Giustizia

progetto esc

Il 21 e 22 settembre si è svolta la prima sessione formativa online di Cittadinanzattiva dedicata all’economia circolare e solidale, con un focus sull’inclusione socio-lavorativa dei migranti, la lotta allo spreco alimentare, il riuso e riciclo dei materiali. Gli interventi hanno riguardato il racconto delle esperienze dirette e dei percorsi di inclusione avviati da alcune delle realtà che operano nel mondo dell’economia circolare e solidale per fornire ai partecipanti informazioni e competenze di base che possono essere utili a chi in altri territori può essere interessato a far nascere iniziative analoghe nonché offrire spunti di riflessione e prospettive concrete. Questa serie di seminari si svolge all’interno del progetto ESC - promosso dal CNCA-Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza in partnership con Cittadinanzattiva e CICA-Coordinamento Italiano Case Alloggio per persone con HIV/AIDS - che intende promuovere, valorizzare, sostenere e diffondere lo sviluppo di pratiche di produzione e consumo sostenibili e responsabili che favoriscono, nel contempo, percorsi di inserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio sociale.

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Il 21 e 22 settembre, sulla piattaforma GoToWebinar dalle ore 16:30 alle ore 18:30, si svolgerà una sessione formativa online di Cittadinanzattiva dedicata all’economia circolare e solidale, la prima di un ciclo di webinar dal titolo "Produzione e consumi sostenibili e inclusione di soggetti vulnerabili: proposte e esperienze a confronto". Si parlerà di inclusione dei migranti, lotta allo spreco alimentare, riuso e riciclo dei materiali ed interverranno come relatori, oltre a referenti di Cittadinanzattiva, rappresenti di realtà che operano nel mondo dell’economia circolare e che, attraverso la propria attività, favoriscono il reinserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e in condizione di vulnerabilità.

Il nostro Paese il film

Un film-documentario che racconta l’esperienza diretta e la storia di otto donne - ragazze di seconda generazione - ancora in attesa della cittadinanza italiana. Ognuna di loro vive, lavora, studia in Italia: alcune non hanno mai visto il proprio Paese di origine eppure, a causa delle rigidità dei requisiti di accesso e della burocrazia, non possono ancora essere considerate cittadine italiane. Le donne protagoniste del film sono pienamente integrate nel tessuto sociale e professionale del nostro Paese, parlano perfettamente la lingua italiana ma, in certi casi, a causa anche di un solo documento mancante, la burocrazia offusca il percorso per l’ottenimento della cittadinanza, lo blocca, alza un muro.

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Da quasi tre settimane il corpo senza vita di un essere umano è lasciato naufragare nel Mediterraneo, in balìa delle onde insieme a quel che resta di un gommone. Non è possibile restare a guardare e ignorare il dovere morale di seppellirlo. Per questo CILD-Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili - a cui aderisce anche Cittadinanzattiva - ha deciso di lanciare una petizione su Change.org aperta alle firme di chiunque ritenga doveroso un intervento e indirizzata alle autorità competenti affinché si attivino per il recupero. Già oltre mille persone hanno firmato l'appello.

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Quella del sovraffollamento è un’emergenza che per le carceri non ha mai fine. Mentre calano i numeri ed i rischi legati all’emergenza sanitaria per il Covid-19, i dati della popolazione carceraria tornano a crescere dopo il costante calo fatto registrare da febbraio a fine maggio 2020.I dati aggiornati sono forniti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria al 30 giugno 2020: 53.579 detenuti presenti negli istituti di pena italiani contro una capienza regolamentare di 50.501 posti distribuiti tra i 189 istituti presenti sul territorio italiano. Al 30 giugno, inoltre, gli stranieri detenuti sono 17.510; 2.250 le donne.

braccianti

Sfruttamento lavorativo, difficoltà di accesso ai diritti fondamentali e alle cure, strutture alloggiative precarie: questa la fotografia scattata dal settimo Rapporto annuale di Medici per i diritti umani (Medu), riferita alla condizione dei braccianti della Piana di Gioia Tauro, in Calabria. Condizione alla quale, da marzo, si sono aggiunte le conseguenze dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus che ha messo in luce gli effetti della pandemia sulle già critiche condizioni dei braccianti della Piana. La pandemia non ha infatti risparmiato le campagne e i suoi lavoratori che, in maniera irregolare, hanno continuato a lavorare e ad essere sfruttati anche nella fase più dura dell'emergenza, all’interno di una filiera agro-alimentare contaminata da un capitalismo predatorio che lavora, in alcuni casi, in associazione con organizzazioni mafiose.

