Attivismo Civico

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Fulmini, piromani, vegetazione secca, vastità di territori scarsamente abitati, siccità persistente... tutte concause delle centinaia di incendi contemporanei che hanno afflitto l'Australia dall'autunno scorso a questo inizio d'anno. Tra fake news e tesi negazioniste, Giorgio Vacchiano, divulgatore e ricercatore esperto di foreste, chiarisce i motivi che hanno portato a questa "tempesta perfetta" di fiamme e distruzione nel sud est australiano.

Salvinia molesta e Craspedacusta sowerbii, o più semplicemente  la felce brasiliana e la medusa cinese, sono due casi esemplari e recenti di specie animali e vegetali, aliene (non locali) e invasive introdotte per caso o per incuria in ecosistemi fragili vicino Roma. Lo zoologo Andrea Monaco  racconta alcuni casi esemplari di minacce alla biodiversità italiana, da prevenire con l’aiuto di tutti.

L'Unione Europea ha individuato 66 specie di animali e piante che hanno "invaso" gli ecosistemi locali del continente, e rappresentano una minaccia per le specie locali, l'equilibrio naturale, le coltivazioni agricole e anche la salute umana.

A dieci anni dal riconoscimento dell'Unesco come "Patrimonio Naturale dell'Umanità" la "cultura" delle Dolomiti rischia di scomparire, trasformata dal turismo di massa, stagionale e sempre più omologato agli standard della comodità "cittadina". Un dossier sottoscritto dalle maggiori associazioni ambientaliste italiane, mette in luce le contraddizioni tra le esigenze di sviluppo delle comunità montane dolomitiche e quelle naturalistico-culturali che rendono uniche queste vette alpine.

Franco Tessadri, presidente di Mountain Wilderness Italia, elenca i problemi e gli errori che si sono fatti in questi ultimi anni per favorire l'affluenza di massa a valli, passi e vette dolomitiche.

Il Rapporto “15 proposte per la giustizia sociale” del Forum Disuguaglianze Diversità è stato pubblicato dalla casa editrice Il Mulino ed è adesso disponibile nelle principali librerie fisiche e online. Le proposte, presentate per la prima volta a Roma nel marzo 2019, sono state discusse in molti luoghi d’Italia in questi mesi, e sono ispirate dal programma di azione del grande economista britannico Anthony Atkinson che sosteneva che le disuguaglianze fossero frutto non di forze fuori dal controllo ma di scelte politiche.

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Isabella Pratesi, in viaggio in Australia per conto del WWF, è testimone in questi giorni delle devastazioni che il fuoco di centinaia di incendi sta portando alla fauna e alla flora. Nel suo racconto di animali esotici intrappolati dalle fiamme, cieli oscurati dai fumi e discutibili pratiche di abbattimenti di animali incolpevoli della situazione, emerge tutta la responsabilità della comunità umana nei disastri ambientali che stanno cambiando il pianeta.

cambiamento climatico incendi Australia

Prendendo spunto dal libro "Effetto serra, effetto guerra", scritto a quattro mani da un climatologo e da un diplomatico, mettiamo in luce le strette relazioni tra il cambiamento climatico e le crisi politiche all'origine di alcuni conflitti. Un riscaldamento globale che ormai è certificato da tutta la comunità scientifica, e che nella penisola italiana procede a ritmo quasi doppio che altrove, a causa delle caratteristiche del territorio e delle dinamiche atmosferiche sul bacino del Mediterraneo.

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Parenti dei maiali; pericolosi per escursionisti e automobilisti; eccessivamente prolifici; eccessivamente invadenti anche nelle città; tanto voraci da devastare colture e foreste; introdotti dall'estero, o dai cacciatori, o dagli ambientalisti. Tante sono le storie e le credenze sui cinghiali italiani che, indubbiamente, negli ultimi anni hanno aumentato il loro numero e la loro "visibilità". Uno dei massimi esperti di questa specie sgombra il campo da dubbi, esagerazioni e fake news.

A fine 2019 Coldiretti ed altre associazioni hanno rappresentato il disagio di gran parte degli agricoltori italiani manifestando davanti a Montecitorio al grido di "Basta cinghiali!". L'associazione ha anche stimato in due milioni il numero di esemplari che vagano, pressoché indisturbati, per le aree selvatiche e le campagne dell'intero paese, sconfinando spesso nei campi coltivati e nelle periferie delle città. Andrea Monaco, zoologo ed autorevole esperto di animali problematici (cinghiale in particolare) analizza la natura e il comportamento di questa specie, precisando le cause della sua espansione negli ultimi decenni, mettendo in luce le nostre responsabilità per una scorretta gestione del territorio, e indicando le soluzioni migliori (e peggiori) che le istituzioni potrebbero mettere in atto.

Anche i pescatori per contrastare la plastica nei mari copy

La plastica ci seppellirà tutti? Questo interrogativo, che ricalca uno slogan ben più allegro risalente al secolo scorso, è la questione alla quale si tenta di dar una risposta in diversi modi e a tutte le latitudini. In seguito all’assunzione di responsabilità collettiva in merito ai cambiamenti climatici, anche il fronte degli esponenti del ‘no-plastic’ sta conoscendo l’ingrossamento delle proprie fila. Così, la necessità di migliorare i comportamenti personali volti a scongiurare una crisi ambientale catastrofica annovera anche e soprattutto sperimentazioni di ogni tipo. Spesso condotte con grande successo.

Enumerarle tutte sarebbe impossibile ma ci si può concentrare sulle più recenti in ordine di tempo. Per cercare di arginare il fenomeno della presenza massiccia di plastiche nel mare, che è presente in moltissimi luoghi blu del pianeta come nella famosa isola dei rifiuti tra l’Oceano Pacifico e l’Oceano Indiano, in Italia si è deciso di intervenire con sperimentazioni volte a limitare la dispersione dei rifiuti anzitutto sui fiumi. Tra le principali cause del fenomeno dell’inquinamento da plastica dei mari vi è infatti l’inquinamento massiccio dei corsi d’acqua. All’estate scorsa risale la prima installazione di una barriera mobile sul fiume Po vicino Ferrara. Successivamente ad ospitare la ‘diga mobile anti-plastica’ è stata la città di Torino, sempre sul fiume Po.

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L’Italia sulla carta sta facendo molto, tutelando oltre il 19% delle proprie acque territoriali. Tuttavia questa gestione è efficace solo per l’1,67% dei nostri mari, e il Mediterraneo, non solo italiano, continua a essere afflitto da inquinamento, plastica e overfishing. Lo denuncia un report del WWF presentato alla COP21 del Mediterraneo che si è tenuta a Napoli dal 2 al 5 dicembre.

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A Trastevere c'è una comunità di quartiere che rende meno cupa la presenza dello storico carcere Regina Coeli. I detenuti, e chi viene rilasciato, possono contare sul centro di sostegno e accoglienza dell'associazione Vo.Re.Co che offre pasti, indumenti, assistenza medica, fiscale e legale, aperti anche ai poveri del quartiere. Fiori all'occhiello: la "Casa del papà" per i genitori dei piccoli pazienti del Bambin Gesù, l'ambulatorio e la farmacia "di strada" gratuiti per i bisognosi.

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