Giustizia

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Dopo sette ore di Camera di Consiglio la III Corte d’Assise di Roma, dove si svolge il processo per l’omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore di 28 anni ucciso al Cairo il 25 gennaio 2016, ha pronunciato il proprio verdetto: processo cancellato, tutto da rifare. E ora si rischia un lungo periodo di paralisi, fino al pericolo che possa del tutto saltare il procedimento, tra responsabilità in capo al Tribunale di Roma e la totale assenza di collaborazione da parte dell’Egitto. Tutto questo perché non esiste la prova certa che i quattro agenti della National security (il servizio segreto civile egiziano) accusati del sequestro, della tortura e dell'omicidio del ricercatore italiano conoscano l'esistenza del processo a loro carico, non avendo ricevuto formalmente la notifica del rinvio a giudizio, probabilmente a causa della scarsa collaborazione delle autorità egiziane. Ma è mancata anche la prova certa che gli imputati vi si fossero sottratti volontariamente, ben sapendo l’esistenza del giudizio.

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Per celebrare e ricordare i 12 anni trascorsi dalla morte di Stefano Cucchi e per continuare a tenere i fari accessi sulla seconda parte del processo - quella del depistaggio delle indagini - anche quest’anno il Comitato promotore, di cui fa parte anche Cittadinanzattiva, ha organizzato il settimo Memorial “Umanità in Marcia”. L’appuntamento è per il 22 e 23 ottobre: nella prima giornata, alle 18, al Parco degli Acquedotti, si svolgerà l’assemblea di inaugurazione del 7° memorial e il 23 ottobre, alle ore 14, ci sarà la “Staffetta dei Diritti”, in partenza dalla targa in memoria di Stefano Cucchi, con tappe nei luoghi più significativi della Capitale.

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Lo sapevi che i minori stranieri presenti sul territorio italiano hanno diritto all’istruzione indipendentemente dal possesso di un permesso di soggiorno o della cittadinanza italiana? L’iscrizione nelle scuole italiane di ogni ordine e grado avviene infatti nei modi e alle condizioni previste per i minori italiani ed un eventuale stato di irregolarità amministrativa della famiglia dell’alunno non pregiudica l’iscrizione scolastica, essendo prioritario il diritto del minore all’istruzione. Puoi trovare queste e altre informazioni sulle pagine social della campagna promossa da Cittadinanzattiva e Movimento Italiani Senza Cittadinanza, uno spazio di testimonianze, racconti, storie e faq utili per chi è ancora in attesa della cittadinanza italiana.

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Anche l’ultima mamma con i suoi bambini è uscita dal Nido di Rebibbia per andare ai domiciliari: un successo, frutto di un lungo lavoro e di una battaglia portata avanti da diversi mesi e che ha coinvolto la Garante dei detenuti di Roma e diverse associazioni impegnate su questo fronte, tra cui Cittadinanzattiva. Il carcere non può essere una struttura che accoglie minori, ma è necessario pensare a spazi diversi e realmente alternativi, dove i bambini possano condurre una vita quanto meno normale dove porre al centro l’accoglienza, la tutela del loro sviluppo e del loro rapporto con il genitore ed avviare al contempo percorsi di recupero e di reinserimento delle madri.

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Sulle pagine social della campagna promossa da Cittadinanzattiva ed il Movimento Italiani Senza Cittadinanza continua il racconto delle storie di tanti giovani nati o cresciuti in Italia ancora in attesa di diventare italiani, per dare voce alla loro battaglia per ottenere la cittadinanza tra mille difficoltà ed ostacoli burocratici. Kristiana è nata in Albania, è in Italia dall'età di 6 anni ed è cresciuta a Rimini. Oggi a 26 anni, per una legge obsoleta e una burocrazia lentissima è senza la cittadinanza del paese dove vive e ha perso opportunità lavorative all' estero.

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Il magazine online del Servizio Politiche Giovanili DigiTO ha voluto raccontare, in un articolo dedicato al tema della cittadinanza, anche la Campagna Obiettivo Cittadinanza promossa da Cittadinanzattiva e Movimento Italiani Senza Cittadinanza. Ci sono ancora tantissime persone, soprattutto giovani di seconda generazione, ancora in attesa della cittadinanza italiana, nonostante si tratti di ragazze e ragazzi nati e cresciuti in Italia che appartengono ormai al tessuto sociale del nostro Paese.

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Favorire il rinserimento sociale dei detenuti grazie al sostegno delle istituzioni: è questa la sintesi del nuovo protocollo d’intesa firmato tra Roma Capitale e il Ministero della Giustizia - Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria per implementare attività e opportunità in ambito socio assistenziale, culturale, di orientamento e inserimento lavorativo, attività anagrafiche e di stato civile, da rendere disponibili ai detenuti. Una buona pratica, necessaria per il mondo carcerario, che ha l’obiettivo di avviare percorsi costruiti sull’esigenza personale di ciascun detenuto ponendo solide basi per facilitare la partecipazione attiva alla vita sociale al di fuori degli istituti penitenziari.

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La forza delle donne ha vinto! Finalmente la Casa Internazionale delle Donne ha ottenuto il contratto di comodato d’uso gratuito per i prossimi 12 anni. Si tratta di un risultato frutto della forte, costante e unita mobilitazione che le associazioni femministe e le donne tutte hanno condotto contro una visione distorta che voleva cancellare la Casa Internazionale e la sua storia, il suo valore politico e sociale, il suo contributo alla liberazione e alle conquiste delle donne che l’hanno attraversata.

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Luca, chef e rapper, è nato a Roma, cresciuto e da sempre qui, ma non è ancora un cittadino italiano: per lui la cittadinanza è un diritto negato tante volte e ancora lontano. Ancora oggi deve chiedere il permesso per soggiornare in Italia. Clara è nata e cresciuta in Italia e a 23 anni è ancora senza cittadinanza italiana per via di una burocrazia lenta e macchinosa. Una lettera sbagliata del nome nel certificato di nascita del paese dei suoi genitori la costringe a vivere in una situazione terribilmente precaria.

Oleh Opryshko è un ragazzo di 27 anni, nato a Sambir in Ucraina e residente in Italia fin da piccolo: aveva sei anni quando è arrivato nel nostro Paese. Oleh è un testimone della nostra campagna “Obiettivo Cittadinanza”, che vuole dare voce a tutti quei giovani che ancora non hanno ottenuto la cittadinanza italiana, e che giorno dopo giorno affrontano mille ostacoli burocratici per veder riconosciuto il proprio diritto. Infatti, proprio come tanti giovani, Oleh è cresciuto in Italia, qui ha studiato e si è integrato pienamente, ma non è ancora un cittadino italiano.

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