Giustizia

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Scarti preziosi. Al via il contest fotografico promosso da CNCA, Cittadinanzattiva e CICA sulla economia solidale e circolare, si può partecipare fino al 15 gennaio 2020.
www.economiasolidalecircolare.it

Un premio dedicato alle esperienze reali di economia solidale e circolare. Questo il senso del concorso fotografico “Scarti preziosi” promosso da Cittadinanzattiva in collaborazione con il CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza e CICA-Coordinamento Italiano Case Alloggio per persone con HIV/AIDS. Il concorso è dedicato al racconto di esperienze di economia solidale circolare presenti in Italia ed è rivolto a giovani che, attivandosi direttamente, vogliano raccontare attraverso degli scatti fotografici piccole e grandi realtà che operano nel mondo dell’economia circolare che favoriscano, nel contempo, l’inclusione socio-lavorativa di persone in condizione di svantaggio sociale, al fine di valorizzare e promuovere nuovi modelli economici, socialmente ed ecologicamente sostenibili. Le modalità di partecipazione e i premi sono consultabili sul sito www.economiasolidalecircolare.it. Si potrà inviare il proprio racconto fotografico dal 15 novembre al 15 gennaio 2020.

A dieci anni dalla morte di Stefano Cucchi finalmente una pronuncia che rende giustizia e restituisce fiducia nella Magistratura. Così commenta Cittadinanzattiva che sin dal primo momento è stata parte civile nel processo, rappresentata dall'avvocato Stefano Maccioni. 

"Oggi, per la prima volta si scrive in una sentenza che Stefano Cucchi fu ucciso in seguito al  pestaggio dei carabinieri che lo avevano in custodia.  Questa pronuncia rimette le cose a posto, attribuisce responsabilità chiare e rende giustizia a Stefano, ai suoi familiari, ai cittadini. Conferma che è possibile farlo sempre, anche quando sul banco degli imputati ci sono persone appartenenti alle forze dell’ordine", dichiara Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti - Cittadinanzattiva.

 cultura dell accoglienza e comunita inclusiva presentati a torino i risultati delle attivita realizzate da cittadinanzattiva che hanno coinvolto 13 persone

Andare in gita insieme, cucinare, incontrarsi per superare diffidenze e distanze culturali, 4 seminari di formazione: queste le principali attività realizzate a Torino da Cittadinanzattiva nell’ambito del progetto “Cultura dell’accoglienza e comunità inclusiva”, con la collaborazione della cooperativa sociale Liberitutti, in particolare degli educatori dello SPRAR maschile e dell’associazione CISV per Migranti. Il progetto nazionale, realizzato in partenariato con AICS e FICTUS, e finanziato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, vuole raggiungere l’ambizioso obiettivo di favorire buone pratiche di integrazione sui territori coinvolti, attraverso percorsi di conoscenza tra giovani che provengono da culture ed esperienze di vita diverse, valorizzandone le caratteristiche principali e mettendole al servizio della comunità accogliente.

“Il risultato più bello è l'integrazione riuscita tra i ragazzi, attraverso attività culturali e di attivismo civico, caratterizzate dall'interesse per il territorio coinvolto”, dichiara Mauro Bidoni, vice segretario di Cittadinanzattiva Torino e tra i protagonisti della attività.  “E’ per questo motivo che chiediamo l'impegno delle istituzioni a favorire iniziative di questo tipo, finalizzate all'accoglienza e all'integrazione, attraverso l'attivismo civico dei giovani migranti che, in questo modo non sono più solo ospiti ma protagonisti della comunità che vivono. Ci impegneremo affinché si possa replicare questa iniziativa progettuale, questo percorso anche nei prossimi anni”.

alemanno

Processo Alemanno: riconosciuto risarcimento a Cittadinanzattiva, parte civile. Ulteriore riconoscimento nostra azione contro la corruzione

“E’ un risultato importante, che ci incoraggia a proseguire il nostro impegno nel contrasto alla corruzione che portiamo avanti da anni”, dichiara Stefano Maccioni, legale di Cittadinanzattiva nel processo. “Questa sentenza conferma il teorema dell’accusa, e  la presenza di Mafia Capitale”

“Con lo sgombero del Cara di Castelnuovo di Porto si inaugura nel peggiore dei modi il decreto "sicurezza e immigrazione", convertito in legge poco più di un mese fa, colpendo un'esperienza di accoglienza che funzionava e che si chiude con l'intervento dell'esercito. Oggi il nostro sostegno va al Sindaco e ai cittadini di Castelnuovo di Porto, che da ieri si sono mobilitati e resi disponibili ad ospitare alcune delle persone lasciate per strada, che sono la voce delle nostre comunità accoglienti e dimostrano come sia possibile rispondere attivando nuova solidarietà”, dichiara Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva.

