Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo, che ha condannato l’Italia per aver negato ad una coppia di coniugi la possibilità di attribuire alla figlia il cognome materno al posto di quello del padre. Nella sentenza, che diverrà definitiva tra 3 mesi, la Corte europea dei diritti dell’uomo bacchetta l’Italia affinché si adoperi per rimediare alla violazione e ad adottare le opportune riforme legislative. Leggi di più

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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