Giustizia

No alla violenza sulle donne copy
La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al riparto di 30 milioni di euro da destinare ai Centri antiviolenza e alle altre azioni previste dal Piano Strategico del Dipartimento Pari opportunità. A breve, dunque, il ministro procederà alla firma del decreto che destinerà alle Regioni i fondi per l’anno 2019. L’intesa fa seguito alla seconda riunione della Cabina di regia interministeriale sulla violenza maschile contro le donne, che si è svolta lo scorso 26 novembre. Ma quali sono le misure finanziate? La dotazione complessiva sarà così ripartita: 10 milioni di euro contribuiranno al finanziamento dei Centri Antiviolenza (Cav) pubblici e privati già esistenti in ogni Regione; 10 milioni di euro serviranno per le Case rifugio pubbliche e private già presenti in ogni Regione; 10 milioni di euro saranno ripartiti tra le Regioni e le Province autonome per gli interventi operativi di cui al Piano Strategico nazionale, sulla base dei criteri percentuali di riparto del Fondo nazionale per le politiche sociali.

premio cotturri

Si è svolto sabato 30 novembre il CILD Fest, l’evento realizzato dalla Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili con al centro il tema della tutela e della promozione dei diritti umani e delle libertà civili. Nel corso dell’iniziativa si è tenuta anche la quinta edizione del Premio CILD per le libertà civili: tra i premiati, persone che si sono distinte, nel corso dell’anno, per la promozione e protezione delle libertà civili, contribuendo a diffondere la cultura dei diritti umani nel nostro Paese. Un Paese ricco di storie, l’Italia, di impegno sociale e civico. Alla presenza del sottosegretario all’Istruzione, alcune di queste storie sono uscite dal cono d’ombra e sono state premiate. Storie di uomini, donne, ragazzi, che hanno meritato un premio: molti di loro vivono nel silenzio il loro essere testimoni di uguaglianza, solidarietà, libertà. Ecco le loro storie.

Giustizia contro la mafia

Storica sentenza della Corte di Cassazione chiamata a pronunciarsi sul clan Fasciani: i giudici della seconda sezione penale hanno respinto i ricorsi di nove dei dodici imputati ed hanno confermato la sussistenza nel territorio di Ostia di una associazione di stampo mafioso. È una sentenza storica che cristallizza la matrice mafiosa del clan Fasciani, confermando l’impianto accusatorio del secondo grado. Le accuse per gli imputati sono a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, droga, usura ed estorsioni. Con la sentenza di oggi diventano definitive condanne per circa 140 anni.

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Ci sono voluti dieci anni per arrivare a questa decisione. E si tratta di una sentenza destinata a costituire un importante precedente quella emessa nei giorni scorsi dal Tribunale civile di Roma che, accogliendo un ricorso dell’Asgi e di Amnesty international Italia, ha deliberato che un gruppo di migranti soccorsi da una nave militare italiana nel 2009 e respinti hanno diritto al risarcimento del danno e all’ ingresso in territorio italiano per presentare domanda di asilo. I respingimenti sono dunque illegali e chi li subisce ha diritto a vedersi risarcire il danno, ma soprattutto a presentare domanda di protezione internazionale in quel Paese.

Togliere poteri al Direttore di carcere e trasferirli al comandante di Polizia penitenziaria: è questo il contenuto di un decreto legislativo del Governo vicino all’approvazione definitiva. Una proposta di legge dell’attuale maggioranza che rischia di minare alla radice quel delicato equilibrio tra istanze di risocializzazione e bisogno di sicurezza che invece vede nel Direttore del carcere il suo garante. Il testo, all’esame delle commissioni prima dell’approvazione finale, intende stravolgere il modello di un carcere improntato ad una gestione finalizzata al reinserimento sociale dei detenuti che prevede nel Direttore, sovraordinato gerarchicamente al comandante di Polizia penitenziaria, un garante del rispetto degli obiettivi costituzionali della pena.

giulio regeni

Sono trascorsi quarantasei mesi dal rapimento di Giulio Regeni, il ricercatore italiano all’università di Cambridge, al Cairo. Solo nove giorni dopo il suo corpo fu ritrovato, abbandonato sul ciglio della strada che dal Cairo corre verso Alessandria: un corpo senza vestiti, che riportava i segni di brutali torture. Ancora oggi la sua famiglia è alla ricerca della verità e dell’aiuto da parte di chiunque possa conoscere i dettagli della vicenda ma non osa parlare.

il 30 novembre torma il cild fest

Dopo l’esperienza dello scorso anno a Milano, la Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili torna con il CILD Fest: l’appuntamento è a Roma, il 30 novembre prossimo, presso il Roma Scout Center. Nel corso della giornata si svolgeranno tantissimi incontri, workshop, laboratori e dibattiti con al centro il tema della tutela e della promozione dei diritti umani e delle libertà civili, dal diritto di accesso alle informazioni - in cui interverrà anche Cittadinanzattiva - al diritto all’ambiente delle generazioni future, dalla tutela dei ragazzi vittimi di omofobia all’uso dell’intelligenza artificiale per le libertà civili e molto altro ancora.

L’Unione delle Camere Penali Italiane ha proclamato l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2, 3, 4, 5 e 6 dicembre 2019. La protesta prende le mosse dalla contestazione mossa al Legislatore e alle forze politiche rispetto alla riforma della prescrizione in appello, una riforma “sciagurata” che renderà il processo penale senza fine e colpirà in modo irrimediabile diritti fondamentali di tutti, prolungando a tempo indeterminato, ben più di quanto già oggi accada, la definizione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese.

C’è tempo fino al 15 gennaio 2020 per partecipare al contest fotografico “Scarti preziosi”, un’iniziativa promossa nell’ambito del progetto “ESC-Economia solidale circolare” che Cittadinanzattiva sta realizzando in partnership con il CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza e CICA-Coordinamento Italiano Case Alloggio per persone con HIV/AIDS.

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Il 5 ottobre 2018 è entrato in vigore il Decreto Sicurezza che tra l’altro abolisce il permesso di soggiorno per motivi umanitari che ha introdotto norme più rigide in tema di immigrazione e sicurezza. Da quel momento le commissioni per l’asilo hanno cominciato a stringere sulle concessioni, di fatto azzerandole.

Con una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha stabilito che il Decreto Sicurezza varato dal Governo e voluto dall'ex ministro dell’interno Matteo Salvini non può trovare applicazione in relazione alle domande di riconoscimento del permesso di soggiorno per motivi umanitari proposte prima dell'entrata in vigore della nuova legge.

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