Scuola

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Sono circa mezzo milione gli studenti che in Italia frequentano scuole situate nelle aree interne del Paese (poco meno del 6% del totale di 8,4 milioni di studenti). Le aree interne rappresentano il 60% del territorio nazionale ed ospitano il 25% della popolazione italiana.
A queste scuole, e alle aree interne del nostro Paese, è dedicata la campagna Riconnessi, promossa da Cittadinanzattiva, in partnership con la Federazione dei Comuni delle Aree interne.
A due mesi dall'avvio della campagna, Cittadinanzattiva racconta quello che la stessa può significare per le scuole delle aree interne del nostro Paese e per gli studenti che le frequentano. Come è andata la didattica a distanza? Quali sono le prospettive per la ripartenza, in luoghi dove spesso il vero problema non è la mancanza di spazi ma piuttosto l'assenza di connessione internet, la carenza di trasporti e servizi e il rischio di spopolamento?

A seguito del sondaggio non statistico condotto da Cittadinanzattiva nelle scorse settimane sulla didattica a distanza, sono pervenute alcune segnalazioni individuali e anonime da parte di insegnanti, dirigenti scolastici, genitori ed alunni da diverse parti d’Italia, sulla base delle quali è stato redatto un report.
L’obiettivo che ci si proponeva con tale sondaggio era quello di fare emergere, in un dato segmento temporale, le difficoltà di tanti ragazzi e bambini nell’accesso alla didattica a distanza per motivi anche indipendenti dalle scuole quali l’assenza o l’inadeguata connessione, l’assenza di dispositivi o la condivisione di un unico dispositivo con l’intera famiglia.
Restiamo comunque convinti che nonostante gli sforzi fatti dal Ministero dell’Istruzione e dalle singole istituzioni locali e scolastiche, ancora molti siano gli studenti esclusi dalla Dad e che questo abbia contribuito ad accentuare le diseguaglianze preesistenti tra gli studenti fino a mettere in discussione il loro pieno godimento del diritto allo studio.

Nuovo appuntamento per "Riconnessi", la campagna di Cittadinanzattiva contro il digital divide che è partita con una raccolta fondi per gli studenti delle aree interne attiva sulla piattaforma http://gofundme.com/f/riconnessi.

Domani 8 maggio, dalle ore 18, si terrà una diretta di un'ora sui profili social Facebook e YouTube di Cittadinanzattiva con Arturo di Corinto* autore del volume "Riprendiamoci la rete", un piccolo manuale di autodifesa per le nuove generazioni. L'incontro ci aiuterà a comprendere quali sono i principali rischi del mondo del web e quali accortezze avere per evitare di esserne "vittime".

Per far ripartire la scuola in sicurezza e nello stesso tempo pensare a soluzioni che vadano oltre l’emergenza, è in atto uno sforzo collettivo di analisi al quale anche Cittadinanzattiva contribuisce con alcune proposte inviate al gruppo di parlamentari, fra cui gli onorevoli Paolo Lattanzio (M5S), Rossella Muroni (LeU), Lia Quartapelle (PD) e Paolo Siani (PD), che ha raccolto l’appello di alcune organizzazioni della società civile e ne ha fatto oggetto di dialogo con il Governo.

Sono proposte che si muovono nel solco dell’impegno tradizionale di Cittadinanzattiva che da sempre ha posto attenzione agli spazi della scuola come elemento essi stessi di apprendimento, alla sicurezza dei ragazzi, dei docenti e degli operatori, alle peculiarità del sistema scolastico nelle aree interne.

“L’istituzione di un Comitato di 18 esperti allo scopo di formulare idee e proposte sull’avvio del prossimo anno scolastico - a partire da temi come l’edilizia scolastica, l’innovazione digitale, la selezione e il reclutamento del personale, i servizi 0-6, il miglioramento della qualità del servizio scolastico – desta in noi alcuni dubbi”, commenta Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.

“Innanzitutto perché ha rivelato un certo ritardo, da parte del Ministero dell’Istruzione, nella messa a punto di ipotesi operative sulla ripresa delle attività scolastiche, mentre in altri Paesi europei sono già al vaglio ipotesi organizzative di diverso tipo se non addirittura piani già definiti a seconda dei diversi scenari.

cittadinanzattiva lancia la campagna riconnessi contro il digital divide delle aree interne

Perché nessuno resti indietro. E’ questo lo spirito con cui Cittadinanzattiva lancia “Riconnessi”, una campagna destinata a fornire abbonamenti dati, connessioni web via satellite e device elettronici a studenti e famiglie delle aree interne del nostro Paese che si trovino in particolare difficoltà, al fine di superare gli ostacoli rappresentati dal digital divide che caratterizza questi territori. Si parte con la raccolta fondi sulla piattaforma gofund.me, gofundme.com/f/riconnessi per fornire device alle scuole e, tramite queste, alle famiglie delle aree interne.

La campagna si svolge in partnership con la Federazione Aree Interne.
Chiamiamo interne quelle aree significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali (di istruzione, salute e mobilità), dove vive circa il 25% della popolazione italiana, in una porzione di territorio che supera il 60% di quello totale e che è organizzata in oltre 4000  Comuni. 

