Dislessia: Tar di Lecce annulla bocciatura di studente su ricorso Cittadinanzattiva. “Importante sentenza che sottolinea il dovere per la scuola di assicurare strumenti idonei all'apprendimento”

Un importante tassello si aggiunge alle norme già in vigore per garantire il diritto allo studio delle persone affette da dislessia. Il 9 settembre il Tar di Lecce, con l'ordinanza 709/2010, ha infatti deciso l'annullamento della bocciatura di uno studente della prima classe della scuola media di Talsano, stabilendo così la sua ammissione al secondo anno.

La sentenza rappresenta una importante novità in Italia, dopo la decisione del Tar del Lazio relativa alla mancata ammissione di uno studente dislessico agli esami di scuola media.

Promotori della causa i genitori dell'alunno, convinti della mancata adozione da parte della scuola di tutti gli strumenti individuati dalla legge per fronteggiare i suoi disturbi di apprendimento, rappresentati dagli avvocati Marina Venezia di Taranto, di Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva, e Antonio Lupo di Grottaglie.

Il tema della dislessia, e della tutela degli studenti affetti da questa patologia, rappresenta da sola circa il 25% delle richieste di informazione e indirizzo giunte quest'anno al Pit Giustizia, servizio di consulenza e intervento gratuito di Giustizia per i diritti di Cittadinanzattiva (0636718384, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.), il cui Rapporto annuale sarà presentato a Roma il prossimo 8 dicembre.

La sentenza del Tar di Lecce ha accolto le tesi dei legali, che sostenevano la avvenuta violazione delle normative e delle circolari ministeriali che tutelano i soggetti affetti da dislessia e che impongono alle istituzioni scolastiche la predisposizione di un apposito percorso formativo personalizzato, nonché l'adozione di una serie di misure dispensative e di strumenti compensativi, con l'indispensabile e doveroso ausilio di un corpo docente sensibile e preparato.

In materia di dislessia, infatti, un ruolo centrale per la gestione dei disturbi di apprendimento è quello del corpo insegnante il quale deve ben conoscere le norme che tutelano i ragazzi che ne sono affetti soprattutto quando essi giungono alla loro attenzione con una diagnosi formulata dagli Organi Sanitari competenti, nonché avviare un rapporto di fattiva collaborazione con le famiglie. “I dislessici in genere hanno un quoziente di intelligenza superiore alla media ma troppo spesso accade che i loro disturbi nella lettura, nella scrittura e nel calcolo siano sottovalutati e mal interpretati da alcuni insegnanti”, hanno dichiarato i due legali, “i quali sono spesso privi di specifica ed adeguata formazione e di sensibilità tanto da essere indotti a confondere quei disturbi con pigrizia, svogliatezza e persino maleducazione dell'alunno, non riuscendo a comprendere invece l'enorme fatica che il ragazzo dislessico compie per i suoi studi sia a scuola che a casa”.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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