Inaspriti i costi per i ricorsi amministrativi in materia di espropriazione e affidamento di lavori e forniture: Cittadinanzattiva chiede un intervento del Ministro della Giustizia

Che riguardi un esproprio di un metro quadrato di giardino o quello milionario di un grande latifondo, il cittadino dovrà comunque pagare 1.000 euro per il suo ricorso alla giustizia amministrativa. Così come dovrà pagare 2.000 euro tanto l’impresa che ricorre per un appalto per la fornitura di cento risme di carta che il gruppo internazionale di imprese escluso dall’appalto per la costruzione di una grande opera.

A denunciarlo è Cittadinanzattiva che, con la sua rete Giustizia per i diritti, ha scritto oggi al Ministro della Giustizia Mastella perché riveda il comma 782bis della Finanziaria che introduce, all’interno del testo unico in materia di Giustizia, un contributo unificato di euro 1.000 per i ricorsi di cui all’articolo 23bis, comma 1 Legge 1034 del ’71, sinteticamente in materia di espropriazione, nonché per i ricorsi in materia di affidamento di lavori, servizi e forniture nonché di provvedimenti delle Autorità, il contributo di euro 2.000.

“La disposizione, che ha già suscitato un vespaio di polemiche all’interno delle categorie professionali interessate, rischia di avere pesanti effetti avere nei confronti degli utenti del Servizio Giustizia in generale e cioè i cittadini” ha dichiarato Mimma Modica Alberti, coordinatore nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva. “Non appare accettabile infatti livellare il sacrificio economico di ogni cittadino od impresa che si rivolge alla Giustizia Amministrativa, indipendentemente dall’entità anche economica dell’esproprio o dell’appalto per cui si fa ricorso. Per questo – conclude Mimma Modica Alberti - chiediamo al ministro Mastella di intervenire presso il Governo per un immediato aggiustamento della disposizione, ispirato ai principi di proporzionalità ed adeguatezza, nell’interesse di tutta l’utenza”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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