per l’appunto a far sì che il nostro Paese adotti una legge che punisca la tortura andando a colmare il grande vuoto normativo che esiste al momento per questo reato.

  • tortura

    L'esame del Disegno di legge per l'introduzione nell'ordinamento italiano del reato di tortura, in particolare commesso dalle forze dell'ordine, è sospeso fino a data da destinarsi. Per il Ministro dell’Interno Alfano, infatti, la legge sulla tortura dovrà essere rivista dalla Camera "per evitare ogni possibile fraintendimento riguardo l'uso legittimo della forza da parte delle forze di polizia": un freno, dunque, che arriva dagli alti vertici del Governo per modificare il Ddl prima della sua approvazione.

  • tortura

    Ennesimo “rimpallo” per il disegno di legge di introduzione del reato di tortura: la Commissione Giustizia del Senato ha modificato ancora una volta il testo che ora dovrà tornare alla Camera nel caso in cui l’aula di Palazzo Madama approvi le modifiche. E’ da oltre venti anni, dal lontano 1989, che in Parlamento circolano numerose proposte di legge per l’introduzione del reato di tortura nella legislazione italiana.

  • stoptorture

    Ennesimo “rimpallo” per il disegno di legge di introduzione del reato di tortura: la Commissione Giustizia del Senato ha modificato ancora una volta il testo che ora dovrà tornare alla Camera nel caso in cui l’aula di Palazzo Madama approvi le modifiche. E’ da ben oltre venti anni, dal lontano 1989, che in Parlamento esistono numerose proposte di legge per l’introduzione del reato di tortura nella legislazione italiana. Ma in venti anni ben poco è stato fatto, a fronte di una fattispecie che meriterebbe senza dubbio una chiara disciplina normativa, come già avviene in molti altri Paesi.

  •  Reato di tortura

    "La nostra organizzazione si è impegnata nella battaglia per l'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento nazionale, perché siamo convinti che il terreno della protezione dei diritti umani sia patrimonio di tutti i cittadini. Certo, il testo approvato è abbastanza lontano da quanto auspicato e presenta forti limiti, da quelli legati alla configurazione della tortura come reato comune e non come reato proprio - seppure con un'aggravante quando il fatto è commesso da pubblico ufficiale - alla necessità, alquanto pleonastica e quindi foriera di difficoltà di applicazione, che la sofferenza inflitta sia "ulteriore rispetto all'esecuzione delle legittime misure privative o limitative dei diritti", alla limitazione dell'ambito di applicazione del reato ai soli casi in cui la vittima è affidata o sottoposta all'autorità dell'agente", ad affermarlo Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva.

  • All’indomani della condanna europea per i fatti della scuola Diaz di Genova, il Governo aveva sottolineato la necessità di introdurre subito il reato di tortura nell’ordinamento italiano ma, a distanza di tempo, è ancora tutto bloccato ed il testo fermo al Senato.

  • Il coordinamento territoriale dei Garanti dei diritti dei detenuti ha inviato al Presidente della Repubblica un appello affinché la tortura diventi reato nell’ordinamento italiano.

  • Ilaria Cucchi, sorella del giovane Stefano deceduto nel 2009, ha lanciato su Change.org una petizione per chiedere l’introduzione del reato di tortura in Italia. L’appello “'Contro ogni tortura: l'Italia approvi la legge entro il 2016” è indirizzato al Premier e al Ministro della Giustizia, e sono oltre 100mila le firme raccolte in poco tempo, raccogliendo l'adesione, fra gli altri, di personaggi noti.

  • cucchi

    Dichiarazioni cruciali, quelle rilasciate dal principale teste nel processo per la morte di Stefano, il maresciallo dei carabinieri all’epoca dei fatti in servizio presso la stazione di Tor Vergata. Con la sua deposizione ha consentito alla Procura di approfondire l'indagine bis sulla morte del giovane Cucchi e di portare poi sul banco degli imputati cinque militari dell'Arma, per reati che vanno dall'omicidio preteritenzionale al falso, alla calunnia.

