Editoriale

 

Di errori medici si parla di solito dopo un fatto di cronaca eclatante o di una sentenza ma, in realtà, ciò di cui non si parla abbastanza è della vicenda personale di chi subisce un "errore in corsia", del cambiamento della sua vita e dei suoi equilibri, del dolore e dell'angoscia nell'affrontare altre cure o interventi riparatori. Queste vittime sono viste come predatori, mossi solo da uno spirito vendicativo contro questo e quel medico che si sente perseguitato. Troppo poco, invece, si affrontano le questioni legate alle lungaggini dei risarcimenti. Il paziente che subisce un danno o la perdita di un congiunto per colpa di un medico o di una struttura sanitaria inadeguata, il malato mentale o il disabile che non riceve adeguate tutele dalla Asl continua a invocare giustizia, rivendica il diritto di essere "persona", è ancora capace di indignarsi di fronte a sistemi inefficaci e farraginosi.

punto_29_10_09 "Una catastrofe annunciata", è il titolo con il quale i giornali ci parlano piuttosto frequentemente delle calamità naturali che colpiscono il nostro Paese: quest'anno è accaduto per il terremoto dell'Aquila e l'alluvione di Messina, come per i vari incidenti ferroviari, crolli di edifici e altri drammi causati dalla mancata o insufficiente attuazione delle norme di sicurezza.

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È indubbio che la cosiddetta Riforma Brunetta rappresenti una innovazione rilevante per il sistema del pubblico impiego. Soprattutto sul piano della trasparenza e della lotta alla corruzione, dell'attribuzione della premialità secondo il merito, della valutazione delle performance. D'altra parte l'inefficienza della nostra P.A. viene considerata, anche dagli osservatori stranieri, uno dei fattori di arretratezza e di blocco allo sviluppo.

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Per la prima volta in 40 anni è stata una donna ad aggiudicarsi un Premio Nobel per l'economia. Si tratta di Elinor Olstrom, docente della Università dell'Indiana, insignita del titolo, si legge nelle motivazioni, "per le sue analisi della governance economica, in particolare delle risorse comuni" e "per aver dimostrato come le comproprietà possano essere gestite in maniera efficace dalle associazioni di utenti". È una notizia che ci conforta e che accogliamo con interesse, non solo per questioni di genere, ma anche per i risvolti relativi all'azione delle organizzazioni dei cittadini e al loro ruolo nella gestione dei beni comuni, fronte su cui Cittadinanzattiva è impegnata da sempre.

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La proposta di legge attualmente in discussione mortifica il diritto all'autodeterminazione dei cittadini, poiché le scelte da essi sotoscritte con le dichiarazioni anticipate di trattamento non verrebbero comunque riconosciute come vincolanti E' questo uno dei principali nodi critici  sollevati oggi da Cittadinanzattiva, convocata in una audizione alla Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati sulla proposta di legge sul testamento biologico. L'analisi del ddl presentato questa mattina è frutto di un seminario di confronto promosso proprio da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, a cui hanno partecipato esponenti del mondo scientifico e delle principali organizzazioni di tutela dei diritti dei cittadini e dei disabili.

punto_01_10_09 Cittadinanzattiva ha scritto ai componenti della Commissione Affari Costituzionali della Camera per esprimere il proprio apprezzamento nei confronti di quelle proposte di legge, attualmente in discussione, che prevedono sia la riduzione da 10 a 5 anni del periodo di tempo necessario a uno straniero per poter chiedere di diventare cittadino italiano, sia il passaggio dallo "ius sanguinis" allo "ius soli" per i figli di genitori legalmente soggiornanti e residenti in Italia.

 

"Un segnale importante, una spinta ad aprire un dibattito in Parlamento affinché si riconosca il sacrosanto diritto dei cittadini alla propria autodeterminazione, soprattutto quando si parla di un aspetto assolutamente personale e che dovrebbe essere fuori dai giochi delle parti politiche, com'è quello del fine vita". Questo il commento di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, in merito alla lettera aperta al Presidente Berlusconi inviata oggi da un gruppo di parlamentari. 
"Sin da subito", ha dichiarato la Petrangolini, "abbiamo chiesto che il disegno di legge fosse rivisto.

Il 19 il principale sindacato dei giornalisti, la FNSI, doveva scendere in Piazza a Roma con lo slogan  "dovere di informare, diritto di sapere". La manifestazione, alla quale ha deciso di aderire anche Cittadinanzattiva, è stata rinviata in queste ore a seguito degl grave lutto per gli attentati di Kabul. Vi proponiamo comunque l'intervista Presidente della Federazione, Roberto Natale, realizzata da Alessandro Cossu.

 

punto_10_09_09Cittadinanzattiva ha deciso di aderire alla manifestazione a tutela della libertà di informazione indetta per il prossimo 19 settembre a Roma. Infatti crediamo importante che le organizzazioni civiche si schierino accanto alle migliaia di operatori dell'informazione che vedono in pericolo la loro capacità di produzione autonoma e indipendente di notizie.

Sei morti sospette in meno di un mese negli ospedali calabresi. Negli stessi giorni, nella vicina Sicilia, un giovane muore dissanguato, in seguito ad un incidente stradale, perchè la sala operatoria del suo paese è chiusa e il trasporto nell'ospedale più vicino, a 50 km, gli costa la vita. Due situazioni diverse, certo, ma che esigono una risposta da parte dei cittadini.
In Sicilia il governatore Lombardo e l'assessore regionale Russo hanno avviato una opera di riorganizzazione sanitaria e della rete ospedaliera, che in parte condividiamo. Parlo della lotta agli sprechi, ai baronati, anche alle strutture inutili. Ma i tagli non devono mai provocare danni per i cittadini.

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