Una pronuncia, quella emessa dai giudici milanesi, che apre la strada ad una rivoluzione (già annunciata?) nell’ambito dell’errore medico, ribaltando l’ormai consolidato orientamento giurisprudenziale. Sono due i principi sostanziali stabiliti nella sentenza: nelle cause civili per malasanità ricade sul paziente l’onere di provare la colpa del medico e si riconosce che la presunta colpa si prescrive in cinque anni e non in dieci, come in precedenza. Approfondisci qui e qui

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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