  • spreko 2015 02 13

    Nuova assoluzione per i medici dell'ospedale Sandro Pertini dove Stefano Cucchi è morto il 22 ottobre del 2009 dopo un ricovero di cinque giorni. La terza Corte d'Assise d'Appello di Roma, nel quarto processo per la morte del giovane, ha scagionato dall'accusa di concorso in omicidio colposo i medici dell’ospedale perché il fatto non sussiste.

  • processo cucchi copia

    Il Gup del Tribunale di Roma ha disposto il rinvio a giudizio dei cinque carabinieri imputati nell'ambito dell'inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi, deceduto nell'ottobre 2009 a Roma una settimana dopo il suo arresto.

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    A pochi giorni di distanza dalle conclusioni della perizia medico-legale, disposta dal Gip che ha individuato come causa più probabile del decesso di Stefano Cucchi l'epilessia, escludendo un nesso tra il pestaggio (attribuito ad alcuni carabinieri) e la morte del giovane, è la terza Corte d'assise d'appello di Roma a tornare sulla vicenda. Si tratta dell'esito del nuovo giudizio di secondo grado, sollecitato dalla Cassazione, affinché si accertasse l'operato di chi aveva avuto in cura Cucchi. Le motivazioni della sentenza, depositate, spiegano perché il 18 luglio scorso sono stati assolti dall'accusa di concorso in omicidio colposo i cinque medici dell’ospedale Sandro Pertini: per la Corte gli imputati hanno colposamente omesso di diagnosticare la sindrome da inanizione da cui il paziente era affetto, di inquadrare il caso nelle sue linee generali e, conseguentemente, di attuare i presidi terapeutici necessari, ma il decesso non sarebbe dipeso dal loro operato.

  • C’è un nuovo inedito capitolo nella storia della morte di Stefano Cucchi. Arriva dal processo ai cinque carabinieri accusati, a vario titolo, di omicidio preterintenzionale, falso e calunnia, grazie alle testimonianza di due militari, che si è aperto lo scorso ottobre davanti la Terza Corte di Assise di Roma e che vede presente Cittadinanzattiva come parte civile. Due relazioni, richieste dall’Arma dopo il decesso del giovane Stefano e dopo l’apertura dell’indagine, vennero fatte modificare il giorno stesso, su richiesta dei superiori, forse perché alcuni dettagli potevano creare problemi.

  • processo cucchi

    Nuovi e schiaccianti scenari si aprono nel processo bis sulla morte del giovane Stefano. Verbali falsificati, anomalie e versioni “concordate” dai cinque carabinieri della stazione Appia imputati dei reati di omicidio preterintenzionale, falso e calunnia. E’ stato ascoltato dal PM di Roma il carabiniere - testimone chiave - presente al momento dell’arresto di Cucchi insieme ad altri quattro carabinieri.

  • L’8 giugno 2016 si è svolta, dinnanzi la Corte di Assise di Appello di Roma, la prima udienza del processo d'appello bis per la morte del giovane Stefano Cucchi, processo disposto dalla Corte di Cassazione che il 15 dicembre scorso annullò la sentenza con cui la Corte d’Assise d’Appello assolse i medici che lo ebbero in cura.

  • cucchi

    La Corte di Cassazione ha annullato per la seconda volta una sentenza della Corte di Assise di Roma riprendendo quello che insieme alla Procura Generale aveva sostenuto anche Cittadinanzattiva in aula, parte civile nel processo rappresentata dall’Avv. Stefano Maccioni, ovvero la mancanza di diagnosi e l'inaccettabile mancanza di cure nei confronti del giovane Stefano Cucchi.

  • cucchi

    “Il muro è crollato”: queste le parole di Ilaria Cucchi dopo il colpo di scena nel corso dell’udienza del processo che vede cinque carabinieri imputati per la morte di Stefano e Cittadinanzattiva presente come parte civile a sostegno dei familiari. La ricostruzione di ciò che accadde la sera dell’arresto, così come narrata da uno dei carabinieri accusati del pestaggio, porta alla luce la verità: il carabiniere, ormai supertestimone nell’inchiesta bis, ammette il pestaggio e accusa altri colleghi della violenta aggressione, ribaltando completamente quanto sostenuto nel primo processo, sia in primo grado che in appello. Ma ci sono voluti ben nove anni per arrivare a conoscere la verità sulla morte del giovane Stefano: una verità che era sotto gli occhi di tutti e che finalmente entra anche nelle aule di giustizia, dopo anni di battaglie e sacrifici.

