Roma, 18 luglio 2006

Cittadinanzattiva su sciopero farmacie: azione che penalizza gli anziani e i soggetti deboli. Inviteremo i cittadini a “segnare” con un adesivo le farmacie che scioperano.

 

Un adesivo con su scritto: “Oggi, 19 luglio 2006, non mi sono potuto curare. Grazie per lo sciopero!” E’ quello che Cittadinanzattiva distribuirà ai cittadini perchè lo affiggano in tutte quelle farmacie che con la serrata lasceranno i cittadini senza medicine.

“Non si può chiudere un servizio di pubblico interesse, lasciando senza farmaci proprio coloro che più ne hanno bisogno, anziani e soggetti deboli. Siamo sempre stati contrari ad ogni forma di protesta e di sciopero con astensione dal lavoro che penalizzi i cittadini. In questo caso si tratta di una azione irresponsabile” ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. “Non basta dire che saranno aperte le farmacie di turno, che sono pochissime e dislocate a grande distanza. Per anziani, disabili e malati cronici recarsi in farmacia sarà quasi impossibile. Ci sarà tanta gente, che poco informata, si troverà ad interrompere la cura e a non avere farmaci per l’urgenza (colpi di calore, pressione alta, eritemi). Presumibilmente questo causerà un intasamento ancora più elevato dei Pronto Soccorso, messi già a dura prova dall’emergenza-estate”.

“Invitiamo i farmacisti a recedere dal loro intento e ringraziamo Assofarm per aver rinunciato alla protesta. Noi non abbiamo niente contro i farmacisti, perché consideriamo la loro categoria importante per la tutela del diritto alla salute e per l’appropriatezza nell’utilizzo del farmaco. Consideriamo però importante la liberalizzazione dei farmaci da automedicazione. Ci auguriamo che il governo non retroceda di fronte a chi si sta arrampicando sugli specchi, nel tentativo di salvare privilegi che nulla hanno a che vedere con i diritti dei cittadini, con la loro salute e con il loro portafoglio”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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