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Per ascoltare e registrare bisogni e difficoltà vissuti dai cittadini a causa delle restrizioni che questa emergenza impone, e per intercettare eventuali problematiche e fenomeni non ancora emersi, sui quali non c’è sufficiente attenzione nel dibattito pubblico, Cittadinanzattiva realizza un'indagine civica; lo scopo è quello di individuare e mettere in campo ulteriori azioni specifiche a seconda delle questioni emerse/rilevate, sulla scia dei nostri filoni di impegno già in atto: integrare l’offerta di informazioni presenti nella nostra Guida al Coronavirus, iniziative con altre organizzazioni del terzo settore e collaborazioni con Ordini professionali, interlocuzione con Istituzioni.

“La situazione attuale di emergenza sta producendo effetti “collaterali” che non possiamo tacere. Sono diverse le segnalazioni di servizi temporaneamente chiusi, accorpati e spostati nel territorio laziale senza condivisione con le organizzazioni civiche, con le istituzioni locali e con i cittadini. Così non va proprio.” Queste le dichiarazioni di Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio.

“La pandemia dovuta al Covid 19 ha stravolto indubbiamente la vita a tutti noi. Ma in questa situazione si sono mosse azioni che non possono essere “giustificate” da un principio superiore di salute pubblica. E’ un elenco lungo quello dei servizi e delle strutture che sono state chiuse, accorpate e/o temporaneamente sospese in questi ultimi due mesi e che, nel frastuono delle notizie sul Covid 19, passano mediaticamente sotto silenzio.

Ecco un primo report

Eugui Roy

Il 7 maggio, nel municipio di San Agustin Loxicha, nello Stato messicano di Oaxaca, è stato ucciso il giovanissimo ambientalista Eugui Roy che militava nella piccola associazione Biologgers Divulgacion de las Ciencias, alla quale inviava continuamente foto e video delle scoperte che faceva durante le sue spedizioni sui monti di Oaxaca.

Eugui aveva solo 21 anni e studiava biologia all’Instituto Tecnológico del Valle de Oaxaca, era un appassionato difensore di rettili e anfibi e un ambientalista militante che aveva fatto della divulgazione scientifica la sua arma. La Jornada racconta che, secondo i suoi familiari Eugui è stato ammazzato con «spari da arma da fuoco mentre era nel ranch Magnolia» nell’area delle piantagoni di caffè di Tierra Blanca, dove stava passando la quarantena del Covid-19.

toscana e coronavirus
Un Tavolo di confronto per garantire anche la salute del patrimonio naturale. Italia Nostra, Legambiente, LIPU e WWF hanno chiesto al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e all’Assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Federica Fratoni, un Tavolo di confronto sulla gestione e la fruizione delle coste della Toscana nella fase 2 e successive dell’emergenza pandemia.

Un Tavolo che coinvolga amministratori, mondo scientifico, rappresentanti del mondo economico legato al turismo costiero e associazioni ambientaliste. “Dalle scelte che saranno prese oggi dipenderà infatti il futuro degli ambienti litoranei toscani, patrimonio naturalistico inestimabile”, concludono le associazioni.

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Un ripensamento della mobilità locale risulta necessario per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19. A tal fine, il governo, nel decreto Rilancio, per incentivare forme di mobilità sostenibile da affiancare al trasporto pubblico locale che garantiscano il diritto alla mobilità delle persone nelle aree urbane prevede il “Programma sperimentale buono mobilità".
La misura riconosce ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia - ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti - un “buono mobilità”, pari al 60 per cento della spesa sostenuta e comunque non superiore a euro 500, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 (ciò vuol dire che il contributo è retroattivo), per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel. Il buono mobilità è fruibile anche per l'acquisto di abbonamenti a servizi di mobilità condivisa (bike sharing e così via, esclusi ovviamente le condivisioni di scooter e automobili).
Attenzione però, potrà essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Per chiedere e ottenere il contributo - basterà conservare il documento giustificativo di spesa (fattura) - e si dovrà accedere ad una applicazione online in via di predisposizione da parte del Ministero dell'Ambiente, anche attraverso il sito istituzionale. L'applicazione sarà operativa entro sessanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale.