  • La prima sezione penale della Corte di Cassazione ieri ha annullato per la seconda volta l’assoluzione dei medici dell’ospedale Sandro Pertini di Roma in relazione al decesso di Stefano Cucchi avvenuto il 22 ottobre del 2009.

    Parti civili del processo erano il Comune di Roma, rappresentato dall’avv. Enrico Maggiore, e Cittadinanzattiva, con l’avv. Stefano Maccioni, difensore anche della mamma di Stefano Cucchi nel nuovo processo nei confronti dei carabinieri che procedettero all’arresto di quest’ultimo.

    L’apporto di Cittadinanzattiva è stato determinante per ottenere un risultato del genere.

  • cucchi

    Cittadinanzattiva è l’unica associazione ad essere stata ammessa come parte civile anche nella inchiesta bis sul decesso del giovane Stefano Cucchi, a carico di cinque carabinieri chiamati a rispondere di omicidio preterintenzionale. Si aprono dunque le porte del tribunale per il Cucchi bis: l’udienza preliminare del processo si è tenuta lo scorso 10 maggio e il Giudice ha ammesso la costituzione di Cittadinanzattiva, rappresentata dall’avv. Stefano Maccioni.

  • Ieri Cittadinanzattiva, rappresentata dall'avvocato Stefano Maccioni,  è stata ammessa parte civile nel processo "Cucchi bis", a carico dei cinque carabinieri chiamati a rispondere di omicidio preterintenzionale. 

    "Siamo estremamente soddisfatti per questo nuovo importante risultato che prosegue una battaglia di civiltà che portiamo avanti da tanti anni accanto ai familiari, convinti che l'affermazione della verità sulla morte di Stefano Cucchi riguardi tutti i cittadini e che episodi del genere non debbano mai più ripetersi" dichiara Laura Liberto, coordinatrice della rete Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva.

  • mobilitazione giulio regeni

    Si è svolta lo scorso lunedì 25 luglio, presso il Pantheon a Roma, la mobilitazione organizzata da Amnesty International Italia, Antigone e la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD) per continuare a chiedere verità sul terribile omicidio del giovane ricercatore italiano trovato morto al Cairo.

  • Nuova accusa di lesioni per la morte del giovane Stefano Cucchi, deceduto nell’ottobre del 2009 in ospedale, una settimana dopo il suo arresto per droga. Arriva a un punto focale l’intera vicenda, dopo un processo d’appello che ha sentenziato l’assoluzione di sei medici, tre infermieri e tre agenti della polizia penitenziaria. Si tratta dei tre militari che la notte dell’arresto parteciparono alla perquisizione nella sua abitazione alla ricerca di sostanze stupefacenti e poi accompagnarono il giovane dalla casa paterna alla caserma Appia, la prima struttura nella quale Stefano fu portato dopo l’arresto. Per saperne di più clicca qui.

  • corri per stefano

    Cittadini, associazioni e movimenti impegnati nella tutela dei diritti umani e civili hanno partecipato con particolare entusiasmo al secondo memorial per Stefano Cucchi, appuntamento della scorsa domenica 2 ottobre al Parco degli Acquedotti. Più di cinquecento persone hanno infatti preso parte all’iniziativa, una giornata non solo di sport e di musica ma anche all'insegna dei diritti, per chiedere verità e giustizia, per chiedere di non dimenticare, per chiedere una legge sulla tortura.

  • memorial stefano cucchio 2018

    Domenica 7 ottobre all’ex Cartiera Latina di Roma torna “Corri con Stefano”, il memorial per ricordare Stefano Cucchi, ormai a nove anni di distanza dalla sua morte. Quest’anno Stefano avrebbe compiuto 40 anni, il 1 ottobre: domenica saranno in tanti a fargli gli auguri, nella giornata dedicata a lui e a tutti gli altri come lui, vittime del pregiudizio e dell’indifferenza.

