Caro(nome del bimbo), felicitazioni per il tuo arrivo!" così esordiva la lettera, che l’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, indirizzava ai nascituri. E proseguiva: "lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di 1.000 euro? I tuoi genitori potranno riscuoterlo presso questo ufficio postale".

La Finanziaria del 2006 (legge 266/2005, articolo 1, commi 331-334) introduceva infatti il bonus bebè per ogni figlio nato o adottato nel 2005 o per ogni secondo o ulteriore figlio nato o adottato nel 2006.

A distanza di più di 5 anni i toni sono cambiati e non è più il Presidente del Consiglio a scrivere, bensì il Ministero dell’Economia e delle finanze, solo che le richieste sono diverse.

L’oggetto della lettera di cui sono destinatarie circa 8000 famiglie (“Contestazione di indebita riscossione del bonus bebè”) ha toni quasi intimidatori, per chiedere alle stesse famiglie che hanno riscosso il bonus di restituirlo perché non gli spettava!

Ma come si è arrivati a questo punto? E soprattutto sono legittime le richieste del Ministero?

Il problema di fondo sta in una legge poco chiara che non ha specificato che il requisito essenziale per aver diritto al bonus consisteva nell’avere un reddito complessivo pari ad euro 50.000 lordo e nelle mancate verifiche prima della erogazione dello stesso come indicato espressamente nella legge da parte degli  organi istituzionali preposti che non hanno effettuato le opportune verifiche prima della erogazione, come invece indicato espressamente nella legge.

I genitori dei nascituri oltre a restituire la somma di euro 1.000 indebitamente erogata, potrebbero anche essere soggetti ad una sanzione pecuniaria pari ad euro 3.000 per dichiarazioni mendaci (art. 316 e art. 640 comma 2, n. 1 codice penale).

La dicitura della Finanziaria ha evidentemente tratto in inganno i cittadini!

Ma come comportarsi se si è incappati in questa situazione?

 

  • Ricevuta la lettera di restituzione del bonus bebè, è necessario accertarsi se siano trascorsi più di cinque anni dall’incasso del bonus, perché decorso tale termine è possibile invocare la prescrizione per tale richiesta, e quindi non dover restituire la somma dei 1.000 euro. In questo caso consigliamo di inviare una raccomandata a/r al Ministero, eccependo la prescrizione della richiesta in questione.
  • Se invece i cinque anni non sono trascorsi, occorre restituire la somma dovuta, poiché le richieste, al di là della poca chiarezza della norma, riteniamo siano legittime.
  • Quanto alla ulteriore sanzione pecuniaria di euro 3.000 non  dovrà essere pagata  contestualmente ai 1.000 euro, ma solo nel caso in cui verrà accertata dal giudice la punibilità della dichiarazione mendace effettuata.

 

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Redazione Online
Siamo noi, quelli che ogni giorno scovano e scrivono forsennatamente notizie di diritti e partecipazione. Non solo le nostre, perché la cittadinanza attiva è bella perché è varia. Età media: 33 anni, provenienza disparata....

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