Cittadinanzattiva su sciopero degli avvocati: un errore, solo tempi ancora più lunghi per l'ennesimo rinvio. Monitoreremo 5 Tribunali “campione” per raccogliere testimonianze del disagio.


“Lo sciopero degli avvocati non aiuterà di certo il servizio giustizia, provocando un aumento dei tempi di attesa dei cittadini. Gli stessi professionisti, così, non fanno certo una bella figura. Ci chiediamo il perché di questa miopia corporativa che invece di guardare al futuro, si arrocca nella difesa di privilegi di categoria”. Queste le dichiarazioni di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva.

“Riteniamo infatti che la legge sulla mediazione, contro cui si da vita a questo sciopero, sia una chance da cogliere al volo, perché introduce nel nostro Paese un sistema di giustizia alternativa, soprattutto per le controversie in materia civile e commerciale, fortemente sostenuto dalla Commissione Europea. Una legge utile, anche se perfettibile, tant’è vero che anche tra gli avvocati il giudizio non è affatto unanime come lo sciopero potrebbe far credere.”

“E’ noto che la giustizia civile italiana può essere paragonata, per la sua lentezza, a paesi come il Gibuti e lo Sri Lanka dove rispettivamente occorrono 1225 e 1318 giorni per definire una controversia commerciale. In Italia ne servono 1210”, ha aggiunto Petrangolini. “Siamo molto lontani dalla Francia (331 giorni) o dalla Germania (394). Anche per questi motivi Cittadinanzattiva ritiene necessario sperimentare una ‘nuova terapia’ per la giustizia, grazie al potenziamento di metodi di risoluzione alternativa delle controversie. Ne beneficerebbero la competitività del nostro Paese e, soprattutto, la qualità della vita di milioni di cittadini”.

“Durante le giornate di sciopero i nostri volontari monitoreranno 5 Tribunali al fine di raccogliere testimonianze degli inevitabili disagi nelle diverse aree del Paese, cosa succede alle udienze, quanto tempo e' passato dall'ultima udienza a quella di oggi e per quando andrà fissata la nuova”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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