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“La scuola a distanza è non scuola: lo dico per tutti quelli che vagheggiano la possibilità di fare scuola a distanza per lungo tempo. Non è così: dobbiamo fare tutti gli sforzi possibili, con cambiamenti anche radicali, pensando nuovi spazi dell'educare (parchi, giardini, città, terrazzi) fin dalla prossima estate, perché si può e si deve imparare ovunque. Potrebbe essere una bella sfida ripensare la scuola proprio adesso”, a dirlo Franco Lorenzoni, maestro e pedagogista. “Abbiamo rovesciato sui nostri figli e nipoti un debito pubblico di dimensioni spaventose, quindi dobbiamo fare qualcosa perché la loro istruzione sia la migliore possibile”. Occorre allora “finanziare più e meglio la scuola, ma anche tutte le strutture e le agenzie del terzo settore che, a livello sociale e territoriale, lavorano per l'educazione". Solo così si combatte la dispersione scolastica.

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E’ fondamentale che si approvi urgentemente la proroga alla norma che permette ai medici convenzionati e di famiglia di poter accertare una condizione di rischio ai cittadini immunodepressi, colpiti da una patologia oncologica o sottoposti a cure salvavita, e che ha permesso agli stessi di evitare inutili pastoie burocratiche per vedersi equiparata la propria condizione al ricovero ospedaliero.

A firmare la richiesta è Cittadinanzattiva e le organizzazioni del Coordinamento Nazionale delle Associazioni dei Malati Cronici, dopo che le stesse erano riuscite ad ottenere l’inserimento della norma nell’articolo 26 del Decreto Italia, scaduta lo scorso 30 aprile, unendosi all’appello promosso anche dalla FnOMCEO nelle scorse ore. L’articolo 26 del decreto Cura Italia aveva  riconosciuto ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità nonché ai lavoratori in possesso di certificazione “rilasciata dai competenti organi medico legali”, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita anche se non sono in possesso della certificazione di handicap con connotazione di gravità viene riconosciuto fino al 30 aprile per cui le assenze sono equiparate al ricovero ospedaliero.

CITTADINANZA ITALIANA COME SI OTTIENE copy copy copy copy copy copy

Il Decreto “Cura Italia” produce effetti anche in materia di cittadinanza. È prevista infatti la sospensione dei termini per la conclusione dei procedimenti fino al 15 maggio 2020, prolungando la validità dei certificati per la richiesta di cittadinanza fino al 31 luglio 2020. È il caso delle certificazioni che devono essere prodotte nelle domande di cittadinanza per residenza e matrimonio, anche quelle rilasciate dal Paese di origine, purché tradotte e legalizzate o con apostille.

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Non accogliere la richiesta di sospensiva del decreto di rigetto della domanda di protezione internazionale mentre la pandemia Covid-19 è in pieno corso significherebbe pregiudicare la tutela della salute individuale e collettiva. E’ quanto emerge da tre decreti, due adottati dalla sezione specializzata in materia di immigrazione del Tribunale di Milano e uno dal Tribunale di Trieste, che hanno di recente accolto l’istanza di sospensiva del decreto di rigetto della domanda di protezione internazionale presentata da tre richiedenti asilo. Il mancato accoglimento della richiesta avrebbe infatti comportato la revoca del permesso di soggiorno per richiesta di asilo e la conseguente cancellazione della loro iscrizione al servizio sanitario nazionale.

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Dal 12 maggio la Giustizia è entrata nella Fase 2, con misure di grande cautela e rinviando ai mesi seguenti i procedimenti meno urgenti. Si chiude dunque il periodo di sospensione delle udienze e dei termini processuali previsto dai precedenti decreti, ma resta la difficoltà di gestione e di ripresa dell’attività giudiziaria in modo compatibile con la situazione di emergenza ancora in essere. I presidenti dei tribunali di tutta Italia stanno quindi varando le nuove linee guida che traineranno le attività in questa nuova fase: ogni ufficio ha scelto la propria strada indicando le priorità e le modalità di trattazione con regole che cambiano da una sede all’altra.

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