Comunicati

Una riforma storica a portata di mano: l’appello dei promotori e dei soggetti sostenitori al Presidente Draghi e ai Ministri Orlando e Speranza

Una semplificazione dei percorsi per accedere agli interventi pubblici in materia di assistenza agli anziani non autosufficienti; un’ampia riforma dei servizi domiciliari; un investimento straordinario per migliorare le strutture residenziali del nostro Paese. Il tutto grazie ad uno stanziamento di sette miliardi e mezzo per il periodo 2022/2026. È quanto prevede la proposta elaborata dal Network Non Autosufficienza della quale oggi i primi promotori (Alzheimer Uniti, Aima, Caritas, Cittadinanzattiva, Confederazione Parkinson Italia, Federazione Alzheimer Italia, Forum Disuguaglianze Diversità, Forum Nazionale Terzo Settore, La Bottega del Possibile) e le numerose organizzazioni e sigle che hanno deciso di sostenerla, chiedono al Presidente del Consiglio Draghi ed ai Ministri Orlando e Speranza l’inserimento come progetto nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

I tre quarti dei 541 cittadini residenti in un’area interna del Paese che hanno risposto all’indagine, dichiara di sapere cosa è un’area interna, ma oltre la metà (60%) non conosce la Strategia Nazionale dedicata a queste aree e il 73% afferma di non sapere di vivere in una delle 72 aree oggetto della stessa.
Oltre la metà (58%) degli intervistati, suddivisi equamente tra uomini 52% e donne 48%, la gran parte (76%) con un’età compresa tra i 31 e i 70 anni, ritiene che negli ultimi cinque anni si sia verificata una diminuzione dei servizi sul territorio. I servizi essenziali che vengono indicati come non più presenti o notevolmente diminuiti sono: i servizi di mobilità indicati dal 23% degli intervistati, i servizi sanitari per il 20%, quelli legati all’istruzione per il 14%;anche servizi accessori come quelli bancari e i negozi non alimentari vengono percepiti come in diminuzione rispettivamente dal 23% e dal 20% degli intervistati.
Nonostante la politica di digitalizzazione messa in atto dai principali istituti bancari, la banca è ancora percepita come presente sul territorio: infatti il 71% dei cittadini dichiara di avere un punto di riferimento territoriale fisico (il 47% nel proprio paese e il 24% in un altro comune appartenente alla stessa area interna). L’81% si dichiara soddisfatto dei servizi offerti dalla propria banca.
Quanto al tema della digitalizzazione il 97% degli intervistati dichiara di possedere uno strumento di pagamento elettronico e di accedere al proprio conto per lo più online tramite il sito (30%) e la App della banca (15%).

In tema di Covid e vaccini è ancora caos, tra ritardi, differenze regionali e informazioni carenti e confuse che contribuiscono a generare un clima di incertezza. Questo in una fase molto delicata e di svolta della campagna vaccinale: nella settimana 16-22 aprile si stimano circa 315 mila somministrazioni giornaliere negli oltre 2200 punti vaccinali attivi in tutta Italia. Si tratta di un momento decisivo per imprimere una forte accelerazione nel quadro delle priorità indicate dall’Ordinanza n. 6 del Commissario straordinario Figliuolo, nel rispetto delle fasce d’età (ultraottantenni) e fragili alle quali tutte le Regioni si devono adeguare. 
Ciononostante le Regioni continuano a muoversi in “ordine sparso”: è il caso della Puglia e della Basilicata (solo per fare gli esempi più recenti) che da lunedì hanno “aperto” la vaccinazione anche per chi non si è preventivamente prenotato e nella fascia di età dai 60 ai 79 anni. In Campania, il Governatore De Luca ha annunciato addirittura di non volersi attenere ai target fissati dal Commissario e di voler procedere con le categorie produttive, dopo aver vaccinato gli ultraottantenni. “Se si procede senza prenotazioni, ci chiediamo come si possa aver contezza di aver prima vaccinato chi rientra nelle categorie prioritarie", dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva. Ai cittadini, giustamente, si chiede responsabilità, senso civico e rispetto dei turni previsti dal piano vaccinale, ma chi si preoccupa dei messaggi che essi stessi ricevono?”. Cittadinanzattiva teme che le comunicazioni contrastanti, non da ultimo in merito alla sospensione del vaccino Johnson & Johnson, i ritardi nella consegna delle dosi e nelle somministrazioni, la mancata immunizzazione delle categorie più a rischio portino molti cittadini a diffidare e a rimandare le vaccinazioni, con effetti pesanti sul rispetto del piano vaccinale e sulla salute pubblica.

