il castello dei writers e una fabbrica abbandonata

Stiamo parlando di un complesso industriale di 16.000 mq in disuso da molti anni. Tre anni fa però, come in una favola, si è trasformato in un castello. Il castello dei writers a Milano. Visto dall'esterno sembra uno dei tanti capannoni industriali abbandonati: qualche graffito quà e là, bottiglie, vetri rotti e mattoni. Quando si entra però il campo visivo viene invaso da mille colori e forme; a dare il benvenuto agli ospiti è Zakaria Jemai, noto come "Lo Zio", che vive al secondo piano della struttura, tra opere d'arte e mobili recuperati, in uno spazio che nel tempo è stato affrescato da molti artisti provenienti da tutto il mondo. Perchè oramai quella del Castello dei writers è una realtà importantissima nell'ambiente "graffitaro".

Lo Zio, 60 anni e algerino, ha lavorato per 30 anni in Italia come cuoco e come interprete. Poi, in un momento di difficoltà si è ritrovato a vivere per strada ed ha deciso di trovare rifugio in questa fabbrica abbandonata.

Una notte, casualmente, l'incontro con tre giovani artisti, entrati proprio in quella struttura per dipingere, con i quali stringe una forte e sincera amicizia. Da quel momento il passaparola tra artisti e il duro lavoro dello Zio per rendere quel luogo più pulito ed abitabile ha reso celebre il Castello in tutto il mondo.
Zakaria Jemai continua ad abitare al secondo piano della fabbrica ed è stato inoltre da poco riconosciuto dai proprietari come guardiano della struttura. Per approfondire guarda foto e video

 
Di madre romana e padre sardo, nasce a Roma nel 1983. Si laurea in Design Industriale presso l'ISIA di Roma, dove consegue anche la specialistica in Design dei Sistemi. Ha vissuto per 5 anni a Torino, dove ha lavorato principalmente nel campo degli allestimenti, degli eventi e della grafica pubblicitaria ed editoriale. Attualmente all'interno di Cittadinanzattiva svolge il ruolo di art director nell'Ufficio Stampa e Comunicazione.

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