Cittadinanzattiva su legge per nomine sanità: non vogliamo parlamentari trombati a capo delle ASL.

50 personalità a sostegno del Manifesto per una nuova classe dirigente
Una legge promulgata alla fine del mese di febbraio introduce un ennesimo meccanismo di ingerenza della politica nella gestione della cosa pubblica. Secondo il decreto legge 43 del 1 febbraio 2006 infatti, la carica di Parlamentare costituisce titolo preferenziale per la nomina a Direttore Generale di ASL o Ospedali, senza tenere in alcun conto la preparazione e i titoli di merito come avviene per qualunque altro cittadino.
“Esempi di ingerenza politica come questo”, dichiara Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, “ci hanno spinto, insieme a molte altre ragioni, a promuovere un Manifesto per una nuova classe dirigente, una piattaforma politica già sottoscritta da oltre 50 personalità italiane. Il n ostro è un progetto che punta al contenuto, e che vorrebbe essere un supporto che offriamo a tutti i candidati per dare vita, finalmente, ad una nuova stagione politica, che punti a fare realmente gli interessi dei cittadini”.

Riportiamo di seguito il testo del “Manifesto”

ALLA GUIDA DEL CAMBIAMENTO Manifesto della cittadinanza attiva per una nuova classe dirigente
Siamo cittadini che amano il loro paese. Vogliamo spenderci perché tutti, e soprattutto i giovani, guardino al futuro come allo spazio per un nuovo sviluppo umano, liberato dalle difficoltà evitabili della vita quotidiana e dalla sofferenza inutile. Vogliamo partecipare alla ripresa del paese, smettere di sentirci isolati dalla politica e contribuire alla scelta, al posto dell’attuale partitocrazia invasiva, di una classe dirigente competente e generosa. Perché questo accada, è indispensabile che ai cittadini siano trasferiti più poteri e risorse e che si riducano gli spazi occupati impropriamente dalla rappresentanza politica, in dovere di sostenere la ripresa del paese con la piena utilizzazione del capitale sociale accumulato in questi anni.

Se la pensi come noi, aderisci al Manifesto e adotta questi 10 punti per l’Italia, un’Italia nuova.

1. Chiediamo la partecipazione a una nuova riforma costituzionale, di cui il paese ha urgenza e necessità, attraverso il percorso avviato da un’Assemblea costituente e concluso da un referendum confermativo
2. Realizziamo un sistema elettorale maggioritario che rafforzi il legame diretto fra eletti ed elettori, con l’obbligo delle elezioni primarie
3. Riunifichiamo il servizio sanitario nazionale, con la partecipazione dei cittadini alla valutazione delle strutture, dei dirigenti e dei professionisti
4. Esigiamo una giustizia certa e celere e abroghiamo la riforma dell’ordinamento giudiziario recentemente approvata e la legge ex Cirielli sulla prescrizione e sulla recidiva
5. Promuoviamo la liberalizzazione e l’effettiva regolazione del mercato dei servizi, finora ostacolate dai detentori di interessi costituiti, rafforzando gli strumenti di tutela dei diritti dei consumatori
6. Rafforziamo l’indipendenza e le prerogative delle autorità di controllo, con il trasferimento dei poteri di nomina al capo dello Stato e la previsione di forme di coinvolgimento della cittadinanza attiva
7. Approviamo in Parlamento le Carte dei diritti del malato, dei diritti dei cittadini nei servizi di pubblica utilità, dei diritti del cittadino nella giustizia
8. Proponiamo il riconoscimento generalizzato del diritto di accesso agli atti amministrativi, l’applicazione delle leggi sull’autocertificazione e sulla semplificazione, l’approvazione della legge sul sequestro dei beni ai colpevoli di corruzione
9. Rendiamo le scuole italiane sicure e adeguate, attraverso l’attuazione di programmi quinquennali di intervento che mettano a norma tutti gli edifici scolastici
10. Costruiamo un sistema di impianti e tecnologie per la produzione di energia, pulita e rinnovabile, per la gestione dei rifiuti, per la modernizzazione della rete idrica

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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