Giustizia

Ero Straniero e allesame della Camera

E’ trascorso più di un anno da quando il Comitato promotore di “Ero straniero - L’umanità che fa bene”, la campagna su una proposta di legge d’iniziativa popolare per cambiare le politiche sull’immigrazione e superare la legge Bossi-Fini, ha consegnato al Parlamento le 90.000 firme raccolte per sostenerla. E finalmente la proposta di legge è recentemente approdata in Commissione Affari Costituzionali. La Campagna difende l’idea di una società aperta, solidale e plurale, che sappia rispondere ai bisogni e alle paure di tutta la cittadinanza, senza cedere alla ferocia dei linguaggi e allo scontro sociali e mira a cambiare le politiche sull’immigrazione nel nostro Paese e affrontare il fenomeno in tutta la sua complessità. Tra le proposte: canali diversificati di ingresso per lavoro; forme di regolarizzazione su base individuale degli stranieri già radicati nel territorio; misure per l’inclusione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri, puntando sull’ accoglienza.

Già ora all’appello mancano 9.573 persone. Lo scoperto nella macchina dell’amministrazione della giustizia in Italia è del 21,93%, ma rischia di non essere nulla in confronto a quello che potrebbe accadere da qui a fine anno. A parlare sono le stime del Ministero della Giustizia, fatti i conti con “Quota 100”, la riforma delle pensioni che potrebbe causare grandi “vuoti” di personale, in assenza di nuovi ingaggi. Si calcolano per il solo anno in corso 7.158 potenziali uscite con la nuova finestra dei pensionamenti.

carcere progetto stretta di mano

Cittadinanzattiva è partner del progetto “Una stretta di mano”, un progetto del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza) gestito dalla "Casa San Benedetto -Istituto Don Calabria di Verona" - una poliedrica realtà che si occupa, ponendo al centro la persona, di problematiche sociali, educative e sanitarie - in collaborazione con il Ministero della Giustizia - Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità. Il progetto intende lavorare per sviluppare un approccio di giustizia riparativa in ambito penale nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia, valorizzando l’esperienza maturata dal settore minorile nel Triveneto, individuando strategie, modalità e strumenti innovativi di mediazione, di riparazione e di assistenza alla vittima del reato e di responsabilizzazione degli autori, attraverso il coinvolgimento delle comunità locali, creando una rete territoriale e spazi di informazione e di ascolto che accompagnino entrambe le parti a intraprendere un percorso di mediazione.

Processo Cucchi siamo a una svolta

Nel corso del processo Cucchi-bis, la deposizione del carabiniere supertestimone davanti alla Corte d'Assise rivela, a nove anni di distanza, che Stefano venne pestato da due carabinieri, imputati come lui di omicidio preterintenzionale. L'imputato-superteste ha raccontato le fasi del pestaggio avvenuto nella caserma della compagnia Casilina la notte dell'arresto di Cucchi. E l’Arma dei carabinieri è pronta a costituirsi parte civile nel processo contro i responsabili coinvolti nella morte del giovane.

Sindaco di Riace per la Cassazione nessun indizio

La Cassazione ha depositato le motivazioni relative all’udienza dello scorso 26 febbraio, che si è conclusa con l’annullamento con rinvio del divieto di dimora a Riace, in Calabria, per il Sindaco Domenico “Mimmo” Lucano, sospeso dalla sua carica. Lucano era stato arrestato e poi scarcerato a ottobre scorso nell’ambito di un’indagine per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e illeciti nell’affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Sono due i procedimenti nei suoi confronti, che viaggiano su binari diversi. La Cassazione, nello specifico, è stata consultata riguardo il provvedimento che da mesi permette a Lucano di stare in tutta Italia tranne che nella “sua” Riace, mentre a Locri è iniziata l’udienza preliminare che dovrà stabilire se ci sono elementi a sufficienza per mandare il Sindaco e altri 29 indagati a giudizio.

garante cararcere diritti detenuti

Nella sua relazione annuale, presentata pochi giorni fa al Parlamento, il Garante nazionale dei detenuti Mauro Palma torna a fotografare la situazione delle carceri e dei luoghi di privazione della libertà in Italia. Una realtà che presenta ancora gli stessi sintomi di una malattia di lungo corso, diagnosticata e discussa da anni ma che ogni volta sembra incancrenire: l'affollamento carcerario, la mancanza di accesso alle misure alternative, l'aumento dei suicidi.

richiedenti asilo

L’obbligo dei Comuni di procedere all'iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo non è venuto meno con l’entrata in vigore del Decreto sicurezza. Secondo le disposizioni contenute nel testo normativo - che ha generato innumerevoli critiche e disapprovazioni - il permesso di soggiorno per richiesta di asilo non costituirebbe, infatti, più titolo per l’iscrizione nel registro anagrafico della popolazione residente.

sovraffolamento carceri italiane

L'Italia è tra gli otto Paesi del Consiglio d'Europa che hanno indicato di avere un serio problema di sovraffollamento nel loro sistema penitenziario. Il nostro Paese si piazza pertanto tra gli ultimi posti in Europa: carceri che scoppiano, troppi detenuti in attesa di un primo giudizio o di una sentenza definitiva, con una presenza particolarmente alta di stranieri e una spesa di oltre 2,7 miliardi. Siamo tra i peggiori del continente, seguiti solo da Macedonia del Nord, Romania e Francia.

irregolari

Secondo i suoi promotori il Decreto Sicurezza dovrebbe permettere una gestione migliore dell’immigrazione, impedendone il cosiddetto “business”. Per il momento però i dati dicono che non è così: da quando è entrata in vigore, una delle leggi maggiormente volute dal Ministro dell’Interno ha visto aumentare il numero di stranieri irregolari di 40 mila unità. Lo riporta l’ISPI, l’Istituto per gli studi di politica internazionale, che già da tempo aveva iniziato a suonare un campanello di allarme rispetto ad un rischio di questo tipo. Secondo i dati diffusi, l’aumento è il frutto delle misure adottate dal governo proprio con il Decreto Sicurezza: in particolare, in conseguenza della cancellazione de facto della protezione per motivi umanitari, che fino ad oggi veniva rilasciata nelle situazioni in cui non erano presenti i presupposti per la concessione dell’asilo, ma si era comunque difronte a persone in fuga da conflitti, persecuzioni, disastri naturali o altri gravi eventi.

nave jonio

Mare Jonio, l’imbarcazione della Ong Mediterranea Saving Humans, è entrata nel porto di Lampedusa portando in salvo i 49 migranti che erano a bordo della nave. Un atto di umanità e civiltà che però è finito sotto inchiesta: il Viminale ha infatti aperto un fascicolo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina che dovrà essere convalidato dall’autorità giudiziaria. Mediterranea ha lanciato così un messaggio di solidarietà rivolto a tutti, liberi cittadini e associazioni, per attivarsi e mobilitarsi in ogni città, per ribadire che i porti sono aperti e che le persone vanno salvate.

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