Cittadinanzattiva scrive al Parlamento e al Ministro Turco: urgente varare norme su non autosufficienza, rischio clinico, testamento biologico e trasparenza nomine direttori generali.

Roma, 1 febbraio 2008

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Sono diversi e molto importanti i decreti che riguardano aspetti fondamentali della vita dei cittadini e del funzionamento della Sanità pubblica.

Su questi temi, Cittadinanzattiva ha inviato oggi una lettera aperta al Parlamento e al Ministro Turco affinché si varino norme che rischiano di lasciare aperti dei nodi che non posso aspettare oltre. Di seguito riportiamo il testo della lettera a firma di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, e di Francesca Moccia, coordinatrice azionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva. “L’attuale situazione d’incertezza politica, conseguenza della sfiducia espressa dalla maggioranza parlamentare nei confronti del Governo Prodi, rischia di lasciare insoddisfatte alcune aspettative dei cittadini, nonché senza risposte le molteplici problematiche che affliggono il nostro paese. Tra queste ve ne sono sicuramente alcune le cui risposte da parte dello Stato non possono essere ulteriormente posticipate, che implicano necessariamente un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le forze politiche, maggioranza e opposizione, e dalla quale non ci si può ritrarre.

Cittadinanzattiva- Tribunale per i diritti del malato, pertanto, pur non esprimendo alcun orientamento circa le modalità di soluzione della crisi di governo, ritiene che, nelle prossime settimane, anche nel caso di possibili elezioni anticipate, il Parlamento debba dedicare una sessione speciale dei propri lavori alla rapida approvazione di un pacchetto di norme che non sono più rinviabili. Sono di questi mesi i ripetuti casi di decesso all’interno delle strutture sanitarie pubbliche italiane, in particolar modo in quelle calabresi, dovuti sia alle singole responsabilità professionali degli operatori sanitari, sia ad una cattiva gestione organizzativa amministrativa da parte dei Direttori Generali, i quali oltre a non essere ancora valutati direttamente dai cittadini sono meri rappresentanti degli interessi dei vari partiti politici, anziché dei reali bisogni di salute, sicurezza e qualità delle cure dei cittadini. Ricordiamo inoltre il caso Welby che ha richiamato l’attenzione e avviato il relativo dibattito delle varie forze politiche sul cosiddetto “consenso informato” e sul “testamento biologico”, tentando di colmare quel vuoto legislativo in materia attualmente presente, e di riflettere sui principi di autodeterminazione, di dignità della vita e della fine della vita, del rifiuto o meno di terapie sproporzionate e del riconoscimento delle proprie manifestazioni di volontà. Non possiamo non ricordare il tema della terapia del dolore rispetto al quale l’Italia continua ad essere uno degli ultimi Paesi in Europa per l’utilizzo di farmaci oppioidi, violando in tal modo il “diritto a evitare le sofferenze ed il dolore non necessari”, sancito nella Carta europea dei diritti del malato; in tal senso l’uso del ricettario del Servizio sanitario nazionale anche per la prescrizione di farmaci oppioidi semplificherebbe l’acceso ai farmaci per la terapia del dolore. Ultime ma non per ordine d’importanza segnaliamo le questioni legate all’istituzione di Albi e Ordini di alcune professioni sanitarie (con l’abusivismo nell’esercizio della professione), alle liberalizzazioni in materia farmaceutica, alle malattie rare e alla non autosufficienza. A tal proposito è necessario precisare che i cittadini affetti da malattie rare si vedono ancora non garantite dal SSN le cure necessarie al proprio stato di salute, mentre i cittadini non autosufficienti ricevono servizi di aiuto alla persona insufficienti rispetto alle esigenze di salute e diversificati da Regione a Regione. Tutte le questioni appena segnalate sono oggetti di specifici provvedimenti legislativi al vaglio di Parlamento e Governo già da molto tempo e per la cui approvazione non si può ulteriormente attendere. Ciò premesso Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato chiede formalmente al Ministro della Salute in carica, ai Presidenti delle Camere e al Parlamento tutto, sia nel caso di Governo Istituzionale che di elezioni anticipate di concludere l’iter di approvazione dei relativi provvedimenti legislativi o di singole disposizioni in essi contenuti, che di seguito elenchiamo: Ddl sulle semplificazioni degli adempimenti amministrativi connessi alla tutela della salute (atto C 3308), in particolare la disposizione relativa alla semplificazione delle ricette di oppiacei (abolizione ricettario speciale); · Ddl non autosufficienza (atto C 3284); · Ddl sulle malattie rare (atto S 1426), in particolare le disposizioni che inseriscono all’interno dei LEA le cure per i pazienti affetti da malattie rare; · Ddl sul testamento biologico (atto S3 e abbinati); · Ddl 1644 (Bersani ter), in particolare le disposizioni relative ai farmaci in fascia C; · Ddl sull’Ammodernamento del SSN (atto S 1920), in particolare le disposizioni inerenti l’istituzione del sistema di gestione del rischio clinico e il servizio di ingegneria clinica in ciascuna struttura sanitaria, le disposizioni inerenti la partecipazione dei cittadini alla definizione, implementazione e valutazione delle politiche sanitarie e dell’operato dei Direttori Generali delle aziende sanitarie locali, nonché le norme sulla trasparenza nelle nomine dei Direttori Generali delle ASL e dei Responsabili di Unità complesse; · D.Lgs in applicazione della legge 43/2006 sulla costituzione di Albi e Ordini di alcune professioni sanitarie”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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