ioequivalgo

I farmaci equivalenti sono identici agli altri farmaci per qualità, sicurezza ed efficacia; l’unica differenza è che costano meno.

Dopo due edizioni con le tappe del “villaggio” su tutto il territorio italiano, torna #IoEquivalgoe per questa 3° edizione si mette al servizio di alcune Amministrazioni Regionali del Sud Italia,affinché costruiscano strategie d’intervento, comunicazione esensibilizzazione a supporto del farmaco equivalente.

Gli obiettivi:

  1. Far conoscere i farmaci equivalenti;
  2. Informare i cittadini e fornire loro un’opportunità di scelta consapevole, a vantaggio della sostenibilità economica delle famiglie;
  3. Promuovere  la trasparenza sulle politiche dei prezzi;
  4. Ridurre gli sprechi da mancata aderenza terapeutica, dovuta molto spesso ad un’interruzione delle cure per difficoltà economiche;

In questa 3° edizione, #Ioequivalgo si colloca nella più ampia strategia di empowerment, health literacy e contrasto delle disuguaglianze.

Associazioni di pazienti e cittadini, società scientifiche, ordini professionali e Istituzioni,si incontreranno nei prossimi mesi per mettere a punto tutte le iniziative locali da avviare nel 2019.

Un gruppo di lavoromultistakeholdered interistituzionale per ciascuna Regione, con l’obiettivo di promuovere la cultura della salute, garantire il diritto di accesso alle cure e il diritto all’informazione.

Chiedi al tuo medico, al tuo farmacista di fiducia o approfondisci con gli strumenti di #IoEquivalgo:

  1. Il Sito web: ioequivalgo.it ;
  2. L’APP “IOEquivalgo” sviluppata da FARMADATI;
  3. La Pagina Facebook dedicata;
  4. I Leaflet in italiano e tradotti in sette lingue (inglese, francese, spagnolo, arabo, tigrino, bengalese, cinese):
  5. Le Locandine( in fase di progettazione).

Partner storici: AUSER (Associazione per l’invecchiamento attivo), ANP-CIA (Associazione nazionale Pensionati CIA), SPI CGIL (Sindacato Pensionati Italiani), Federfarma, FOFI (Federazioni Ordini Farmacisti Italiani), FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche), SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie), SIGG (Società Italiana di Gerontologia e Geriatria), SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie), FIMG (Federazione Medici di Medicina Generale), INMP (Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà), AMSI (Associazione Medici di origine Straniera in Italia), COMAI (Comunità del Mondo Arabo in Italia), UMEM (Confederazione internazionale Unione Medica Euro Mediterranea) e UNITI PER UNIRE (Movimento Internazionale transculturale e interprofessionale).

 

 

Per maggiori informazioni contattare Carla Mariotti: cQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

Anno di realizzazione 2018: in corso

 

Con il sostegno non condizionato di ASSOGENERICI e il Patrocinio dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).

testbrca

Cittadinanzattiva - Tribunale per i Diritti del Malato con la collaborazione di ABRCAdaBRa, ACTO ONLUS, Europa Donna, AIOM, CIPOMO, SIAPEC, SIGU, SIPO e un panel di esperti della materia, realizza un’indagine pilota esplorativa, con focus sul TEST BRCA.
Figlio del progresso scientifico, il test BRCA è uno strumento in evoluzione che contribuisce ad identificare probabili situazioni di rischio genetico in soggetti con storia familiare di tumore o ad individuare terapie mirate, nei casi in cui sia già presente una diagnosi di tumore.
Rispetto alla popolazione generale, le donne che presentano una variante dei geni BRCA 1 e/o 2 hanno un maggiore rischio di sviluppare tumori al seno e all’ovaio; negli uomini gli organi interessati sono la prostata, la mammella e il colon.

UN PERCORSO PER RIDURRE FALSI MITI E PREGIUDIZI SUI BIOSIMILARI

L’introduzione negli anni ‘80 dei primi farmaci “biotecnologici” ha rivoluzionato il trattamento di alcune patologie, ma si tratta di farmaci particolarmente costosi per il SSN.

Nel 2006 alla scadenza dei primi brevetti, vengono prodotti i primi farmaci biosimilari, il cui costo arriva ad essere inferiore anche del 30% rispetto al proprio originatore e che quindi aprono nuovi spazi di concorrenza.

