decreto sblocca italia 2015 02 13

Il segretario generale di Cittadinanzattiva festeggia l’approvazione dell’emendamento all’art. 24 della legge «è una cosa bella perché libera energie e le mette in movimento. Dà ai cittadini uno strumento per mettere il valore sociale a servizio della società»
La campagna #ripartiamodaicittadini è andata a segno. Organizzata da Cittadinanzattiva la movimentazione ha fatto si che sia stato approvato un emendamento all’art 24 della legge Sblocca Italia che dà una nuova dimensione al concetto di cittadino attivo.
Spiega il segretario generale, Antonio Gaudioso: «non solo pulizia, manutenzione e abbellimento degli spazi comuni, quali attività rispetto alle quali i Comuni sono chiamati a favorire i cittadini, ma, soprattutto, riuso e recupero di beni pubblici inutilizzati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, secondo un'interpretazione più appropriata del principio di sussidiarietà».

Qual è il suo bilancio dopo questa approvazione?
Siamo molto soddisfatti. È un segnale molto concreto di applicazione dell'art 118 della Costituzione che per noi è anche un bandiera. È uno strumento che si dà ai cittadini per mettere il proprio impegno e il valore sociale, oltre che economico, che ne deriva a servizio della comunità. È un principio bello perché libera energie che si possono mettere in movimento., Da oggi in poi inzia l'impegno per far sì che l'articolo venga attuato. Ora tutti coloro i quali hanno voglia di impegnarsi e mettersi in movimento lo possono fare. La sfida è far sì che le istituzioni territoriali mobilitino queste risorse

Cosa cambia da prima?
Ora c'è anche uno strumento legislativo per far sì che non ci sia più la necessità di inventarsi degli appigli di legge per impedire che ciò che viene costruito e rimane inutilizzato per colpe evidenti non sia recuperabile. Oggi non ci sono più scuse, abbiamo delle norme e sono chiare. In più si definisce finalmente in cosa consista l'interesse di carattere generale.

E in cosa consiste?
Quando parliamo di utilizzo di beni a fini di interesse generale ci immaginiamo che non siano necessariamente solo organizzazioni di cittadini a chiederne l'utilizzo. La cosa importante è il fine per cui vengono utilizzati non la ragione sociale di chi li utilizza.

Avete già in mente dei progetti che con la legge si potranno sbloccare?
Il nostro obbiettivo è fare, nelle prossime settimane, una mappatura delle realtà che già da subito potrebbero essere utilizzate. Vogliamo però muoverci su due piani. Il primo è che ci sia un'interpretazione più estensiva possibile da parte del legislatore. Il secondo è che ci sia la possibilità che si crei un gruppo di soggetti ampio che si battano insieme per rendere immediatamente attivo il provvedimento. Vogliamo dimostrare concretamente, anche in collaborazione con gli enti locali, che l'alleanza tra cittadini e istituzioni è possibile

 

 dal sito di www.vita.it

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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