Dopo la Raccomandazione civica per l’aderenza terapeutica (qui per scaricarla) e il focus che ha visto protagonista la Regione Campania, nel quale si sono esplorate le politiche e le azioni a livello regionale per migliorare l'adesione alla terapie, il prossimo 28 aprile Cittadinanzattiva promuove un tavolo nazionale per attivare un primo confronto tra le istituzioni e gli attori del sistema salute e lanciare ufficialmente una call per il coinvolgimento delle Regioni.
A seguire infatti saranno organizzati tavoli di lavoro regionali con i rappresentanti delle istituzioni coinvolte, le società scientifiche, il personale sanitario medico e non medico, le associazioni dei pazienti. Al termine di ciascun incontro regionale, sarà messo a punto un documento di sintesi (Action Plan regionale) con le proposte emerse e gli impegni presi per migliorare l’aderenza alle terapie.
L'obiettivo dell’iniziativa, resa possibile con il contributo non condizionante di Gruppo Servier in Italia, è avviare un’ulteriore riflessione - insieme ai decisori e ai protagonisti del sistema salute a livello regionale - su cosa si è fatto e si sta facendo per contrastare la scarsa aderenza alle cure nel nostro Paese e individuare le azioni e le strategie che hanno portato o porteranno a incidere positivamente sull'aderenza (esempi, progetti, iniziative concrete).
Tali impegni, condivisi tra tutte le Regioni, saranno poi integrati all’interno di un documento nazionale (Action Plan e Manifesto per l’aderenza terapeutica) da presentare al Ministero della Salute, chiedendone l’accoglimento e l’attuazione.

ESC Banner evento 15 16 aprile

Lotta allo spreco alimentare, riuso e riciclo dei materiali, rigenerazione urbana, sostenibilità e ​​inclusione socio-professionale di soggetti fragili e percorsi di legalità

Si terrà i prossimi 15 e 16 aprile il Primo Festival online interamente dedicato all’Economia Solidale Circolare, promosso da Cittadinanzattiva, CNCA e CICA, all’interno del progetto ESC.

Nel corso delle due giornate si alterneranno eventi articolati sui filoni tematici della lotta allo spreco alimentare, riuso e riciclo dei materiali, rigenerazione urbana, sostenibilità e ​​inclusione socio-professionale di soggetti fragili e percorsi di legalità.

Gli eventi saranno articolati in due sessioni: la mattina del 15 e del 16 aprile daremo voce ad esperti sul tema dell’economia circolare e solidale ed al racconto di alcune delle realtà che operano in quest’ambito, come testimonianza diretta dei processi di produzione sostenibile e inclusione di soggetti vulnerabili, coinvolgendo anche i beneficiari diretti di questi percorsi.

La proposta di legge Siani è un punto di partenza che condividiamo con grande convinzione, e ne chiediamo per questo una rapida discussione ed approvazione, perché si pone nell’ottica di proteggere, come indicato a più riprese dalla Corte Costituzionale e dalle convenzioni internazionali, l’interesse superiore del bambino, la salute psico-fisica del minore e tutelarne il legame con il genitore come elemento fondamentale in particolare nei primi anni di vita. In quest’ottica, il testo in esame prevede la rimozione di una serie di limiti di natura giuridica ed economica, presenti nella normativa vigente e all’origine del problema della carcerazione dei bambini assieme alle loro madri e l’individuazione delle case famiglia protette come soluzione alternativa principale”, ad affermarlo Laura Liberto, coordinatrice nazionale Giustizia per i diritti – Cittadinanzattiva che oggi è in audizione in II Commissione Giustizia della Camera dei Deputati sulla proposta di legge C. 2298 Siani.

Tuttavia i dati più recenti mostrano chiaramente che la strada è ancora lunga: a fronte di un apparente e temporaneo “svuotamento” nella primavera dello scorso anno, negli ultimi mesi sono tornati a crescere gli ingressi in carcere di detenute con figli piccoli al seguito. Secondo le statistiche pubblicate dal Ministero della Giustizia, aggiornate al 31 marzo scorso, sono 26 le madri e 28 i bambini che risultano ristretti negli istituti penitenziari, tra sezioni nido delle case circondariali e gli ICAM.