  • Tortura copia

    Sono ormai due anni che la legge sul reato di tortura fa la spola fra Camera e Senato senza riuscire a vedere la luce. Martedì 9 maggio, infatti, il testo doveva essere discusso nell’aula di Palazzo Madama, ma è arrivato l’ennesimo rinvio, a causa della presentazione di due nuovi emendamenti, che ha comportato un termine per la presentazione dei sub emendamenti. Questo cambio rischia di allungare ancora i tempi per l’approvazione della legge che dovrebbe comunque tornare alla Camera dopo l’ok in Senato, ma la speranza è che questo ennesimo rinvio dia modo di migliorare il testo in discussione, rendendolo il più vicino possibile a quello dell’art.1 della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura.

  • Si tratta di un’inedita indagine realizzata da Doxa per Amnesty International su un campione rappresentativo della popolazione italiana over 30 (pari a 43,2 milioni di individui). La risposta allarmante di oltre 20 milioni di cittadini è stata quella di ritenere che il nostro Paese sia esente da fenomeni così drammatici: per un italiano su due praticamente in Italia la tortura non esiste.

  • tortura esiste ma no reato

    Lo scorso 1 Giugno 2016 si è tenuto a Roma, presso la Corte di Appello civile, il convegno “La tortura esiste ma non è un reato”, una iniziativa con lo scopo di sollecitare il Parlamento alla approvazione del disegno di legge ancora pendente al Senato volto alla introduzione del reato di tortura in Italia.

  • stop tortura

    Il UN Human Rights Committee, il Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha pubblicato le sue conclusioni sulla situazione dei diritti civili e politici dei 6 Paesi presi in esame nel corso della sua ultima sessione di lavori. Tra questi Paesi vi è l’Italia, finita sotto esame del Comitato per le problematiche connesse agli ostacoli all’applicazione della legge 194/78 che regola l’interruzione volontaria di gravidanza, i diritti delle coppie dello stesso sesso, la persistente mancanza di una legge sulla tortura, la situazione relativa alla discriminazione razziale, i migranti, le carceri e altri capitoli scottanti.

    Insomma, una radiografia impietosa del nostro Paese da parte del Comitato per i diritti umani ONU che dovrebbe portare il nostro Governo ad una profonda riflessione sui pochi apprezzamenti ricevuti e sulle molte preoccupazioni espresse, alle quali seguono altrettante raccomandazioni.

  • Nasce a Roma un centro specializzato nella riabilitazione delle vittime di tortura e trattamenti inumani e degradanti. Il progetto, dedicato a migranti, rifugiati, richiedenti asilo ed a qualsiasi persona che abbia subito torture, è stato realizzato da Medici senza frontiere (Msf) con Medici contro la tortura e la collaborazione di Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione).

  • TASER.PISTOLA.ELETTR

    Di certo non parliamo di una pistola giocattolo. Per chi non lo sapesse, il Taser è la cosiddetta “pistola elettrica”, ormai in uso negli Stati Uniti ed il cui utilizzo, seppure in via sperimentale, sarà previsto anche in alcune città italiane. Dopo questa fase di sperimentazione si prevede che l’arma possa entrare nella dotazione delle nostre forze dell’ordine.

  • Ieri al Senato è stato approvato in seconda lettura il disegno di legge sull’introduzione del reato di tortura nell’ordinamento nazionale. Rispetto alla prima versione, risalente al 2013, a firma del Senatore Manconi, il testo della legge ha subito pesanti rimaneggiamenti che gradualmente ne hanno svuotato e depotenziato i contenuti, attraverso un iter parlamentare lungo e tortuoso. Ed il risultato è a questo punto irricevibile.

