Cittadinanzattiva su truffa Ssn in Puglia: risorse sperperate in modo illecito a danno dei cittadini. Si intensifichino i controlli e si applichino le sanzioni previste

Roma, 6 febbraio 2008

Revocare l’accreditamento alla struttura e ridare ai cittadini il maltolto.

Queste le richieste di Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato dopo l’ennesima notizia di oggi di truffa al servizio sanitario nazionale che si è verificata in Puglia, dove i dirigenti della clinica privata D’Amore di Taranto hanno ottenuto rimborsi per prestazioni non convenzionate con il Ssn e che venivano già pagate dai clienti. Sempre in Puglia, a Gallipoli, 30 medici avrebbero falsamente certificato lo stato di malattia grave di alcuni pazienti, ignari della cosa, per ottenere la maggiorazione delle visite domiciliari. “Di fronte a casi del genere, proviamo grande sdegno. Perché si tolgono soldi al servizio sanitario nazionale e ai cittadini che tanto spesso sono costretti a pagare farmaci, visite e esami di tasca propria a causa della mancanza di risorse del Ssn. E poi vediamo che tali risorse sono sperperate in modo illecito.

Chiediamo che si intensifichino le attività di controllo e la necessaria repressione dei fenomeni di corruzione, provvedendo a:

- controlli periodici sugli standard di accreditamento delle strutture private convenzionate, come abbiamo richiesto con le nostre proposte sulla Finanziaria 2008;

- sospendere l’accreditamento per quelle strutture i cui titolari siano stati responsabili di truffa con sentenza passata in giudicato come previsto dall’art. 10 del Ddl sull’ammodernamento del servizio sanitario nazionale; -

il licenziamento di coloro che commettono il fatto;

- ridare ai cittadini il maltolto, attuando la normativa sulla confisca e l’uso sociale dei beni illeciti accumulati dai corrotti”.

-Cittadinanzattiva valuterà l'opportunità di costitursi parte civile in un eventuale processo, grazie alla sua rete di Giustizia per i diritti.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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