giustizia

Peggio di noi solo Cipro e Malta: è questo il quadro che emerge dal rapporto di valutazione Ue della giustizia 2015 pubblicato qualche mese fa dalla Commissione europea. Un ritratto affatto lusinghiero per l’Italia e che porta ancora oggi la Commissione a puntare i riflettori sul nostro Paese per le lungaggini processuali considerate “inefficienze gravi”. Niente sconti dunque dall’Europa,  che ci invita a risolvere il problema in tempi brevi, considerando che una giustizia lenta rappresenta un fardello per la ripresa economica di un Paese.

L’Italia si trova al terzo posto tra gli Stati europei con il maggior numero di cause civili pendenti: per una sentenza civile in prima istanza bisogna attendere in media 608 giorni. Tempi lunghi che non si spiegano con il basso numero di giudici, visto che il nostro rapporto toghe/abitanti (11 ogni 100mila abitanti) è nella media e molto superiore a quello di altri Paesi con corretti standard di efficienza.  Non si tratta neanche un problema di litigiosità, che rimane sempre nella media europea. Il vero problema sembra riguardare dunque  l’ organizzazione interna degli uffici e la gestione del lavoro. Leggi qui

Valentina Ceccarelli
Classe '78, romana e romanista doc. Laureata in Giurisprudenza, è a Cittadinanzattiva dal 2009. Impegnata nella tutela dei diritti dei cittadini, è consulente del Pit Unico e si occupa delle tematiche di Giustizia per la newsletter. Appassionata di libri, cucina e danza orientale, è convinta che il mondo non si possa cambiare restando seduti.

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