    “A fronte delle ripetute censure della Corte Europea per i Diritti umani, delle iniziative e degli appelli delle organizzazioni della società civile - da ultimo quello che abbiamo lanciato al Ministro Orlando assieme ad Amnesty International e ad Antigone – ed a distanza di 29 anni dalla ratifica della Convenzione ONU contro la tortura, il testo approvato rappresenta un compromesso inaccettabile e totalmente deludente”, commenta Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva.

  • Reato diTortura

    A un anno dalla sua sofferta approvazione, la legge che ha introdotto in Italia il reato di tortura è stata al centro del convegno organizzato mercoledì 18 luglio dalla sezione romana del Movimento Forense in collaborazione con Amnesty International Roma Est presso la Corte di Appello Civile a Roma.

  • pasolini la verita

    Grande successo e grande affluenza di pubblico per l'evento teatrale gratuito per la legalità "Pasolini: la verità", in programma lo scorso 31 gennaio 2017 al Teatro Vittoria di Roma. Lo spettacolo, di e con Claudio Pierantoni, è stato promosso da Cittadinanzattiva e l'Associazione La Quarta Parete di Roma ed ha registrato una grande successo nella sua prima e unica data in programma.

  • Il 17 maggio è stato approvato dal Senato in seconda lettura il disegno di legge sull'introduzione del reato di tortura nell'ordinamento nazionale. Rispetto alla prima versione, risalente al 2013, a firma del Senatore Manconi, il testo della legge ha subito pesanti rimaneggiamenti che gradualmente ne hanno svuotato e depotenziato i contenuti, attraverso un iter parlamentare lungo e tortuoso.

  • diaz

    La "macelleria messicana" compiuta dalla Polizia nella scuola Diaz la notte del 21 luglio 2001 durante il G8 di Genova "deve essere qualificata come tortura": così la Corte europea di Strasburgo, a distanza di quasi quindici anni, aveva condannato l’Italia per il massacro dei manifestanti e per non avere ancora una legge adeguata a punire il reato di tortura.

  • 2gipsyqueens spreko16

    Per questa volta avevamo deciso di restare in silenzio. Di fronte alla nuova assoluzione dei medici dell’Ospedale Pertini imputati nel processo per l’omicidio di Stefano Cucchi, da parte della Corte di Assise di Appello di Roma - dopo l’annullamento della prima sentenza di appello ed il rinvio della Corte di Cassazione - : di fronte alla reiterata incapacità di pronunciare una parola di giustizia su questa morte, avevamo deciso di non diffondere comunicati stampa, rilasciare dichiarazioni di circostanza. Ma noi di Cittadinanzattiva n quel processo siamo parte civile, ci siamo stati dal primo grado di giudizio fino in Cassazione e poi di nuovo ancora in appello.

  • Reato diTortura 1

    Cittadinanzattiva, rappresentata dall’avv. Stefano Maccioni, ha depositato la revoca della costituzione di parte civile nel processo di appello per Stefano Cucchi nei confronti dei medici dell’Ospedale Sandro Pertini. Questo primo processo, dopo i due annullamenti intervenuti da parte della Corte di Cassazione e considerata la prescrizione, non ha più ragioni per essere portato avanti.

  • La Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio dei cinque carabinieri coinvolti nell' inchiesta sulla morte di Stefano Cucchi, avvenuta il 22 ottobre 2009 nell'ospedale Sandro Pertini. Per i tre militari che arrestarono il giovane e ritenuti autori del pestaggio, l'accusa è di omicidio preterintenzionale ed abuso di autorità, per gli altri due carabinieri le accuse sono di calunnia e falso.

  • Cucchi al via il processo contro i Carabinieri

    Si è svolta il 16 novembre la prima udienza del processo nei confronti dei cinque imputati, i carabinieri coinvolti nel brutale pestaggio che il 22 ottobre 2009 portò alla morte di Stefano. L’udienza si è svolta dinnanzi ai giudici della prima Corte d’Assise del Tribunale di Roma e Cittadinanzattiva continua ad essere presente come parte civile anche in questo processo per sostenere questa lunga battaglia per la legalità accanto ai familiari di Cucchi. Sono passati otto anni e si è ancora in attesa di verità e giustizia.

