Editoriale

 

La prima valutazione civica in Europa sull’operato delle Autorità di energia (gas ed energia elettrica), telecomunicazioni, servizi postali e trasporto aereo operanti in otto Paesi europei (Italia, Spagna, Regno Unito, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia, Cipro, Romania) viene presentata il 31 gennaio 2008 presso il Parlamento Europeo alla presenza di esponenti della Commissione Europea, delle stesse Autorità nazionali, di europarlamentari e Associazioni dei consumatori. Autorità Nazionali di Regolamentazione spesso incapaci di contrastare comportamenti anticoncorrenziali, ma anche lente nel sanzionare e pigre nel monitorare e valutare la qualità dei servizi.

 

 

Si chiama azione collettiva risarcitoria e con la class action americana non c’entra niente. E' un’altra cosa: essenzialmente uno strumento di difesa dei cittadini consumatori dalle pratiche commerciali scorrette e, al tempo stesso, uno strumento di garanzia dello stesso mercato dalle forme di concorrenza sleale tra le aziende. Per le imprese che non le praticano essa è un alleato e non una minaccia.
Sta essenzialmente qui la ragione di fondo della necessità di adottare in Italia l’azione collettiva: l’hanno già fatto altri 12 paesi europei e non c’è stato alcun crollo dell’economia. Noi ci battiamo intensamente per essa dal 1998, pur sapendo che nessuno strumento di tutela dei diritti va assolutizzato, poiché ciò che conta, in base al problema da affrontare, è usare quello giusto al momento giusto

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Che la liberalizzazione dei servizi fosse una politica difficile da realizzare in un’Italia corporativa e protezionista, lo si sapeva. Che addirittura essa si concretizzasse in termini opposti a quanto i cittadini auspicavano, era proprio difficile immaginarlo. Eppure a Roma con i tassisti è successo proprio questo. Dopo una trattativa che dura da 16 mesi, il Comune ha promesso di concedere al servizio taxi un aumento del 18% delle tariffe (già alte rispetto ad altri Paesi europei), sia in città che fuori raccordo, dove il tassametro corre molto più veloce, e addirittura la maggiorazione di 2 euro sulle medesime se si sale in taxi alla stazione Termini. In cambio di che? Molto poco: una promessa da parte del Comune di emettere altre 500 licenze in tempi non definiti.

 

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