Roma, 27 luglio 2006  - Cittadinanzattiva su serrata farmacie: il ministro Turco precetti i farmacisti. Lo sciopero ad oltranza è un ricatto inaccettabile.

Cittadinanzattiva ha oggi chiesto in una lettera al ministro della Salute Turco di precettare i farmacisti per evitare lo sciopero che da domani provocherà la chiusura di oltre 16 mila farmacie, come già accaduto nei giorni scorsi.

“Riteniamo insufficiente la sanzione minacciata dalla Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi nei confronti di Federfarma. A che serve una multa di 2.500 euro per la violazione delle norme sul preavviso per le proteste nei servizi pubblici essenziali? Questa multa, peraltro, verrebbe comminata soltanto all’organizzazione che ha proclamato lo sciopero, mentre i singoli farmacisti resterebbero impuniti.

Quello dei farmacisti è un ricatto inaccettabile per ragioni di merito e di metodo. Nel merito, perchè si tratta di abuso di monopolio da parte di una corporazione che da anni esercita in condizioni di assoluto vantaggio. Nel metodo, perché scarica i disagi di questa protesta sui soggetti più deboli, cioè quelle migliaia di malati che, nei casi più gravi, hanno necessità di ricorrere ai farmaci salvavita.

Le farmacie comunali, a cui va ancora il nostro apprezzamento e riconoscimento per non aver aderito allo sciopero, non potranno comunque da sole far fronte alle richieste della popolazione. Nè tanto meno potranno farlo le farmacie di turno.

Per queste ragioni chiediamo a Lei - che, come Ministro competente, ha l’autorità per farlo - di procedere senza esitazioni alla precettazione della categoria, secondo le modalità previste dalla legge, per assicurare lo svolgimento corretto del servizio.

Con questa richiesta siamo certi di interpretare le esigenze dei cittadini italiani. E siamo convinti, allo stesso tempo, che la grande maggioranza della popolazione apprezzerà la sua iniziativa”.

 

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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