  • stefano cucchi

    Fino ad ora ben quattro giudizi avevano portato soltanto ad assoluzioni per gli agenti penitenziari ed i sanitari dell’Ospedale Pertini dove il giovane Stefano morì. Ma siamo ad una svolta, perché la Procura di Roma ha chiuso la seconda inchiesta sulla morte di Stefano, avvenuta il 22 ottobre del 2009 ed ha rinviato a giudizio i tre carabinieri che lo arrestarono a Roma. Per i pm capitolini l’accusa è di omicidio preterintenzionale: il giovane fu colpito a "schiaffi, pugni e calci" e le botte provocarono "una rovinosa caduta con impatto al suolo in regione sacrale" che "unitamente alla condotta omissiva dei sanitari ne determinavano la morte".

  • stefano cucchi

    La Cassazione, grazie alla azione di Cittadinanzattiva, parte civile insieme al Comune di Roma, per la seconda volta in un anno annulla le assoluzioni dei medici dell'Ospedale Pertini che erano state stabilite dalla precedente sentenza della Corte di Appello di Roma.

  • cucchi maratona

    Anche quest'anno si svolgerà a Roma il Memorial in ricordo di Stefano Cucchi, un'iniziativa per ricordare Stefano, per chiedere verità e giustizia, per essere accanto alla famiglia e sostenere il suo coraggio. L’appuntamento è per domenica 2 ottobre, dalle 10 al tramonto, presso il Parco degli Acquedotti di Roma: l’evento sarà animato da una gara agonistica di 6 km e da una corsa non agonistica di 3 km che si svolgeranno la mattina all'interno del Parco. Per tutto il pomeriggio, poi, sono previsti concerti, incursioni culturali e teatrali, laboratori e attività per i più piccoli.

  • stefano cucchi maratona

    Il prossimo 31 ottobre, presso il parco degli Acquedotti a Roma, proprio nel luogo in cui Stefano Cucchi fu arrestato, si svolgerà una maratona simbolica, un memorial per ricordare il giovane deceduto, a distanza di sei anni dalla sua morte. E proprio da allora la sorella Ilaria ed i genitori di Stefano sono alla ricerca della verità, portando avanti una lunga e dolorosa battaglia con la speranza che oggi sulla morte del ragazzo si possa fare veramente chiarezza.

  • reatotorturasubito

    Si è tenuto lo scorso 8 novembre presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati il convegno “Reato di tortura e Commissione nazionale indipendente: l'Italia è ancora credibile in materia di diritti umani?”, organizzato dal Comitato Interministeriale per i Diritti Umani (CIDU) a cui Cittadinanzattiva è stata invitata a partecipare.  

  • stefano cucchi

    Ci siamo costituiti nel primo processo presso la corte di Assise di Roma, promosso nei confronti di medici e infermieri dell’ospedale Sandro Pertini e di 3 agenti della polizia penitenziaria, unica associazione ammessa, grazie al prezioso lavoro dell’avv. Stefano Maccioni che ci ha rappresentato nel corso di questo lungo iter giudiziario protrattosi per oltre 6 anni, abbiamo ottenuto per ben due volte in Cassazione l’annullamento delle sentenze emesse dalla Corte di Assise di Appello di Roma.

  • continua la lotta di cittadinanzattiva per stefano cucchi

    Il 5 giugno si è tenuta presso la Sala stampa del Tribunale Penale di Roma la conferenza stampa di Cittadinanzattiva per annunciare il ritiro dal primo processo sulla morte del giovane Stefano promosso nei confronti di medici ed infermieri dell’Ospedale Sandro Pertini e dei tre agenti di polizia penitenziaria. La Conferenza stampa è stata tenuta da Laura Liberto, Coordinatrice di Giustizia per i Diritti di Cittadinanzattiva, con la presenza di Ilaria Cucchi e degli avv.ti  Fabio Anselmo e Stefano Maccioni, che rappresenta Cittadinanzattiva nel processo, unica associazione costituitasi.

