UN PERCORSO PER RIDURRE FALSI MITI E PREGIUDIZI SUI BIOSIMILARI

L’introduzione negli anni ‘80 dei primi farmaci “biotecnologici” ha rivoluzionato il trattamento di alcune patologie, ma si tratta di farmaci particolarmente costosi per il SSN.

Nel 2006 alla scadenza dei primi brevetti, vengono prodotti i primi farmaci biosimilari, il cui costo arriva ad essere inferiore anche del 30% rispetto al proprio originatore e che quindi aprono nuovi spazi di concorrenza.

L’Europa è stato il primo continente ad approvare e introdurre i biosimilari e rappresenta il più grande mercato di biosimilari al mondo. In Italia, il consumo di biosimilari si attesta al 19%, contro l’81% detenuto dai corrispondenti originator, ma con consumi diversificati da Regione a Regione: a registrare il maggior consumo di biosimilari per tutte le molecole in commercio sono la Valle d’Aosta e il Piemonte con una incidenza dei biosimilari del 64,11% sul mercato complessivo di riferimento. Seguono, appaiate ma decisamente distanziate dalle prime due, Basilicata e Sicilia dove i biosimilari assorbono rispettivamente il 33,37% e il 32,77% del mercato di riferimento. All’estremo opposto la Puglia (6,82%), l’Umbria (7%) e il Lazio (8,27%).

Cittadinanzattiva sin dal 2013 si è occupata del tema biologici e biosimilari con  il I° rapporto nazionale sui farmaci biologici e biosimilari, nel 2014 con l’indagine civica sull’esperienza dei pazienti rispetto all’uso dei farmaci, con focus su farmaci biologici e biosimilari e nel 2017 con l’indagine civica sull'esperienza dei medici in tema di aderenza alle terapie, con focus su farmaci biologici e biosimilari, cogliendo il punto di vista dei cittadini e pazienti, oltre che dei professionisti, su l’opportunità fornita dall’arrivo di questi farmaci, commisurata alla garanzia di offrire alle persone che li utilizzano la migliore cura, fornendo il proprio contributo alla discussione che ha portato alla pubblicazione del primo position paper sui farmaci biosimilari del 2013 e del secondo position paper sui farmaci biosimilari di AIFA pubblicato a marzo 2018.

Alla luce del secondo position paper che introduce un’importante novità rispetto al primo position paper riguardo l’intercambiabilità tra biosimilari e bio-originatori, non solo per i pazienti naïve ma anche per i pazienti già in cura, ma demandando la scelta al clinico affidandogli il compito di contribuire a un utilizzo appropriato delle risorse, ai fini della sostenibilità del sistema sanitario e la corretta informazione del paziente sull’uso dei biosimilari, Tonino Aceti  Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva (TDM) commentava così

“Sui biosimilari c'e' bisogno di un Patto tra tutti gli attori, affinché i risparmi che derivano dall'utilizzo dei biosimilari rimangano realmente nelle disponibilità del SSN e siano finalizzati a garantire maggior accesso ai trattamenti, anche quelli innovativi…Approfondiremo attentamente nei prossimi giorni il Position Paper dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) sui farmaci biosimilari, ma ad una prima lettura apprezziamo la centralità che ha voluto riservare alla decisione clinica del medico nella scelta del trattamento, oltre che alla comunicazione e informazione al paziente che è l'ingrediente imprescindibile per un'adesione consapevole alle terapie. Ora la partita è verificare che questi principi diventino effettivi nei territori delle Regioni, permettendo concretamente ai medici di poter esercitare la professione in scienza e coscienza, guardando alla specificità dell'individuo che ha davanti a se, all'interno di una cornice di appropriatezza clinica sostenuta da evidenze e di utilizzo ottimale delle risorse a disposizione.”

Nell’ottica della condivisione e della partecipazione, Cittadinanzattiva si è impegnata nell’organizzazione di un focus group, con le Associazioni di pazienti che effettuano queste terapie,  nel quale far emergere i bisogni di informazione e  formazione, a partire da pregiudizi e falsi miti relativi ai problemi e bisogni che i pazienti hanno rispetto ai farmaci biotecnologici in generale e biosimilari in particolare.

Il risultato di quanto emerso verrà discusso in un momento pubblico il prossimo 5 novembre.

Per avere maggiori informazioni contatta:

Maria Teresa Bressi:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Anno di realizzazione 2018-in corso

Con il contributo non condizionato di BIOGEN


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Maria Teresa Bressi
Classe '79, calabrese di nascita, romana d’adozione e testarda di natura. Laureata in Comunicazione, dopo un master in Management delle Aziende Sanitarie, nel 2007 sono approdata a Cittadinanzattiva dove mi sono sempre occupata di salute e dal 2010, in particolare, del Coordinamento nazionale delle Associazioni di Malati Cronici (CnAMC). “L’essenziale è invisibile agli occhi” (Il Piccolo Principe).

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