L’Europa è stato il primo continente ad approvare e introdurre i biosimilari e rappresenta il più grande mercato di biosimilari al mondo. In Italia, il consumo di biosimilari si attesta al 19%, contro l’81% detenuto dai corrispondenti originator, ma con consumi diversificati da Regione a Regione: a registrare il maggior consumo di biosimilari per tutte le molecole in commercio sono la Valle d’Aosta e il Piemonte con una incidenza dei biosimilari del 64,11% sul mercato complessivo di riferimento. Seguono, appaiate ma decisamente distanziate dalle prime due, Basilicata e Sicilia dove i biosimilari assorbono rispettivamente il 33,37% e il 32,77% del mercato di riferimento. All’estremo opposto la Puglia (6,82%), l’Umbria (7%) e il Lazio (8,27%).

Cittadinanzattiva sin dal 2013 si è occupata del tema biologici e biosimilari con  il I° rapporto nazionale sui farmaci biologici e biosimilari, nel 2014 con l’indagine civica sull’esperienza dei pazienti rispetto all’uso dei farmaci, con focus su farmaci biologici e biosimilari e nel 2017 con l’indagine civica sull'esperienza dei medici in tema di aderenza alle terapie, con focus su farmaci biologici e biosimilari, cogliendo il punto di vista dei cittadini e pazienti, oltre che dei professionisti, su l’opportunità fornita dall’arrivo di questi farmaci, commisurata alla garanzia di offrire alle persone che li utilizzano la migliore cura, fornendo il proprio contributo alla discussione che ha portato alla pubblicazione del primo position paper sui farmaci biosimilari del 2013 e del secondo position paper sui farmaci biosimilari di AIFA pubblicato a marzo 2018.

Alla luce del secondo position paper che introduce un’importante novità rispetto al primo position paper riguardo l’intercambiabilità tra biosimilari e bio-originatori, non solo per i pazienti naïve ma anche per i pazienti già in cura, ma demandando la scelta al clinico affidandogli il compito di contribuire a un utilizzo appropriato delle risorse, ai fini della sostenibilità del sistema sanitario e la corretta informazione del paziente sull’uso dei biosimilari, Tonino Aceti  Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva (TDM) commentava così

“Sui biosimilari c'e' bisogno di un Patto tra tutti gli attori, affinché i risparmi che derivano dall'utilizzo dei biosimilari rimangano realmente nelle disponibilità del SSN e siano finalizzati a garantire maggior accesso ai trattamenti, anche quelli innovativi…Approfondiremo attentamente nei prossimi giorni il Position Paper dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sui farmaci biosimilari, ma ad una prima lettura apprezziamo la centralità che ha voluto riservare alla decisione clinica del medico nella scelta del trattamento, oltre che alla comunicazione e informazione al paziente che è l'ingrediente imprescindibile per un'adesione consapevole alle terapie. Ora la partita è verificare che questi principi diventino effettivi nei territori delle Regioni, permettendo concretamente ai medici di poter esercitare la professione in scienza e coscienza, guardando alla specificità dell'individuo che ha davanti a se, all'interno di una cornice di appropriatezza clinica sostenuta da evidenze e di utilizzo ottimale delle risorse a disposizione.”

Nell’ottica della condivisione e della partecipazione, Cittadinanzattiva si è impegnata nell’organizzazione di un focus group, con le Associazioni di pazienti che effettuano queste terapie,  nel quale far emergere i bisogni di informazione e  formazione, a partire da pregiudizi e falsi miti relativi ai problemi e bisogni che i pazienti hanno rispetto ai farmaci biotecnologici in generale e biosimilari in particolare.

Il risultato di quanto emerso verrà discusso in un momento pubblico il prossimo 5 novembre.

Per avere maggiori informazioni contatta:

Maria Teresa Bressi:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Anno di realizzazione 2018-in corso

Con il contributo non condizionato di BIOGEN


Biogen 40years Logo

“Prosegue il progetto di formazione di Cittadinanzativa per i volontari operanti nei centri di tutela locale di Cittadinanzattiva, a cura del Pit nazionale. Tra i temi di rilievo che saranno approfonditi nei seminari del 2018 vi è quello delle infezioni nosocomiali.”

Nel corso degli anni Cittadinanzattiva ha messo a punto ed ha investito sulla tecnologia di tutela denominata Pit (progetto integrato di tutela). Nel 1996 nasce Pit salute, nel 1999 Pit Servizi e nel 2008 Pit Giustizia.

Un elemento che caratterizza il PiT  e lo rende diverso da un semplice sportello di tutela è la modalità di attivare la tutela rendendo attivo e partecipe il cittadino stesso. Tramite il PiT Cittadinanzattiva realizza uno dei punti fondamentali della sua mission: l’attivazione ed il coinvolgimento dei cittadini, in una parola il PiT serve anche a promuovere l’attivismo civico.

formazione vaccini

Nel corso del 2018, siamo impegnati nella promozione di molteplici attività di empowerment rivolte ai cittadini in generale ed ai suoi attivisti in particolare, sia attraverso una campagna informativa su diritti e responsabilità in ambito vaccinale #rompilatrasmissione, sia attraverso seminari di formazione nelle sedi regionali di Cittadinanzattiva.