  • tortura

    Dopo quasi trent’anni dalla ratifica italiana della Convenzione ONU, nel codice penale compare uno specifico reato di tortura. “Oggi dovremmo quindi essere particolarmente soddisfatti, ma quella appena approvata è una legge che non ci piace. Lontana dalle previsioni del testo della Nazioni Unite, la legge presenta limiti enormi, che porranno altrettanti problemi sul piano applicativo, col rischio di lasciare comunque impunite, o di punire inadeguatamente, diverse condotte che nei fatti integrano la tortura.” Dichiara Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva. Cittadinanzattiva è protagonista a partire da oggi, insieme ai co-promotori ActionAid Italia e Slow Food Italia, del II Festival della Partecipazione, in programma a l’Aquila fino al prossimo 9 luglio (www.festivaldellapartecipazione.org)

  • secondomemorialstefanocucchi

    Venerdì 21 ottobre, presso il Nuovo Cinema Palazzo (Piazza dei Sanniti, 9A - San Lorenzo) si è svolta la seconda parte del #SecondoMemorialStefanoCucchi con la partecipazione di artisti, musicisti, attivisti, esperti, associazioni e singoli cittadini per non dimenticare e per dire no alla violenza.

  • Continua la campagna “Verità per Giulio Regeni”, l’iniziativa promossa dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (CILD), Antigone, Amnesty International Italia alla quale ha aderito anche Cittadinanzattiva. A poco più di due mesi dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore, ucciso brutalmente e ritrovato senza vita il 3 febbraio, sembra esserci una svolta da parte del governo egiziano, un nome, una indicazione di una responsabilità, come se negli ultimi giorni fosse maturata al Cairo la volontà di collaborare seriamente con l’Italia alla ricerca della verità o di una parte di essa.

  • Caso Cucchi

    La Corte di Cassazione ha annullato l’assoluzione dei medici imputati per la morte di Stefano Cucchi accogliendo il ricorso della Procura Generale sostenuto anche da Cittadinanzattiva, parte civile nel processo. Per la morte del giovane, arrestato il 15 ottobre 2009 e deceduto dopo una settimana all'ospedale Pertini di Roma, la Suprema Corte ha disposto un appello-bis per omicidio colposo: si dovrà  ora svolgere un nuovo giudizio che vedrà come uniche parti civili Cittadinanzattiva ed il Comune di Roma.

  • Sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione emessa lo scorso 15 dicembre 2015 e che ha annullato l’assoluzione dei cinque medici dell’ospedale Pertini presso cui il giovane Stefano Cucchi era stato ricoverato, deceduto dopo una settimana, disponendo un appello-bis per omicidio colposo.

  • giustizia riforma 2015.02.11

    Si riapre l’inchiesta sul decesso del giovane Stefano Cucchi, nel cui processo Cittadinanzattiva ha partecipato come parte civile. Il ragazzo fu picchiato: questa la testimonianza, sebbene ancora da verificare, che riapre ulteriori indagini sulla morte del giovane. La deposizione appartiene ad una carabiniera, che nei giorni dell’arresto del ragazzo era in servizio alla stazione di Tor Vergata, a Roma.

  • taser

    Il 5 settembre è partita la sperimentazione della pistola elettrica Taser, che sarà a disposizione delle Forze dell’ordine in dodici città italiane, da Milano a Catania. Si tratta di una piccola rivoluzione ed a dicembre si deciderà se quest’arma potrà definitivamente essere adottata. Molte le perplessità, soprattutto da parte delle associazioni di tutela dei diritti, anche alla luce delle considerazioni da parte degli organismi internazionali per la prevenzione della tortura che affermano che l’uso di questi strumenti “alternativi” si presta facilmente ad abusi. Inoltre, nel 2017 l’Onu ha classificato il Taser come arma di tortura e Amnesty International ha denunciato centinaia di morti a causa dell’utilizzo della pistola elettrica. Sarà davvero la soluzione?