tribunale minori

Presentato il Rapporto sullo stato dei sistemi giudiziari dell’Unione europea e per l’Italia la situazione non appare affatto rosea: vista dalle stanze della Commissione europea, la giustizia italiana si presenta con qualche miglioramento rispetto agli anni scorsi, ma con tante cose ancora da cambiare e sistemare. Italia non bocciata, ma sicuramente rimandata: ancora troppe le cause pendenti, pochi giudici in proporzione agli abitanti, processi troppo lunghi e tempi biblici soprattutto se paragonati agli altri Stati. Come risolvere questi problemi? L’UE si raccomanda: è necessario cambiare le leggi, c’è bisogno di buone riforme della giustizia.

 cas immigrazione

Vietare l'iscrizione all'anagrafe dei richiedenti asilo è incostituzionale: questa la pronuncia dei giudici della Corte Costituzionale che segue le numerose sentenze di Tribunale e Corte d'appello che in questi mesi hanno accolto ricorsi di immigrati ordinando ai Comuni di procedere alla loro iscrizione nelle liste anagrafiche. Finalmente è arrivato l’atteso verdetto della Consulta ad affermare che il primo decreto sicurezza, voluto dall'allora ministro dell'Interno Matteo Salvini, è incostituzionale per violazione dell'articolo 3 della Costituzione: dovrà dunque essere ripristinata l'iscrizione all'anagrafe per i richiedenti asilo che, negli ultimi due anni, sono stati privati di alcuni diritti costituzionalmente garantiti, a cominciare dalle cure sanitarie.

CITTADINANZA ITALIANA COME SI OTTIENE copy copy copy

L’accesso alla cittadinanza italiana continua a rappresentare un vero e proprio percorso ad ostacoli per le persone che, ormai pienamente integrate nel tessuto sociale e lavorativo del nostro Paese, ancora non possono dirsi davvero italiani. Troppe le difficoltà burocratiche, estremamente rigidi i requisiti di accesso, troppo lunghi i tempi di attesa. Per denunciare in particolare gli eccessivi tempi burocratici per le pratiche della cittadinanza italiana, il Movimento #ItalianiSenzaCittadinanza, con il quale Cittadinanzattiva ha avviato una collaborazione di forte impegno civico, denuncia in un comunicato le misure previste dal Decreto Sicurezza che prevede 48 mesi - ben 4 anni – di attesa per veder riconosciuto lo status di cittadino italiano. Un vero e proprio accanimento politico nascosto tra le maglie della burocrazia e che va a sommarsi ai già lunghi tempi richiesti di residenza continuativa (fino a 10 anni) per chi cresce in Italia.

AUDIT CIVICO NELLA GIUSTIZIA CIVILE

La Fase 3 della Giustizia è iniziata il 1 luglio scorso, anticipando di un mese la fine dell’emergenza, prevista per il 31 luglio 2020. Ovviamente resta ancora pienamente vigente il dovere dei capi degli Uffici Giudiziari di assicurare criteri organizzativi in conformità alle prescrizioni sanitarie attualmente in vigore e necessarie a scongiurare un riaccendersi di focolai di epidemia: restano quindi misure imprescindibili l’obbligo di rispettare la distanza di almeno 1 metro tra le persone, il divieto di assembramento, la pulizia e sanificazione dei locali, l’uso della mascherina, il lavaggio delle mani e l’utilizzo di soluzioni idroalcoliche. Ma la Giustizia deve ripartire, perché si tratta di un servizio essenziale per il nostro Paese e, anche se non tutto è destinato a tornare come prima, l’intento comunque è di ripristinare al massimo il funzionamento del servizio in maniera efficiente. E così, si ripartire con nuove misure: le principali riguardano la ripresa delle udienze in aula, la riapertura delle attività delle cancellerie e lo stop ai rinvii massivi delle udienze.

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