Cittadinanzattiva su giustizia amministrativa: istituire il giudice monocratico per abbreviare i tempi dei processi. Più soldi per la informatizzazione

"Per far fronte all’immenso arretrato della giustizia amministrativa pensiamo sia opportuno affidare ad un giudice monocratico la decisione su alcune materie".

È questa la posizione di Cittadinanzattiva intervenuta in merito alla relazione sullo stato della giustizia amministrativa presentata oggi dal neo presidente del Consiglio di Stato. "Nei ricorsi riguardanti gli illeciti amministrativi, ad esempio, o l’accesso agli atti, - spiega Mimma Modica Alberti, coordinatrice nazionale della rete Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva - una composizione monocratica del Tar non inciderebbe sulla correttezza della decisione, anzi aiuterebbe a snellire e velocizzare i processi e avvicinerebbe le parti in causa al giudice. Per questo crediamo sia uno strumento utile per ridurre i tempi dei processi, almeno in ambito amministrativo.

A questo aggiungiamo l’ormai inderogabile necessità di informatizzare gli uffici e le procedure giudiziarie. E i soldi per farlo ci sarebbero, se solo si provvedesse ad utilizzare le risorse confiscate in seguito a condanna penale. La corruzione brucia ogni anno nel nostro Paese oltre 50 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati di Transparency International. Chiediamo – conclude la Alberti - che siano utilizzati i soldi confiscati in seguito a condanna penale, in parte per integrare i fondi a sostegno delle vittime del terrorismo, della criminalità organizzata e del dovere, ed in parte per l’informatizzazione degli uffici e delle procedure giudiziarie e per la fornitura di materiali, supporti e strumenti necessari ad un loro più efficiente funzionamento". Cittadinanzattiva avvierà nelle prossime settimane una indagine su 20 Tribunali italiani per valutare quanto siano garantiti i diritti del cittadino all’informazione, al rispetto, all’accesso, a strutture adeguate, alla partecipazione, ad un processo celere, alla qualità.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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