  • vecchia foto

    Il racconto di crimini di guerra commessi in Italia durante l’occupazione nazifascista risulta finalmente consultabile online sul sito dell’Archivio storico della Camera dei deputati. Tredicimila pagine e oltre novecento fascicoli che raccontano la storia delle stragi di oltre quindicimila persone; fascicoli occultati che furono ritrovati solo nel 1994 in un armadio che aveva le ante rivolte verso il muro.

  • giustizia stop 2015 02 13

    Cittadinanzattiva su condanna Corte Strasburgo per irruzione scuola Diaz al G8 di Genova: sempre più urgente introdurre reato di tortura in Italia

    Ennesima condanna della Corte Europea dei Diritti umani nei confronti dell’Italia per violazione del divieto di tortura e trattamenti inumani o degradanti: la Corte di Strasburgo interviene sui gravissimi fatti di cui si resero responsabili le forze dell’ordine italiane  durante il G8 di Genova nel 2001, in particolare nel corso dell’irruzione all’interno della scuola Diaz, e punta il dito sulla mancanza, nell’ordinamento italiano, di norme che prevedano e reprimano in maniera adeguata il reato di tortura. Proprio a causa di tale vuoto nell’ordinamento nazionale,  la vicenda giudiziaria italiana sui fatti di Genova ha avuto un epilogo  inaccettabile, con condanne non corrispondenti alla gravità dei fatti e rimaste ineseguite per la prescrizione e responsabili di gravissime violazioni dei diritti umani rimasti impuniti.

  • 365 giorni senza Giulio

    Si è svolta a Roma, lo scorso 25 gennaio, a un anno dalla scomparsa in Egitto la manifestazione nazionale di Amnesty International per continuare a chiedere verità per Giulio Regeni. E' trascorso un anno esatto dalla scomparsa del giovane ricercatore italiano al Cairo e, nonostante ciò, la verità sull’arresto, la sparizione, la tortura e l’uccisione di Giulio è ancora lontana.

  • tortura

    La mattina del 23 giugno scorso la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, ha incontrato il Ministro della Giustizia Andrea Orlando per consegnare le 223 firme raccolte su Change.org, attraverso la petizione lanciata per chiedere l’introduzione del reato di tortura in Italia con l’appello “Contro ogni tortura: l'Italia approvi la legge entro il 2016”.

  • stefano cucchi evento venerdi

    Venerdì 21 ottobre alle ore 21 presso il Nuovo Cinema Palazzo (Piazza dei Sanniti, 9A - San Lorenzo) si svolgerà la seconda parte del #SecondoMemorialStefanoCucchi con la partecipazione di artisti, musicisti, attivisti, esperti, associazioni e singoli cittadini per non dimenticare e per dire no alla violenza. Sarà uno spazio di approfondimento sulla storia di Stefano e sul tema della tortura, per chiedere l’introduzione del reato nell’ordinamento italiano, ma anche una serata di musica e interventi performativi.

  • giulio regeni

    Sono passati già due anni da quel 25 gennaio 2016 che segnò la scomparsa e la morte di Giulio Regeni, ma ancora oggi non si conoscono i nomi di chi ha ordinato, eseguito, coperto il sequestro, la tortura e l’omicidio del giovane. In ricordo di Giulio, il 25 gennaio, saranno organizzate mobilitazioni, fiaccolate, e iniziative simboliche in decine di piazze italiane.

  • Sulla mia pelle

    Presentato al Festival di Venezia, in un clima di grande commozione, arriva al cinema e su Netflix dal 12 settembre “Sulla mia pelle”, il film che racconta gli ultimi sette giorni di vita del giovane Stefano Cucchi. Sono passati nove anni da quel 22 ottobre 2009, quando Stefano è deceduto ancora prima di essere processato, in circostanze che vedono mischiarsi e sovrapporsi violenza ottusa, negligenza, malasanità, malagiustizia, vigliaccheria e complicità. I familiari sono ancora alla ricerca della verità e continuano la loro battaglia nelle aule di giustizia dove Cittadinanzattiva è costituita parte civile al loro fianco. Con questo film, in qualche modo, si è voluto ridare vita ad un ragazzo che sarebbe dovuto tornare a casa il giorno dopo l'arresto, restituendogli un’anima e una dignità.

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