65.000 le firme per il referendum raccolte da Cittadinanzattiva. La risposta dei cittadini contro le accuse di qualunquismo

Mille volontari di Cittadinanzattiva hanno lavorato gratis per "Cambiare l’Italia", dedicando ciascuno non meno di 12 ore a settimana per tre mesi, tutto il tempo della campagna referendaria. A loro dobbiamo 65 mila firme, più di un decimo di quelle necessarie per il referendum elettorale. "E’ questo il risultato più bello e sorprendente di questa campagna referendaria, in risposta a chi accusa i cittadini italiani di qualunquismo e antipolitica",

ha commentato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva e membro del Comitato esecutivo nazionale del referendum elettorale, a margine dell’odierna consegna delle firme in Cassazione. "Dagli ospedali, alle spiagge, dalle vie dello shopping, ai quartieri periferici delle città – continua Petrangolini – i volontari di Cittadinanzattiva hanno dedicato il loro tempo ed entusiasmo a questa grande impresa. Ai banchetti delle firme, la frase più ricorrente dei cittadini era: firmiamo perché non siamo qualunquisti come i politici vorrebbero dipingerci, ma perché vogliamo che qualcosa cambi sul serio e il referendum è l’unico strumento politico che abbiamo". 40 le città in cui Cittadinanzattiva ha contribuito alla raccolta delle firme, con il risultato particolarmente positivo di Roma, dove Cittadinanzattiva ha raccolto circa 30 mila sottoscrizioni girando con il pulmino "Pronto intervento firme", e del Molise, dove sostanzialmente tutte le sottoscrizioni raccolte si devono all’impegno dell’associazione. "Da ricordare" ha concluso la Petrangolini "anche il nostro impegno per chiamare a raccolta intorno a questa grande impresa altre forze del mondo dell’associazionismo e categorie professionali come quella dei medici di famiglia che hanno aderito al nostro Manifesto-appello ai cittadini per il referendum".

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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