Roma, 19 giugno 2006

Cittadinanzattiva al Governo: intervenite sulle nomine del passato Governo al Comitato Economico della UE. Ad un mese dalla sua uscita, con già un piede fuori dal Ministero, Maroni nomina gli otto “rappresentanti della società civile”, tutti “verde leghista”

Organizzazioni di tutela dei cittadini e dei consumatori? Per l’uscente Ministro Maroni sono solo leghiste. In merito a quanto avvenuto per le nomine dei rappresentanti italiani presso il CES (Comitato Economico e sociale della UE), Cittadinanzattiva ha inviato una lettera al Governo e al Presidente del Consiglio dei Ministri affinché facciano luce su quanto avvenuto, dando chiari segnali di inversione di tendenza.
Di seguito il testo della lettera inviata da Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva.

“Signor Presidente e Signori Ministri,

mi rivolgo a voi a nome di Cittadinanzattiva per chiedervi d’intervenire con ogni urgenza a proposito del rinnovo del CES dell'UE, in cui siedono rappresentanti degli imprenditori, dei sindacati e della società civile. Abbiamo saputo che poche ore prima del termine del suo mandato, il 15 maggio scorso, ad elezioni politiche già avvenute quasi un mese prima, il precedente Governo ha provveduto ad emanare il Decreto di nomina dei 24 rappresentanti designati per l’Italia.

È scandaloso che questo sia avvenuto e per la seconda volta consecutiva con la totale esclusione di rappresentanti delle organizzazioni di tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori, senza alcuna consultazione dei rappresentanti della società civile (non sappiamo cosa sia successo per i rappresentanti degli imprenditori e dei sindacati) e per di più inserendo tra gli otto rappresentanti della società civile alcuni esponenti di sindacati autonomi, tra i quali il Sindacato Padano, la Confsal etc..

È ormai intollerabile reiterare questa prassi di spoliazione di ogni rappresentanza delle organizzazioni civiche in ambito europeo, frutto di una retriva cultura politica basata sulla lottizzazione e sulla totale mancanza di trasparenza. Al Presidente del Consiglio e al nuovo Governo che con coraggio ed onestà in questi giorni associavano la necessità di assicurare rigore nei conti pubblici e la capacità di sapere stupire il Paese, chiediamo di proporre una immediata rottura rispetto al recente passato, ritirando il Decreto clandestinamente partorito dal precedente Governo.

Chiediamo inoltre di intervenire affinché sia finalmente garantita, tra gli 8 rappresentanti della società civile italiana una adeguata presenza dei cittadini-consumatori. Infatti, l’Italia è l’unico Paese che già in occasione dell’ultimo rinnovo del 2001 non ha inserito nella delegazione al CES rappresentanti dei consumatori, che pure erano stati formalmente indicati dal Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, istituito ai sensi della legge 281/98, presso il Ministero delle attività Produttive.

Ricordiamo che il Trattato di Nizza ha previsto esplicitamente all'art. 257:"Il Comitato è costituito da rappresentanti delle varie componenti di carattere economico sociale della società civile organizzata, in particolare dei produttori, agricoltori, vettori, lavoratori, commercianti e artigiani, nonché delle libere professioni, dei consumatori e dell'interesse generale".

E la Costituzione europea all’art. 13 colloca la “protezione dei consumatori” tra le materie di competenza concorrente, mentre all’art. 31, riguardante il Comitato economico e sociale, ribadisce che “è composto da rappresentanti delle organizzazioni di datori di lavoro, di lavoratori dipendenti e di altri attori rappresentativi della società civile, in particolare nei settori socioeconomico, civico, professionale e culturale”.

Riteniamo in ogni caso nostro di dovere intervenire, se non riceveremo risposta e soddisfazione, per rimettere in discussione il Decreto ministeriale segnalato, presso le Istituzioni di garanzia operanti a livello europeo, per tutelare i diritti delle organizzazioni dei cittadini calpestati in questa occasione e la credibilità del nostro Paese a cui teniamo moltissimo”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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