I numerosi atti normativi e programmatori intervenuti richiamano il TDM ad un necessario aggiornamento formativo allo scopo di favorire e promuovere l’empowerment dei cittadini.

A fronte di normative che cambiano e che rafforzano diritti e doveri, è quindi fondamentale fare chiarezza riguardo i numerosi errori e misinterpretazioni sul tema, prima di tutto a favore dei nostri attivisti che giocano un ruolo fondamentale nel trasferire le informazioni, affinché i cittadini possano acquisire sempre maggiore consapevolezza, oltre che essere vigili e primi attori di cambiamento in caso di eventuali disservizi.

rompilatrasmissione

Scarica la guida e il calendario vaccinale

La vaccinazione è un atto di prevenzione con il quale è possibile combattere malattie infettive: vaccinandosi si può evitare di contrarre le malattie prevenibili da vaccino e quindi rischiare meno complicazioni dovute alle malattie. Le reazioni avverse gravi sono estremamente rare e comunque i benefici dalla vaccinazione sono di gran lunga superiori ai possibili rischi. Grazie ai vaccini è scomparso nel 1980 il vaiolo nel mondo e siamo vicini all’eliminazione della polio. In tutto il mondo l’obiettivo è assicurare la maggiore immunizzazione possibile e scongiurare i rischi di nuova diffusione o di ritorno di patologie anche gravi come la difterite e la polio, oggi non presenti in Italia.
In Italia negli ultimi due anni sono stati emanati diverse norme nazionali che hanno cambiato i nostri diritti e responsabilità: il piano nazionale vaccini 2017-2019 e  i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza.

farmacia logo

Premessa
All’interno del sistema sociosanitario è necessario ripensare alla natura dell’atto sanitario, da intendersi come atto integrato e finalizzato a uno stato di reale benessere, e dunque come atto che richiede una fattiva collaborazione tra professionisti sanitari e sociali al fine di dare adeguate risposte ai bisogni di salute dei cittadini.

Negli ambiti della prevenzione, della cura e della riabilitazione, con particolare riferimento alle persone con patologie croniche , tutti i professionisti della salute, pur nel rispetto delle reciproche responsabilità e autonomie di intervento, sono chiamati ad operare efficacemente in team e avere come bussola comune l’attenzione al coinvolgimento attivo del cittadino nel piano di cure e alla sua progressiva responsabilizzazione nella gestione di pratiche di autocura.

Indagine civica accesso farmaci innovativi

L’accesso all’innovazione farmacologica ha rappresentato, in questi ultimi anni, una sfida per il Servizio Sanitario Nazionale, per garantire al maggior numero possibile di persone, affette da patologie anche molto impattanti, cure che possono fare la differenza per la loro vita. 

Il nostro impegno è da sempre forte sul tema dell’innovazione e dell’accesso all’innovazione, per dare risposte concrete ai cittadini che si confrontano con difficoltà nel veder garantiti i propri diritti ad accedere a cure, come ai farmaci per l’Epatite C (44%) o, più in generale, a quelli di classe “A” ed “H” ed in quelle aree specialistiche in cui insistano terapie classificate come innovative (es. epatologia, neurologia, oculistica, oncologia). 

www.curadicoppia.it

La nuova edizione  prevede 4 incontri regionali, momenti di confronto e dialogo, con i rappresentanti delle amministrazioni regionali oltre che con i rappresentanti di tutti i soggetti coinvolti nelle fasi della prima annualità.

Roma, 18 settembre presso sede provinciale dell’Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, via Giovanni Battista De Rossi, 9 - Roma

Bari, 22 ottobre presso sede Ordine Provinciale di Bari dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri; 

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Scarica la nostra Analisi Civica 

L’emanazione della recente Determinazione n.1535/2017  da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sulla classificazione dei farmaci innovativi e oncologici innovativi ha riaperto il dibattito sul tema dell’ innovazione in ambito farmacologico, che negli ultimi anni, è stato oggetto di discussione tra gli operatori sanitari ed altre professionalità competenti: Istituzioni nazionali e regionali, Aziende produttrici, professionisti sanitari, Agenzie regolatorie, Società scientifiche, Associazioni di cittadini e pazienti, mondo accademico.

Ci si è confrontati spesso sull’opportunità di attribuire all’innovazione una accezione chiara e al tempo stesso rigorosa per distinguere ciò che è nuovo da ciò che è “dirompente” disruptive come si dice a livello internazionale; cioè che cambia radicalmente il modo in cui i consumatori sono abituati ad usare i prodotti. Innovazioni che portano  cambiamenti che rivoluzionano un intero ecosistema.

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