A Vibo Valentia Giustizia lumaca: continui rinvii per inefficienza della azienda appaltatrice delle trascrizioni; processi a rischio prescrizione.

Giustizia per i Diritti-Cittadinanzattiva scrive al Ministero di Giustizia

Per l’ennesima volta, ieri 5 marzo, le udienze del Tribunale Penale di Vibo Valentia sono state rinviate per la mancanza delle trascrizioni delle dichiarazioni già rese in precedenti sedute dai consulenti delle parti civili e della Procura della Repubblica.

"Un'ennesima beffa nei confronti del cittadino utente della Giustizia e soprattutto delle vittime dei reati", ha dichiarato Mimma Modica Alberti, coordinatrice di Giustizia per i diritti - Cittadinanzattiva, "poiché è evidente che fino a quando non arriveranno le trascrizioni i consulenti degli imputati non saranno in grado di approntare una linea di difesa, e quindi il processo sarà inevitabilmente rinviato, con un sempre maggiore rischio di prescrizione". Nonostante l’avvenuto invio di una specifica segnalazione anche da parte di un Giudice del Tribunale alla Procura della Repubblica competente, non si è giunti ad alcun risultato concreto. Nessun pronunciamento, ad oggi, sembra esserci stato neanche da parte dei Consigli dell'Ordine degli avvocati né da parte delle Associazioni dei magistrati.

Dal 2005 un Consorzio è aggiudicatario della gara indetta dal Ministero della Giustizia per la fornitura, installazione e manutenzione di sistemi di registrazione digitale. L’appalto ad una unica azienda, secondo lo stesso Ministero, avrebbe dovuto garantire una maggiore efficienza dell’organizzazione giudiziaria. Oggi invece i ripetuti ritardi nella consegna delle trascrizioni rischiano di far perdere efficacia ad atti giudiziari importanti e di far decorrere i termini di custodia cautelare.

"Al Ministero abbiamo chiesto", ha quindi concluso la Modica Alberti, "di procedere ad una ispezione sull’intero territorio nazionale, al fine di verificare se questi episodi sono solo locali o diffusi in tutto il Paese".

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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