“Da un giorno all'altro, senza il minimo preavviso, si avvia lo sgombero di una struttura che ospita oltre 500 persone, in parte prelevate e "deportate" in altre regioni verso ignota destinazione, altri semplicemente lasciati per strada perché, pur essendo titolari di protezione, per effetto di quel decreto hanno perso il diritto all'accoglienza.

Decreto sicurezza

“All’indomani della conversione definitiva in legge del “decreto Salvini”, già si manifestano nella loro disumanità i primi paventati effetti di un provvedimento che, a ben guardare le conseguenze, andrebbe ribattezzato decreto insicurezza". Queste le dichiarazioni di Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva

CODICI IDENTIFICATIVI PER LE FORZE DI POLIZIA 10

Con un appello rivolto al ministro dell’Interno Matteo Salvini e al capo della Polizia Franco Gabrielli, Amnesty International Italia ha lanciato una campagna, alla quale aderisce anche Cittadinanzattiva, perché le forze di polizia siano dotate di codici identificativi alfanumerici individuali durante le operazioni di ordine pubblico.

Diciassette anni dopo il G8 di Geno­va del 2001, benché le violazioni gravi e sistematiche dei diritti umani commesse in occasione di quell’evento siano state accerta­te in giudizio, molti fra gli appartenenti alle forze di polizia coinvolti sono rimasti impuniti, in parte proprio perché non fu possibile risalire all’identità di tutti gli agenti presenti.

Già nel 2012 il Parlamento europeo approvava una risoluzione sulla situazione dei diritti fondamentali nell'Unione europea (2010-2011) in cui, alla raccomandazione n. 192, si sollecitavano gli stati membri “a garantire che il personale di polizia porti un numero identificativo”.

una sequenza di misure contrarie a garanzie fondamentali per i diritti umani

“Come promesso e previsto si ricorre, in dispregio dei presupposti costituzionali, alla decretazione d’urgenza per “rispondere” ad emergenze finte e create a tavolino o, a loro volta, frutto di decenni di cattiva gestione dell’accoglienza e dei fenomeni migratori. Con il rischio questa volta di generare vere emergenze”, così afferma Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva in merito all'approvazione oggi in Consiglio dei Ministri del Decreto Salvini su immigrazione e sicurezza.

"Il decreto è una sequenza di misure che inficiano garanzie fondamentali, aprendo la strada a derive potenzialmente pericolose per tutti, e che sono inoltre prive di ogni progetto di gestione e governo dell’immigrazione. Un provvedimento che: elimina una delle declinazioni del diritto costituzionale di asilo - la protezione umanitaria (sostituita dalla previsione di permessi speciali per ragioni di salute, calamità naturali e meriti civili) - ; arriva a raddoppiare i tempi della detenzione amministrativa con la falsa promessa di facilitare e massificare i rimpatri; colpisce il diritto di difesa escludendo il “patrocinio gratuito” nei casi in cui il ricorso avverso il diniego della protezione sia dichiarato improcedibile o inammissibile; aumenta il numero dei reati per i quali viene revocata la protezione internazionale.

"La situazione della nave Diciotti, ferma da lunedì scorso nel Porto di Catania con 150 profughi detenuti a bordo è inaccettabile e vergognosa", commenta Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva.

"La Diciotti è una nave della Guardia Costiera italiana, pertanto le persone a bordo si trovano già sul territorio nazionale ed è del tutto illegittimo continuare ad impedirne lo sbarco, privandole della libertà personale e della possibilità di accedere alle procedure per la richiesta di protezione internazionale cui hanno diritto. La mancata autorizzazione allo sbarco è ancora più inaccettabile se si pensa che la nave non è attrezzata per ospitare i migranti soccorsi, che infatti si trovano stipati sul ponte in condizioni precarie sul piano igienico e sanitario. 

Acquarius

“Chiediamo che i migranti in attesa sulla Aquarius non siano lasciati in stato di abbandono in mare per una contesa politica. E’ necessario trovare urgentemente una risposta che salvaguardi le 629 vite umane, persone che hanno lasciato il loro Paese alla ricerca di condizioni di vita migliori, mettendo a rischio la propria per dare un futuro ai propri figli", commenta Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti - Cittadinanzattiva.

“Chiediamo quindi, anche alla luce della disponibilità di città come Napoli, Palermo, Taranto e Reggio Calabria, che si apra urgentemente la possibilità di sbarco in un porto perché la salvaguardia delle vite umane deve essere prioritaria rispetto a qualunque necessità politica o diplomatica”. #apriteiporti  #umanitàperta

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