Roma, 11 luglio 2006

Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato al ministro Turco: inaccettabile il ticket sui ricoveri. Ancora poche risposte su questioni urgenti per la sanità del nostro Paese

 

A due mesi dall’insediamento del ministro Turco, non si è ancora avviato l’auspicato dialogo con i cittadini e le loro organizzazioni. A lamentarlo è Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato che oggi ha inviato una lettera a Livia Turco per chiederle un incontro urgente su temi essenziali per la tutela dei diritti dei cittadini in ambito sanitario.

Contenimento delle liste di attesa, armonizzazione delle norme in materia di invalidità e handicap, ampliamento delle patologie croniche per le quali i cittadini hanno diritto a esami e farmaci gratis e all’esenzione della visita annuale di controllo, revisione delle note limitative dell’Aifa, accesso e prescrivibilità della terapia del dolore, istituzione di un Fondo per la non autosufficienza, sono le principali questioni su cui Cittadinanzattiva chiede con urgenza di incontrare il ministro.

“L’unico segnale ricevuto in questi giorni – scrive Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva - è stata la proposta di inserire il ticket sui ricoveri, misura per noi inaccettabile dato che in molte zone del Paese i tempi di degenza sono determinati più dalla cattiva organizzazione e dagli sprechi, che da esigenze sanitarie.

È discutibile, dal nostro punto di vista, che il cittadino sia chiamato in causa per il “dovere di non ammalarsi”, la necessità di rifondere le spese in caso di negligenza, di pagare ticket del tutto impropri, e sia poi dimenticato in altri momenti cruciali. È nostre convinzione, ad esempio, che il potenziamento delle cure primarie e la moralizzazione della sanità siano possibili solo se entrano in gioco l’energia e la sorveglianza dei cittadini e non restino opera affidata esclusivamente a professionisti, amministratori e magistratura. Per questo chiediamo al ministro Turco di non dimenticare i cittadini e chi li rappresenta”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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