“Ringraziamo i Nas per il lavoro di controllo sulle mense scolastiche in tutta Italia che restituisce un quadro preoccupante, sul quale chiediamo un’attenta analisi e messa a punto di proposte di miglioramento da parte dei Ministeri competenti, oltre che, nell’immediato, sanzioni per chi ha la responsabilità di aver agito contro la sicurezza e la salute degli studenti e dei docenti accompagnatori”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva in merito all’ispezione dei Nas che ha evidenziato irregolarità in 1 mensa su 5. Sono state sospese le attività, e in alcuni casi sequestrato l'azienda, per 21 imprese di catering. La contestazione più frequente ha riguardato l’utilizzo di prodotti di qualità inferiore a quanto dichiarato nei contratti di fornitura con i Comuni; ad esempio, gli alimenti Dop o biologici (formaggi, olio extravergine, prosciutto) erano sostituiti con altri più convenienti e meno proteici. In alcuni casi venivano utilizzati carni o vegetali surgelati invece di quelli freschi dichiarati in contratto.

“Il tema del controllo della qualità dei prodotti innanzitutto ma anche delle attrezzature e delle strutture, si rivela un tema centrale a fronte del fatto che le tariffe continuano ad essere elevate per molte famiglie. Lungi da noi ogni generalizzazione, perché molti Comuni offrono davvero prodotti di eccellenza, crediamo però che non solo non vada abbassata la guardia sul tema dei controlli ma che anzi vada rafforzato il ruolo delle Commissioni mensa, per garantire un controllo puntuale, capillare e costante sia sulla qualità del cibo che sulle condizioni delle strutture, diffondendo competenze e formazione fra i membri delle stesse".

foto sicurezza scuola

Giornata sicurezza delle scuole: all'Aquila un flash mob di 100 studenti abruzzesi per chiedere scuole nuove e sicure. Iniziative in tutta Italia

Si è tenuto stamattina all'Aquila, per la Giornata nazionale della sicurezza delle scuole, il flash mob di 100 studenti abruzzesi, promosso da Cittadinanzattiva, per chiedere scuole nuove e sicure per tutti gli studenti, a dieci anni dal terremoto dell'Aquila.
L'evento è organizzato all'interno del Festival della Partecipazione promosso da Cittadinanzattiva ed ActionAid e In collaborazione con Slow Food, in corso oggi e domani all'Aquila.
Al flash mob hanno partecipato studenti delle scuole medie di Guardiagrele, San Martino sulla Marrucina, Francavilla a mare, Casalincontrada,  Roseto degli Abruzzi e di Pizzoli

'Dal 2016 le scuole di Pizzoli sono inagibili ma per la costruzione del nuovo edificio i tempi sono ancora lunghi e i ragazzi continuano a studiare in moduli provvisori. I fondi ci sono ma le procedure burocratiche sono lunghe e  farraginose' ha affermato il sindaco di Pizzoli Giovannino Anastasio. 

Torna domani 22 novembre la Giornata nazionale per la sicurezza delle scuole, promossa da Cittadinanzattiva dal 2003 ed istituzionalizzata con la legge sulla Buona scuola. Da Rivoli (TO) a Milano, da Napoli a Roma, le scuole partecipano con iniziative legate ai rischi sismico ed alluvione, e ai Piani comunali di emergenza.

In particolare, domani 22 novembre all’Aquila, nell’ambito del Festival della partecipazione, promosso da Cittadinanzattiva, Action Aid e in collaborazione con Slow Food, si terrà un flash mob di 100 studenti abruzzesi per chiedere scuole nuove e sicure per tutti gli studenti, a 10 anni dal terremoto dell’Aquila.

Prepariamoci è la parola d’ordine della Giornata nazionale della sicurezza delle scuole 2019”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva. “I recenti allagamenti e gli effetti drammatici sulla popolazione attestano quanto il nostro Paese sia ancora troppo vulnerabile dal punto di vista della cura e manutenzione del territorio e della realizzazione degli interventi programmati. È sotto gli occhi di tutti il ritardo nella ricostruzione delle scuole dell’Aquila e delle zone del Centro Italia colpite dai recenti sismi. Oltre a vigilare perché le istituzioni accelerino gli interventi previsti, è opportuno che le organizzazioni civiche moltiplichino gli sforzi affinché la popolazione tutta, partendo dalle scuole e dai giovani, sia preparata a prevenire ed affrontare tali emergenze”.

83 euro, a tanto ammonta la tariffa per la mensa scolastica nell’anno in corso 2019/2020 per una famiglia media italiana, con reddito ISEE di 19900 euro e un bimbo alla scuola primaria. 82 euro invece il costo della mensa nella scuola dell’infanzia.

Il Nord si conferma l’area geografica con le tariffe più elevate, in media 842 euro per nove mesi di mensa nella scuola primaria, e 841 in quella dell’infanzia; segue il Centro, 724 euro nella primaria  e 704 euro nell’infanzia; più contenuti i costi al Sud con 644 euro nella primaria e 632 nell’infanzia.

L’Emilia Romagna è la regione più costosa, con una spesa media mensile di 106€ nella primaria e 105 euro nell’infanzia; la Puglia quella più economica con 65€ sia nella primaria che nell’infanzia. Rispetto all’anno precedente, la variazione è stata del +0,81% a livello nazionale, con l’incremento record del +9,79% in Calabria e una riduzione invece del 6,41% in Sardegna. Tariffa invariata in Basilicata, Umbria e Valle d’Aosta.

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