Tutela dei diritti in tempo di federalismo

La riforma del Titolo V della Costituzione ha individuato la "tutela della salute" come materia concorrente tra Stato e Regioni, ma il divario, in termini di offerta delle prestazioni e di qualità delle stesse, sul territorio nazionale è progressivamente aumentato.

 

Le segnalazioni dei cittadini (cfr. rapporto PiT Salute 2008) e delle associazioni di pazienti (cfr. VIII rapporto sulle politiche della cronicità 2009) evidenziano giorno dopo giorno la frammentazione del Servizio Sanitario Nazionale, "caratterizzato da troppi confini amministrativi, che rappresentano altrettanti regimi di prestazioni e servizi".

Il diritto alla salute quindi attualmente è declinato in 21 modalità differenti: nascere o risiedere in una Regione italiana piuttosto che un'altra può voler significare una qualità di servizi diversi, come ad esempio i tempi di accesso.

È in questo contesto che si inserisce il "Laboratorio regionale Salute" il cui obiettivo è stato quello di favorire l'empowerment delle organizzazioni civiche e dei cittadini, affinandone strumenti e modalità di partecipazione.

Nello specifico, il progetto ha previsto appuntamenti in tre diverse Regioni italiane (Campania, Lazio, Piemonte) per:

  • conoscere meglio il Federalismo;
  • approfondire gli effetti della "regionalizzazione" e conoscere i bisogni dei cittadini in ogni Regione;
  • definire il ruolo della cittadinanza attiva nella difesa dei diritti nel contesto federalista.

Anno di realizzazione: 2009/2010

Per avere maggiori informazioni contatta Sabrina Nardi: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per saperne di più in tema di politiche sanitarie, visita la relativa Area di interesse

In partnership con

phrma logo

Classe '79. Il rosso è il mio colore preferito, l'arte vista con gli occhi dei bambini il mio primo amore, i viaggi un modo per saziare la mia curiosità. Il rosso perdura nella passione con cui mi impegno a difendere i diritti delle persone nel Tribunale per i diritti del malato, di cui sono vice coordinatrice nazionale.

Condividi