Grande caos e carenza di informazioni chiare sulle cosiddette “liste di riserva” per i vaccini anti-covid. L’assenza di una regolamentazione omogenea genera un’inevitabile confusione nei cittadini che hanno inviato a Cittadinanzattiva diverse segnalazioni nelle quali sottolineano una necessità di maggiore trasparenza sulle liste, in particolare chiedono dove poter reperire tali liste e quali siano i criteri per accedervi ed essere contattati. Per questo Cittadinanzattiva ha preso in esame ciò che succede nelle varie regioni, analizzando le informazioni presenti sui siti regionali, oppure telefonando ai numeri verdi regionali e, anche, attraverso la rassegna stampa locale.
Solo la Toscana mette a disposizione, all’interno della piattaforma per la prenotazione del vaccino, un riquadro informativo per registrarsi nelle liste di riserva. Tale sistema è stato adottato a seguito delle polemiche innescate da un caso di presunta gestione poco trasparente delle liste.

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La trasparenza e l’accesso alle informazioni vanno garantiti anche e soprattutto in tempi di emergenza”

 La Pubblica amministrazione deve garantire ai cittadini l’accesso e la trasparenza delle informazioni nei tempi stabiliti dalla legge e non c’è emergenza che possa cancellare o procrastinare tale diritto. A stabilirlo il Tar del Molise che, con la sentenza 00123/2021, ha deciso di condannare la Regione Molise a causa del ritardo (4 mesi invece dei 30 gg previsti dalla legge) con il quale ha fornito riscontro alla richiesta di Cittadinanzattiva di trasparenza sui dati relativi la scorsa campagna vaccinale antinfluenzale. La Regione dovrà rifondere a Cittadinanzattiva le spese legali sostenute oltre al rimborso per il contributo unificato.

Anna Lisa Mandorino, laureata in Lettere classiche dal 1997 al 2008 si è occupata in Cittadinanzattiva di relazioni esterne, accompagnando fino alla approvazione la proposta di riforma dell’articolo 118 u.c. della Costituzione. Vice segretaria generale uscente, ha coordinato le azioni di promozione dell’attivismo civico e della partecipazione negli ambiti della salute, dei servizi di pubblica utilità, dei diritti umani, dell’educazione. Ha operato inoltre per la diffusione di nuove forme di governance dei processi pubblici, specialmente relative al protagonismo delle comunità locali, al coinvolgimento degli stakeholders, al dialogo istituzionale. È tra le promotrici del Festival della Partecipazione.

Per una organizzazione come la nostra il miglior itinerario di sviluppo possibile è legato alla capacità di fare attrito con il suo tempo, di catalizzare i cambiamenti positivi del suo tempo, di lavorare a ricomporre le fratture del suo tempo, ma, soprattutto, di ascoltare e di saper parlare alle persone del suo tempo. E, pur stando saldamente con i piedi a terra, alla lucidità di leggere se stessa come attrice di una storia che, in relazione alla qualità della democrazia nel nostro Paese e oltre, ha un passato di cui prendersi cura e un futuro tutto da praticare.  Ma, soprattutto, sarà nostro obiettivo fondamentale anche per i prossimi anni di sostenere l’acquisizione di spazio e di potere da parte delle persone che spazio e potere non hanno; rendere alla portata di ogni individuo la scelta della cittadinanza attiva, che è la scelta della “liberazione di ciascuno da condizioni di sudditanza o soggezione”. Intendiamo farlo con l’idea che il cambiamento, lo sviluppo di una organizzazione vanno garantiti a partire dall’esercizio della propria responsabilità individuale, a partire da sé “, ha dichiarato la neo segretaria generale di Cittadinanzattiva Anna Lisa Mandorino.

Un appello alla Ministra Carfagna affinché rilanci la Strategia nazionale delle aree interne e nomini al più presto un coordinatore perché – come sottolineato nei giorni scorsi dall’Anci – ora si potrebbe davvero attuare, grazie ad una dotazione nazionale pari a circa 281 milioni di euro, la strategia di tutte e 72 le aree pilota selezionate. L’appello arriva da Cittadinanzattiva nel corso dell’evento di oggi “A partire da noi. Comunità in ricostruzione” ed in vista del Congresso nazionale dell’organizzazione che si celebra sabato 27.

Chiediamo che la strategia per le aree interne sia, molto più di quanto lo è stata in passato, organica e coordinata fra governo centrale, amministrazioni locali e territori, evitando di tornare alla logica dei bandi per singoli progetti; che si basi su una reale ed effettiva partecipazione delle comunità a partire dai più giovani; e che individui criteri differenziati per territori per la determinazione ed offerta dei servizi essenziali (sanità, mobilità, scuola)”, ad affermarlo Anna Lisa Mandorino, vice segretaria generale uscente di Cittadinanzattiva.

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