Cittadinanzattiva su certificati medici online: innovazione a favore dei cittadini. Timori dei medici possono essere superati grazie a sentenze Cassazione e codice deontologico

Accogliamo positivamente l'introduzione dell'invio telematico all'INPS dei certificati medici di assenza per malattia dei dipendenti pubblici da parte dei medici di famiglia, promossa dal Ministro Brunetta. Tale procedura, infatti, oltre ad innovare tecnologicamente l'attività della Pubblica Amministrazione, produrrà un risparmio economico per l'Amministrazione, contribuirà a contrastare il fenomeno dell'assenteismo indebito da parte dei dipendenti pubblici, infine migliorerà la vita dei cittadini poiché li solleverà dall'obbligo di inviare loro stessi i certificati all'Amministrazione competente e dal sostenere i relativi costi.

Crediamo altresì che le paure evidenziate dalla FIMMG possano essere superate, poiché il Codice di Deontologia Medica attualmente vigente all'art. 24 già prevede che "Il medico è tenuto a rilasciare al cittadino certificazioni relative al suo stato di salute che attestino dati clinici direttamente constatati e/o oggettivamente documentati". Esiste inoltre giurisprudenza (Cass. Civ., sent. n. 3332 del 27.03.1991), rispetto alla possibilità per il medico di certificare stati patologici che hanno avuto inizio precedentemente alla visita medica.

Chiediamo infine al Ministro Brunetta l'impegno a garantire per i giorni di assenza per malattia dei dipendenti pubblici, affetti da patologie cronico-degenerative certificate, l'erogazione dei trattamenti economici accessori attualmente negata (comma 1 dell'articolo 71 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133), anche attraverso le risorse economiche che lo Stato risparmierà con l'introduzione dell'invio telematico dei certificati medici di assenza per malattia.

Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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